Novità fiscali del 9 febbraio 2011: opzione IRAP entro l'1 marzo 2011; dichiarazione IVA autonoma entro febbraio anche se a debito; rinvenimento di brogliaccio contabile nel furgone aziendale: conseguenze per il contribuente; verbali di invalidità civile definitivi: chiarimenti INPS sui soggetti abilitati a trasmissione telematica della documentazione previdenziale

 






 


Indice:


 


1) Opzione Irap entro il 01 marzo 2011


 


2) Dichiarazione Iva autonoma entro febbraio anche se a debito


 


3) Rinvenimento di brogliaccio contabile nel furgone aziendale: conseguenze per il contribuente


 


4) Elenco clienti e fornitori: circolare ABI


 


5) Verbali di invalidità civile definitivi: chiarimenti Inps


 


6) Inps: chiarimenti sui soggetti abilitati alla trasmissione telematica della documentazione previdenziale, l’Inps non autorizza i tributaristi, i consulenti fiscali ed i revisori contabili


 


7) Inps: Contenzioso legale presso le Sedi critiche


 


8) Altre di fisco


 


 


1) Opzione Irap entro il 01 marzo 2011


Entro il prossimo 1 marzo si potrà scegliere il metodo Irap più conveniente.


Le imprese individuali e le società di persone in contabilità ordinaria hanno ancora poche tempo a disposizione per esercitare l’opzione che consente di determinare l’Irap secondo le modalità previste per le società di capitali, aderendo alle regole del bilancio e non a quelle del Tuir.


Scadrà, infatti, il 1° marzo 2011 il termine di 60 giorni dall’inizio del periodo d’imposta entro cui, pena l’inefficacia dell’opzione, chi intende transitare nel regime naturale per i soggetti “maggiori” deve compilare e trasmettere in via telematica all’agenzia delle Entrate il modello di comunicazione, approvato con provvedimento direttoriale del 31 marzo 2008 (C.M. n. 60/E del 2008).


La compilazione del modello non è complessa, mentre, invece, può comportare talune difficoltà la scelta di convenienza da effettuare.


Infatti, occorre mettere a confronto le particolarità dei due metodi di determinazione del valore aggiunto della produzione Irap per poi applicarli sulla propria situazione.


Per soggetti con una struttura di costi elementare e “leggera” potrebbe rilevarsi inutile uscire dal proprio regime naturale.


Per imprese più strutturate e con oneri caratterizzati da un tetto di deducibilità ai fini Irpef, l’opzione si presenta, invece, favorevole.


L’opzione è consentita soltanto alle imprese Irpef in contabilità ordinaria (per obbligo o per opzione), mentre chi è in contabilità semplificata non può uscire dal regime naturale previsto dall’art. 5-bis del D.Lgs. 446/1997.


Si ricorda che l’opzione è irrevocabile per tre periodi d’imposta, per cui in questi giorni si decide per il triennio 2011-2013.


Chi già in passato ha esercitato l’opzione e ha terminato il triennio nel 2010 deve scegliere: se non fa nulla, il regime prescelto si intende (tacitamente) rinnovato per un altro triennio.


Altrimenti, con lo stesso modello e sempre entro il 1° marzo prossimo, deve esercitare la revoca (tornando così a determinare il Vap secondo le regole previste dal’art. 5-bis del Decreto Irap), anch’essa con effetto triennale e irrevocabile.


 


 


2) Dichiarazione Iva autonoma entro febbraio anche se a debito


L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 1 del 2011, ha previsto la possibilità per tutti i soggetti passivi Iva di anticipare la presentazione della dichiarazione annuale in forma autonoma rispetto al termine previsto per la trasmissione di quella unificata.


In questo modo possono presentare entro febbraio 2011 la Dichiarazione Iva in forma autonoma anche i contribuenti che presentano un debito Iva, liberandosi così anche dall’onere di presentare la Comunicazione annuale dati Iva.


