Novità fiscali dell’8 febbraio 2011: anche gli amministratori di S.r.l. sono responsabili nei confronti dei creditori sociali; gravi irregolarità: i sindaci delle S.r.l. possono adire l’autorità giudiziaria; dichiarazione dei redditi sempre rettificabile; sullo sconto commerciale niente Irap: il prelievo scatta solo per la riduzione di natura finanziaria; regolarizzazione delle ritenute: aumentate le sanzioni e gli interessi; bonus risparmio energetico: anche il solare termodinamico fruisce della detrazione del 55%; detassazione 2011 attende chiarimenti ministeriali

 









Indice:


 


1) Anche gli amministratori di S.r.l. sono responsabili nei confronti dei creditori sociali


 


2) Gravi irregolarità: i sindaci delle S.r.l. possono adire l’autorità giudiziaria


 


3) Dichiarazione dei redditi sempre rettificabile


 


4) Sullo sconto commerciale niente Irap: il prelievo scatta solo per la riduzione di natura finanziaria


 


5) Regolarizzazione delle ritenute: aumentate le sanzioni e gli interessi


 


6) Fondazione studi CDL: parere in materia di diritto societario


 


7) Bonus risparmio energetico: anche il solare termodinamico fruisce della detrazione del 55%


 


8) Detassazione 2011 attende chiarimenti ministeriali


 


 


1) Anche gli amministratori di S.r.l. sono responsabili nei confronti dei creditori sociali


Anche gli amministratori di S.r.l. sono responsabili nei confronti dei creditori sociali, ciò al pari di quelli delle società per azioni.


Lo ha stabilito il Tribunale di Milano con la sentenza n. 501 del 18 gennaio 2011.


Gli amministratori di tali società sono responsabili verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi relativi alla conservazione e all’integrità del patrimonio, ciò anche se il codice civile non lo preveda in maniera espressa.


 


 


2) Gravi irregolarità: i sindaci delle S.r.l. possono adire l’autorità giudiziaria


In caso di gravi irregolarità, i sindaci di S.r.l. possono presentare la denuncia all’autorità giudiziaria.


Lo ha stabilito il Tribunale di Trieste con il decreto del 21 gennaio 2011.


Risolto il problema dell’applicazione dell’art. 2409 c.c. alle società a responsabilità limitata, dopo la riforma del diritto societario.


Occorre ricordare che la nuova norma di comportamento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commerciali (6.3), in merito al controllo del Collegio sindacale, già sostiene (ed auspicava) tale interpretazione della attuale normativa.


Interpretazione, favorevole a quanto sostenuto dal CNDCEC (nella citata norma 6.3), che è puntualmente arrivata dalla neo giurisprudenza.


 


 


3) Dichiarazione dei redditi sempre rettificabile


La dichiarazione dei redditi è sempre emendabile anche in fase di contenzioso. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2226 del 31 gennaio 2011 (si veda nell’articolo sulle novità fiscali del 07 febbraio 2011).


 Il contribuente può sempre rettificarla per errori di fatto o di diritto se lo fa per opporsi alla maggiore pretesa tributaria.


Nel caso di specie, una coppia di contribuenti ha indicato erroneamente in dichiarazione una voce che secondo l’Amministrazione finanziaria non é deducibile. La citata coppia ha impugnato la cartella sostenendo che vi era stato un errore nella compilazione e che l’intenzione era quella di volerlo correggere.


In primo e secondo grado l’istanza era stata respinta mentre è risultata vincente in Cassazione rinviando gli atti.


La Suprema Corte ha rafforzato un vecchio orientamento delle Sezioni Unite prevedendo la possibilità di emendare la dichiarazione qualora l’operazione venga fatta per contestare una maggiore pretesa tributaria anche nel contenzioso.


 


 


4) Sullo sconto commerciale niente Irap: il prelievo scatta solo per la riduzione di natura finanziaria


La Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, con la sentenza n. 2/30/11, ha stabilito che solo per gli sconti finanziari si paga l’Irap. Sono, quindi, esclusi quelli commerciali anche senza specifica quantificazione.


