Novità fiscali del 10 gennaio 2011: modello F24: istituiti i codici tributo per il versamento dell’addizionale sui compensi a titolo di bonus e stock options trattenuta dal sostituto d’imposta; la ritenuta sui bonifici al consorzio può essere trasferita alle singole imprese; ritenuta d’acconto sui pagamenti effettuati mediante bonifici per usufruire di deduzioni e detrazioni fiscali; piano casa: possibilità di fruire della detrazione del 36% sulle spese di ristrutturazione in presenza di lavori di ampliamento; deducibilità dell’immobile abitativo concesso in uso all’amministratore; libri contabili (da soli) non garantiscono i debitori; svalutazione avviamento; accantonamenti per spese di manutenzione si calcolano anche sul costo eventualmente sostenuto dal concedente; immobili fantasma: spostata al 31/3/2011 la regolarizzazione; diritto camerale: pronte le misure per le imprese iscritte dal 2011; enti non commerciali: riaperti i termini per l’invio del modello EAS

modello F24: istituiti i codici tributo per il versamento dell’addizionale sui compensi a titolo di bonus e stock options trattenuta dal sostituto d’imposta; la ritenuta sui bonifici al consorzio può essere trasferita alle singole imprese; ritenuta d’acconto sui pagamenti effettuati mediante bonifici per usufruire di deduzioni e detrazioni fiscali; piano casa: possibilità di fruire della detrazione del 36% sulle spese di ristrutturazione in presenza di lavori di ampliamento; deducibilità dell’immobile abitativo concesso in uso all’amministratore; libri contabili (da soli) non garantiscono i debitori; svalutazione avviamento; accantonamenti per spese di manutenzione si calcolano anche sul costo eventualmente sostenuto dal concedente; immobili fantasma: spostata al 31/3/2011 la regolarizzazione; diritto camerale: pronte le misure per le imprese iscritte dal 2011; enti non commerciali: riaperti i termini per l’invio del modello EAS; enti a difesa delle tradizioni locali liberi dall’Ires: elenco del 2010

 








Indice:


 


1) Modello F24: Istituiti i codici tributo per il versamento dell’addizionale sui compensi a titolo di bonus e stock options trattenuta dal sostituto d’imposta


 


2) La ritenuta sui bonifici al consorzio può essere trasferita alle singole imprese


 


3) Ritenuta d’acconto sui pagamenti effettuati mediante bonifici per usufruire di deduzioni e detrazioni fiscali: Oneri corrisposti ai Comuni


 


4) Piano Casa: Possibilità di fruire della detrazione del 36% sulle spese di ristrutturazione in presenza di lavori di ampliamento


 


5) Enti a difesa delle tradizioni locali liberi dall’Ires: Elenco del 2010


 


6) Deducibilità dell’immobile abitativo concesso in uso all’amministratore


 


7) I libri contabili (da soli) non garantiscono i debitori


 


8) Svalutazione avviamento


 


9) Gli accantonamenti per spese di manutenzione si calcolano anche sul costo eventualmente sostenuto dal concedente


 


10) Immobili fantasma: spostata al 31/3/2011 la regolarizzazione


 


11) Diritto camerale: Pronte le misure per le imprese iscritte dal 2011


 


12) Enti non commerciali: Riaperti i termini per l’invio del modello EAS


 


 


1) Modello F24: Istituiti i codici tributo per il versamento dell’addizionale sui compensi a titolo di bonus e stock options trattenuta dal sostituto d’imposta


Il prelievo aggiuntivo va effettuato sui compensi che eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione.


Ha, così, trovato posto nel modello F24 l’addizionale del 10% sui compensi attribuiti a titolo di bonus e stock option ai dirigenti e ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa che operano nel settore finanziario.


Infatti, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 1/E del 4/1/2011 ha istituito i codici tributo da indicare nella delega di pagamento per versare le addizionali eseguite quando queste remunerazioni superano di almeno tre volte la retribuzione fissa.


E’ la manovra estiva dello scorso anno (D.L. n. 78/2010) ad aver previsto, con l’art. 33, l’introduzione di questo prelievo ulteriore, “in dipendenza delle decisioni assunte in sede di G20 e in considerazione degli effetti economici potenzialmente distorsivi propri delle forme di remunerazione operate sotto forma di bonus e stock options”.


L’addizionale deve essere trattenuta dal sostituto d’imposta nel momento dell’erogazione degli emolumenti e versata, mediante modello F24, entro il 16 del mese successivo.


