Novità fiscali del 26 gennaio 2011: incompatibilità tra l’incarico di revisore e componente dell’O.I.V.; responsabilità del revisore per il disordine contabile dell’ente locale; dichiarazione annuale IVA 2011: approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica; software Entrate: é stata resa disponibile la procedura di controllo dati delle erogazioni liberali; studi di settore: ancora possibile giustificare le anomalie del 2009; dal 25/01/2011 sono in vigore le nuove disposizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale; missioni: criteri generali, profili autorizzativi, regole operative e norme sulle spese e sui rimborsi; nuove disposizioni in materia di diritto alla fruizione dei permessi

incompatibilità tra l’incarico di revisore e componente dell’O.I.V.; responsabilità del revisore per il disordine contabile dell’ente locale; dichiarazione annuale IVA 2011: approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica; software Entrate: é stata resa disponibile la procedura di controllo dati delle erogazioni liberali; studi di settore: ancora possibile giustificare le anomalie del 2009; dal 25/01/2011 sono in vigore le nuove disposizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale; missioni: criteri generali, profili autorizzativi, regole operative e norme sulle spese e sui rimborsi; nuove disposizioni in materia di diritto alla fruizione dei permessi

 








Indice:


 


1) Incompatibilità tra l’incarico di revisore e componente dell’O.I.V.


 


2) Responsabilità del revisore per il disordine contabile dell’ente locale


 


3) Dichiarazione annuale Iva 2011: Approvate le  specifiche  tecniche per  la  trasmissione  telematica


 


4) Software Entrate: E’ stata resa disponibile la procedura di controllo dati delle erogazioni liberali


 


5) Studi di settore: ancora possibile giustificare le anomalie del 2009


 


6) Dal 25/01/2011 sono in vigore le nuove disposizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale


 


7) Missioni: criteri generali, profili autorizzativi, regole operative e norme sulle spese e sui rimborsi


 


8) Nuove disposizioni in materia di diritto alla fruizione dei permessi


 


 


1) Incompatibilità tra l’incarico di revisore e componente dell’O.I.V.


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato, sul proprio sito (www.cndcec.it) il 24 gennaio 2011, l’osservatorio Enti Locali di dicembre 2010 (si veda l’articolo sulle novità fiscali di ieri).


Tra gli argomenti trattati nella giurisprudenza ha trovato spazio il tema della incompatibilità tra l’incarico di revisore e componente dell’O.I.V..


La Corte dei Conti, con deliberazione adottata nell’adunanza del 22/07/2010 sezione regionale di controllo per la Campania, si è pronunciata in merito alla sussistenza o meno di incompatibilità tra assunzione dell’incarico di componente dell’organo di revisione economico-finanziaria e quello di componente dell’organismo indipendente di valutazione (O.I.V.) negli enti locali.


La Corte ha espresso il proprio parere a seguito di richiesta inoltrata dal Vice Sindaco pro tempore del Comune di Casal di Principe (Caserta) in merito alla possibilità che un unico soggetto possa assumere, presso il medesimo ente, gli incarichi di revisore e di componente del nucleo di valutazione.


Con la deliberazione la Corte ha, inoltre, contribuito a meglio specificare il ruolo rivestito, nel sistema dei controlli previsti per gli enti locali, dai componenti dell’organismo indipendente di valutazione previsto dalla Legge 15 del 4 marzo 2009.


Preliminarmente i magistrati delle Corte hanno osservato che l’attività di vigilanza dell’organo di revisione economico-finanziaria, sebbene sia riconducibile allo svolgimento di una funzione di controllo “interno” dell’attività dell’ente si caratterizza come controllo di regolarità amministrativa e contabile con un contenuto “nettamente” differenziato e differenziabile dal controllo valutativo finalizzato all’esecuzione di misurazioni e alla formulazione di giudizi relativi alle prestazioni del personale.


Nella premessa, dunque, i magistrati contabili si preoccupano di chiarire la differenza tra le due tipologie di controllo effettuate rispettivamente dall’organo di revisione e dell’organismo indipendente di valutazione.


La prima tipologia di controllo, (il controllo effettuato dal revisore dell’ente) è prevalentemente un controllo di legittimità amministrativa e contabile dell’operato dell’ente e del suo personale.


La seconda tipologia di controllo (il controllo effettuato dal componente dell’organismo di valutazione) è prevalentemente un controllo valutativo dell’operato del personale finalizzato a evidenziare il raggiungimento o meno di definiti livelli di performance strettamente connessi alla individuazione delle indennità/compensi da erogare connessi al merito dei soggetti valutati.


