Entro il 28 febbraio la prima scadenza I.V.A.

Dichiarazioni ai fini Iva 2011: Approvati tutti i modelli per denunciare il periodo 2010 – Entro il 28 febbraio la prima scadenza di presentazione


 


Ai fini Iva, entro la fine del mese di gennaio sono stati approvati tutti i modelli relativi al periodo d’imposta 2010.


In particolare, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, prima con il Provvedimento del 17 gennaio 2011, ha approvato il modello di comunicazione annuale dati IVA con le relative istruzioni e delle caratteristiche tecniche per la stampa.


Poi lo stesso Direttore delle Entrate, con un’altro Provvedimento del 17 gennaio 2011 ha approvato i seguenti modelli, con le relative istruzioni, concernenti le dichiarazioni relative all’anno 2010 da presentare ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto:


a) Modello IVA/2011 composto da:


– il frontespizio, contenente anche l’informativa relativa al trattamento dei dati


personali;


– i quadri VA, VC, VD, VE, VF, VJ, VH, VK, VL, VR, VT, VX, VO, VS, VV, VW, VY e VZ;


b) Modello IVA BASE/2011 composto da:


– il frontespizio, contenente anche l’informativa relativa al trattamento dei dati personali;


– i quadri VA, VE, VF, VJ, VH, VL, VR, VX e VT;


c) Modello IVA 26 LP/2011


Si tratta del prospetto delle liquidazioni periodiche, riservato agli enti o società controllanti di cui all’art. 73, ultimo comma, del D.P.R. n. 633/1972.


Modello di dichiarazione per il fallimento o per la liquidazione coatta amministrativa


Tale Provvedimento ha anche approvato il Modello IVA 74 bis, con le relative istruzioni, concernente le operazioni effettuate nella frazione d’anno antecedente la dichiarazione di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa, riservato ai curatori fallimentari e ai commissari liquidatori, da utilizzare per l’anno d’imposta 2011.






Modello di comunicazione annuale dati IVA


La comunicazione annuale dei dati IVA (introdotta dal D.P.R. n. 435/2001 poi modificato dal dall’art. 10 del D.L. n. 78/2009) deve essere presentata, in via telematica, entro il 28 febbraio 2011.


In origine, l’obbligo, per i contribuenti Iva, di presentare, entro il mese di febbraio di ciascun anno, una comunicazione dei dati relativi all’Iva dovuta per l’anno solare precedente, è stato istituito dall’art. 8 bis del D.P.R. n. 322/1998.


Mentre adesso il D.Lgs. n. 18 del 2010, concernente il recepimento delle direttive comunitarie 2008/8/CE, 2008/9/CE e 2008/117/CE per quanto riguarda in particolare il luogo delle prestazioni di servizi, il rimborso dell’Iva ai soggetti passivi stabiliti in altro Stato membro, nonché il sistema comune dell’IVA per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie, ha introdotto importanti modifiche al D.P.R. n. 633/1972 ed al D.L. n. 331/1993.


In particolare, tali modifiche hanno riguardato principalmente l’introduzione di nuovi criteri per l’individuazione del luogo di effettuazione delle prestazioni di servizi, comprese quelle rese in ambito comunitario, disciplinate dai nuovi artt. 7-ter e seguenti del D.P.R. n. 633/1972.


Pertanto, il neo Provvedimento ha inteso adeguare la struttura ed il contenuto del modello di comunicazione annuale dati IVA (ultima precedente approvazione avvenuta con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 15 gennaio 2010) alla vigente normativa.


La comunicazione annuale dei dati Iva (peraltro, contenente solo i principali dati e sintetici) non equivale alla dichiarazione annuale, infatti, per la mancata presentazione del modello, non sono applicate le sanzioni previste per omessa o infedele dichiarazione, ma quella amministrativa da € 268,00 a € 2.065,00.


A parte il recepimento della nuova regola generale per le prestazioni di servizi “generiche” (art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972) e le deroghe per alcune specifiche categorie di servizi (artt. da 7-quater a 7-septies), la struttura del modello e dati richiesti è rimasta uguale.


Come è solito, nel modello il contribuente deve sostanzialmente riportare l’indicazione complessiva delle risultanze delle liquidazioni periodiche (ovvero delle risultanze annuali per i contribuenti non tenuti a quest’ultimo adempimento), al fine di determinare l’IVA dovuta o a credito, senza tenere conto delle eventuali operazioni di rettifica e di conguaglio (ad esempio calcolo definitivo del pro rata), oltre ad altri dati sintetici relativi alle operazioni effettuate nel periodo.


