Novità fiscali dell'1 febbraio 2011: operazioni con paesi black list: le risposte dell’Agenzia ai quesiti; rimborsi IVA in conto fiscale: le domande vanno online; da oggi ravvedimento operoso più caro; amministrazione straordinaria per le grandi imprese in crisi; assetto organizzativo del Centro operativo di Pescara

 








Indice:


 


1) Operazioni con Paesi black list: le risposte dell’Agenzia ai quesiti 


 


2) Rimborsi Iva in conto fiscale: Le domande corrono online


 


3) Fisco: Da oggi Ravvedimento operoso più caro


 


4) Invio di questionario da parte del CNDCEC ai propri iscritti per monitorare lo stato di informatizzazione negli studi professionali


 


5) Amministrazione straordinaria per le grandi imprese in crisi


 


6) Riacquisto anticipato delle obbligazioni e titoli similari con scadenza non inferiore ai 18 mesi


 


7) Assetto organizzativo del Centro operativo di Pescara


 


 


1) Operazioni con Paesi black list: le risposte dell’Agenzia ai quesiti 


Sono arrivati ulteriori chiarimenti dalle Entrate sull’obbligo di comunicazione delle operazioni realizzate da soggetti passivi Iva con altri soggetti che si trovano nei Paesi black list, in risposta ad alcuni quesiti sottoposti all’Amministrazione finanziaria.


Tra le risposte di maggiore interesse, contenute nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 28 gennaio 2011, sono comprese quelle sulle spese di trasferta, sugli acquisti effettuati da un operatore economico non black list ma con rappresentante fiscale nominato in un Paese a fiscalità privilegiata, sulle cessioni e acquisti di beni “estero su estero” e quella che fuga i dubbi sui rapporti tra comunicazione integrativa e ravvedimento operoso.


Spese di trasferta dei dipendenti fuori dalla comunicazione black list


In caso di trasferta in Paesi black list, le prestazioni di servizi, come, per esempio, quelle relative ai trasporti o quelle alberghiere, non devono essere riportate nella comunicazione delle operazioni Iva con Paesi black list in tutti i casi in cui queste spese (di regola, di importo esiguo) siano correttamente classificate nel costo del personale secondo i principi contabili adottati dall’impresa.


Fuori dalla comunicazione gli acquisti da un operatore economico non black list con rappresentante fiscale nominato in un Paese a regime fiscale privilegiato


Non rientrano tra le operazioni soggette all’obbligo di comunicazione le prestazioni di servizi e le cessioni di beni realizzate presso il rappresentante fiscale, nominato in un Paese black list, se l’operatore economico “rappresentato”, che costituisce la reale controparte dell’operazione, è localizzato in un Paese a fiscalità “ordinaria”.


Per le operazioni estero su estero se non c’è Iva non c’è comunicazione


Per le cessioni o per gli acquisti di beni effettuati direttamente all’estero, quindi non soggetti a Iva, da una stabile organizzazione italiana con sede in un Paese black list, come ad esempio, l’acquisto di carburanti, non è previsto l’obbligo di comunicazione.


Nessun conflitto tra comunicazione integrativa e ravvedimento operoso


Scaduti i termini di presentazione della comunicazione, il contribuente può rettificarla o integrarla entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza, senza l’applicazione di alcuna sanzione. Passato questo termine, è possibile presentare la comunicazione avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso e versare, quindi, le sanzioni ridotte entro un anno dall’omissione o dall’errore, a patto che la violazione non sia già stata constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento.


(Agenzia delle Entrate, comunicato del 28 gennaio 2011)


 


 


2) Rimborsi Iva in conto fiscale: Le domande corrono online


E’ ormai impossibile richiedere il rimborso dell’Iva, su carta, all’agente della riscossione. Da quest’anno, infatti, niente più modello VR cartaceo per il rimborso annuale, ma un nuovo quadro online con cui richiedere l’erogazione del rimborso tramite accreditamento sul conto corrente bancario, o postale, comunicato dall’intestatario del conto fiscale.


E’ l’effetto dell’incorporazione della richiesta di rimborso nella presentazione della dichiarazione Iva, trasmessa in via autonoma e svincolata dal modello Unico.


Novità questa che ha ricevuto il via libera definitivo con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28 gennaio 2011, che approva le specifiche tecniche dei flussi telematici per la trasmissione delle relative informazioni tra Agenzia e agenti della riscossione.


