Novità fiscali del 28 gennaio 2011: redditometro: niente adeguamento, a parte il ravvedimento operoso; compravendite di immobili escluse dalla comunicazione delle operazioni sopra i 3 mila euro; compensazioni: decreto attuativo in arrivo; contributo integrativo alle Casse di Previdenza dei professionisti fino al 5%; mutui: cancellazione dell’ipoteca automatica;libere professioni – studi legali: danno grave se i telefoni non funzionano; IVA agevolata sulla prima casa: per illecita applicazione è responsabile solo acquirente; artigiani e commercianti: in arrivo i versamenti Inps 2011; operazioni IVA intra-Ue: nuove precisazioni sull’elenco VIES; termini di prescrizione della conservazione delle fatture ancora in ammortamento; professionisti: non è reato mettere il cliente alla porta

 








Indice:


 


1) Redditometro: Niente adeguamento, a parte il ravvedimento operoso


 


2) Compravendite di immobili escluse dalla comunicazione delle operazioni sopra i 3 mila euro


 


3) Compensazioni: Decreto attuativo in arrivo


 


4) Le liti con la Siae devolute alle Commissioni Tributarie


 


5) Contributo integrativo alle Casse di Previdenza dei professionisti fino al 5%


 


6) Mutui: cancellazione dell’ipoteca automatica


 


7) Libere professioni – Studi legali: danno grave se i telefoni non funzionano


 


8) IVA agevolata sulla prima casa: per l’illecita applicazione è responsabile solo l’acquirente


 


9) Artigiani e commercianti: In arrivo i versamenti Inps 2011


 


10) Operazioni Iva intra-Ue: nuove precisazioni sull’elenco Vies


 


11) Termini di prescrizione della conservazione delle fatture ancora in ammortamento


 


12) Professionisti: non è reato mettere il cliente alla porta


 


13) Sanzioni non fiscali erogate dall’esattoria: la competenza è del giudice ordinario


 


 


1) Redditometro: Niente adeguamento, a parte il ravvedimento operoso


In base a quanto è stato anticipato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, in materia di redditometro, non è previsto alcun meccanismo di adeguamento agevolato ai risultati dell’accertamento di tipo sintetico, tipologia accertativi che si aprirà, oltre al calcolo delle spese, anche alla valutazione dei risparmi. Per quanto riguarda il 2009, che è il primo anno su cui il redditometro sarà attivo, sarà possibile, non appena il software sarà messo a disposizione dei contribuenti, procedere, se è il caso, al ravvedimento operoso ma non ci saranno altri sconti.


La pubblicazione del redditometro avverrà, probabilmente, non prima del mese di maggio 2011.


Le Entrate hanno spiegato che non sono ancora state rese note le norme di dettaglio per il redditometro perchè ancora in fase di sperimentazione interna che si concluderà nel mese di febbraio.


 


 


2) Compravendite di immobili escluse dalla comunicazione delle operazioni sopra i 3 mila euro


Le compravendite di immobili non dovranno essere incluse nell’elenco telematico delle forniture Iva da 3mila in su; da indicare le operazioni intracomunitarie (anche se soggette agli obblighi Intrastat).


Questi alcuni dei chiarimenti forniti dalle Entrate durante un incontro con la stampa che saranno poi contenuti in una circolare.


Altri chiarimenti riguardano la disciplina della territorialità e del debitore di imposta in vigore dal 1° gennaio.


L’obbligo di comunicazione sussiste per le operazioni Intrastat in quanto le informazioni che si trovano in questo modello non contengono gli elementi richiesti dal D.L. n. 78/2010.


Ai fini dell’obbligo della comunicazione per i contratti periodici vale la soglia annua di 3mila euro anche se stipulati verbalmente.


In tema di territorialità e di debitore Iva, le Entrate hanno affrontato il tema dei biglietti aerei per voli all’interno del territorio nazionale acquistati da un soggetto passivo italiano presso un soggetto estero.


In particolare, nel caso dei biglietti aerei acquistati da una compagnia aerea non residente, identificata ai fini IVA in Italia, il committente italiano deve ignorare la fattura ricevuta con addebito dell’Iva e deve provvedere, in via autonoma, ad emettere l’autofattura prevista dall’art. 17, comma 2 del D.P.R. n. 633/1972, che andrà successivamente registrata; la compagnia aerea può rettificare la fattura erroneamente emessa con la procedura di variazione di cui all’art. 26, comma 3 del D.P.R. n. 633/1972, quindi nel rispetto del termine di un anno dall’effettuazione dell’operazione imponibile originaria.


 


 


3) Compensazioni: Decreto attuativo in arrivo


Si attende solo la firma del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti e poi le nuove regole del decreto attuativo della manovra estiva sul blocco delle compensazioni per debiti erariali superiori a 1.500 euro saranno esecutive.


Sei articoli in tutto che attendono ora il via libera della ragioneria generale dello Stato, chiamata a sciogliere gli ultimi dubbi sulle regolazioni debitorie interne all’amministrazione finanziaria.