Contribuenti con liquidazioni trimestrali


Anche i contribuenti che eseguono liquidazioni trimestrali ai sensi dell’art. 7 del D.P.R. n. 542/1999, dell’art. 73, comma 1, lett. e), dell’art. 74, commi 4 e 5, ovvero in base ad altre particolari disposizioni, devono presentare la comunicazione annuale dati IVA con riferimento a tutte le operazioni effettuate nell’anno d’imposta (quindi, devono comprendere anche il periodo ottobre-dicembre).


Operazioni attive


Nel rigo CD1, campo 1, bisogna riportare l’ammontare complessivo, al netto dell’IVA, delle operazioni attive (cessioni di beni e prestazioni di servizi), comprese quelle intracomunitarie e di esportazione, effettuate nel periodo di riferimento, e comprese quelle ad esigibilità differita, rilevanti agli effetti dell’IVA, annotate nel registro delle fatture emesse o in quello dei corrispettivi o comunque soggette a registrazione, ad esclusione di quelle esenti per le quali il contribuente sia avvalso della dispensa degli adempimenti di cui all’art. 36-bis.


Mentre nel rigo CD1, campo 2, occorre indicare l’ammontare complessivo delle operazioni non imponibili già comprese nel campo 1.


Altri righi da compilare (come prevedono le neo istruzioni al modello):


– Rigo CD1, campo 3, indicare l’ammontare, già compreso nel campo 1 del medesimo rigo, delle operazioni esenti di cui all’art. 10.


– Rigo CD1, campo 4, indicare l’ammontare complessivo delle cessioni intracomunitarie di beni già comprese nel campo 1 del medesimo rigo, annotate nel registro delle fatture emesse (art. 23) o in quello dei corrispettivi (art. 24). Occorre prestare attenzione alla circostanza che in tale rigo non devono essere compresi gli acquisti intracomunitari, ancorché annotati nei predetti registri.


– Rigo CD1, campo 5, indicare le cessioni di beni strumentali già comprese nei campi precedenti.


Operazioni passive


In relazione alle operazioni di acquisto di beni o di servizi, i contribuenti devono indicare nel rigo CD2, campo 1, l’ammontare complessivo, al netto dell’imposta, degli acquisti fatti in Italia, di quelli intracomunitari e delle importazioni, rilevanti agli effetti dell’IVA, compresi gli acquisti ad esigibilità differita, relativi a beni e servizi, risultanti dalle fatture e dalle bollette doganali di importazione annotate o soggette a registrazione nell’anno di riferimento sul registro degli acquisti ovvero su altri registri previsti da disposizioni riguardanti particolari regimi.


Mentre nel rigo CD2, campo 2, si deve indicare l’ammontare complessivo degli acquisti non imponibili già compresi nel campo 1 del medesimo rigo.


Nel rigo CD2, campo 3, occorre indicare l’ammontare, già compreso nel campo 1 del medesimo rigo, degli acquisti all’interno esenti, delle importazioni non soggette all’imposta (art. 68, esclusa lett. a) nonché delle importazioni di oro da investimento.


Nel rigo CD2, campo 4, si deve indicare l’ammontare complessivo degli acquisti intracomunitari di beni già compresi nel campo 1 del medesimo rigo.


Da tenere presente che nel rigo vanno compresi anche gli acquisti intracomunitari non imponibili di cui all’art. 42, comma 1 del D.L. n. 331/1993 (inclusi quelli effettuati senza pagamento dell’imposta con utilizzo del plafond di cui all’art. 2, comma 2, della legge 18 febbraio 1997, n. 28), nonché quelli di cui all’art. 40, comma 2, del D.L. n. 331/1993 (triangolare comunitaria con intervento dell’operatore nazionale in qualità di cessionario-cedente).


Infine, nel rigo CD2, campo 5, bisogna indicare gli acquisti di beni strumentali già compresi nei campi precedenti. Si tratta dei beni ammortizzabili, materiali o immateriali, di cui agli artt. 102 e 103 del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR), compresi i beni di costo non superiore a 516,46 euro e compreso il prezzo di riscatto per i beni già acquisiti in leasing (ad esempio macchinari, attrezzature, impianti, ecc.) e dei beni strumentali non ammortizzabili, computando l’importo dei canoni relativi ai beni strumentali, acquisiti con contratti di leasing, usufrutto, locazione o ad altro titolo oneroso e il corrispettivo relativo all’acquisto di beni strumentali non ammortizzabili (ad esempio terreni).


Importazioni senza pagamento dell’IVA in dogana


Nel rigo CD3, si devono riportare solo le importazioni di materiale d’oro, di prodotti semilavorati in oro e le importazioni d’argento puro, nonché le importazioni di rottami e altri materiali di recupero di cui all’art. 74, commi 7 e 8, già comprese nel rigo CD2, campo 1, per le quali, ai sensi del art. 70, commi 5 e 6, l’imposta non viene versata in dogana, ma assolta mediante contemporanea annotazione della bolletta doganale nei registri Iva (di cui agli artt. 23 o 24 e dell’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972).