Semplificazione via online


Un’operazione questa all’insegna d’una maggiore efficienza nella gestione dei rimborsi e d’un progressivo avvicinamento tra fisco e contribuenti, soprattutto alla luce dello snellimento degli adempimenti reso possibile dalla trasmissione on line delle richieste di rimborso.


Modalità per la scelta del rimborso in conto fiscale e staffetta tra Entrate e Riscossione


In pratica, al momento della compilazione e della presentazione della  dichiarazione, i richiedenti possono optare per l’erogazione del rimborso in conto fiscale barrando una determinata casella contenuta nel quadro VR segnalando anche l’importo erogabile senza garanzia.


Entro dieci giorni dall’invio della dichiarazione, l’Agenzia delle Entrate trasmette all’agente della riscossione presso cui il richiedente è intestatario del conto fiscale i dati relativi alla domanda di rimborso.


L’agente della riscossione, sempre entro dieci giorni, chiede quindi al contribuente, se dovuta, la presentazione di una delle garanzie previste dalla norma.


A questo punto, ultima fase della procedura, l’agente provvede all’erogazione del rimborso tramite accreditamento sul conto corrente bancario, o postale, comunicato dall’intestatario del conto fiscale.


Il Provvedimento è disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, all’interno della sezione “Provvedimenti, Circolari e Risoluzioni”.


In definitiva, dal 1 febbraio 2011 sarà possibile richiedere i rimborsi dell’IVA, a partire da quelli annuali relativi all’anno d’imposta 2010, direttamente in sede di presentazione della dichiarazione annuale, senza più la necessità di presentare il modello VR cartaceo all’agente della riscossione.


La dichiarazione IVA 2011 contiene infatti il nuovo quadro VR, semplificato rispetto al tradizionale modello in quanto alcuni dati sono già presenti in altri quadri.


Inoltre, i contribuenti che presentano la dichiarazione IVA annuale entro il mese di febbraio sono esonerati dalla presentazione della “comunicazione annuale dati IVA”.


Al fine di dare attuazione alle predette disposizioni, con il presente provvedimento sono disciplinate le attività dell’Agenzia delle Entrate e dell’agente della riscossione e sono approvate le specifiche tecniche per la trasmissione dei flussi telematici di interscambio delle informazioni tecniche relative alla gestione dei rimborsi in conto fiscale.


(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 16 del  28 gennaio 2011)


 


 


3) Fisco: Da oggi ravvedimento operoso più caro


A partire da oggi (01 febbraio 2011), in materia di ravvedimento operoso ai fini fiscali valgono le  nuove regole (art. 1, commi 17-22, legge 220/2010, cd. Legge di Stabilità).


La nuova situazione è, pertanto, la seguente:


– sanzioni ridotte a 1/10 (quindi, sanzione del 3%), in caso di omesso versamento di un tributo o di un acconto sanato entro 30 giorni dalla violazione;


– sanzioni ridotte a 1/8 (il ravvedimento lungo dei versamenti sconta, quindi, il 3,75%), se la regolarizzazione avviene entro il termine di presentazione della dichiarazione o, se questa non è prevista, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
– sanzione ridotta a 1/10 (25 euro) per le dichiarazioni presentate con ritardo non superiore a 90 giorni;


Per la conciliazione giudiziale (rientrano nelle nuove sanzioni i ricorsi presentati a partire dal 1° febbraio 2011) sanzioni al 40%.


Per gli atti emanati a decorrere dal 1° febbraio 2011:


– per l’accertamento con adesione sanzioni a 1/3;


– per l’acquiescenza sanzioni a 1/3;


– per la definizione agevolata delle sanzioni si passa a 1/3;


– per l’adesione agli inviti al contraddittorio ed ai PVC si passa a 1/6.


Si ricorda, invece, che il tasso degli interessi legali, aumentato in misura del 1,5% annuo, si applica già dal 1 gennaio 2011.


 


 


4) Invio di questionario da parte del CNDCEC ai propri iscritti per monitorare lo stato di informatizzazione negli studi professionali


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili farà pervenire, per il tramite degli Ordini locali, ai propri iscritti un questionario (composto da tre pagine), avente finalità statistiche, contenente i dati (costo e tipologia del software utilizzato, ecc.) informatici dei singoli studi professionali per il ruolo svolto di intermediari telematici con l’Amministrazione finanziaria e con gli altri enti pubblici.


