Novità fiscali del 21 febbraio 2011: revisione dei bilanci 2010: si applicano i “vecchi” principi di revisione ;decreto sulle compensazioni in G.U.: attenzione alle nuove sanzioni; SCIA: avvio attività al comune solo on line; adeguamento alle direttive OCSE in materia di documentazione dei prezzi di trasferimento; professionisti: deduzione dei contributi nell’anno effettivo di pagamento o in quello in cui si sarebbero dovuti versare

 

Indice:

 

1) Revisione dei bilanci 2010: Si applicano i “vecchi” principi di revisione

 

2) Decreto sulle compensazioni in G.U.: attenzione alle nuove sanzioni

 

3) Scia: Avvio attività al comune solo on line

 

4) Autovelox: cartelli di segnalazione sempre bene in vista

 

5) Polizze estere offerte in regime di libera prestazione dei servizi in Italia:  casi di esonero dal monitoraggio fiscale

 

6) Abruzzo”: istituito il codice tributo per la resa del finanziamento revocato o estinto anticipatamente

 

7) Adeguamento alle direttive OCSE in materia di documentazione dei prezzi di trasferimento

 

8) Professionisti: deduzione dei contributi nell’anno effettivo di pagamento o in quello in cui si sarebbero dovuti versare

 

9) Altre di fisco dalla Cassazione

 

 

1) Revisione dei bilanci 2010: Si applicano i “vecchi” principi di revisione

Per la revisione legale dei conti annuali e consolidati relativi all’esercizio 2010 si applicano i “vecchi” principi di revisione ante D.Lgs. n. 39/2010.

Per le società soggette a Consob si applicheranno i principi di revisione emanati secondo l’art. 162 del D.Lgs. 58/1998 integrati, in caso da quelli internazionali. Per le società non quotate il revisore sarà libero o meno di seguire tali regole.
Questo è quello che sostengono i Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili nel documento interpretativo del 16 febbraio 2011 dal momento che il D.Lgs. n. 39/2010 è privo di disposizioni attuative e permane incertezza sulla nuova materia.

Per le società soggette alla vigilanza della Consob, continueranno ad applicarsi, così, i principi di revisione emanati in base all’art. 162 del D.Lgs. n. 58/1998, eventualmente integrati da quelli internazionali (Isa).

Per le società non quotate, invece, il revisore sarà libero di seguire o meno tali regole.

A tal fine il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato sul proprio sito (www.cndcec.it ) un comunicato del 18 febbraio 2011 che ha avvertito di tutto ciò.

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato del 18 febbraio 2011)

 

 

2) Decreto sulle compensazioni in G.U.: attenzione alle nuove sanzioni

Il Decreto del 10 febbraio 2011 che attua le disposizioni introdotte dall’art. 31 del Dl 78/2010, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 febbraio 2011 (come preannunciato nel quotidiano Italia Oggi di pari data), deve entrare in vigore dal giorno successivo.

Pertanto, a questo punto si attende solo l’emanazione della risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che stabilisce i codici da usare per i pagamenti in compensazione.

I contribuenti e i professionisti dovranno dunque prestare estrema attenzione su tale novità.

Infatti, dall’entrata in vigore del Decreto del 10/02/2011 diventano operative anche le nuove sanzioni in misura del 50% dell’importo indebitamente compensato previste per le ipotesi di violazioni dei limiti alla compensazione orizzontale introdotti dal D.L. n. 78/2010.

 

 

3) Scia: Avvio attività al comune solo on line

La scia va inviata solo on line. Basta  con le segnalazioni cartacee al comune per l’avvio attività.

Dal prossimo mese di aprile per aprire una qualsiasi attività commerciale, artigianale o di altro tipo soggetta alla Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), bisognerà inviare la segnalazione esclusivamente per via telematica al Comune.

Se il Comune non avrà ancora ottenuto l’accreditamento del ministero dello Sviluppo Economico, si dovrà inviare la Scia al sito gestito da Unioncamere.
La nuova procedura riguarderà tutte le attività che rientrano tra quelle previste dal D.Lgs. 59/2010 che sono assoggettate a dichiarazione di inizio attività immediatamente efficace.

 

 

4) Autovelox: cartelli di segnalazione sempre bene in vista

Il giudice di pace di Firenze, con sentenza del 10 febbraio, che ha anticipato la Corte di Cassazione, che si è espressa in maniera conforme con la decisione n. 3701 del 15 febbraio 2011, ha stabilito che non valgono le multe accertate in automatico dagli autovelox fissi piazzati dai vigili su strade non idonee anche se il prefetto ne ha ammesso l’attivazione e, inoltre, è stato affermato che i box devono sempre essere ben segnalati agli utenti stradali.

