Novità fiscali del 22 febbraio 2011: accertamento fiscale: concentrazione della riscossione; limiti alla compensazione orizzontale: in G.U. il decreto attuativo, istituito il codice tributo; nuova festività, ma evitando nuovi costi; al via la deflazione del contenzioso presso i Consulenti del Lavoro; appalti pubblici: consultazione europea sulla modernizzazione della politica dell’Ue; CUD 2011: intervento di Assonime

accertamento fiscale: concentrazione della riscossione; limiti alla compensazione orizzontale: in G.U. il decreto attuativo, istituito il codice tributo; nuova festività, ma evitando nuovi costi; al via la deflazione del contenzioso presso i Consulenti del Lavoro; appalti pubblici: consultazione europea sulla modernizzazione della politica dell’Ue; CUD 2011: intervento di Assonime; altre novità dalla Cassazione






 


Indice:


 


1) Accertamento fiscale: Concentrazione della riscossione


 


2) Limiti alla compensazione orizzontale: in G.U. il decreto attuativo


 


3) Limiti alla compensazione orizzontale: istituito il codice tributo


 


4) Nuova festività, ma evitando nuovi costi


 


5) Al via la deflazione del contenzioso presso i Consulenti del Lavoro


 


6) Appalti pubblici: Consultazione europea sulla modernizzazione della politica dell’Ue  


 


7) Cud 2011: intervento di Assonime


 


8) Altre dalla Cassazione


 


 


1) Accertamento fiscale: Concentrazione della riscossione


L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 4/E del 15/02/2011 (meglio conosciuta come circolare omnibus) si è occupata anche della trattazione dell’art. 29 del D.L. n. 78/2010, convertito in Legge n. 122/2010, poiché contiene una serie di disposizioni rivolte a potenziare l’attività di riscossione.


In particolare, tale documento di prassi illustra le novità normative relative ai nuovi contenuti degli avvisi di accertamento validi ai fini delle imposte sul reddito, dell’IVA e dell’IRAP, nonché dei connessi provvedimenti di irrogazione sanzioni, funzionali all’attività di riscossione.






A tal fine viene previsto che i citati atti, notificati a partire dal 1° luglio 2011 e concernenti i periodi di imposta in corso alla data del 31/12/2007 e successivi, devono contenere anche l’intimazione ad adempiere entro il termine di presentazione del ricorso:


 


– All’obbligo di pagamento dei tributi indicati negli avvisi di accertamento


 


ovvero


 


– qualora il contribuente presenti ricorso, degli importi determinabili ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. n. 602/1973, ossia “la metà degli ammontari corrispondenti agli imponibili o ai maggiori imponibili accertati”.


Qualora i tributi dovuti in base all’accertamento vengano rideterminati, gli atti successivi – da notificare anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento (A/R) – devono contenere l’intimazione di pagamento.


Tale disposizione si applica anche in caso di accertamento con adesione – quando non sia versata anche una sola delle rate successive alla prima – ovvero quando a seguito di una sentenza della Commissione Tributaria Provinciale o Regionale il tributo sia dovuto nella misura stabilita dall’art. 68 del D.Lgs. n. 546 del 1992 e 19 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.


In tale evenienza il pagamento deve avvenire entro 60 giorni dal ricevimento della raccomandata.


Peraltro, in virtù della nuova norma, detti accertamenti divengono esecutivi una volta trascorsi 60 giorni dalla notifica e devono espressamente contenere l’avvertimento che, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento – in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo – la riscossione delle somme richieste è affidata all’agente della riscossione anche a fini dell’esecuzione forzata.


Avverte la citata circolare n. 4/E del 2010 che le modalità di riscossione saranno determinate con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di concerto con il Ragioniere generale dello Stato.