L’imponibile e l’imposta relativi alle importazioni di materiale d’oro, di prodotti semilavorati in oro ed alle importazioni d’argento puro vanno evidenziati, rispettivamente nei campi 1 e 2.


L’imponibile e l’imposta relativi alle importazioni di rottami e altri materiali di recupero di cui all’art. 74, commi 7 e 8 vanno evidenziati rispettivamente nei campi 3 e 4.


Inoltre, l’imposta relativa alle medesime operazioni va inclusa nel rigo CD4 come IVA esigibile (risultante dal registro delle fatture emesse o dei corrispettivi), e nel rigo CD5, come imposta detratta (risultante dal registro degli acquisti).


Soggetti esonerati dalla presentazione della comunicazione annuale dei dati Iva


Non sono tenuti alla presentazione della comunicazione dati IVA:


– Contribuenti che per l’anno cui si riferisce la comunicazione sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione annuale IVA e cioè:


– contribuenti che per l’anno d’imposta abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti di cui all’art. 10, nonché coloro che essendosi avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione ai sensi dell’art. 36-bis abbiano effettuato soltanto operazioni esenti, ancorché siano tenuti per lo stesso anno alla presentazione della dichiarazione annuale IVA in conseguenza dell’effettuazione delle rettifiche di cui all’art. 19-bis2. L’esonero non si applica invece qualora il contribuente abbia registrato operazioni intracomunitarie (art. 48, comma 2, D.L. 331 del 1993) ovvero siano stati effettuati acquisti per i quali, in base a specifiche disposizioni normative, l’imposta è dovuta da parte del cessionario (es. acquisti di oro e argento puro, rottami ecc.);


– i produttori agricoli esonerati dagli adempimenti ai sensi dell’art. 34, comma 6, (produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 7.000 euro);


– gli esercenti attività di organizzazione di giochi, di intrattenimenti ed altre attività indicate nella tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972, esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’art. 74, comma 6, che non hanno optato per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari;


– le imprese individuali che abbiano dato in affitto l’unica azienda e non esercitino altra attività rilevante agli effetti dell’iVA nell’anno cui si riferisce la comunicazione;


– i soggetti passivi d’imposta, residenti in altri stati membri della Comunità Europea, nell’ipotesi di cui all’art. 44, comma 3, secondo periodo del D.L. n. 331 del 1993, qualora abbiano effettuato nell’anno d’imposta solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;


– i soggetti che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione delle disposizioni recate dalla legge 16 dicembre 1991, n. 398 esonerati dagli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;


– i soggetti domiciliati o residenti fuori dalla Comunità europea, non identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini dell’IVA nel territorio dello Stato con le modalità previste dall’art. 74-quinques per l’assolvimento degli adempimenti relativi ai servizi resi tramite mezzi elettronici a committenti non soggetti passivi d’imposta domiciliati o residenti in Italia o in altro Stato membro;


– i soggetti di cui all’art. 74 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, e cioè:


– gli organi e le amministrazioni dello Stato;


– i comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demani collettivi, le comunità montane, le province e le regioni;


– gli enti pubblici che svolgono funzioni statali, previdenziali, assistenziali e sanitarie, comprese le aziende sanitarie locali;


– i soggetti sottoposti a procedure concorsuali;


– le persone fisiche che hanno realizzato nell’anno 2010 un volume di affari uguale o inferiore a 25.000,00 euro ancorché siano tenuti a presentare la dichiarazione annuale;


– le persone fisiche che si avvalgono del regime riservato ai contribuenti minimi di cui all’art, 1, commi da 96 a 117, della legge n. 244 del 2007;


– sono, inoltre, esonerati i contribuenti che presentano la dichiarazione annuale IVA entro il mese di febbraio, come previsto dall’art. 8 bis, secondo comma, ultimo periodo del D.P.R. n. 322 del 1998, introdotto dall’art. 10, D.L. 10 luglio 2009, n. 78.






La dichiarazione annuale Iva 2011


Come premesso, con l’altro Provvedimento, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, in un “sol colpo” ha approvato la dichiarazione Iva annuale, il modello semplificato detto “Iva base”, i modelli Iva 74 bis ed Iva 26LP.


Come avvenuto per la suddetta comunicazione annuale Iva, anche per tali dichiarazioni annuali, le modifiche intervenute rispetto alla versione dello scorso anno sono dovute, in prevalenza, all’adeguamento della normativa nazionale a quella comunitaria.






Dichiarazione annuale Iva 2011 (dichiarazione Iva base)


Novità di rilievo si sono avute per la dichiarazione Iva base, cioè per il modello semplificato di dichiarazione inaugurato l’anno scorso, che diventa dal 2011 “alternativo” (per i contribuenti che possono utilizzarlo) a quello ordinario e può essere presentato, quindi, anche in via autonoma, sganciato dal modello Unico 2011.