L’art. 1 del decreto attuativo prevede che i contribuenti titolari di partita Iva e le imprese potranno compensare il debito iscritto a ruolo utilizzando parte dei crediti di imposte erariali maturati.


La parte residua del credito potrà essere utilizzata per versare ulteriori imposte dovute.


 


 


4) Le liti con la Siae devolute alle Commissioni Tributarie


Spetta al giudice tributario decidere le controversie tra Siae e consumatori.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione la sentenza n. 1780 del 26 gennaio 2011, che ha sancito la natura tributaria del contrassegno Siae.


Inoltre, la medesima Suprema Corte, a sezioni unite, con la sentenza n. 1782 del 26 gennaio 2011, ha ulteriormente esteso la competenza delle Commissioni Tributarie, la Cassazione ha, infatti, stabilito che la prestazione per l’iscrizione all’Albo degli avvocati è una tassa a tutti gli effetti.


Pertanto, le controversie sui contributi che i legali sono tenuti a versare all’Ordine o al Consiglio Nazionale Forense vanno devolute al giudice tributario.


Ovviamente stessa cosa vale per altri Ordini professionali, tra cui quello dei Commercialisti.


 


 


5) Contributo integrativo alle Casse di Previdenza dei professionisti fino al 5%


Tra gli emendamenti presentati dalla maggioranza al Decreto cd. Milleproroghe in sede di conversione al Senato, è emerso l’aumento 5% del contributo integrativo riguardante le casse di previdenza dei professionisti e l’introduzione dell’obbligo del pagamento del contributo soggettivo a carico degli iscritti agli albi pensionati.


 


 


6) Mutui: cancellazione dell’ipoteca automatica


Il sottosegretario al Ministero dell’Economia, in risposta ad una interrogazione in Commissione finanze della Camera, ha confermato la vigenza della procedura automatica di cancellazione dei mutui sugli immobili anche dopo lo spostamento della disposizione normativa di riferimento dal D.Lgs. n. 141/2010 all’art. 40-bis del Testo unico bancario.


 


 


7) Libere professioni – Studi legali: danno grave se i telefoni non funzionano


Vi é un nesso di causalità tra i disservizi e la riduzione di lavoro denunciata dal professionista, sulle base delle dichiarazioni rese dai testi.


E, quindi, provato sia il danno patrimoniale da perdita degli affari, sia quello relativo alla lesione all’immagine professionale.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1418 del 21 gennaio 2010.


Nel caso di specie, tale danno all’immagine è stato rilevato sotto il profilo dell’avviamento professionale, risolvendosi in un effetto di opinione negativa presso la clientela e dunque nel suo sviamento.


Qualora sia provata, come nel caso di specie , l’esistenza del danno, il giudice può far ricorso alla valutazione equitativa non solo quando è impossibile determinarne con precisione l’entità, ma anche quando , in relazione alla peculiarità del caso concreto, la precisa determinazione di esso sia difficoltosa.


 giudici di appello, pertanto, corrrettamente avevano fatto riferimento alle dichiarazioni rese da numerosi testimoni, i quali avevano riferito in ordine al fatto che , proprio a causa del disservizio telefonico, si erano rivolti ad altri studi professionali per affari penali urgenti.


 


 


8) IVA agevolata sulla prima casa: per l’illecita applicazione è responsabile solo l’acquirente


In caso di acquisto di un immobile come “prima casa”, per l’illecita applicazione dell’IVA con l’aliquota ridotta del 4% risponde solo l’acquirente.


Pertanto, il venditore resta esonerato da qualsiasi responsabilità fiscale al riguardo.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione,  con la sentenza n. 26259 del 29 dicembre 2010.


Il venditore non ha alcuno potere e/o dovere di verificare l’effettiva sussistenza dei requisiti richiesti dalla norma per l’applicazione dell’agevolazione in commento.


La Suprema Corte ha evidenziato che l’applicazione dell’IVA con aliquota ridotta non costituisce affatto un onere del venditore, ma solo un diritto soggettivo dell’acquirente, la cui fruizione è subordinata soltanto alla manifestazione (espressa nell’atto di acquisto) della sua volontà di beneficiare di quella riduzione: Tale richiesta suppone necessariamente la dichiarazione dell’acquirente della sussistenza di tutte le condizioni necessarie.


Il venditore, dal canto suo, in presenza di detta dichiarazione nell’atto pubblico, si trova nelle condizioni di applicare l’aliquota ridotta, non avendo egli (in assolta carenza di specifico disposto normativo) nessun potere (dovere) di verificare la sussistenza delle condizioni. E ciò indipendentemente dal fatto che le stesse condizioni siano di palese evidenza.


 


 


9) Artigiani e commercianti: In arrivo i versamenti Inps 2011


Si approssima la scadenza del 16 febbraio 2011, entro cui i commercianti e gli artigiani dovranno versare i contributi previdenziali.


Gli interessati stanno ricevendo i plichi contenenti la documentazione a tal fine necessaria.


