Novità fiscali del 15 febbraio 2011: gli importi iscritti a ruolo si compensano nel modello F24; agevolazioni prima casa anche nel caso di mera richiesta di cambio della residenza; opzione per l’IVA di gruppo entro domani; appalti e subappalti: ampio intervento ministeriale con tolleranza zero; SUAP: gestione telematica dei procedimenti con competenze delle Camere di Commercio; la domanda per annullare la sanzione per il bonus fiscale del 2007; sanzioni fiscali per contabilità irregolare: azienda e commercialista corresponsabili; IVA in rivalsa del professionista non è credito di massa nel passivo dell’azienda fallita; per il lavoro occasionale diventa operativo il referente regionale

gli importi iscritti a ruolo si compensano nel modello F24; agevolazioni prima casa anche nel caso di mera richiesta di cambio della residenza; opzione per l’IVA di gruppo entro domani; appalti e subappalti: ampio intervento ministeriale con tolleranza zero; SUAP: gestione telematica dei procedimenti con competenze delle Camere di Commercio; la domanda per annullare la sanzione per il bonus fiscale del 2007; sanzioni fiscali per contabilità irregolare: azienda e commercialista corresponsabili; IVA in rivalsa del professionista non è credito di massa nel passivo dell’azienda fallita; per il lavoro occasionale diventa operativo il referente regionale; istruzioni per il versamento dei contributi dei lavoratori Postetelegrafonici; obbligo assicurativo per i familiari coadiutori dei farmacisti; la segnalazione della presenza di autovelox va fatta anche nelle strade secondarie e collegate

 






Indice:


 


1) Gli importi iscritti a ruolo si compensano nel modello F24


 


2) Agevolazioni prima casa anche nel caso di mera richiesta di cambio della residenza


 


3) Opzione per l’Iva di gruppo entro domani


 


4) Appalti e subappalti: ampio intervento ministeriale con tolleranza zero


 


5) Per il lavoro occasionale diventa operativo il referente regionale


 


6) SUAP: Gestione telematica dei procedimenti con competenze delle Camere di Commercio


 


7) Istruzioni per il versamento dei contributi dei lavoratori Postetelegrafonici


 


8) La domanda per annullare la sanzione per il bonus fiscale del 2007


 


9) Obbligo assicurativo per i familiari coadiutori dei farmacisti


 


10) La segnalazione della presenza di autovelox va fatta anche nelle strade secondarie e collegate


 


11) Sanzioni fiscali per contabilità irregolare: azienda e commercialista corresponsabili


 


12) L’Iva in rivalsa del professionista non è credito di massa nel passivo dell’azienda fallita


 


 


1) Gli importi iscritti a ruolo si compensano nel modello F24


Stavolta ci siamo, gli importi iscritti a ruolo (si pensi agli importi contenuti nelle cartelle esattoriali o quelli contenuti negli avvisi che dal 1/7/2011 saranno emessi a titolo esecutivo) potranno essere compensati con i crediti vantati dai contribuenti presentando il modello F24.


Per questo motivo si attende anche una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che istituisca i nuovi codici tributo, e quanto altro, sia necessario per consentire tale rilevante novità


Il Direttore Generale delle Finanze ha, infatti, firmato il decreto con il quale sono stabilite le modalità di compensazione delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e oneri accessori mediante i crediti relativi alle stesse imposte che sarà efficace dal giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


Il decreto, emanato in attuazione dell’art. 31, comma 1, del D.L. n. 78 del 2010, prevede che il pagamento, anche parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali si effettui mediante compensazione secondo il sistema del versamento unificato.


Sono oggetto di compensazione anche l’IRAP e le addizionali alle imposte dirette, come avviene nell’utilizzo del modello F24.


Il pagamento in compensazione è ammesso anche per gli oneri accessori relativi alle imposte dirette, compresi gli aggi spettanti all’agente della riscossione e le spese dallo stesso sostenute, nonché per le imposte erariali scaturenti dagli accertamenti esecutivi da riscuotere mediante l’agente della riscossione ai sensi dell’art. 29 del D.L. n. 78 del 2010.


Saranno quindi oggetto di compensazione le somme di cui agli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle entrate per le imposte sui redditi e per l’Iva e le relative sanzioni:


Tali avvisi costituiscono, a decorrere dal 1° luglio 2011, titolo esecutivo decorsi 60 giorni dalla notifica al contribuente.


Si stabilisce, inoltre, che i pagamenti in compensazione avvengano indicando nel modello F24 la provincia di competenza dell’agente della riscossione che ha in carico il debito che si intende compensare.


I codici tributo da utilizzare per i pagamenti saranno istituiti con risoluzione dell’Agenzia delle Entrate.


