Novità fiscali del 17 febbraio 2011: milleproroghe: approvato il maxiemendamento; commercialisti: conciliazione svolta storica; Inps: precisazione in materia di formazione dell’avviso di addebito a seguito di accertamento ispettivo; contenzioso tributario: atti da depositare entro il termine fissato per il ricorso; notariato: la guida sul Preliminare in lingua tedesca; non si perde il diritto al credito d’imposta: anche in caso di mancata indicazione in Unico

 






Indice:


 


1) Milleproroghe: approvato il maxiemendamento


 


2) Commercialisti: conciliazione svolta storica


 


3) Inps: precisazione in materia di formazione dell’avviso di addebito a seguito di accertamento ispettivo


 


4) Contenzioso tributario: atti da depositare entro il termini fissato per il ricorso


 


5) Notariato: La Guida sul Preliminare in lingua tedesca


 


6) Non si perde il diritto al credito d’imposta: anche in caso di mancata indicazione in UNICO


 


7) Altre di fisco


 


 


1) Milleproroghe: approvato il maxiemendamento


Milleproroghe: Con 158 voti favorevoli, 136 contrari e quattro astensioni il Senato ha approvato il maxiemendamento interamente sostitutivo del decreto recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie (cd. “Milleproroghe”, DDL 2518), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia. La parola passa ora alla Camera.


(Senato della Repubblica, comunicato del 16 febbraio 2011)


 


 


2) Commercialisti: conciliazione svolta storica


Siciliotti: “Rammarico per parziale rinvio nel milleproroghe, ma la riforma è salva. Un successo del Ministro Alfano”.


Rammarico per il rinvio dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà della mediazione per alcune materie, ma anche grande soddisfazione per la sostanziale tenuta di una riforma giudicata di portata “storica”.


E’ il commento dei Commercialisti all’approvazione, da parte del Senato, del decreto cd. Milleproroghe, contenente anche la proroga dei termini dell’entrata in vigore della mediazione civile in materia di controversie condominiali e di incidenti stradali che si traduce, di fatto, in un via libera, a partire dal 20 marzo, per l’obbligatorietà del ricorso alla mediazione per tutte le altre materie.


“Soprattutto in considerazioni delle enormi resistenze messe in campo, si tratta – afferma il presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti, Claudio Siciliotti – di un successo di cui va reso pieno merito al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che dopo aver voluto una riforma che può finalmente cambiare il volto alla giustizia civile del nostro Paese, ha saputo fronteggiare con coraggio le tante pressioni provenienti da parte di chi, con logica corporativa, voleva snaturarne il senso, limitarne la portata o addirittura cancellarla”.


“Il rinvio di un anno dell’entrata in vigore della conciliazione in due materie rilevanti quali controversie condominiali e incidenti stradali – sostiene Siciliotti – rende parziale l’avvio della mediazione civile, previsto per il 20 marzo.


Una scelta di cui ci rammarichiamo, figlia delle tante spinte conservatrici di chi si arrocca in difesa dell’esistente.


Eppure – prosegue il presidente dei commercialisti – questo dato non oscura affatto la portata di una riforma che non esitiamo a definire “storica” per gli effetti di decongestionamento della giustizia civile che potrà produrre nel tempo e il cui avvio è comunque in gran parte confermato per marzo, a dispetto di quanti avrebbero voluto rinviarlo tout court di un anno.


 Un risultato complessivamente positivo al quale si è arrivati anche grazie alla mobilitazione unitaria dei commercialisti, di alcune altre professioni, del mondo delle imprese e delle Camere di commercio”.


“Conciliazione e mediazione civile – prosegue Siciliotti – ridurranno il numero di cause civili pendenti presso i nostri tribunali e comporteranno una drastica riduzione dei tempi della giustizia e dei suoi costi per i cittadini.


Una riforma che avrà successo se sarà accompagnata da una rivoluzione culturale nell’approccio a questi temi. Uno sforzo per il quale i commercialisti sono impegnati ormai da anni: arriviamo all’appuntamento del 20 marzo con quasi 5000 commercialisti formati nella materia, con un organismo nazionale di conciliazione e con la volontà di dar vita in ciascuno dei 143 ordini locali di categoria ad un organismo territoriale, anche in collaborazione con altri professionisti e altri enti”.


(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato del 16 febbraio 2011)


 


 


3) Inps: precisazione in materia di formazione dell’avviso di addebito a seguito di accertamento ispettivo


Pagamento del debito entro 30 giorni dalla notifica del verbale ispettivo: Il termine è perentorio.