Nel caso di specie, l’Amministrazione finanziaria ha contestato (con relativo avviso) ad un’impresa di avere imputato direttamente a storno dei ricavi, invece, che tra gli interessi passivi, le riduzioni, aventi natura finanziaria poiché  incidenti solo sul pagamento dell’importo da incassare.


Ma nella fase del contenzioso tributario, sia la Commissione Tributaria Provinciale sia quella regionale hanno accolto le istanze difensive avanzate dal contribuente, il quale ha sostenuto che l’Amministrazione finanziaria non ha preso in considerazione i tre tipi di sconto fatti dall’azienda ai propri clienti.


In particolare, devono essere sottoposti ad imposizione ai fini Irap soltanto  gli sconti di natura finanziaria e non, invece, sia i “premi di consumo” che l’azienda ha praticato in relazione alle quantità vendute, sia gli “sconti cassa” legati alle modalità di pagamento.


Per tale ragione, la citata C.T.R. ha respinto il ricorso presentato dall’Amministrazione finanziaria.


(Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, sentenza n. 2/30/11)


 


 


5) Regolarizzazione delle ritenute: aumentate le sanzioni e gli interessi


Legge di stabilità 2011 e l’aumento del tasso di interesse legale dal 01.01.2011 rendono più onerosa per il sostituto d’imposta la regolarizzazione di insufficiente o omesso versamento di ritenute o altre eventuali violazioni sanzionabili.


Il DM 7 dicembre 2000 ha stabilito che gli interessi, dal 01.01.2011, salgono dall’1% al 1,5%.


La legge 220/2010 ha stabilito, a decorrere dal 1° febbraio 2011, l’aumento delle sanzioni in caso di regolarizzazione spontanea delle violazioni non ancora contestate dall’Amministrazione Finanziaria.


La sanzione del 30% per l’omesso e/o insufficiente versamento di ritenuta, ridotta diventa del 3% o del 3,75%.


La sanzione mantiene il codice tributo 8906 e va sempre indicata sul mod. F24 distinta dall’importo delle ritenute non versate comprendenti anche gli interessi calcolati dal giorno di scadenza dell’obbligo di versamento.


Il versamento tardivo senza versamento degli interessi e della sanzione ridotta sconta la violazione per intero.


La sanzione in misura ridotta passa quindi da un dodicesimo a un decimo del minimo, in caso di mancato pagamento del tributo, sanato nel termine di trenta giorni dalla scadenza del termine stabilito, da un decimo ad un ottavo del minimo, in caso di mancato pagamento del tributo, sanato entro il termine per la presentazione della dichiarazione, da un dodicesimo ad un decimo del minimo, in caso di mancata presentazione della dichiarazione nei termini di legge sanata entro 90 giorni dalla scadenza.


Anche la mancata presentazione del Modello F24 a zero, gode della sanzione ridotta.


Dal 1° febbraio 2011 la presentazione entro 5 giorni la sanzione ridotta è €. 6,00 rispetto alla sanzione minima di €. 51,00, oltre 5 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi ridotta ad €. 19,00 rispetto alla sanzione minima di €. 154,00.


In tale fattispecie sul Modello F24 il codice tributo è 8911.


In caso di omessa presentazione della dichiarazione del sostituto d’imposta, la regolarizzazione deve avvenire entro 90 giorni dal relativo termine.


La suddetta regolarizzazione si concretizza con l’invio della dichiarazione e il versamento dell’importo ridotto di €. 25,00 (sanzione minima €. 258,00). Anche qui il codice tributo è 8911. Quanto sopra non vale per le violazioni commesse fino al 31 gennaio 2011.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 07 febbraio 2011)


 


 


6) Fondazione studi CDL: parere in materia di diritto societario


Se il titolare dell’impresa imputa al collaboratore familiare una quota di plusvalenza derivante dalla cessione dell’azienda, la stessa va dichiarata dal collaboratore nel proprio Modello Unico. Ciò prescinde dalla effettiva percezione della somma da parte del collaboratore medesimo posto che si è nel campo del reddito d’impresa e la tassazione per trasparenza avviene in base al principio di competenza, a prescindere dall’incasso.