Al fine di limitare gli obblighi dichiarativi a carico dei titolari di Partita Iva, a decorrere dall’adempimento relativo all’anno d’imposta 2009, è prevista un’ulteriore ipotesi di esonero, contenuta nell’art. 8-bis dello stesso D.P.R. n. 322 del 1998 (introdotto dal D.L. n. 78/2009), che riguarda i contribuenti che provvedono a presentare la dichiarazione annuale autonomamente entro il mese di febbraio .


L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 1 del 25 gennaio 2011 ha quindi cambiato orientamento ritenendo valida la possibilità anche per i debitori di sganciare la dichiarazione Iva da Unico.


In sostanza, indipendentemente dalla presenza di un credito o di un debito annuale, tutti i soggetti passivi d’imposta possono presentare la dichiarazione Iva entro il mese di febbraio di ciascun anno e, in tale ipotesi, sono esonerati dall’obbligo di presentazione della comunicazione annuale dati Iva.


La presentazione in via autonoma della dichiarazione annuale Iva, comporta che:


– il versamento del saldo annuale deve essere effettuato entro il 16 marzo in un’unica soluzione ovvero rateizzando da tale data le somme dovute, maggiorando dello 0,33% mensile l’importo di ciascuna rata successiva alla prima;


– non si può differire il pagamento dell’imposta alle scadenze di Unico.


 


 


3) Rinvenimento di brogliaccio contabile nel furgone aziendale: conseguenze per il contribuente


Accesso libero degli uomini del fisco (verificatori fiscali) all’interno del furgone aziendale.


Se tali verificatori trovano all’interno del furgone dell’azienda un brogliaccio contenente dati contabili difformi da quelli dichiarati, il contribuente non può contestare la necessita dell’autorizzazione della procura della repubblica per far ciò.


E’, quindi, legittimo l’operato dell’Amministrazione finanziaria.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 2804 del 05 febbraio 2011.


Nel caso di specie, la Guardia di Finanza, nel corso di un controllo stradale, ha rilevato, all’interno di un furgone aziendale, la presenza di un brogliaccio, facendolo proprio senza richiedere l’autorizzazione della Procura della Repubblica.


Tale documento veniva poi utilizzato dal fisco per emettere avviso di rettifica ai fini Iva.


Ebbene, secondo la Suprema Corte, tale procedura è corretta, a maggior ragione per la circostanza che il contribuente, nella fase del sequestro della predetta documentazione, non ha obiettato nulla (per cui l’acquisizione della documentazione è avvenuta con il consenso dello stesso contribuente).


 


 


4) Elenco clienti e fornitori: circolare ABI


L’ABI, con una propria circolare ha fornito interessanti chiarimenti in merito al nuovo obbligo, introdotto dal Legislatore, consistente nel dovere, in sostanza, presentare una sorta di elenco dei clienti e dei fornitori.


Prima scadenza, prevista entro il 31 ottobre 2011 (per l’anno 2010). Mentre a regime la comunicazione dei dati Iva scadrà entro il 30 aprile di ciascun anno.


Per l’annualità 2010, si dovranno indicare solo gli importi fatturati con importo di euro 25.000,00 (al netto di Iva).


Mentre per le successive annualità varranno i seguenti limiti:


euro 3.000 (al netto di Iva);


euro 3.600 (al lordo di Iva) per le operazioni senza obbligo di emissione di fattura (quindi, le operazioni rivolte nei confronti di consumatori finali, che vendono la presenza dell’emissione di scontrino o ricevuta fiscale).


Ebbene tali ultimi operazioni vanno prese in considerazione a partire dal 1 maggio 2011.


Inoltre, in presenza di “contratti di appalto, di fornitura, di somministrazione e gli altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici”, si deve aver riguardo al corrispettivo dovuto per l’intero anno solare, e solamente laddove tale corrispettivo superi l’importo di 3.000 euro sorge l’obbligo di comunicazione dell’operazione derivante dai predetti contratti.