A tale scopo, va utilizzato, in linea generale, il codice tributo 1033, da riportare nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a debito versati”.


Per alcune situazioni particolari, sono stati previsti i seguenti altri codici:


– 1054 (addizionale su compensi maturati in Sicilia e versata fuori regione);


– 1055 (addizionale su compensi maturati in Sardegna e versata fuori regione);


– 1056 (addizionale su compensi maturati in Valle d’Aosta e versata fuori regione);


– 1059 (addizionale versata in Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta su compensi maturati fuori da quelle regioni).


Nel modello F24 devono essere indicati anche il mese e l’anno cui l’addizionale si riferisce, nei campi, rispettivamente, “rateazione/regione/prov./mese rif.” e “Anno di riferimento”.


 


 


2) La ritenuta sui bonifici al consorzio può essere trasferita alle singole imprese


La ritenuta sui bonifici al consorzio può essere trasferita alle singole imprese.


La volontà deve però risultare da un documento “certo”, come il verbale del Consiglio di amministrazione o l’atto costitutivo.


I consorzi di imprese, con attività esterna e senza fini lucro, una volta azzerato il proprio eventuale debito Ires, possono trasferire le residue ritenute alla fonte subite in relazione ai lavori di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica, alle ditte consorziate che hanno materialmente realizzato i lavori.


Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 2/E del 4/1/2011 incentrata su “Interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica. Ritenuta di imposta del 10 per cento in presenza di attività svolta da consorzi di imprese. Trasferimento delle ritenute da parte del Consorzio alle imprese consorziate”.


Il problema è stato sollevato da una Confederazione sulla ritenuta d’acconto del 10% che banche e Poste Spa devono effettuare sui bonifici riguardanti i corrispettivi pagati per interventi di manutenzione sugli immobili e per quelli relativi al risparmio energetico, che godono delle detrazioni Irpef, rispettivamente, del 36 e del 55 per cento.


La trattenuta introdotta dall’art. 25 del Dl 78/2010, se effettuata nei confronti del consorzio (quale soggetto formalmente responsabile dell’attività delle imprese che rappresenta), mette tale organismo in una posizione fortemente creditoria nei confronti del fisco causandogli, al tempo stesso, problemi di liquidità: sono infatti le ditte che hanno svolto il lavoro a incassare effettivamente i corrispettivi.


Il consorzio di imprese rappresenta un soggetto Ires equiparato agli enti non commerciali – lettera b), comma 1, art. 73 del Tuir – e la sua attività è considerata di natura imprenditoriale come quella delle aziende che gestisce.


Tuttavia, il suo è un ruolo mutualistico, di carattere strumentale e organizzativo, “neutrale” rispetto agli utili e alle perdite realizzati dai consociati.


In pratica, il suo rendiconto è essenzialmente un conto economico (risoluzione n. 9/888 del 1986, ministero delle Finanze), in cui il dare è rappresentato dai costi di gestione e l’avere dai contributi versati dai componenti.


I corrispettivi ricevuti per l’attività svolta dai consociati, infatti, vengono riversati pro-quota a quest’ultimi e rappresentano, quindi, “ricavi” imputabili alle ditte che hanno realmente incassato gli importi pagati da chi ha commissionato i lavori.


Il consorzio, di conseguenza, non ha grandi somme imponibili da cui scomputare le ritenute d’acconto effettuate dalle banche e dalle Poste, per cui, l’Agenzia delle Entrate dà il via libera, dopo l’azzeramento dell’eventuale debito Ires, al trasferimento delle trattenute d’imposta sui bonifici, alle imprese che hanno realizzato gli interventi agevolati.


La risposta dell’Amministrazione finanziaria si è basata sulla anche sulla circolare n. 56/E del 2009, con la quale è stata data la possibilità di riassegnare alle società e associazioni le ritenute residue, dopo lo scomputo dall’Irpef dovuta dai soci o associati, in modo da poter utilizzare tale credito per compensare altri debiti fiscali e contributivi.


Tuttavia, il trasferimento deve risultare da un atto di data certa, come ad esempio il verbale del consiglio di amministrazione o l’atto costitutivo del consorzio.


 


 


3) Ritenuta d’acconto sui pagamenti effettuati mediante bonifici per usufruire di deduzioni e detrazioni fiscali: Oneri corrisposti ai Comuni


Doppia possibilità per liberare i Comuni dalla ritenuta del 10% sui versamenti per oneri di urbanizzazione e Tosap, effettuati dai contribuenti che intendono avvalersi del “bonus ristrutturazioni”:


– Evitare nella motivazione del bonifico il riferimento all’agevolazione (specificando solo, oltre alla causale del versamento, la circostanza che destinatario dello stesso è l’ente locale), oppure


– optare per una forma di pagamento diversa, dal momento che il bonifico non è obbligatorio per fruire della detrazione del 36% quando beneficiaria è una Pubblica Amministrazione.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 3/E del 4/1/2011.