Dopo aver chiarito le distinzione tra i due ruoli in termini di natura e funzione nel sistema di controlli, i giudici della Corte affrontano, dal punto di vista giuridico-formale, la questione relativa alla incompatibilità tra l’assunzione di entrambi i ruoli per il medesimo ente locale.


La Corte osserva che il sistema dei controlli interni ex art. 147 del D.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL) e la più recente disciplina introdotta dal D.lgs. 27 ottobre 2009 n. 150 implicano che lo svolgimento dell’attività di valutazione debba avvenire mediante attribuzione di uno specifico e autonomo incarico. Inoltre, tale incarico non può essere fatto rientrare in alcuna della altre funzioni o competenze degli organi dell’ente o dell’organo di revisione economico-finanziaria, anche in considerazione della autonomia richiesta per legge al soggetto che svolge l’attività valutativa.


Se dunque agli enti locali è riconosciuta un’ampia discrezionalità in relazione alla organizzazione dei controlli interni, tale discrezionalità non si estende alla nomina dei componenti dell’O.I.V. anche in virtù della specifica disciplina di incompatibilità dettata dal D.Lgs. 150 del 2009.


Recita, infatti, il comma 8 dell’art. 14 del citato decreto che “i componenti dell’Organismo indipendente di valutazione non possono essere nominati tra i soggetti che rivestano incarichi pubblici elettivi o cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali, ovvero che abbiano rapporti continuativi di collaborazione e consulenza con le predette organizzazioni, ovvero che abbiano rivestito simili incarichi o cariche o che abbiano avuto simili rapporti nei tre anni precedenti la designazione.


La Corte sostiene, pertanto, che proprio la natura valutativa, che presuppone l’affidamento di uno specifico e autonomo incarico e la formulazione di apprezzamenti suscettibili di incidere sul trattamento premiale del personale dell’ente, non consentono di poter attribuire tale compito ai componenti dell’organo di revisione degli enti locali, in quanto ne deriverebbe un cumulo tra funzioni proprie di detti soggetti e funzioni aggiuntive che non può considerarsi consentito ai sensi dell’ art. 236 terzo comma del TUEL.


Sostengono, inoltre, i giudici della Corte contabile che l’incompatibilità tra il ruolo di valutatore e di revisore dell’ente rappresenta un elemento necessario al mantenimento, da parte dell’organo di revisione, di un profilo di indipendenza e terzietà nei confronti dell’ente controllato anche sotto il profilo delle interferenze che l’attività valutativa potrebbe determinare nelle scelte dell’amministrazione controllata.


In conclusione, i giudici della Corte dei Conti affermano che, anche sotto il profilo giuridico-formale, l’autonomia organizzativa che il legislatore riserva agli enti locali nella valutazione del personale e della relativa perfomance non può essere estesa fino a vanificare il divieto previsto dall’art. 236 terzo comma del TUEL di affidamento ai componenti degli organi di revisione contabile di incarichi o di consulenze “presso l’ente locale o presso organismi o istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo o vigilanza dello stesso”.


Pertanto, l’affidamento al componente dell’organo di revisione anche della funzione di componente dell’organismo indipendente di valutazione integra un’ipotesi di incompatibilità ai sensi dell’art. 236 del d.lgs. 267 del 2000 (TUEL).


(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, osservatorio Enti Locali di dicembre 2010, pubblicato il 24/01/2011)


 


 


2) Responsabilità del revisore per il disordine contabile dell’ente locale


Come già evidenziato sopra, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha pubblicato, sul proprio sito (www.cndcec.it) il 24 gennaio 2011, l’osservatorio Enti Locali di dicembre 2010 (si veda l’articolo sulle novità fiscali di ieri), tra la giurisprudenza è stato, infine, trattato il tema della responsabilità del revisore per il disordine contabile dell’ente locale.


La Corte Conti, con la sentenza n. 163 del 6 ottobre 2010, sezione giurisdizionale per le Marche ha condannato i componenti dell’organo di revisione di un Comune al pagamento del danno erariale cagionato dell’economo e responsabile del servizio di ragioneria dell’ente locale in virtù della omissione della dovuta attività di controllo.


La Corte, in base ad un orientamento giurisprudenziale che si è andato consolidando negli ultimi anni, ha confermato l’esistenza di un profilo di responsabilità dei revisori dell’ente per omesso o carente controllo, tale da determinare la condanna al pagamento del danno erariale derivante dall’attività di soggetti sottoposti al controllo dell’organo di revisione.