In tale ambito, particolare attenzione dovrà essere prestata dai lavoratori autonomi, i quali, spesso, concludono con i propri clienti dei contratti di consulenza ed assistenza continuativa, prevedendo un corrispettivo annuale “forfetario”, da fatturarsi in rate trimestrali (o mensili, a seconda degli accordi).


In tale ipotesi, quindi, è necessario chiedersi se si ricada nella fattispecie di contratti da cui derivano corrispettivi periodici, nel qual caso, ai fini della valutazione della soglia di importo (25.000 euro per l’anno 2010), si debba tener conto dell’intero corrispettivo pattuito tra le parti.


Dottrina ritiene, tranne successivi opportuni chiarimenti ministeriali, che tale soluzione sia corretta, e si debba quindi inserire nella comunicazione l’importo complessivo previsto tra le parti, ferma restando la necessità se si sia provveduto alla registrazione ai fini IVA della fattura emessa.


E ciò non sempre potrà accadere, in quanto, come noto, i professionisti, nel rispetto dell’art. 6 del DPR 633/72, provvedono all’emissione della fattura all’atto del pagamento del corrispettivo.


Solo in tale momento, quindi, sorge l’obbligo di registrazione e, quindi, di inserimento dell’operazione nella neo comunicazione dei dati Iva.


(ABI, circolare n. 2, serie tributaria, del 08 febbraio 2011)


 


 


5) Verbali di invalidità civile definitivi: chiarimenti Inps


L’Inps ha confermato che, in attesa del completamento delle operazioni di inserimento in procedura INVCIV2010 dei verbali ASL, affidati a POSTEL per la relativa digitalizzazione, le varie sedi dell’Istituto previdenziale potranno, in presenza di verbali definitivi, utilizzare la procedura WEBDOM per la liquidazione delle prestazioni economiche, ove spettanti.


Invece, per i verbali telematici definitivi, la procedura da utilizzare è la INVICIV2010.


Detti verbali, nonché quelli per handicap (L.104/1992) e per disabilità (L.68/99), dovranno essere trasmessi ai cittadini interessati e, in caso di assistenza, ai relativi Enti di patronato e/o alle Associazioni di categoria presso le quali gli associati abbiano eletto il relativo domicilio.


(Inps, Messaggio n. 2886 del 04/02/2011)


 


 


6) Inps: chiarimenti sui soggetti abilitati alla trasmissione telematica della documentazione previdenziale, l’Inps non autorizza i tributaristi, i consulenti fiscali ed i revisori contabili


Non sono autorizzati i tributaristi, gli esperti tributaristi, i consulenti fiscali ed i revisori contabili poiché possono svolgere solo adempimenti di natura fiscale.


Resa nota la circolare Inps relativa ai soggetti abilitati alla cura degli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, ivi compresa la trasmissione telematica della documentazione previdenziale.


L’attuale normativa prevede l’utilizzo esclusivo del canale telematico per la presentazione delle istanze di servizio all’Inps.


In tutto questo, per i datori di lavoro acquisisce una particolare rilevanza, ai fini della possibilità di relazionarsi con l’Istituto, l’accesso al fascicolo aziendale, nonché la prossima estensione e potenziamento delle funzionalità di comunicazione bidirezionale con datori di lavoro ed intermediari.


Per tale ragione l’Inps con la circolare n. 28 del 08 febbraio 2011  ha ritenuto opportuno chiarire e precisare ulteriormente le modalità di definizione dei titoli ad operare in qualità o per conto dei datori di lavoro.


Come recentemente affermato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale per l’attività Ispettiva (nota 29 aprile 2010, n. 7857, in allegato 2), la crescente informatizzazione dei principali adempimenti lavoristici e previdenziali ha rafforzato il ruolo degli intermediari a ciò abilitati, che risultano pertanto interlocutori privilegiati degli enti preposti al controllo di tali adempimenti ed alla gestione delle conseguenti attività.