Agevolazioni con ritenuta


Banche e Poste italiane sono obbligate – senza dover effettuare alcuna distinzione sulla base del destinatario – a operare una ritenuta del 10%, a titolo di acconto dell’Irpef o dell’Ires dovuta dal beneficiario, sui bonifici a pagamento delle spese “agevolabili” (“bonus ristrutturazioni” e agevolazione per lavori finalizzati al risparmio energetico – comunemente conosciuta come “55%”).


Il chiarimento è scaturito dalla circostanza che tra gli oneri che danno diritto alla detrazione del 36% rientrano sia quelli di urbanizzazione sia l’eventuale Tosap, dovuta quando, per ristrutturare l’immobile, si occupano marciapiedi o altre aree pubbliche con ponteggi, attrezzature o materiali. Dei cui pagamenti ne fruisce il Comune.


La ritenuta obbligatoria è stata introdotta dal D.L. n. 78/2010 allo scopo di evitare la sottrazione di materia imponibile da parte di coloro che rendono prestazioni per le quali i committenti beneficiano di vantaggi fiscali.


Un altro chiarimento dell’Agenzia delle Entrate: Il versamento della TOSAP mediante conto corrente intestato al concessionario del servizio di accertamento e riscossione del tributo non precluda l’applicabilità del beneficio (del 36%).


Tale conclusione è coerente con i chiarimenti forniti nell’appendice alle istruzioni del modello di dichiarazione Unico Persone Fisiche, voce Spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio in relazione alle spese relative agli oneri di urbanizzazione, all’imposta di bollo, ai diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunce di inizio lavori, per le quali non è richiesta l’effettuazione del pagamento mediante bonifico, trattandosi di versamenti effettuati, con modalità obbligate, in favore di pubbliche amministrazioni (risoluzione n. 229/E del 2009).


Quindi, per evitare che i Comuni subiscano la ritenuta del 10%, è possibile prima di tutto scegliere una modalità di pagamento diversa dal bonifico.


In alternativa, nello stesso non va riportato il riferimento agli interventi edilizi e ai provvedimenti legislativi che danno diritto alle detrazioni e non deve essere utilizzato l’apposito modulo (se predisposto dalla banca o dall’ufficio postale), limitandosi a indicare nelle motivazione il Comune come soggetto beneficiario e la causale del versamento (oneri di urbanizzazione, Tosap ecc.).


In tal modo, la banca o Poste Spa non codificheranno il versamento come importo soggetto alla ritenuta del 10%.


Nel caso gli enti locali avessero invece subito la ritenuta, questa potrà essere richiesta a rimborso oppure utilizzata in compensazione di altri tributi o contributi


 


 


 


4) Piano Casa: Possibilità di fruire della detrazione del 36% sulle spese di ristrutturazione in presenza di lavori di ampliamento


Bonus ristrutturazioni e risparmio energetico: Sono arrivati i chiarimenti sul Piano Casa e la ritenuta sui bonifici.


Ciò mediante la risoluzione n. 4/E del 4/1/2011 emessa dall’Agenzia delle Entrate.


Triplice intervento delle Entrate nell’ambito delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie e gli interventi di risparmio energetico.


I due bonus del 36% e 55% possono essere richiesti anche per i lavori di ampliamento eseguiti in attuazione del Piano Casa, secondo le regole generali previste per le ristrutturazioni, mentre la ritenuta d’acconto del 10% sui relativi bonifici può essere trasferita dai Consorzi alle singole imprese e non va effettuata sulle somme pagate ai Comuni in caso di oneri di urbanizzazione.


Ampliamenti Piano Casa agevolati


Con la citata risoluzione l’Agenzia ha fornito chiarimenti in merito ai lavori eseguiti in attuazione del Piano Casa, che prevede la possibilità di ampliare o ricostruire le abitazioni in deroga ai piani regolatori locali.


In particolare, è stato confermato che l’ampliamento di superfici e volumi è detraibile se riguarda la costruzione dei servizi igienici, come già chiarito dalle circolari 57/E e 121/E del 1998.