Nel caso in discussione il responsabile del settore finanziario che svolgeva anche funzioni di economo e di responsabile del servizio di ragioneria dell’ente si era reso responsabile di condotte dolose di alterazione del sistema di tenuta della contabilità dell’ente e di mancata predisposizione delle scritture contabili.


Nello specifico la Corte, condividendo gli addebiti della Procura, contestava all’economo di non aver rispettato i più elementari obblighi di servizio propri di un contabile al fine di una sana e regolare gestione anche solo documentale. All’economo era, inoltre, contestato di aver tenuto una contabilità estremamente confusa e inattendibile, tale da non consentire forme di tracciabilità e riscontrabilità dei flussi di entrata e di uscita tra loro collegati, che potesse dar conto della reale esistenza degli stessi e per aver omesso il versamento nelle casse comunali di importi riscossi per conto dell’ente di appartenenza.


Oltre a condannare l’agente contabile, i magistrati hanno ritenuto che anche i revisori dell’ente dovessero essere considerati responsabili del danno subito dall’ente locale a causa del comportamento del contabile.


La condanna dei revisori al pagamento del danno erariale si basa sul presupposto che se l’attività di verifica richiesta dal ruolo fosse stata effettuata con la diligenza e la professionalità dovuta e in base alle norme contenute nel TUEL (artt. 223, 239 e seguenti), nonché secondo le regole di revisione comunque esistenti ed applicabili agli enti locali, si sarebbe potuta evitare la verificazione del danno o, quantomeno, quest’ultimo si sarebbe verificato in misura minore.


I giudici hanno contestato ai revisori dell’ente che “è mancata in larga parte la loro doverosa attività di sostanziale e sistematico riscontro circa la regolare tenuta della contabilità da effettuarsi con regolarità ed alle periodiche cadenze, anziché, come avvenuto, essere affidata, a titolo esemplificativo: a riscontri meramente telematici, che ovviamente non evidenziano “pezze giustificative” delle spese; ovvero facendo affidamento su mere dichiarazioni rilasciate dal contabile, posto che il revisore quale soggetto terzo deve agire in autonomia per poter rendersi conto dell’estrema superficialità con la quale venivano tenute le scritture contabili.”


Prendendo spunto dalle considerazioni contenute nella sentenza della Corte dei Conti sez. giurisd. Marche, è stato ricordato che i compiti individuati dall’art. 239 del TUEL in relazione alla verifica dell’intera gestione contabile dell’ente devono basarsi su un’attenta e puntuale attività di verifica cartolare, anche effettuata con modalità statistico/campionarie.


Inoltre, le attestazioni e i giudizi redatti dal revisore comportano da parte di quest’ultimo un’assunzione di responsabilità in ordine agli accertamenti effettuati.


Il documento conclude rilevando come sia di tutta evidenza che tale tipologia di responsabilità nei confronti del revisore non possa essere estesa ai casi in cui le scritture contabili vengono falsificate; tuttavia, se le scritture contabili dovessero essere incomplete, incongruenti o addirittura mancanti è dovere dell’organo di revisione approfondire le verifiche ed effettuare le segnalazioni in ordine a quanto rilevato, ovviamente non solo al contabile interessato ma ai vertici dell’ente locale.


(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, osservatorio Enti Locali di dicembre 2010, pubblicato il 24/01/2011)


 


 


3) Dichiarazione annuale Iva 2011: Approvate le  specifiche  tecniche per  la  trasmissione  telematica


Sono state approvate le  specifiche  tecniche per  la  trasmissione  telematica dei dati  contenuti nella dichiarazione annuale Iva 2011 relativa all’anno 2010 e nel modello Iva 74-bis.


Ci ha, infatti, pensato il Direttore dell’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 25 gennaio 2011.


Come è noto, il  provvedimento  del  17  gennaio  2011 ha  approvato  il  modello  di dichiarazione  annuale  IVA  2011,  il modello  di  dichiarazione  annuale  IVA  BASE  2011,  concernenti  l’anno  2010,  ed  il modello  IVA  74-bis,  concernente  le  operazioni  effettuate  nella  frazione  d’anno  antecedente  la  dichiarazione  di  fallimento  o  di  liquidazione  coatta amministrativa, da utilizzare per l’anno d’imposta 2011.


Il  punto  5.1  di  tale  provvedimento  ha  fatto  rinvio  ad  un  successivo  atto  per  la definizione  delle  specifiche  tecniche  per  la  trasmissione  dei  dati  contenuti  nei  predetti modelli per via telematica.