In relazione al formato, è stato introdotto il frontespizio, da compilare in caso di dichiarazione autonoma, e due nuovi quadri: il quadro VR (per la richiesta di rimborso), più “snello” rispetto a quello della dichiarazione generica, perché pensato ad hoc per i contribuenti a cui è riservato, ed il quadro VX, riepilogativo del conguaglio annuale.


Quest’ultimo non va compilato se la dichiarazione è unificata, perché gli stessi dati devono essere inseriti nel quadro RX del modello Unico.


Soggetti che non possono utilizzare il modello Iva base


Il modello semplificato IVA base/2011 non può essere utilizzato:


– dai soggetti non residenti che hanno istituito nel territorio dello Stato una stabile organizzazione ovvero che si avvalgono dell’istituto della rappresentanza fiscale o dell’identificazione diretta;


– dalle società di gestione del risparmio che gestiscono fondi immobiliari chiusi;


– dai soggetti tenuti ad utilizzare il modello F24 auto UE;


– dai curatori fallimentari e dai commissari liquidatori tenuti a presentare la dichiarazione annuale per conto dei soggetti Iva sottoposti a procedura concorsuale


– dalle società che hanno partecipato ad una procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo di cui all’art. 73.


– da coloro che hanno applicato gli specifici criteri dettati dai regimi speciali Iva quali, ad esempio, quelli previsti dall’art. 34 per gli agricoltori o dall’art. 74-ter per le agenzie di viaggio;


– da coloro che hanno effettuato operazioni con l’estero (cessioni ed acquisti intracomunitari, cessioni all’esportazione ed importazioni, ecc.);


– da coloro che hanno effettuato acquisti ed importazioni senza applicazione dell’imposta avvalendosi dell’istituto del plafond;


– da coloro che hanno partecipato ad operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive.






Dichiarazione annuale Iva 2011 (modello ordinario)


Modificato, rispetto al 2010, anche il modello di dichiarazione Iva 2011 ordinario


In relazione alla dichiarazione Iva 2011 (modello ordinario) è stato aggiornato il frontespizio, che ha perso la sezione dedicata al “Domicilio per la notificazione degli atti”.


Ulteriori campi e tagli, poi, nei quadri VA, VE, VF.


Il modello è stato aggiornato, infatti, in base alle nuove regole previste per i soggetti non residenti che operavano con doppia posizione Iva in Italia, per le prestazioni di servizi intracomunitarie, per le operazioni svolte fuori dagli spazi Ue.


Inserito anche in questo caso, come per il “semplificato”, il quadro VR, che sostituisce l’omonimo modello cartaceo VR e consente di chiedere, contestualmente alla presentazione della dichiarazione, il rimborso del credito Iva annuale e l’applicazione della procedura “veloce” per la restituzione della maggiore imposta tramite l’agente della riscossione (rigo VR1, campo2).


In entrambi i modelli (base e ordinario), il frontespizio va compilato soltanto in caso di dichiarazione autonoma; sufficienti, infatti, per la forma unificata, le notizie indicate nel frontespizio di Unico.


Insieme alle due dichiarazioni, ha avuto il via libera definitivo anche il modello Iva 26 LP/2011, che contiene il riepilogo delle liquidazioni periodiche effettuate dalle società partecipanti alla liquidazione di gruppo e deve essere presentato dalla società che guida il gruppo all’agente della riscossione competente sul territorio, insieme al prospetto Iva 26/PR, entro il 30 settembre 2011, termine ultimo per la trasmissione della dichiarazione annuale.


Completa il pacchetto approvato, il modello Iva 74 bis, da utilizzare per le dichiarazioni di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa avvenute nel 2011.


Deve essere presentato dai curatori o dai commissari liquidatori, entro quattro mesi dalla data di nomina, esclusivamente per via telematica.


A chi interessa la dichiarazione Iva autonoma (cioè fuori dal modello Unico)


La dichiarazione Iva “svincolata” dal modello unico riguarda, primariamente, le società di capitali e gli enti soggetti a Ires il cui periodo d’imposta non coincide con quello solare ed i contribuenti diversi dalle persone fisiche che hanno chiuso il periodo d’imposta prima del 31 dicembre 2010.


Riguarda poi anche per coloro che intendono utilizzare in compensazione o chiedere il rimborso del credito risultante dalla dichiarazione annuale.


Il modello (base o ordinario), va inviato esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o dagli intermediari abilitati, nel periodo compreso tra l’1 febbraio e il 30 settembre 2011, se presentato in forma autonoma, entro la fine di settembre se all’interno del modello Unico.


 


Vincenzo D’Andò


 


7 febbraio 2011


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