L’Inps, con il messaggio n. 3881 del 16/02/2011 ha dovuto integrare le indicazioni contenute nella circolare n. 168 del 30/12/2010, in particolare per quanto previsto nel punto 4 in materia di formazione dell’avviso di addebito all’esito di accertamento ispettivo.


Assodato che il momento di formazione dell’avviso di addebito resta fissato al decorso dei 90 giorni dalla notifica dell’atto di accertamento, l’Inps ha ritenuto necessario dovere coordinare tali disposizioni con quanto previsto dalla Legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d.“collegato lavoro”).


Pertanto, l’Istituto previdenziale ha precisato che detto termine ricorre sia nel caso in cui non sia stata data ottemperanza – mediante il pagamento del debito contestato – alla diffida di regolarizzazione di cui al comma 2 dell’art. 13 del D. Lgs. 23 aprile 2004 n. 124, come modificato dall’art 33 della citata Legge n. 183/2010, sia nel caso in cui sia mancata la proposizione di ricorso amministrativo nei termini fissati dalla normativa vigente, in relazione alla natura dell’obbligo contributivo.


In particolare, l’Inps ha fornito le seguenti precisazioni (diverse situazioni che possono verificarsi in seguito all’accertamento da verbale ispettivo):


Pagamento del debito entro 30 giorni dalla notifica del verbale ispettivo (1° caso).


Il trasgressore, o l’eventuale obbligato in solido, che paga il debito contestato entro 30 giorni dalla notifica del verbale ispettivo avente ad oggetto illeciti diffidabili è ammesso, nei 15 giorni successivi alla scadenza del suddetto termine perentorio, al pagamento delle sanzioni amministrative nella misura minima prevista dalla legge.


Il pagamento delle sanzioni entro il termine previsto estingue il procedimento sanzionatorio.


Il pagamento consente il versamento nella misura minima prevista dalla legge delle sanzioni amministrative ivi compresa, ricorrendo anche tutte le altre condizioni normativamente previste per la regolarizzazione, quella per la maxisanzione contro il lavoro sommerso disciplinata, da ultimo, dall’art 4, comma 1, lettera a) del c.d. “collegato lavoro” 2010.


Pagamento del debito dal 31° giorno (2° caso)


Il trasgressore, o l’eventuale obbligato in solido, che paga il debito contestato dal 31° giorno dalla notifica del verbale ispettivo avente ad oggetto illeciti diffidabili non può più fruire del pagamento delle sanzioni amministrative in misura minima ma sarà ammesso a regolarizzare la sanzione amministrativa nella misura ridotta di cui all’art. 16 della Legge n. 689/1981.


I medesimi soggetti saranno altresì tenuti al pagamento di ulteriori somme aggiuntive da calcolare secondo il regime indicato nel verbale ispettivo.


Mancato pagamento nel termine di 90 giorni dalla notifica del verbale (3° caso)


Trascorsi 90 giorni dalla notifica del verbale ispettivo senza che sia avvenuto il pagamento (ovvero sia stato proposto nei termini il ricorso amministrativo) si procede alla formazione dell’avviso di addebito.


I crediti inseriti nell’avviso di addebito vengono affidati all’Agente della Riscossione che procede al recupero del credito.


Gli importi sono maggiorati dell’aggio e delle ulteriori somme di cui all’art. 17 del D.Lgs. 13 aprile 1999, n. 112.


In particolare, in merito alla misura del compenso per l’attività di riscossione prevista dalla legge, l’aggio a carico del debitore è pari:


– al 4,65% dell’importo dovuto a titolo di contributi e somme aggiuntive, nel caso in cui il pagamento sia effettuato al competente AdR entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di addebito;


– al 9% qualora lo stesso avvenga oltre il predetto termine.


In mancanza di pagamento l’Agente della Riscossione procede ad espropriazione forzata con i poteri, le facoltà e le modalità che disciplinano la riscossione a mezzo ruolo.


Per gli ulteriori profili disciplinati dal citato art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004, nel testo novellato dall’art. 33 della legge n. 183/2010, viene fatto rinvio alla circolare in corso di pubblicazione.


(Inps, messaggio n. 3881 del 16 febbraio 2011)


 


 


4) Contenzioso tributario: atti da depositare entro il termini fissato per il ricorso


Obbligo di formazione completa del fascicolo entro i termini (posizione rigida). La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3522 del 11/02/2011, ha esteso anche alle liti fiscali alcuni oneri propri delle cause civili.


Difatti, il contribuente dovrà depositare, entro il termini fissato per il ricorso, tutti gli atti che intende contestare.