Nell’allegato A  al  neo provvedimento  vengono  stabiliti,  pertanto,  il contenuto  e  le  specifiche  tecniche  da  adottare  per  la  trasmissione  per  via  telematica  all’Agenzia delle Entrate dei dati contenuti nella dichiarazione  IVA  relativa all’anno 2010 da  parte  dei  contribuenti  tenuti  a  tale  adempimento  dichiarativo  che  provvedono direttamente  all’invio  nonché  da  parte  degli  altri  utenti  del  servizio  telematico  che intervengono quali intermediari abilitati alla trasmissione.


Nell’allegato  B  al suddetto neo  provvedimento  vengono  stabiliti  il  contenuto  e  le  specifiche  tecniche  da  adottare  per  la  trasmissione  per  via  telematica  all’Agenzia  delle  Entrate  dei  dati  contenuti  nel modello  IVA  74-bis  da  parte  dei  curatori  fallimentari  e  dei commissari  liquidatori  tenuti  a  tale  adempimento  che  provvedono  direttamente  all’invio nonché da parte degli altri utenti del servizio telematico che intervengono quali intermediari abilitati alla trasmissione.


 


 


4) Software Entrate: E’ stata resa disponibile la procedura di controllo dati delle erogazioni liberali


Sul sito dell’Agenzia delle Entrate é disponibile il modulo di controllo relativo alle comunicazioni all’Anagrafe Tributaria. Tale software (versione 2.2.1 del 24 gennaio 2011) consente di verificare la conformità dei file alle specifiche tecniche approvate.


L’effettuazione del controllo di conformità dei file contenenti le comunicazioni è obbligatoria; in tale fase, infatti, viene sempre prodotto il file controllato (con estensione .dcm) predisposto per la successiva fase di autenticazione.


Per gli utenti che hanno necessità di controllare un numero significativo di file, è disponibile nella sezione “Software” – “Altro software Entratel” una utility (“Controlla Multifile per le Comunicazioni all’Anagrafe Tributaria” versione 1.0.0 del 20 giugno 2007), che consente di sottoporre a controllo, con un’elaborazione di tipo batch, i file contenenti le comunicazioni all’Anagrafe Tributaria da trasmettere all’Agenzia delle Entrate.


Viene evidenziato che il file “controllato” (con estensione .dcm) contiene esclusivamente i dati corretti.


Gli eventuali errori o incongruenze, individuabili dal progressivo del record della comunicazione iniziale e dal Codice fiscale (se indicato), vengono dettagliatamente segnalati su un apposito file (con estensione .dgn).


In caso di presenza di errori (in misura inferiore al 33%) sarà cura dell’utente decidere se:


– effettuare le correzioni sulla fornitura iniziale, eseguire nuovamente il controllo dei dati e inviare l’intera fornitura corretta in una unica soluzione;


– suddividere l’invio in più soluzioni inviando in prima istanza i soli dati risultati corretti e con successive forniture le sole occorrenze (con le necessarie correzioni) che al primo controllo avevano presentato anomalie.


Con la presente versione del software di controllo delle Comunicazioni all’Anagrafe Tributaria è quindi possibile verificare la correttezza delle seguenti tipologie di comunicazioni:


– Atti di concessione, autorizzazione e licenza (ad esclusione dei codici R1, R2 e R3)


– Contratti di somministrazione di Energia Elettrica – secondo le specifiche tecniche previste nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 ottobre 2006


– Trasferimenti da e per l’estero di denaro, titoli e valori, nonché delle operazioni oggetto di regolarizzazione di attività detenute all’estero


– Contratti d’appalto, somministrazione e trasporto


– Albi, registri ed elenchi tenuti da ordini professionali


– Aerei – Circoscrizioni di aeroporto;


– Elenco soggetti erogatori (da parte del Ministero per i beni e le attività culturali)


– Elenco soggetti beneficiari


– Elenco soggetti beneficiari (da parte del Ministero per i beni e le attività culturali)


– Utenze telefoniche


– Premi assicurativi esteri


– Utenze idriche – secondo le specifiche tecniche previste nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 ottobre 2006


– Utenze del gas – secondo le specifiche tecniche previste nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 ottobre 2006


– Comunicazione indirizzi di Posta Elettronica Certificata finalizzati alle indagini bancarie


– Comunicazione dei dati in materia edilizia (DIA, Permessi e atti di assenso) da parte degli uffici comunali – secondo le specifiche tecniche previste nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 ottobre 2006, e modificate dal Comunicato del 2 gennaio 2007


– Comunicazione dei soggetti ammessi a fruire del credito di imposta concesso dal Ministero dello Sviluppo Economico


– Comunicazione dei dati relativi alle somme di denaro erogate dagli operatori del settore delle assicurazioni per la liquidazione dei sinistri


– Comunicazione dei soggetti ammessi a fruire dei crediti di imposta concessi dal Ministero dell’Università e della Ricerca


– Comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati acquisiti nell’attività di gestione da parte dei soggetti che gestiscono, anche in concessione, il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani.