 

 

5) Polizze estere offerte in regime di libera prestazione dei servizi in Italia:  casi di esonero dal monitoraggio fiscale

Il regime di esonero dal monitoraggio fiscale è applicabile alle polizze assicurative a contenuto finanziario contratte con compagnie di assicurazione estere per il tramite di un intermediario finanziario residente, semprechè sia stato conferito ad un intermediario italiano l’incarico di regolare tutti i flussi connessi con l’investimento, con il disinvestimento ed il pagamento dei relativi proventi.

A nulla rileva la modalità con la quale avviene il conferimento di tale incarico all’intermediario; esso può, infatti, essere indifferentemente effettuato dal contribuente che delega un intermediario residente all’incasso della prestazione assicurativa ovvero direttamente da parte della compagnia estera che attraverso una specifica clausola nell’ambito dell’accordo negoziale individua l’intermediario residente che è delegato ad erogare la prestazione al contribuente (compresi i riscatti anticipati e i rendimenti).

Per cui l’intermediario residente in tal modo incaricato deve comunicare all’Amministrazione finanziaria, a partire dal periodo d’imposta 2011, i dati relativi al contribuente contraente la polizza estera nel caso in cui la delega ricevuta venga revocata o quando, alla scadenza della stessa, la riscossione della prestazione non sia avvenuta attraverso il suo intervento.

Tale comunicazione di revoca dovrà essere effettuata nell’ambito della dichiarazione del sostituto d’imposta (modello 770).

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 15/E del 18 febbraio 2011, ha fornito chiarimenti sull’obbligo di monitoraggio fiscale delle polizze di assicurazione estere offerte in regime di libera prestazione dei servizi in Italia.

Ciò poiché, tra le attività estere di natura finanziaria da monitorare sono ricomprese le polizze assicurative del tipo “unit linked” o “index linked” emesse da Compagnie estere ed i trasferimenti che nel corso del periodo d’imposta hanno interessato le medesime polizze.

In particolare, secondo quanto contenuto nel D.L. n. 167/1990, il contribuente deve compilare il modulo RW indicando, in relazione alla polizza estera:

– nella sezione II, la consistenza al termine del periodo d’imposta – cioè il montante dei premi versati, nel periodo in corso e in quelli precedenti, espressivo del costo sostenuto per effettuare l’investimento – oltre ad ulteriori dati che connotano l’attività;

– nella sezione III, i trasferimenti finanziari da e verso l’estero effettuati nel corso del periodo d’imposta in relazione alla polizza – cioè il montante dei premi versati o delle prestazioni ricevute – anche qualora la polizza non fosse più indicata tra le consistenze in essere al termine del periodo d’imposta.

Affinché si possa applicare l’esonero dalla disciplina di monitoraggio occorre che il contribuente abbia delegato un intermediario residente per l’esercizio del proprio credito alla prestazione assicurativa, conferendogli sostanzialmente un mandato all’incasso.

In tutti casi l’esonero dagli obblighi di monitoraggio compete a condizione che i redditi di natura finanziaria siano riscossi attraverso l’intervento di un intermediario residente anche nel caso in cui quest’ultimo non abbia applicato sui proventi alcuna forma di prelievo alla fonte (a titolo di imposta sostitutiva o di ritenuta a titolo d’acconto o d’imposta).

Pertanto, l’esonero in questione discende direttamente dall’incarico di riscossione dei proventi conferito all’intermediario residente e non dipende dall’esercizio della sua qualità di sostituto d’imposta che in determinati casi può anche non verificarsi.

 

 

6) Abruzzo”: istituito il codice tributo per la resa del finanziamento revocato o estinto anticipatamente

E’ stato istituito il seguente codice tributo da utilizzare nel modello F24:

“5060”, denominato “Restituzione da parte dei soggetti finanziatori degli importi residui del conto vincolato, a seguito di revoca totale o parziale, ovvero di altre cause di estinzione anticipata del finanziamento agevolato, concesso in seguito agli eventi sismici del 6 aprile 2009 in Abruzzo ”.

In sede di compilazione del modello F24 il codice tributo è esposto nella sezione “Erario” esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”.

Il campo “anno di riferimento” è valorizzato, nel formato “AAAA”, con l’anno in cui è stato emesso il provvedimento di revoca ovvero si è manifestata la diversa causa di estinzione anticipata del finanziamento agevolato.

(Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 16/E del 18 febbraio 2011)

 

 

7) Adeguamento alle direttive OCSE in materia di documentazione dei prezzi di trasferimento

In caso di accesso, ispezione, verifica o altra attività istruttoria, in assenza della comunicazione che attesta il possesso della richiesta documentazione, è preclusa la possibilità per il contribuente di fruire del regime di favore previsto dalla normativa.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 4/E del 15 febbraio 2011.