Inoltre, sempre in base alla nuova norma, in caso di fondato pericolo per la riscossione, in analogia a quanto previsto dall’art. 15-bis del D.P.R. n. 602/1973 relativo all’iscrizione nei ruoli straordinari, viene previsto che, decorsi 60 giorni dalla notifica dei suddetti atti (avvisi di accertamento relativi alle imposte sul reddito, all’IVA e all’IRAP dei connessi provvedimenti di irrogazione sanzioni, funzionali all’attività di riscossione, notificati dal 1/7/2011 relativi a periodi d’imposta in corso al 2007 e successivi), la riscossione delle somme dovute per il loro intero ammontare, comprensive di interessi e sanzioni, può essere affidata agli agenti della riscossione anche prima dei termini fissati dalla stessa norma.


Anche in questo caso, quindi, gli accertamenti divengono esecutivi dopo 60 giorni dalla notifica; pertanto l’agente della riscossione non può procedere ad esecuzione forzata prima di tale termine.


Viene, altresì, disposto che l’ufficio competente, anche su richiesta dell’Agente per la riscossione, deve fornire tutti gli elementi utili al potenziamento dell’attività di riscossione, compresi quelli acquisiti in fase di accertamento.


L’agente della riscossione, senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, sulla base dello stesso accertamento che costituisce titolo esecutivo, procede all’espropriazione forzata con le stesse modalità previste per i tributi iscritti a ruolo, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di notifica dell’accertamento.


Trascorso un anno dalla notifica dell’accertamento, si applicano le disposizioni dell’art. 50 del D.P.R. n. 602/1973, secondo cui l’agente della riscossione deve notificare al debitore un avviso che contiene l’intimazione ad effettuare, entro 5 giorni, il pagamento delle somme risultanti dall’atto di accertamento.


A partire dal giorno successivo al termine ultimo per la presentazione del ricorso, le somme dovute sono maggiorate degli interessi di mora, calcolati dal giorno successivo a quello di notifica dell’atto.


All’agente per la riscossione spetta l’aggio, interamente a carico del debitore, e il rimborso delle spese di esecuzione, così come previsto dall’art. 17 del D.Lgs. n. 112/1999.


L’Agente della riscossione, solo dopo l’affidamento del carico, può concedere la dilazione di pagamento prevista dall’art. 19 del D.P.R. n. 602/1973.


Presentazione del ricorso: sospensione ruolo


Nel caso in cui sia presentato ricorso avverso l’atto di accertamento, viene prevista l’applicazione dell’art. 39 del D.P.R. n. 602/1973, che prevede la facoltà per l’ufficio delle Entrate di sospendere in tutto o in parte il ruolo fino alla sentenza della Commissione Tributaria Provinciale.


Proposta di transazione fiscale


Inoltre, a seguito di modifica della Legge Fallimentare si prevede che in sede di transazione fiscale le ritenute d’imposta effettuate e non versate possano essere solo oggetto di dilazione.


La proposta di transazione fiscale presentata nell’ambito delle trattative che precedono la stipula dell’accordo di ristrutturazione dei debiti deve essere corredata dalla prevista documentazione (art. 161 della L.F. che, a sua volta, disciplina il concordato preventivo).


Alla proposta di transazione deve, inoltre, essere allegata una dichiarazione sostitutiva, resa dal debitore o dal legale rappresentante, che la documentazione prevista dal citato art. 161 rappresenta fedelmente ed integralmente la situazione dell’impresa, con particolare riguardo alle poste attive del patrimonio.


Tale obbligo è volto alla tutela dei terzi, ai quali l’accordo di ristrutturazione formatosi con procedura stragiudiziale offre minori garanzie rispetto al concordato preventivo che si svolge sotto il controllo degli organi giudiziali.


Infine, si prevede, per le sole ipotesi di transazione fiscale conclusa nell’ambito degli accordi di ristrutturazione dei debiti, la revoca di diritto della transazione nel caso in cui il debitore non esegua integralmente, entro 90 giorni dalle scadenze previste, i pagamenti dovuti alle Agenzie fiscali ed agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie.


L’agente della riscossione, al quale venga comunicata una proposta di concordato fallimentare, deve trasmetterla tempestivamente all’Agenzia delle Entrate avvalendosi di ogni mezzo idoneo anche in deroga ai tempi ed alle modalità di cui all’art. 36 del D.Lgs. 112/1999, e può approvare la proposta in sede di votazione ai sensi dell’art. 127 del R.D. 267/1942, solo previa espressa autorizzazione di quest’ultima.


Reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte


Il comma 4 del citato art. 29 ha riformulato l’art. 11 del D.Lgs. n. 74/2000, che disciplina il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.


E’ punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte sul reddito e IVA, aliena simultaneamente o compie altri atti fraudolenti sui propri beni o su beni altrui, tali da rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva delle imposte.


Se l’ammontare delle imposte, interessi e sanzioni è superiore a 200.000 euro, è prevista una aggravante (reclusione da 1 anno a 6 anni).


Viene, ricondotto al reato in questione – e, quindi, alla medesima pena – anche la condotta di chi, nell’ambito della transazione fiscale, al fine di ottenere per sé o per altri il riconoscimento di un debito tributario di minore importo, indica nella documentazione presentata elementi passivi fittizi oppure espone elementi attivi in misura inferiore al reale, per un ammontare complessivo superiore a 50.000 euro (soglia di punibilità così individuata, in considerazione del fatto che la sottovalutazione del patrimonio, nell’ambito di procedure concorsuali o comunque preconcorsuali, equivale alla sottrazione di un importo pari alle somme destinate al pagamento delle imposte dovute e dei relativi accessori).


Anche per questo reato è prevista una aggravante specifica qualora il falso riguardi l’indicazione di elementi attivi in misura inferiore al reale o di elementi passivi fittizi per un ammontare complessivo superiore a 200.000 euro (reclusione da 1 anno a 6 anni).


Rispetto a prima, pertanto, viene ridotta la soglia di punibilità, fissandola a 50.000 euro, con l’introduzione di uno specifico reato in caso di transazione fiscale, volto a punire comportamenti fraudolenti e a prevedere, nel contempo, una specifica aggravante sia nel caso di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, sia nel caso di presentazione di falsa documentazione nell’ambito della transazione fiscale.


In relazione agli importi iscritti a ruolo, nella parte in cui l’Agente della riscossione, non ha bisogno di annotazione o altra formalità per la conservazione della validità e del grado delle misure cautelari adottate dopo la notifica del provvedimento con il quale vengono accertati di maggiori tributi, è stato esteso tale automatismo anche quando le misure cautelari sono adottate in base al processo verbale di constatazione, al provvedimento di irrogazione della sanzione oppure all’atto di contestazione.


Si prevede, inoltre, che il curatore fallimentare, entro i 15 giorni successivi all’accettazione della nomina, comunichi all’Agenzia delle entrate, ai sensi dell’art. 9 del D.L. n. 7/2007, i dati relativi al fallimento, necessari per l’eventuale procedura d’insinuazione nel passivo fallimentare.


Infine, si estende l’ipotesi di circostanze aggravanti del reato di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, previste dall’art. 319-bis del codice penale, al caso di omesso o ritardato pagamento o rimborso di tributi da parte di pubblico ufficiale.


Per deflazionare il contenzioso e favorire l’uso di strumenti volti ad una definizione concordata della pretesa tributaria, si circoscrive la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei Conti in materia di contabilità pubblica (art. 1, comma 1, della Legge n. 20/1994) alla sola ipotesi di dolo, con riguardo alle valutazioni di diritto o di fatto effettuate ai fini della definizione del contesto mediante transazione fiscale e di conciliazione giudiziale, lasciando, peraltro, invariata la responsabilità amministrativa.


(Agenzia delle Entrate, circolare n. 4/E del 15/02/2011)


 


 


2) Limiti alla compensazione orizzontale: in G.U. il decreto attuativo


E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18 febbraio 2011 il Decreto 10 febbraio 2011 del Ministero dell’Economia e delle Finanze contenente le modalità di compensazione delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali mediante i crediti relativi alle stesse imposte.


Si tratta del Decreto attuativo di quanto previsto dall’art. 31, comma 1, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge n. 122/2010.


In tal modo, al contribuente viene concessa la compensazione orizzontale se, tramite compensazione, prima estingue le iscrizioni a ruolo scadute.