Attenzione: Per le comunicazioni di seguito elencate, previste dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30/11/2010 (Prot. n. 2010/165906), in sostituzione del modulo di Controllo comunicazioni all’Anagrafe Tributaria è obbligatorio utilizzare il modulo di Controllo per le comunicazioni da Enti Esterni, reperibile nella sezione Software.


– (Articolo 78 della legge 30 dicembre 1991 n. 413) – Premi assicurativi


– (Articolo 78 della legge 30 dicembre 1991 n. 413) – Contributi previdenziali


– (Articolo 78 della legge 30 dicembre 1991 n. 413) – Interessi passivi


– Contratti di Assicurazioni


– Dati e notizie relative a navi, galleggianti ed unità da diporto, o quote di essi


– Aerei – Registro Aeronautico Nazionale.


 


 


5) Studi di settore: ancora possibile giustificare le anomalie del 2009


Da tenere presente che l’invio delle osservazioni sui motivi degli scostamenti non esclude il contraddittorio in caso di controllo.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, all’interno del proprio notiziario fiscale del 25 gennaio 2011, la quale ha, ulteriormente precisato che restano pochi giorni per giustificare al fisco le situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza rispetto agli studi settore relativi all’anno d’imposta 2009.


Le informazioni utili a motivare il “disallineamento” dai risultati di Gerico dovranno essere trasmesse per via telematica all’Amministrazione finanziaria entro il 31 gennaio, utilizzando la specifica applicazione (basta cliccare per accedere  a tale software) disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.


In sostanza, avverte l’Agenzia delle Entrate, i contribuenti possono spiegare come mai la loro situazione reddituale, dichiarata con Unico 2010, si discosta da quella prevista dagli Studi per il settore in cui operano e descrivere le criticità che hanno determinato i minori ricavi o compensi.


Infine, viene specificato che non si tratta di un obbligo, ma di una “chance” che consente di “preavvisare” gli uffici finanziari delle anomalie che riscontreranno in caso di controlli.


La segnalazione, avverte l’Agenzia delle Entrate, non esclude di per sé il contraddittorio, ma potrebbero costituire già “prova sufficiente” per la disapplicazione degli studi di settore.


 


6) Dal 25/01/2011 sono in vigore le nuove disposizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale


E’ entrato in vigore il 25 gennaio 2011 (ieri) il Decreto Legislativo 30 dicembre 2010, n. 235 che ha apportato modifiche e integrazioni al Codice dell’Amministrazione digitale (Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82).


Il citato D.Lgs. n. 235/2010 è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 6 del 10 gennaio 2011, supplemento ordinario n. 8.


Lo ha rimarcato Assonime con la seguente nota del 25 gennaio 2011:


La revisione del Codice è volta principalmente a:


– Conferire maggiore effettività alle norme di carattere programmatico che non sono state ancora attuate;


– promuovere alcune semplificazioni rispetto agli strumenti e alle modalità richieste per l’interazione di cittadini e imprese con le pubbliche amministrazioni;


– rafforzare le misure sulla sicurezza dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture. Sono previste misure premiali e sanzionatorie rispetto all’attuazione degli obblighi di innovazione per le amministrazioni, con la possibilità di riutilizzare i risparmi ottenuti grazie alle tecnologie digitali che devono essere quantificati annualmente.