Restano confermate, per quanto riguarda i datori di lavoro che intendano adempiere in prima persona o per il tramite di propri dipendenti all’uopo delegati alla cura degli adempimenti nei confronti dell’Istituto, le istruzioni relative al rilascio del PIN, impartite da ultimo con circolare n. 32 del 17 febbraio 2004.


I datori di lavoro (persone fisiche e rappresentanti legali delle società) che abbiano già richiesto l’abilitazione al servizio di trasmissione telematica delle Denunce Aziendali secondo le modalità attualmente in uso e che risultano essere inseriti tra i soggetti collegati all’azienda, non dovranno ripetere le operazioni di accreditamento.


Intermediari incaricati dai datori di lavoro


La citata nota 29 aprile 2010, n. 7857 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale per l’attività Ispettiva, rimarca la centralità – nel quadro normativo destinato a regolare l’attività svolta dagli “intermediari”– della legge n. 11 gennaio 1979, n. 12, che identifica, tra l’altro, i soggetti abilitati a svolgere gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti.


Al riguardo, la nota precisa che dette attività non possono che essere effettuate da coloro che hanno titolo a legittimare la conformità dei dati elaborati alle disposizioni di legge.


Pertanto, ai sensi della predetta nota, non sono autorizzati alla predisposizione e trasmissione della documentazione relativa agli adempimenti di previdenza ed assistenza sociale né i Centri di elaborazione dati (CED) – in quanto, ai sensi dell’art. 1, comma 5 della legge n. 12/1979, possono effettuare “esclusivamente” attività esecutive e di servizio, quali le mere operazioni di calcolo e stampa dei dati retributivi nonché le attività strumentali ed accessorie – né quei soggetti – quali i tributaristi e gli esperti tributaristi, i consulenti fiscali, i revisori contabili – che possono svolgere solo adempimenti di natura fiscale.


In relazione a tali soggetti risultano pertanto superate le istruzioni già impartite con circolare n. 32 del 17 febbraio 2004.


 


 


7) Inps: Contenzioso legale presso le Sedi critiche


L’Inps ha pubblicato la circolare n. 27 del 08 febbraio 2011 incentrata sulle ulteriori iniziative, le linee individuate per fronteggiare il proliferare del contenzioso, sulle modalità esecutive e disposizioni di dettaglio.


In un quadro di costruttiva, costante collaborazione con le sedi, l’Inps vuole subordinare la estensione del flusso ad una concreta sperimentazione sul territorio che interesserà sedi di diversa tipologia quanto a dimensioni e criticità e sedi nelle quali è stato avviato il processo telematico con i locali Tribunali, circostanze utili a verificare la piena aderenza del flusso disegnato alle esigenze verificate.


Tale estensione sarà avviata con apposito messaggio. Da tale sperimentazione saranno tratte le ulteriori indicazioni migliorative preliminari alla formalizzazione, l’azione presso le sedi critiche.


Sulla base dei dati rilevabili dal cruscotto del contenzioso e di concerto con il Coordinamento Generale Legale sono state individuate, in relazione al volume degli affari giudiziari trattati, le seguenti sedi:


Bari; Caserta; Catania; Lecce; Messina; Napoli; Roma; Reggio Calabria; Taranto, nei confronti delle quali si intende replicare la citata iniziativa di approfondimento e supporto.


 


 


8) Altre di fisco:


 


– Al giudice di pace il ricorso sulla Tia


La Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 2064 del 2011, ha stabilito che spetta al giudice ordinario decidere se i contribuenti hanno diritto al rimborso dell’Iva pagata sulla tariffa rifiuti dal momento che queste controversie hanno una natura privatistica e non, quindi, un rapporto tributario.
La causa era nata a seguito del ricorso proposto da un contribuente davanti al giudice di pace per ottenere il rimborso dell’Iva corrisposta al gestore del servizio di smaltimento rifiuti in occasione del pagamento della Tia qualificata come entrata fiscale.