Infatti, viene previsto che la compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali è vietata fino a concorrenza dell’importo dei debiti, di ammontare superiore a 1.500 euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, e per i quali è scaduto il termine di pagamento.


Per cui occorre conoscere con esattezza l’importo delle somme dovute. Una volta effettuato il pagamento dei debiti che bloccano la compensazione, il contribuente potrà procedere a compensare le imposte.


È consentita anche la compensazione parziale dei ruoli scaduti sopra i 1.500 euro infatti, il contribuente potrò ridurre il debito fino a portarlo sotto la soglia citata per sbloccare la compensazione.


In tal caso il contribuente dovrà comunicare all’agente delle riscossione le posizioni debitorie che intende estinguere.


Ecco di seguito il dettaglio del neo provvedimento.


Pagamento dei debiti per imposte erariali mediante compensazione (art. 1)


Il pagamento, anche parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali, va effettuato dai contribuenti mediante l’esercizio in compensazione dei crediti relativi alle imposte medesime, con il sistema del versamento unificato (quindi, con utilizzo del modello F24).


Il pagamento viene ammesso anche per gli oneri accessori relativi alle imposte erariali iscritte a ruolo, comprensivi degli aggi e delle spese a favore dell’agente della riscossione, nonché per le imposte erariali la cui riscossione é


affidata all’agente della riscossione.


Modalità di effettuazione dei pagamenti (art. 2)


Nei pagamenti effettuati dai contribuenti occorre indicare la provincia dell’ambito di competenza dell’agente della riscossione presso il quale il debito risulta in carico.


Con una successiva risoluzione l’Agenzia delle Entrate andrà ad istituire i codici da utilizzare per i suddetti versamenti.


Gli agenti della riscossione e l’Agenzia delle entrate possono stipulare apposita convenzione per la trasmissione telematica dei modelli F24, in nome e per conto dei contribuenti, mediante il servizio Entratel.


Ripartizione delle somme riscosse (art. 3)


La struttura di gestione provvede all’accreditamento delle somme riscosse in favore dell’agente della riscossione, sulla base della provincia indicata.


Le somme sono accreditate su apposite contabilità speciali di nuova istituzione, intestate agli agenti della riscossione ed aperte presso le competenti sezioni di Tesoreria dello Stato.


Imputazione dei pagamenti (art. 4)


Nel caso in cui il pagamento riguardi solo una parte delle somme dovute, il contribuente deve comunicare preventivamente all’agente della riscossione le posizioni debitorie da estinguere, con le modalità definite dallo stesso agente della riscossione.


In assenza di comunicazione ed in ogni altro caso, l’imputazione dei pagamenti viene effettuata dall’agente della riscossione.


Rimborso dei versamenti eccedenti (art. 5)


Se il pagamento eseguito é superiore alle somme dovute, il rimborso dell’eccedenza versata viene effettuato dall’agente della riscossione previa presentazione di apposita istanza da parte del contribuente.


Ai fini dell’erogazione del rimborso, l’agente della riscossione verifica presso la pubblica amministrazione competente l’effettiva sussistenza del credito utilizzato in compensazione dal contribuente.


Disposizioni finali (6)


Le somme accreditate nelle suddetta contabilità speciale, che al 31 dicembre di ogni anno risultano non imputate, restano a disposizione degli agenti della riscossione, per consentire anche l’espletamento delle attività di rimborso.


Restano ferme le disposizioni emanate in materia di controllo preventivo dell’utilizzo in compensazione dei crediti IVA, di cui all’art. 10 del D.L. 1º luglio 2009, n. 78, nonché di obbligo, per i titolari di partita IVA, di presentazione dei modelli F24 esclusivamente con modalità telematiche.


(Ministero dell’Economia e delle Finanze, Decreto 10 febbraio 2011, in G.U. n. 40 del 18 febbraio 2011)


 


 


3) Limiti alla compensazione orizzontale: istituito il codice tributo


Dopo la pubblicazione in G.U. del decreto con le modalità attuative (si veda sopra al numero 2), l’Agenzia ha varato il connesso codice tributo.