Tra le nuove disposizioni vengono, in particolare, segnalate:


– l’introduzione nel CAD della definizione di “firma elettronica avanzata”, in linea con quanto previsto dalla direttiva comunitaria sulle firme elettroniche (direttiva 1999/93/CE);


– l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di consentire i pagamenti ad esse spettanti con l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Le pubbliche amministrazioni possono avvalersi di prestatori di servizi di pagamento per consentire pagamenti in loro favore attraverso carte di debito, di credito, prepagate e ogni altro strumento di pagamento elettronico disponibile;


– l’utilizzo esclusivo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per tutte le comunicazioni tra imprese e amministrazioni pubbliche. Le modalità di attuazione di questa previsione saranno stabilite da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri;


– il ricorso esclusivo, per i soggetti che hanno dichiarato il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (Pec), alla Pec per tutte le comunicazioni con le PA;


– l’operatività solo in via telematica dello sportello unico per le attività produttive di cui all’art. 38, comma 3, del Decreto Legislativo n. 112/2008;


– la riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni attraverso l’istituzione di un ufficio unico responsabile delle attività connesse alla tecnologie dell’informazione e della comunicazione e la razionalizzazione organizzativa e informatica dei procedimenti;


– la reintroduzione di un differente regime per le copie informatiche di documenti analogici originali unici e quelle di documenti analogici originali non unici. Da questa disciplina discendono differenti obblighi sulla conservazione. In particolare, tutti documenti originali unici devono essere conservati o in caso di conservazione sostitutiva, la loro conformità all’originale deve essere autenticata da un notaio o altro pubblico ufficiale con dichiarazione firmata digitalmente. Questa previsione sarà applicata in futuro solo ad alcune particolari categorie di documenti originali unici che dovranno essere individuate da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri;


– per le firme digitali, la possibilità che le informazioni contenute nel certificato qualificato e relative a qualifiche specifiche del titolare, limiti d’uso del certificato, limiti del valore degli atti e contratti per cui il certificato può essere usato, siano contenute in un separato certificato elettronico e rese disponibili anche in rete;


– la semplificazione delle modalità di apposizione delle firme elettroniche con procedura automatica, che consentono la sottoscrizione di un elevato numero di documenti;


– la gestione della conservazione dei documenti informatici e del relativo processo da parte di un responsabile della conservazione che può avvalersi di conservatori che offrono idonee garanzie organizzative e tecnologiche. I soggetti pubblici e privati che svolgono attività di conservazione di documenti informatici e di certificazione dei relativi processi possono chiedere l’accreditamento presso DigitPA per conseguire il riconoscimento dei requisiti del livello più elevato in termini di qualità e sicurezza;


– il potenziamento delle disposizioni volte a favorire lo scambio di dati tra pubbliche amministrazioni e quindi anche l’attuazione del principio dell’accertamento d’ufficio. In particolare, le pubbliche amministrazioni titolari di banche dati accessibili per via telematica devono predisporre, sulla base delle linee guida redatte da DigitPA, convenzioni aperte all’adesione di tutte le pubbliche amministrazioni interessate per disciplinare le modalità di accesso ai dati;


– la semplificazione della disciplina delle istanze e delle dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica, che demanda a un decreto interministeriale l’individuazione dei casi in cui è richiesta la sottoscrizione mediante firma digitale.


(Assonime, nota del 25 gennaio 2011)


 


 


7) Missioni: criteri generali, profili autorizzativi, regole operative e norme sulle spese e sui rimborsi


L’Inps, con la circolare n. 11 del 24 gennaio 2011, ha riepilogato ed aggiornato le regole sulle procedure di autorizzazione all’invio in missione e sul trattamento economico di missione.


Tale documento di prassi, nel richiamare le norme vigenti, detta disposizioni operative e di dettaglio, da osservarsi a cura dei responsabili di struttura, finalizzate al controllo e al contenimento della spesa, ad adeguare i livelli autorizzativi al nuovo assetto organizzativo dell’Istituto, nonché a ribadire e puntualizzare le modalità operative e procedurali per il rilascio dell’autorizzazione all’espletamento della missione, le spese rimborsabili e la relativa documentazione da produrre.


La circolare si applica per il personale di tutte le qualifiche; le eventuali differenze di regolamentazione vemgono precisate nel testo.


(Inps, circolare n. 11 del 24 gennaio 2011)


 


 


8) Nuove disposizioni in materia di diritto alla fruizione dei permessi


L’Inps ha, inoltre, fornito precisazioni operative riguardo le nuove disposizioni in materia di diritto alla fruizione dei permessi di cui all’art. 33 della legge 104/92 dettate con circolare n. 155/2010.


Tenuto conto delle istruzioni operative fornite con la citata circolare n. 155/2010, relativamente alle modifiche apportate dall’art. 24 della legge 183/2010 alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a persone con disabilità in situazione di gravità, con specifico riferimento ai paragrafi 2 e 7, l’Istituto previdenziale ha fornito i chiarimenti di carattere operativo-procedurale.


(Inps, messaggio n. 1740 del 25 gennaio 2011)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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