L’intento è di elaborare dei dati complessivi a livello nazionale per potere chiedere i necessari contributi, agevolazioni e sgravi fiscali, che possano, al meglio, remunerare l’intensa attività di servizio per la raccolta, la gestione e la trasmissione di modulistica elettronica e documenti informatici (basti solo pensare all’invio dei modelli unico, dei modelli F24 e cosi via).


(CNDCEC, nota informativa n. 4/2011 del 31 gennaio 2011)


 


 


5) Amministrazione straordinaria per le grandi imprese in crisi


La Commissione nazionale del CNDCEC ha pubblicato sul proprio sito il 31 gennaio 2011 un documento (datato 07 dicembre 2010) sullo studio dell’amministrazione straordinaria, impatto della riforma fallimentare e scenari di armonizzazione.


Avverte tale documento, in premessa, che l’amministrazione straordinaria è una procedura concorsuale che si pone, come fondamentale obiettivo, la salvaguardia, totale o parziale, di un’azienda – svolgente attività commerciale – o di un gruppo d’imprese, di grandi dimensioni dichiarata insolvente, nonché, a certe condizioni, del personale dipendente in essa operante.


Come la liquidazione coatta anche, questo procedimento ha natura amministrativa, stante che le sue attività prettamente gestorie sono affidate al Ministero delle Attività Produttive.


Il procedimento, invece, differisce da quelli concernenti la procedura di l.c.a, articolandosi, tra l’altro, anche in una preliminare fase di osservazione finalizzata a valutare la fondatezza di tangibili opportunità di ritrovare un adeguato equilibrio economico.


Peraltro, la normativa dell’amministrazione straordinaria è stata più volte modificata, nel senso che a una disciplina generale è stata appaiata una disciplina speciale destinata alle imprese di ancora più grandi dimensioni.


La disciplina generale


L’amministrazione straordinaria (D.Lgs. 270/1999) si applica alle imprese, sia individuali che collettive, con esclusione delle società cooperative, soggette alle disposizioni sul fallimento, che abbiano (art. 2):


-debiti per un ammontare complessivo non inferiore ai due terzi sia dell’attivo dello stato patrimoniale sia dei ricavi dell’ultimo esercizio e che presentino concrete prospettive di recupero dell’equilibrio economico;


– un numero di lavoratori subordinati complessivamente non inferiore a duecento da almeno un anno.


Un’eccezione riguarda le imprese confiscate ai sensi della Legge 575 del 1965, che possono essere ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria.


Ovviamente, per tutti gli altri contenuti si rinvia alla lettura del citato documento disponibile sul sito  www.cndcec.it .


(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, documento pubblicato sul proprio sito il 31 gennaio 2011)


 


 


6) Riacquisto anticipato delle obbligazioni e titoli similari con scadenza non inferiore ai 18 mesi


Se alla data di scadenza del prestito (nominale o di fatto a seguito dell’anticipata estinzione) non risulta verificato il requisito dell’effettiva circolazione dei titoli per almeno diciotto mesi, ancorché non continuativi, l’emittente dei titoli obbligazionari è in ogni caso tenuto al pagamento della somma del 20% sull’ammontare degli interessi e altri proventi complessivamente corrisposti.


Come è noto, gli interessi derivanti da prestiti obbligazionari emessi da soggetti residenti in Italia sono assoggetti alla disciplina della ritenuta alla fonte sugli interessi delle obbligazioni e dei titoli similari e delle cambiali finanziarie prevista dall’art. 26, primo comma, del D.P.R. n. 600/1973.


Tale ritenuta è applicata con l’aliquota del 12,50% ovvero del 27%.


In particolare, l’aliquota del 12,50% si applica agli interessi ed altri proventi delle obbligazioni e titoli similari con scadenza non inferiore a 18 mesi e delle cambiali finanziarie.


L’aliquota del 27% trova, invece, applicazione in relazione agli:


– interessi e altri proventi delle obbligazioni e dei titoli similari aventi una scadenza inferiore a 18 mesi;


– interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari con scadenza pari o superiore a diciotto mesi, qualora il saggio di rendimento effettivo all’emissione (comprensivo dello scarto di emissione) sia superiore a determinati limiti indicati nella norma.


