Contabilizzazione delle spese processuali

Non c’è pace sulla questione delle spese processuali da rimborsare alla parte vittoriosa. Anche il comportamento degli Avvocati su questo punto spesso lascia a desiderare, in quanto tendono a trascurare gli adempimenti fiscali in capo al loro cliente (e parlo dei legali della parte perdente).

Dopo aver esaminato decine di risoluzioni e sentenze, a mio parere, il quadro preciso della questione è il seguente:

a) la prima cosa da fare è osservare se il Giudice ha ordinato o meno la distrazione degli onorari d’avvocato non riscossi (art.93 c.p.c.);

b) in caso positivo, se chi ha perso la causa è un imprenditore o professionista, sempre che la causa sia inerente la propria attività (e non invece questioni del tutto private) il pagamento delle spese all’Avvocato della vittoriosa deve avvenire operando la ritenuta d’acconto Irpef del 20% sui compensi imponibili (onorario + spese soggette). Inoltre, la soccombente ha il diritto di non pagare l’Iva esposta nella parcella dell’avvocato della vittoriosa, se questa può detrarla. Se invece la parte vittoriosa è un privato, anche l’Iva andrà versata all’avvocato della vittoriosa. Attenzione: quest’ultimo fattura solo ed esclusivamente alla propria cliente e non alla parte perdente. Pertanto chi paga deve farsi rilasciare una ricevuta dall’avvocato con cui questo attesta che la parcella numero xx del xx intestata a Rossi è stata pagata il giorno xx da Bianchi. Nel nostro esempio Bianchi – parte perdente – ha il diritto di detrarre la spesa per intero (anche eventualmente per l’Iva pagata), in quanto la causa rientra nella sfera della sua attività. La ritenuta – una volta versata – va anche certificata all’avvocato della vittoriosa.

c) in caso negativo – ossia quando il Giudice non ordina la distrazione ex art.93 c.p.c. – la parte perdente non paga l’avvocato della vittoriosa ma rimborsa direttamente a quest’ultima le spese processuali, senza operare la ritenuta d’acconto Irpef del 20% e non pagando l’importo corrispondente all’Iva, se la vittoriosa ha potuto detrarla.

Ovviamente, se la parte perdente non è imprenditore o professionista, oppure se la causa non è inerente l’attività esercitata, la ritenuta Irpef non va operata, sia che la distrazione sia presente nella sentenza di condanna o meno.

Per cui con un gioco di parole, si potrebbe dire che occorre fare attenzione alla “distrazione” ed alla qualità delle parti in causa (imprese – professionisti – privati).

Per quanto riguarda l’Iva contenuta nelle spese processuali, la parte perdente non potrà mai detrarla come tale, perchè la fattura dell’avvocato della controparte va sempre intestata al suo cliente e non alla perdente. Che invece ovviamente detrarrà l’Iva pagata sulla parcella del proprio legale, sempre che – come detto – la causa inerisca l’attività esercitata.

Questa mi sembra la più corretta impostazione possibile.

 

11 marzo 2011

Roberto Mazzanti

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