I.R.A.P.: opzione per il metodo più conveniente

Opzione Irap entro il 01 marzo 2011


 


Entro il prossimo 1 marzo si potrà scegliere il metodo Irap più conveniente.


Le imprese individuali e le società di persone in contabilità ordinaria hanno ancora poco tempo a disposizione per esercitare l’opzione che consente di determinare l’Irap secondo le modalità previste per le società di capitali, aderendo alle regole del bilancio e non a quelle del Tuir.


Scadrà, infatti, il 1° marzo 2011 il termine di 60 giorni dall’inizio del periodo d’imposta entro cui, pena l’inefficacia dell’opzione, chi intende transitare nel regime naturale per i soggetti “maggiori” deve compilare e trasmettere in via telematica all’agenzia delle Entrate il modello di comunicazione, approvato con provvedimento direttoriale del 31 marzo 2008 (C.M. n. 60/E del 2008).


La compilazione del modello non è complessa, mentre, invece, può comportare talune difficoltà la scelta di convenienza da effettuare.


Infatti, occorre mettere a confronto le particolarità dei due metodi di determinazione del valore aggiunto della produzione Irap per poi applicarli sulla propria situazione.


Per soggetti con una struttura di costi elementare e “leggera” potrebbe rilevarsi inutile uscire dal proprio regime naturale.


Per imprese più strutturate e con oneri caratterizzati da un tetto di deducibilità ai fini Irpef, l’opzione si presenta, invece, favorevole.


L’opzione è consentita soltanto alle imprese Irpef in contabilità ordinaria (per obbligo o per opzione), mentre chi è in contabilità semplificata non può uscire dal regime naturale previsto dall’art. 5-bis del D.Lgs. 446/1997.


Si ricorda che l’opzione è irrevocabile per tre periodi d’imposta, per cui in questi giorni si decide per il triennio 2011-2013.


Chi già in passato ha esercitato l’opzione e ha terminato il triennio nel 2010 deve scegliere: se non fa nulla, il regime prescelto si intende (tacitamente) rinnovato per un altro triennio.


Altrimenti, con lo stesso modello e sempre entro il 1° marzo prossimo, deve esercitare la revoca (tornando così a determinare il Vap secondo le regole previste dal’art. 5-bis del Decreto Irap), anch’essa con effetto triennale e irrevocabile.


Calcolo della base imponibile


Le società di capitali calcolano la base imponibile Irap facendo la differenza tra la macroclasse A e quella B del conto economico, con esclusione delle voci B.9 (costi per il personale), B.10.c (altre svalutazioni delle immobilizzazioni), B.10.d (svalutazioni dei crediti e delle disponibilità liquide), B.12 (accantonamenti per rischi) e B.13 (altri accantonamenti).


Vanno considerati gli importi “così come risultanti dal conto economico dell’esercizio”, in base ai “principi contabili adottati dall’impresa” e senza applicare le “variazioni in aumento o in diminuzione previste ai fini delle imposte sui redditi”.


Per i soggetti Irpef, invece, la base imponibile Irap è determinata, dalla “differenza tra l’ammontare dei ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a), b), f) e g)” e delle variazioni delle rimanenze finali (articoli 92 e 93 del Tuir) e “l’ammontare dei costi delle materie prime, sussidiarie e di consumo, delle merci, dei servizi, dell’ammortamento e dei canoni di locazione anche finanziaria dei beni strumentali materiali e immateriali”.


I criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione sono quelli del Tuir.


Per le società di capitali non devono essere considerati i limiti di deducibilità dei costi previsti dal Tuir, applicabili, invece, per i soggetti Irpef.


Sono completamente deducibili, ad esempio, i costi per le autovetture e la telefonia, le spese di rappresentanza, quelle per le manutenzioni spesate ed eccedenti il 5% del costo dei beni materiali ammortizzabili.


Gli ammortamenti di bilancio sono deducibili ai fini Irap, anche se superano i limiti fiscali del D.M. 31 dicembre 1988.


I canoni leasing per l’acquisto di fabbricati (al netto degli interessi passivi) sono deducibili Irap come costi di godimento di beni di terzi (voce B.8), senza necessità di scorporare la quota del terreno forfettariamente pari al 20% (30%, se industriali) e senza considerare i limiti minimi di durata del contratto, previsti dall’art. 102, comma 7 del Tuir.


Sono deducibili per le società di capitali, e non per i soggetti Irpef, alcuni oneri diversi di gestione (voce B.14), come gli omaggi, le erogazioni liberali e alcune imposte indirette (registro, ipotecaria, catastale, concessioni governative, bollo, pubblicità ecc.).


Gli ammortamenti degli oneri pluriennali (costi d’impianto e di ampliamento, di ricerca e sviluppo) sono indeducibili Irap per i soggetti Irpef, mentre sono rilevanti per le società di capitali.


I ricavi da adeguamento agli studi di settore sono tassati all’Irap dai soggetti Irpef, mentre non lo sono per le società di capitali.


Sono rilevanti solo per le società di capitali, non per i soggetti Irpef, le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dall’alienazione di beni strumentali impiegati nella normale attività (voci A.5 o B.14 del conto economico) o di immobili patrimonio, non strumentali o non beni merce (anche se iscritte nell’area E del conto economico).


 


Modalità di determinazione della base imponibile Irap










Società di persone e ditte individuali


 


(metodo fiscale)


I componenti di reddito devono essere assunti secondo le regole di quantificazione, imputazione temporale e classificazioni valide ai fini tributari per la determinazione del reddito d’impresa.


 


– Ammontare dei ricavi e delle variazioni delle rimanenze finali


                       Meno


– Ammontare dei costi sostenuti per materie prime, sussidiarie e di consumo, delle merci, dei servizi, degli ammortamenti e dei canoni di locazione, anche finanziaria, dei beni strumentali materiali e immateriali


 


 


= Base imponibile


 










Società di capitali


(metodo da bilancio: Naturale per i soggetti Ires)


La base imponibile viene determinata sulle risultanze di bilancio che rimangono non influenzate dall’applicazione delle regole del Tuir.


 


Valore della produzione


                    Meno


Costi della produzione, ad esclusione dei seguenti:


– Costi per il personale.


– Altre svalutazioni delle immobilizzazioni (diverse dagli ammortamenti).


– Svalutazioni dei crediti compresi nell’attivo circolante e nelle disponibilità liquide.


– Accantonamenti per rischi.


– Altri accantonamenti.


 


 


= Base imponibile


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


10 febbraio 2011


Partecipa alla discussione sul forum.