Si prevede, inoltre, che, in sede di prima applicazione delle nuove disposizioni, i termini per la presentazione della citata comunicazione, per i periodi d’imposta anteriori a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto, sono fissati in 90 giorni dalla pubblicazione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate. La circolare delle Entrate n. 58/E del 15 dicembre 2010 ha già fornito i connessi chiarimenti.

L’adempimento previsto dalla normativa

L’art. 26 del D.L. n. 78/2010, convertito in Legge n 122/2010, ha introdotto misure finalizzate ad incrementare l’efficacia dell’azione di controllo dell’Amministrazione finanziaria sulle operazioni rientranti nella disciplina sui prezzi di trasferimento di cui all’art. 110, comma 7, del TUIR (transfer pricing).

Tale intervento è finalizzato all’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni emanate dall’OCSE ed a Codice di condotta UE in materia di documentazione dei prezzi di trasferimento, nonché ai principi di collaborazione e buona fede tra contribuenti ed Amministrazione finanziaria fissati nell’art. 10 dello Statuto dei diritti del contribuente.

In particolare, l’art. 26 ha introdotto dopo il comma 2-bis, dell’art. 1 del D.Lgs. n. 471 del 1997, il comma 2-ter con il quale viene esclusa l’applicazione della sanzione prevista dal comma 2, dell’articolo 1 del d.lgs. n. 471 del 1997, in materia di dichiarazione infedele, al verificarsi delle condizioni ivi indicate.

In altri termini, la nuova normativa attribuisce alle imprese la possibilità di usufruire di un regime di esonero dalle sanzioni per infedeltà delle dichiarazioni fiscali, qualora le stesse offrano la propria collaborazione al fine di consentire all’Amministrazione finanziaria di determinare la loro effettiva capacità contributiva.

In particolare, le imprese possono consegnare all’Amministrazione finanziaria, in sede di controllo, una documentazione idonea a consentire agli accertatori il riscontro della conformità al valore normale dei prezzi di trasferimento praticati.

In generale, si tratta di documentazione finalizzata a consentire il riscontro della conformità dei prezzi di trasferimento praticati al principio del valore normale.

Così operando, l’Amministrazione finanziaria può disporre, in sede di verifica delle operazioni di transfer pricing, della documentazione necessaria a verificare la corrispondenza dei prezzi determinati tra imprese associate multinazionali con quelli praticati in regime di libera concorrenza.

La tipologia documentale prevista da tale disposizione è stata individuata con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 29 settembre 2010 (prot. n. 2010/137654), in conformità con i contenuti del codice di condotta sulla documentazione dei prezzi di trasferimento per le imprese associate nell’Unione europea.

In particolare, nel citato documento direttoriale sono stati forniti precisi chiarimenti sia in merito alla “idoneità” della documentazione da esibire in sede di controllo, che in ordine alle modalità e termini di presentazione, al competente Ufficio finanziario e prima dell’avvio del procedimento di accertamento, della comunicazione attestante il possesso della documentazione richiesta.

 

 

8) Professionisti: deduzione dei contributi nell’anno effettivo di pagamento o in quello in cui si sarebbero dovuti versare

Il lavoratore autonomo, se preferisce, può dedurre i contributi previdenziali e assistenziali sospesi a causa di una calamità pubblica, nel periodo d’imposta in cui effettivamente li ha versati (criterio di cassa), poiché non è obbligato ad applicare il criterio di competenza.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 17/E del 18 febbraio 2011, a un’Associazione, nell’ambito di una consulenza giuridica.

Le finalità sono quelle di favorire i cittadini in un periodo economicamente difficile; quindi, se la deroga al criterio generale di cassa anziché sostenere il contribuente dovesse risultargli più onerosa, il fisco non ha nulla da obiettare se viene seguito il percorso “ordinario”, cioè la deduzione per cassa.

 

 

9) Altre di fisco dalla Cassazione

 

– Non è valido l’accertamento Iva fondato su precedente accertamento delle imposte sui redditi

Niente accertamento Iva basato su quello Ires non impugnato dal contribuente. L’atto definitivo non può essere usato dal fisco se non come indizio.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 3954 del 18/02/2011)

 

 

 

– La cartella di pagamento Iva può essere emessa senza motivazione dal fisco se é fondata sulla dichiarazione presentata dal contribuente

Nuovo via libera alla cartella di pagamento priva di motivazione. E’ sufficiente il richiamo alla dichiarazione presentata dal contribuente.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 3948 del 18/02/2011)

 

 

– Schede carburante: Non può essere dedotta anche se manca un solo dato

Abuso del diritto contestabile solo su operazioni reali e non su quelle simulate.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 3947 del 18/02/2011)

 

 

– Registri Iva irregolari: la bancarotta fraudolenta resta anche se poi le fatture saltano fuori

Elusa l’attestazione. E la pendenza del giudizio civile non sempre blocca quello penale.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 6191 del 18/02/2011)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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