RUOL è, infatti, il codice tributo istituito dalla risoluzione n. 18/E del 21 febbraio 2011 per compensare, anche parzialmente, le somme iscritte a ruolo per imposte erariali (vi rientrano anche l’Irap e le addizionali alle imposte dirette) con crediti relativi alle stesse imposte.


L’operazione va effettuata utilizzando il modello “F24 Accise”, disponibile esclusivamente in formato elettronico sul sito dell’Agenzia delle Entrate.


Il codice va esposto nella sezione “Accise/monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione”, in corrispondenza degli “importi a debito versati”. Nel campo “ente” deve essere indicata la lettera “R”, in “prov” va riportata la sigla della provincia di competenza dell’agente di riscossione che ha in carico il debito, mentre non devono essere valorizzati i campi “codice identificativo”, “mese” e “anno di riferimento”.


Diventano pertanto pienamente operative le disposizioni contenute nell’art. 31 del D.L. n. 78/2010, che, da un lato, ha sancito il divieto di utilizzare in compensazione i crediti erariali in presenza di debiti superiori a 1.500 euro per i quali è scaduto il termine di pagamento (pena l’applicazione di una sanzione del 50% dell’importo indebitamente compensato), e, dall’altro, ha introdotto la possibilità di pagare, anche in parte, i ruoli erariali tramite compensazione.


Il via libera alle compensazioni tra ruoli e crediti erariali rende pienamente operativa l’altra disposizione in materia introdotta dalla manovra 2010, che vieta ai contribuenti con debiti fiscali scaduti per importi superiori a 1.500 euro di utilizzare in compensazione crediti erariali e punisce l’inosservanza di tale norma con una sanzione pari al 50% dell’importo compensato indebitamente. A tal fine, l’Agenzia delle Entrate, in attesa del suddetto decreto ministeriale che desse il via libera alla compensazione tra ruoli e crediti erariali, aveva temporaneamente sospeso l’applicazione delle sanzioni (comunicato stampa del 14 gennaio 2011), “sempre che l’utilizzo dei crediti in compensazione non intacchi quelli destinati al pagamento dei predetti ruoli una volta emanato il citato decreto ministeriale”.


(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. risoluzione n. 18/E del 21 febbraio 2011)


 


 


4) Nuova festività, ma evitando nuovi costi


“17 marzo con le regole previste per le altre festività. La festa nazionale sostituisce il 4 novembre 2011.


Il 17 marzo, scuole e uffici resteranno chiusi e alla giornata si applicheranno le regole stabilite dalla Legge 260/49 per le altre festività.


Lo ha disposto il Consiglio dei ministri, con un Decreto Legge che, per evitare nuovi costi, ha anche previsto che il giorno di riposo sostituisca la festività soppressa del 4 novembre.


Il Decreto Legge, approvato il 18 febbraio 2011, dispone che per il solo 2011 “gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per il 4 novembre, si applicano» – in sostituzione – «alla nuova festa nazionale”.


Ai fini dell’elaborazione delle retribuzioni, è necessario inserire il 17 marzo nell’elenco delle festività per trattarlo come tale oltre che ai fini retributivi, anche per la corretta stampa nella sezione presenze del libro unico del lavoro”.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 21 febbraio 2011)


 


 


5) Al via la deflazione del contenzioso presso i Consulenti del Lavoro


“Firmato il protocollo d’intesa tra Ministero e Consiglio nazionale. Sottoscritte le intese previste dalla legge n. 183/2010 per dare il via all’attività di conciliazione presso i Consigli provinciali.


Il Protocollo d’intesa, firmato dal Ministro del Lavoro e dal Consiglio Nazionale, contiene i principi per redigere il regolamento necessario al lavoro delle Commissioni istituite presso i Consigli Provinciali.


Nelle intese è ribadito il ruolo di vigilanza e coordinamento per gli aspetti organizzativi del CNO verso le commissioni dei CP ed è istituito il tavolo congiunto semestrale per il monitoraggio e il coordinamento.