L’Inps ha ultimato la spedizione dei modelli F24 con scadenza 16 febbraio 2011, relativi alla quarta emissione 2010, predisposti per il versamento dei contributi dovuti per il 2010 ed anni precedenti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali iscritti in corso d’anno.


Inoltre, i suddetti soggetti riceveranno quanto segue:


– titolari di partita IVA: Prospetto di liquidazione contenente l’indicazione degli importi e delle causali dei versamenti nonché una lettera esplicativa delle modalità di determinazione degli importi;


– soggetti non titolari di partita IVA: Anche i modelli F24; modelli che riguardano i versamenti relativi ai quattro trimestri dell’anno e degli acconti 2010.


(Inps, messaggio n. 1561 del 24 gennaio 2010)


 


 


10) Operazioni Iva intra-Ue: nuove precisazioni sull’elenco Vies


In merito all’iscrizione nella banca dati Vies, l’Amministrazione finanziaria ha fornito ulteriori chiarimenti che rafforzano le informazioni fornite nei giorni scorsi.


In particolare, l’Agenzia delle Entrate ha ora precisato che la domanda di inserimento nell’archivio Vies, necessaria per effettuare operazioni Iva intracomunitarie, può essere presentata, sia a mano sia tramite raccomandata, a qualsiasi ufficio territoriale delle Entrate.


Le eventuali domande di cancellazione, in caso di istanze immotivate, devono, invece, essere presentate, sia a mano sia con raccomandata, esclusivamente all’ufficio delle Entrate a cui ci si è rivolti per la richiesta iniziale di iscrizione al Vies.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 27 gennaio 2011)


 


 


11) Termini di prescrizione della conservazione delle fatture ancora in ammortamento


L’obbligo di conservazione della fatture relative a beni ammortizzabili, ancora in fase di ammortamento, permane fino a quando la deduzione non possa essere contestata dal Fisco.


In base all’autonomia del periodo di imposta (art. 76 del Tuir) e al principio di certezza e determinabilità (art. 109 del Tuir), il contribuente è tenuto a giustificare l’esistenza di tutti i costi dedotti dal reddito di esercizio, anche quelli acquisiti in tempi remoti che, però, partecipano nell’anno oggetto di controllo come quota di ammortamento.


La Commissione Tributaria Provinciale di Trento, con la sentenza n. 7/2/11 del 13 gennaio 2011, ha rilevato come sia ormai pacifico, tanto in dottrina quanto in giurisprudenza, che “a fronte della deduzione di costi (…) ricada sul contribuente l’onere di documentarne la loro effettiva sussistenza e l’ammontare (anche ai fini dell’eventuale valutazione dei requisiti di inerenza e competenza)”.


Tale principio non può subire una limitazione nel caso degli ammortamenti di quei beni, acquistati da oltre dieci anni, per i quali permane l’obbligo di documentazione.


Tale Commissione ha, infatti, evidenziato l’inequivoca previsione del comma 3 dello stesso art. 22 del Dpr 600/1973, il quale stabilisce che “Fino allo stesso termine di cui al precedente comma (cioè fino a quando non sono definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta) devono essere conservati ordinatamente, per ciascun affare, gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevuti e le copie delle lettere e dei telegrammi spediti e delle fatture emesse”.


In particolare, “se un costo viene portato in deduzione (anche se in quote di ammortamento), fino a quando su quella deduzione può sorgere contestazione da parte dell’amministrazione (…) il contribuente è tenuto, nel suo interesse, a conservare la relativa documentazione, senza la quale non potrà provarne l’esistenza e quindi la ragione della deduzione”.


Quindi, le fatture ed i registri dei beni ammortizzabili devono essere conservati fino a quando l’ultimo anno di fine ammortamento non sia andato in prescrizione.


Se ad es. il bene ammortizzabile X sia stato ammortizzato dal 1998 al 2004 (ultimo anno di ammortamento), poiché l’anno 2004 si prescrive dopo il 31/12/2009, la relativa fattura ed il libro dei cespiti ammortizzabili deve essere conservato nel periodo che va dal 1998 al 2009 (quindi, ben oltre il termine di prescrizione fiscale previsto: 5 anni).


(Commissione Tributaria Provinciale, sentenza n. 7/2/11 del 13 gennaio 2011)


 


 


12) Professionisti: non è reato mettere il cliente alla porta


Non commette reato il professionista che mette bruscamente alla porta il cliente che, dopo una discussione, si trattiene a studio contro la sua volontà.


Lo studio è tutelato come una privata dimora.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 3014 del 27 gennaio 2011)


 


 


13) Sanzioni non fiscali erogate dall’esattoria: la competenza è del giudice ordinario


Sulle contestazioni delle sanzioni erogate dal concessionario della riscossione per illeciti diversi da quelli fiscali decide il giudice ordinario


All’Ago la causa contro le sanzioni erogate dall’esattore per illeciti diversi da quelli fiscali. Il ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale presuppone la natura tributaria della controversia.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 1864 del 27 gennaio 2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


Partecipa alla discussione sul forum.