In questo caso, il titolare dell’impresa non può assoggettare a tassazione separata nel quadro RM la propria quota di plusvalenza poiché la circostanza di riferire la plusvalenza al reddito d’impresa non consente di indicarla tra i redditi assoggettati a tassazione separata.


Se, invece, il titolare non si avvale della possibilità di imputare ai collaboratori per trasparenza la quota di plusvalenza (facoltà prevista dal comma 4 dell’art. 5 del predetto Tuir), l’intera plusvalenza concorre a formare per competenza il suo reddito.


In questo caso, ricorrendone i presupposti il titolare potrà però tassare con modalità separata la plusvalenza nel quadro RM del proprio Modello Unico PF – fascicolo II, non facendola confluire nel reddito d’impresa.


Laddove si dovesse verificare la prima delle due ipotesi, il collaboratore familiare potrà scegliere di:


– imputare il reddito nel quadro RH e farlo concorrere in modo ordinario alla tassazione complessiva agli altri redditi dichiarati nell’anno, mediante apposita opzione da esercitarsi nel quadro RM barrando l’apposita casella posta in corrispondenza della Sezione II del predetto quadro RM;


– ricorrendone i presupposti previsti dalla lett. g) del comma 1 dell’art. 17 del TUIR, vale a dire quando la plusvalenza deriva dalla “cessione a titolo oneroso di aziende possedute da più di cinque anni”, potrà assoggettare a tassazione separata la plusvalenza indicandola nel quadro RM del Modello Unico, senza optare per la tassazione ordinaria.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, parere n. 4 del 7 febbraio 2011)





7) Bonus risparmio energetico: anche il solare termodinamico fruisce della detrazione del 55%


La detrazione del 55% spetta anche per l’istallazione di sistemi termodinamici a concentrazione solare, limitatamente però alla produzione di energia termica e di acqua calda.


E’ questa la risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 12/E del 07 febbraio 2011, ad un contribuente che chiedeva, sulla base di una recente nota dell’Agenzia Enea, la conferma del beneficio fiscale anche per gli impianti solari termodinamici.


Gli impianti termodinamici sono uguali a quelli solari


Infatti, i sistemi termodinamici a concentrazione solare, che utilizzano il sole per produrre energia termica, convertibile anche in energia elettrica, sono pienamente assimilabili agli impianti solari.


L’Enea differenzia, per l’applicazione del beneficio fiscale introdotto dalla legge Finanziaria del 2007 ed esteso a tutto il 2011, i sistemi utilizzati per la sola produzione di acqua calda, per i quali spetta interamente il beneficio, da quelli per la produzione combinata di energia elettrica e termica, per i quali la detrazione spetta limitatamente agli usi termici.


La certificazione di qualità


Anche in merito alla certificazione di qualità, richiesta per la detrazione, l’Enea specifica che è applicabile, in linea di principio, la normativa vigente per i collettori solari (EN 12975), sostituibile altrimenti da una certificazione di qualità approvata dalla stessa Agenzia Enea.


Beneficio in proporzione


Sulla base di tali indicazioni, l’Agenzia delle Entrate oltre a riconoscere il beneficio fiscale per questa tipologia di impianti, precisa che la quota di spesa detraibile, nel caso di impianto a produzione combinata, può essere data dalla percentuale di energia termica prodotta rispetto a quella complessivamente sviluppata dall’impianto.


La proroga del bonus e le nuove quote


L’Agenzia delle Entrate ha, infine, ricordato che la legge di Stabilità 2011, oltre a prorogare il bonus per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2011, ha stabilito che la detrazione deve essere ripartita in dieci quote costanti di pari importo, anziché in cinque.


(Agenzia delle Entrate, comunicato del 07 febbraio 2011)


 


 


8) Detassazione 2011 attende chiarimenti ministeriali


Va scelta la strada della non applicazione dell’agevolazione in assenza di specifici accordi.


Di fronte all’incertezza normativa, in attesa che il Ministero del Lavoro e l’Agenzia delle Entrate si pronuncino sull’obbligatorietà della stipula di un accordo aziendale (o territoriale) per l’applicazione della tassazione al 10% anche per il 2011, va scelta la strada della non applicazione dell’agevolazione in assenza di specifici accordi.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 07 febbraio 2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


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