In caso di compensazione parziale, il decreto prevede che il contribuente è tenuto a comunicare preventivamente all’agente della riscossione, le posizioni debitorie cui imputare i pagamenti.


In assenza della comunicazione l’imputazione sarà effettuata dall’agente della riscossione.


Infine, viene disciplinato il rimborso da parte dell’agente della riscossione dei versamenti eccedenti il debito.


Restano ferme le disposizioni in materia di controllo preventivo dell’utilizzo in compensazione dei crediti IVA, nonché di obbligo, per i titolari di partita IVA, di presentazione dei modelli F24 esclusivamente con modalità telematiche.


(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato del 11 febbraio 2011)


 


 


2) Agevolazioni prima casa anche nel caso di mera richiesta di cambio della residenza


L’impossibilità di realizzare il proposito abitativo entro i termini va valutato secondo parametri di ragionevolezza.


Vanno applicate regole più elastiche sul cambio di residenza.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3507 del 11 febbraio 2011.


Possono fruire del diritto alle agevolazioni fiscali sulla prima casa anche i contribuenti che non hanno ottenuto, entro i termini di legge, il trasferimento della residenza, pur avendone fatta istanza.


Per i giudici l’impossibilità di realizzare il proposito abitativo entro termini prestabiliti, deve essere valutato utilizzando parametri di ragionevolezza e buona fede correlati al caso di specie.


 


 


3) Opzione per l’Iva di gruppo entro domani


Le società controllanti e controllate che intendono avvalersi della procedura dell’Iva di gruppo devono comunicarlo solo per via telematica, con il nuovo modello Iva 26.


Entro domani (16 febbraio 2011) le società controllanti e controllate che intendono avvalersi della suddetta procedura dell’Iva di gruppo dovranno comunicare la relativa opzione, da quest’anno esclusivamente per via telematica.


A tal fine, l’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento del 06.12.2010 ha approvato il nuovo modello IVA 26, da utilizzare anche per comunicare le eventuali variazioni intervenute dopo l’avvenuta presentazione della dichiarazione, in sostituzione quindi del precedente modello IVA 26-bis.


In sede di opzione, da valutare la circostanza che l’opzione ha efficacia annuale (art. 3, comma 4 del D.M. 13.12.1979) e non è previsto un rinnovo tacito. Pertanto, l’opzione va espressamente manifestata non essendo sufficiente il comportamento concludente. Infatti, detta norma (art. 4) prevede che il principio del cd. comportamento concludente del contribuente non si applica in materia di IVA di gruppo.


 


 


4) Appalti e subappalti: ampio intervento ministeriale con tolleranza zero


Tolleranza zero per gli appalti non genuini. Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 5/2011, in materia di appalti e subappalti, tenuto conto del ricorso sempre più frequente a processi di esternalizzazione e della complessità della legislazione e delle fonti di riferimento in materia, effettua una ricognizione delle principali problematiche che gli operatori incontrano nel ricorrere all’appalto e fornisce indicazioni e chiarimenti in merito alla sua corretta gestione.


Tra le principali questioni affrontate, i criteri che qualificano un appalto come genuino, gli obblighi di carattere retributivo connessi all’utilizzazione dell’istituto, il valore degli appalti e i criteri di scelta dei contraenti, la responsabilità solidale tra committente, appaltatore ed eventuali subappaltatori, il ricorso alla certificazione, la disciplina in materia di salute e sicurezza del lavoro.


Sotto l’aspetto formale, per la verifica della genuinità, la circolare suggerisce agli ispettori di verificare:


– l’iscrizione al registro delle imprese, facendo particolare attenzione alla data dell’iscrizione, all’oggetto sociale ed al capitale versato;


– il libro giornale ed il libro degli inventari;


– il LUL per verificare assunzioni, qualifiche e mansioni dei lavoratori impiegati nell’appalto;


– il DURC.


Sanzioni


Nel momento in cui dalla verifica formale e sostanziale dovesse emergere che l’appalto non sia genuino, allora verranno applicate le relative sanzioni.


Se l’appalto è illecito (mancanza dei requisiti di cui all’art. 29 del D.Lgs. n. 276/2003), l’utilizzatore ed il somministratore sono puniti con pena dell’ammenda di € 50,00 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione.


Se, invece, l’appalto illecito viene eseguito per eludere, in tutto o in parte, i diritti dei lavoratori derivanti da disposizioni inderogabili di legge o contratto collettivo, si ricade nell’ipotesi di appalto fraudolento che viene punito con l’ulteriore pena dell’ammenda di € 20,00 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di occupazione; tale sanzione si aggiunge a quella relativa all’appalto illecito.