La nuova convenzione, siglata il 18 febbraio 2011, modifica il documento sottoscritto il 26 marzo 2006 e dà nuovo slancio alla certificazione dei contratti e alla conciliazione delle liti in materia di lavoro, dopo le modifiche al Collegato Lavoro del novembre scorso”.


(Ipsoa, nota del 21 febbraio 2011)


 


 


6) Appalti pubblici: Consultazione europea sulla modernizzazione della politica dell’Ue  


La Commissione europea ha pubblicato un Libro verde sulla modernizzazione della politica dell’Unione europea in materia di appalti pubblici ed ha avviato una consultazione pubblica sul tema.


La Commissione osserva che gli appalti pubblici rappresentano il 17% del PIL dell’Unione europea e che, in un periodo di restrizioni di bilancio e difficoltà economiche, è particolarmente importante assicurare l’uso efficiente del denaro pubblico per sostenere la crescita e l’occupazione.


Occorrono strumenti flessibili e di facile impiego che favoriscano procedure trasparenti e competitive di aggiudicazione degli appalti, a vantaggio sia delle autorità pubbliche che delle imprese che partecipano agli appalti in Europa.


Nel Libro verde la Commissione identifica una serie di ambiti in cui si potrebbe, in linea di principio, modificare le regole e le prassi attuali e chiede il parere dei soggetti interessati.


Ad esempio, la Commissione chiede:


– se sia opportuno semplificare le procedure, e come, tenendo conto delle esigenze delle autorità locali di minore dimensione e delle PMI;


– se si debba aumentare le soglie superate le quali si applicano le regole delle direttive europee sugli appalti;


– se occorra mantenere le attuali esclusioni dall’ambito di applicazione della disciplina;
– se sia opportuno un chiarimento della nozione di organismo di diritto pubblico;
– se sia ancora necessario mantenere le regole della direttiva 2004/17/CE sugli appalti nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali.


Per quanto riguarda le procedure, viene chiesto se dare più spazio alle procedure accelerate e alla negoziazione, se rendere più flessibile la distinzione tra i criteri di selezione e di aggiudicazione, se consentire espressamente di tenere conto della performance passata dei fornitori.


Una sezione del Libro verde è dedicata a come utilizzare la politica degli appalti per perseguire gli obiettivi strategici dell’Ue, quali l’innovazione, la tutela dell’ambiente e il risparmio energetico. Viene anche discusso se siano opportune regole particolari per l’affidamento dei servizi sociali.


Un ulteriore tema sottoposto a discussione è come rafforzare le tutele per evitare conflitti di interesse, favoritismi e corruzione.


Da ultimo, la Commissione si chiede che cosa si debba fare per migliorare l’accesso delle imprese europee ai mercati degli appalti pubblici nei paesi terzi.


I contributi alla consultazione sul Libro verde possono essere inviati fino al 18 aprile 2011.


(Assonime, nota del 21 febbraio 2011)


 


 


7) Cud 2011: intervento di Assonime


La Circolare Assonime n. 4 del 2011 ha segnalato le principali modifiche e integrazioni apportate al Modello CUD, rispetto al modello utilizzato lo scorso anno.


Si ricorda che i sostituti d’imposta devono rilasciare al contribuente il CUD/2011 entro il prossimo 28 febbraio


(Assonime, nota del 21 febbraio 2011)


 


 


8) Altre dalla Cassazione


 


– Accertamento induttivo: Rileva l’agenda con le spese di famiglia


Nella società di persone, per chi cede la quota rileva fiscalmente la sola trascrizione. Si applica l’accertamento induttivo basato sul reddito dell’azienda.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3952 del 18 febbraio 2011).


 


 


– E’ valida la notifica della cartella di pagamento anche in presenza di firma falsificata


Valida la cartella di pagamento anche se l’imprenditore ha falsificato la posizione del coniuge nella dichiarazione dei redditi.


Ignorare il raggiro può giustificare il risarcimento del danno ma non è un’esimente per il fisco.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3944 del 18 febbraio 2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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