 


 


– Accordo con Equitalia: per i crediti INPDAP si profila una riscossione più rapida ed efficiente


L’accordo apre la strada a nuove modalità di scambio delle informazioni basate sui sistemi web sviluppati da Equitalia e messi gratuitamente a disposizione di tutte le sedi dell’Istituto.


L’utilizzo di questi sistemi consentirà all’INPDAP di velocizzare lo scambio dei dati con gli agenti della riscossione e di rendere più efficace e tempestiva l’azione di recupero delle somme iscritte a ruolo.


(Equitalia, comunicato stampa del 07/02/2011)


 


 


– Trattamento di fine rapporto: Entro il 16 febbraio va pagato il saldo dell’imposta sostitutiva


L’imposta sostitutiva va pagata con il sistema dell’acconto e del saldo: il primo, pari al 90% del dovuto, è stato versato entro il 16 dicembre scorso, mentre il saldo va effettuato entro il 16 febbraio 2011.


Il versamento del 16 febbraio riguarda il saldo dell’imposta sostitutiva (pari all’11%) dovuta sulle rivalutazioni 2010 dei trattamenti di fine rapporto accantonati a tutto il 31 dicembre 2009.


Dall’importo complessivo va scalato quanto già versato a dicembre, calcolato con uno dei due metodi disponibili, storico o previsionale.


 


 


– Gestione delle visite mediche di controllo mediante Data Mining: rilascio procedura


Il decreto del Ministero della Salute, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, del 26.02.2010 (G. U. n. 65/2010) ha disposto, a conclusione di un lungo iter legislativo, il collegamento in rete dei medici del Servizio Sanitario Nazionale e la trasmissione telematica delle certificazioni di malattia all’INPS per i lavoratori del settore privato, secondo le regole tecniche del Sistema pubblico di connettività.


Innovazioni operative


Il servizio di trasmissione telematica consente, quindi, di automatizzare e digitalizzare completamente la presentazione dei certificati di malattia, permettendo così di ridisegnarne il flusso e distinguere, al suo interno, le attività proprie della funzione Medico-legale (che provvede alla valutazione tecnico-professionale dei certificati e a tutte le azioni connesse, ivi compresa la gestione delle visite mediche di controllo) e i compiti delle linee di servizio amministrative.


Data Mining per le Visite Mediche di controllo domiciliare


Nella circolare n. 92 del 17.07.2009, è stato dato avvio del progetto di “Data Mining”, per la disposizione delle visite mediche di controllo. Successivamente, con Messaggio n. 4711 del 15.02.2010 sono state impartite le prime istruzioni operative.


A partire dal 10.02.2010 le Sedi di produzione hanno dovuto garantire la disponibilità immediata di tutti i certificati di malattia pervenuti, al fine di costituire la base storica necessaria al funzionamento del sistema.


Facendo seguito a tale messaggio e ai successivi, l’Inps ha rilasciato in produzione l’applicativo “Data Mining” ad uso dei Centri Medico legali, per la individuazione di eventi di malattia da sottoporre a visita di controllo.


Il presupposto indispensabile affinché questo “sistema esperto” dia risposte valide in termini di economicità ed efficacia, è l’alimentazione in tempo reale del sistema stesso, con immediata disponibilità di tutta la certificazione di malattia comunque pervenuta anche qualora la prognosi sia apparentemente conclusa o ricada nella carenza, come già previsto dal Msg n. 4711 del 15.02.2010, sopra richiamato.


Alla costruzione della probabilità (score) contribuisce, anche, la tempestiva disponibilità degli esiti di visite mediche di controllo domiciliare


(Inps, circolare n. 26 del 08 febbraio 2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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