Limite temporale della responsabilità solidale


In merito alla questione della solidarietà tra committente ed appaltatore ed eventuali subappaltatori, relativamente agli oneri di carattere retributivo, contributivo e fiscale derivanti dall’appalto e dal subappalto, il limite temporale entro cui opera la responsabilità è di due anni mentre, per quanto riguarda i contributi, resta ferma la prescrizione quinquennale prevista per il recupero nei confronti del datore di lavoro inadempiente.


 


 


5) Per il lavoro occasionale diventa operativo il referente regionale


L’Inps, con il messaggio n. 3598 dell’11 febbraio 2011 ha comunicato che a partire dal 15 febbraio opererà la figura del referente regionale del lavoro occasionale accessorio.


Ci si potrà rivolgere al referente per il trattamento delle richieste di chiarimento o di intervento; in tal modo si individua l’interfaccia delle Associazioni di categoria, degli intermediari, degli Enti locali, ecc., offrendo consulenza sull’impiego corretto dei buoni lavoro.


Il referente informerà tra l’altro il datore sulla opportunità di non impiegare il/i prestatore/i che presenta compensi prossimi o addirittura superiori al limite economico previsto. (Inps, nota del 14 febbraio 2011)


Lavoro accessorio: l’Inps verifica il limite economico imposto dalla norma


Previsto anche l’avviso al committente del superamento del limite. Con il messaggio n. 3598 dell’11 febbraio 2011, l’Inps ha informato del nuovo sistema organizzativo di trattamento delle richieste di chiarimenti o di intervento provenienti da utenti interni ed esterni, che sarà attivo dal 15 febbraio 2011.


Presenza di funzioni relative a “Estratto conto prestatori” e “Estratto conto committenti”


Gli “estratti conto” predisposti consentono di effettuare delle verifiche in merito al limite economico previsto dalla normativa per i prestatori in relazione ai singoli committenti.


Un volta entrati nell’applicazione si accede alla funzione selezionando la voce del menù presente sulla sinistra dell’applicazione.


In caso di procedura cartacea, l’informazione relativa al limite economico dei prestatori sarà visualizzabile per gli operatori, che avranno cura di verificare la situazione dei compensi ricevuti dai prestatori già impiegati dal committente – soprattutto in caso di acquisti ripetuti – e di informare il datore sulla opportunità di non impiegare il/i prestatore/i che presenta compensi prossimi o addirittura superiori al limite economico previsto. (Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 14 febbraio 2011)


 


6) SUAP: Gestione telematica dei procedimenti con competenze delle Camere di Commercio


Nel caso in cui il Comune non abbia istituito il SUAP (Sportello Unico per le Attività produttive) o questo non sia in possesso dei requisiti previsti, l’esercizio delle relative funzioni è delegato alla Camera di Commercio territorialmente competente, la quale provvederà, attraverso il portale, alla gestione telematica dei procedimenti, comprese le fasi di ricezione delle domande, la divulgazione delle informazioni, l’attivazione degli adempimenti, il rilascio di ricevute all’interessato ed il pagamento dei diritti e delle imposte.


(Ipsoa, nota del 14 febbraio 2011)


 


 


7) Istruzioni per il versamento dei contributi dei lavoratori Postetelegrafonici


La circolare dell’Inps n. 35 dell’11 febbraio 2011 disciplina gli aspetti contributivi legati al trasferimento all’Inps del soppresso IPOST.


Vengono dettate le istruzioni operative e contabili relative al versamento dei contributi dovuti per i lavoratori iscritti al Fondo di Quiescenza ed alle Gestioni previdenziali ed assistenziali dell’Istituto Postelegrafonici.


(Inps, nota del 14 febbraio 2011)


 


 


8) La domanda per annullare la sanzione per il bonus fiscale del 2007


L’Agenzia delle Entrate ha stabilito di escludere la sanzione applicata ai cittadini che avevano ricevuto 150 euro di bonus fiscale nel dicembre 2007 senza possedere i previsti requisiti.


Tenuto conto che gli istituti previdenziali hanno proceduto all’erogazione dei bonus fiscali in via automatica, sulla sola base delle informazioni in loro possesso, i pensionati interessati possono presentare istanza di annullamento della sanzione, da inoltrare all’Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando il fac simile allegato al messaggio dell’Inps n. 3566 del giorno 11 febbraio 2011.


(Inps, nota del 14 febbraio 2011)


 


 


9) Obbligo assicurativo per i familiari coadiutori dei farmacisti


L’Inps con la circolare n. 163 del 1984 aveva sostenuto la sussistenza dell’obbligo assicurativo nella Gestione degli esercenti attività commerciali per i familiari coadiutori dei farmacisti.


Sono stati richiesti chiarimenti circa il comportamento da tenere nei casi di mancato versamento dei contributi alla Gestione degli esercenti attività commerciali dei familiari coadiutori del farmacista, non iscritti all’albo professionale, che collaborano con carattere di abitualità e prevalenza nell’impresa familiare e che operano nelle farmacie dove si vendono anche prodotti non medicinali.