L’ultimo periodo della norma in commento prevede infine che, qualora il rimborso delle obbligazioni e dei titoli similari con scadenza non inferiore a 18 mesi abbia luogo prima di tale scadenza, sugli interessi e altri proventi maturati fino al momento dell’anticipato rimborso è dovuta dall’emittente una somma pari al 20%.


Tale previsione è finalizzata a sanzionare operazioni di estinzione anticipata di prestiti obbligazionari originariamente emessi con scadenza non inferiore a 18 mesi i cui interessi sono assoggettati ad un’aliquota d’imposta del 12,50%.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 11/E del 31 gennaio 2011)


 


 


7) Assetto organizzativo del Centro operativo di Pescara


Il Centro operativo di Pescara opera alle dirette dipendenze della Direzione Centrale Accertamento a decorrere dal 1° febbraio 2011, con l’assetto organizzativo e le attribuzioni indicate nel neo atto (Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28/01/2011) pubblicato il 31 gennaio 2011.


L’art. 28, comma 2, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ha introdotto una disposizione finalizzata a incrementare e rendere più efficace l’attività di controllo e di accertamento cosiddetta “di massa”; in deroga alle disposizioni generali che disciplinano la competenza degli uffici dell’Agenzia in materia di accertamento, la norma citata prevede che lo svolgimento delle attività di controllo realizzabili con modalità automatizzate possa essere attribuito “ad apposite articolazioni dell’Agenzia delle Entrate, con competenza su tutto o parte del territorio nazionale, individuate con il regolamento di amministrazione.”


La medesima disposizione attribuisce la competenza sulle controversie riguardanti gli atti derivanti dalle dette attività di controllo e accertamento realizzabili con modalità automatizzate emessi dalle “apposite articolazioni (…) individuate con il regolamento di amministrazione” alla Commissione tributaria provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio al quale spettano le attribuzioni sul tributo controverso; quest’ultimo ufficio è parte nel processo dinanzi alle Commissioni tributarie (si tratta di una disposizione analoga a quella a suo tempo introdotta per i soppressi centri di servizio).


L’Agenzia ha opportunamente modificato il regolamento di amministrazione, individuando nei centri operativi le “apposite articolazioni” indicate dalla norma e disciplinando le modalità di svolgimento del relativo contenzioso (delibera del Comitato di gestione n. 40 del 15 dicembre 2010).


Nelle more dell’approvazione della delibera da parte del Ministro, con atto n. 180902 del 17 dicembre 2010 è stata rivista l’articolazione interna del Centro operativo di Pescara, per renderla funzionale allo svolgimento delle nuove attribuzioni; nell’occasione il Centro è stato collocato alle dipendenze della Direzione Centrale Accertamento.


L’operatività delle disposizioni contenute nell’atto era subordinata all’approvazione della delibera sopra citata.


L’approvazione è intervenuta il 20 gennaio 2011.


Con il presente atto la data di avvio operativo della riorganizzazione viene fissata al 1° febbraio 2011.


L’atto ridefinisce compiutamente le attribuzioni del Centro operativo di Pescara e ne completa l’assetto organizzativo.


L’attività dell’ufficio Controlli e accertamenti centralizzati è svolta, sulla base dei programmi operativi definiti dalla Direzione Centrale Accertamento, anche presso una struttura con sede a Reggio Calabria, posta alle dirette dipendenze del Direttore del Centro.


L’ufficio Gestione e controlli dei contribuenti non residenti è articolato nelle due aree di seguito indicate con le rispettive competenze.


a) Gestione rimborsi e controlli dei contribuenti non residenti in materia di imposta sul valore aggiunto;


b) Gestione rimborsi e controlli dei contribuenti non residenti in materia di imposte sui redditi;


Contenzioso relativo agli atti emessi dal Centro


Per le controversie riguardanti gli atti emessi dal Centro a seguito delle attività di controllo e accertamento realizzate con modalità automatizzate è competente, la Commissione tributaria provinciale nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio al quale spettano le attribuzioni sul tributo controverso.


Per le controversie proposte nei confronti del Centro relativamente ad atti diversi da quelli di cui sopra, comprese quelle riguardanti atti connessi ai controlli non realizzabili con modalità automatizzate, quali quelli relativi alle istanze presentate per la fruizione dei crediti d’imposta, permangono le regole ordinarie previste dal decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, in base alle quali è competente la Commissione tributaria provinciale di Pescara e il Centro è parte nel processo dinanzi alla stessa Commissione.


(Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28/01/2011, pubblicato il 31 gennaio 2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 

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