Nel caso di specie, la Suprema Corte ha dichiarato improcedibile il ricorso di un contribuente che contestava un accertamento Ilor, Iva e Irpef per la mancata presentazione, entro i termini prestabiliti per il ricorso in Cassazione, della documentazione necessaria.


Per cui, il contribuente dovrà depositare, entro il termine fissato per il ricorso, la dichiarazione dei redditi, l’accertamento e tutti gli atti della fase amministrativa che intende contestare.


Al fine di non appesantire ulteriormente la disciplina processuale, viene precisato che non è indispensabile presentare l’originale o la copia autentica, poiché è sufficiente produrre la mera fotocopia, la quale ha lo stesso valore ed efficacia probatoria.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3522 del 11 febbraio 2011)


 


 


5) Notariato: La Guida sul Preliminare in lingua tedesca


È disponibile “Vorvertrag. Sicherheit beim Immobilienkauf”, la versione tedesca della Guida “Garanzia preliminare.


La sicurezza nel contratto di compravendita immobiliare”, realizzata dal Consiglio Nazionale del Notariato e 12 Associazioni dei Consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori), tradotta dal Consiglio Notarile di Bolzano.


(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato del 16 febbraio 2011)


 


 


6) Non si perde il diritto al credito d’imposta: anche in caso di mancata indicazione in UNICO


La mancata indicazione del credito d’imposta per la ricerca scientifica nel quadro RU del Modello Unico non vale a disconoscere il beneficio quando sia stata tempestivamente presentata una dichiarazione integrativa.


Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale Puglia, con la sentenza, sez. IX, n. 116 del 2010, in Ipsoa del 16/02/2011.


In caso di errore commesso dal contribuente: Nessun limite alla ritrattabilità della dichiarazione dei redditi


La dichiarazione dei redditi del contribuente può essere ritrattata, per gli errori commessi sia in fatto che in diritto e incidenti sull’obbligazione tributaria, anche in sede contenziosa, al fine di consentire al contribuente di opporsi alla maggiore pretesa tributaria avanzata dall’Amministrazione finanziaria.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2226 depositata il 31 gennaio 2011.


Il problema della “ritrattabilità della dichiarazione dei redditi” è stato oggetto di ampio dibatto dottrinale e giurisprudenziale.


Per decenni si è sostenuto che il contribuente non potesse ritrattare la dichiarazione contenente errori, per una sorta di definitività della dichiarazione stessa, intesa come documento idoneo a definire l’obbligazione tributaria.


In altre parole, la dichiarazione era vista come uno strumento di prova per l’Amministrazione finanziaria, la quale era dispensata dal verificare se corrispondessero al vero le affermazioni, in essa contenute, sfavorevoli al contribuente dichiarante.  Adesso la Suprema Corte ha cambiato tale situazione.


Il contribuente che ha presentato una dichiarazione erronea, sia in fatto sia in diritto, ha la facoltà di portare a conoscenza sia dell’Amministrazione finanziaria sia del giudice l’errore commesso e ritrattare la dichiarazione, presentandone un’altra entro i termini previsti dalle disposizioni normative.


 


 


7) Altre di fisco:


 


– Sentenza non notificata, impugnazione, decorrenza del termine: Data di pubblicazione indicata come tale dal cancelliere


Il termine annuale per impugnare la sentenza non notificata inizia a decorrere dalla data di pubblicazione, laddove nel documento ne appaiano due


Se la sentenza reca due date, per l’impugnazione conta la pubblicazione indicata dal cancelliere. L’irretrattabilità scatta solo con la registrazione, il deposito può avere mera rilevanza interna


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3797 del 16 febbraio 2011)


 


 


– Costi deducibili: Attività concordate tra aziende con lettera di intenti


La lettera di intenti tra due aziende non prova i costi deducibili. Occorre altra documentazione al fine della dimostrazione delle effettive attività.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3320 del 11 febbraio 2011)


 


– Contenzioso tributario – Atti amministrativi – Onere di allegazione


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3522 del 11 febbraio 2011)


 


 


– Registro – Agevolazioni prima casa – Lavoro nel comune di ubicazione dell’immobile – Parametro rilevante


Agevolazioni prima casa anche senza residenza se il contribuente lavora nel comune di ubicazione. Accolto il ricorso di un acquirente.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3500 del 11 febbraio 2011)


 


Agevolazioni fiscali prima casa – Istanza di residenza – Rileva.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3507 del 11 febbraio 2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


Partecipa alla discussione sul forum.