L’Istituto previdenziale con la citata circolare n. 163 del 1984 aveva sostenuto l’iscrivibilità alla Gestione degli esercenti attività commerciali dei suddetti soggetti.


Tale linea interpretativa è stata ribadita con la circolare 70/2004, purché, naturalmente, non sussista un rapporto di lavoro subordinato.


La stessa circolare ha previsto che, in considerazione delle contrastanti direttive nel tempo impartite, della peculiarità della fattispecie e del comportamento non uniforme nel tempo seguito dalle strutture territoriali, le sanzioni applicabili per mancato adempimento dell’obbligo assicurativo potessero essere ridotte ai sensi dell’articolo 116, comma 15, della legge n. 388 del 2000.


La posizione assunta dall’Istituto con la suddetta circolare ha dato origine ad un contenzioso in materia che ha visto prevalere un orientamento giurisprudenziale di merito che confermava la fondatezza della pretesa contributiva dell’Istituto.


Successivamente, la giurisprudenza di legittimità ha confermato tale orientamento con la sentenza della corte di Cassazione Sezione Lavoro n. 11466/2010 che ha accolto le argomentazioni a sostegno dell’affermato obbligo contributivo alla gestione commercianti.


Con specifico riferimento alla quantificazione debitoria alcune strutture regionali dell’Istituto, peraltro, non essendo sostanzialmente in discussione già da parte della giurisprudenza di merito la fondatezza della richiesta della contribuzione in questione, hanno previsto dei criteri per la definizione del numeroso contenzioso pendente sulla materia, al fine di accelerare il recupero dei crediti connessi, ed hanno recepito, con proprie direttive quanto già stabilito nella circolare n. 70 del 2004 in merito alla riducibilità delle sanzioni civili al tasso degli interessi legali.


La direzione generale dell’Inps, avendo ravvisato comportamenti non conformi sul territorio nazionale ha ritenuto opportuno dare indicazioni che ripristinino la necessaria uniformità di trattamento delle analoghe situazioni mediante il richiamo generalizzato al più favorevole criterio di calcolo delle sanzioni indicato nella circolare 70/2004 e consentano in via generalizzata la definizione del solo contenzioso ancora pendente.


In particolare, l’Inps ritiene che l’incertezza interpretativa sia ravvisabile fino alla pronuncia della Corte di Appello di Torino del 28 marzo 2008, successivamente alla quale la giurisprudenza di merito ha assunto un orientamento univoco riscontrabile non solo in Piemonte ma su tutto il territorio nazionale.


Pertanto saranno accolte le istanze di riduzione delle sanzioni per debiti insorti in data antecedente alla pronuncia stessa.


Per i debiti sorti dopo tale data le sanzioni civili saranno calcolate secondo il regime ordinario, di cui all’art. 116, co. 8 e 9 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.


La riduzione delle sanzioni civili è possibile, per i contenziosi non ancora definiti, a condizione che:


– sia presentata apposita istanza motivata per l’ottenimento della riduzione delle sanzioni civili al tasso degli interessi legali nella quale vi è il riconoscimento del debito contributivo esistente sia in via amministrativa che giudiziaria;


– sia versata la contribuzione dovuta in unica soluzione o con l’avvio di una formale rateazione;


– non vi siano in capo al richiedente altri debiti diversi da quelli connessi alla fattispecie in esame.


L’istanza per la riduzione delle sanzioni, con il riconoscimento totale e incondizionato del debito contributivo dovrà essere presentata entro e non oltre il 31 marzo 2011.


(Inps, messaggio n. 3605 del 11 febbraio 2011)


 


 


10) La segnalazione della presenza di autovelox va fatta anche nelle strade secondarie e collegate


L’autovelox deve essere segnalato anche a chi arriva dalla strada che si immette in quella sorvegliata.


Non si applica, quindi, la multa se la presenza dell’apparecchio non è stata annunciata a tutti con congruo anticipo.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3628 del 14/02/2011)


 


 


11) Sanzioni fiscali per contabilità irregolare: azienda e commercialista corresponsabili


Per la tenuta irregolare delle scritture contabili sussiste la corresponsabilità tra l’azienda ed il Commercialista.


E’ legittimo l’accertamento sui flussi finanziari verificati da Consob e UIC.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3651 del 14/02/2011)


 


 


12) L’Iva in rivalsa del professionista non è credito di massa nel passivo dell’azienda fallita


In materia di ammissibilità al passivo del credito in rivalsa Iva, la Cassazione ha deciso che non è credito di massa in prededuzione che ha, così, respsinto il ricorso di un consulente fiscale.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3582 del 14/02/2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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