Le ritenute d’acconto vanno alle consorziate


Mentre la risoluzione 2/E del 2011 ha precisato che i Consorzi di imprese senza finalità di lucro possono trasferire alle consorziate la ritenuta alla fonte del 10%, che banche e Poste Spa devono effettuare sui bonifici disposti per i bonus ristrutturazioni e risparmio energetico. La risoluzione, infatti, precisa che le ritenute possono essere attribuite alle singole imprese una volta azzerato l’eventuale debito Ires del Consorzio e a patto che tale scelta risulti da un atto di data certa (atto costitutivo del Consorzio o verbale del Consiglio di amministrazione).


Sugli oneri di urbanizzazione niente ritenuta per i Comuni


Sempre in tema di ritenuta d’acconto, la risoluzione 3/E del 2011 è intervenuta specificamente sul pagamento degli oneri di urbanizzazione e di quelli collegati alla realizzazione degli interventi agevolati.


Per evitare che i Comuni subiscano la ritenuta del 10%, il pagamento di tali spese non deve necessariamente essere effettuato tramite bonifico.


Tuttavia, se ciò avviene, occorre indicare il Comune come destinatario e, come causale, che si tratta di oneri di urbanizzazione, Tosap, ecc., e non di interventi per il recupero del patrimonio edilizio o il risparmio energetico; non va, quindi, utilizzato l’apposito modulo per le agevolazioni generalmente predisposto dalla banca o dall’ufficio postale.


 


 


5) Enti a difesa delle tradizioni locali liberi dall’Ires: Elenco del 2010


Tali associazioni individuate fruiscono anche dell’esonero dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili.


Sono 221 le associazioni senza fine di lucro ammesse, per il 2010, a beneficiare dell’esenzione Ires perché collaborano alla realizzazione o partecipano a manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale legate agli usi e alle tradizioni delle comunità locali.


L’elenco completo dei soggetti destinatari, per l’anno appena concluso, dell’agevolazione introdotta dalla Finanziaria 2007 (art. 1, comma 185, della legge 296/2006) è allegato al decreto 22 dicembre 2010 del ministero dell’Economia e delle Finanze (sulla Gazzetta Ufficiale del 3 gennaio 2011), che ha tenuto conto della verifica, effettuata dall’Agenzia delle Entrate attraverso l’esame delle domande pervenute, riguardo alla sussistenza dei requisiti formali dei richiedenti.


I benefici riconosciuti alle associazioni inserite nell’elenco sono, da un lato, l’equiparazione ai soggetti esenti dall’Ires (art. 74, comma 1, del Tuir), dall’altro, l’esonero dagli obblighi di tenuta delle scritture contabili prescritti dagli articoli 14, 15, 16, 18 e 20 del Dpr 600/1973.


Per accedere alle agevolazioni, il regolamento dettato con decreto ministeriale 228/2007 stabilisce che le associazioni interessate devono richiedere di essere inserite nell’elenco facendone domanda tra il 20 luglio e il 20 settembre di ciascun anno d’imposta.


L’istanza va presentata, in via telematica, utilizzando il modello e il prodotto informatico disponibili sul sito agenziaentrate.gov.it.


Spetta all’Agenzia delle Entrate esaminare le istanze, verificare i requisiti e redigere l’elenco.


Questo viene poi trasmesso al dipartimento delle Finanze che, con proprio decreto, ufficializza i nominativi dei soggetti ammessi al beneficio, nel rispetto della spesa complessiva programmata (5 milioni di euro all’anno).


La preferenza va alle associazioni che da più tempo operano in modo continuativo nel settore; in caso di parità, si tiene conto delle manifestazioni, dando la precedenza a quelle più antiche e rappresentative della tradizioni storiche, artistiche e culturali di una determinata realtà territoriale.


Ulteriore e ultimo criterio, l’ordine cronologico di presentazione delle domande.


 


 


6) Deducibilità dell’immobile abitativo concesso in uso all’amministratore


Su come dedurre fiscalmente l’immobile concesso all’amministratore (quale collaboratore della società) è intervenuto il parere (n. 1 del 3/1/2011) della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, che dopo una attenta disamina della situazione normativa (peraltro, per il caso di specie, non molto chiara rilevandone gli aspetti critici), è pervenuta alla seguente conclusione:


Nel caso di immobile concesso in uso ad un collaboratore coordinato e continuativo ovvero a progetto, il datore di lavoro (quale soggetto imprenditore) deve dedurre i costi dell’immobile con i medesimi criteri previsti dall’art. 95 del Tuir previsti per il lavoratore dipendente.


Tale articolo 95, che è relativo alle spese per prestazioni di lavoro, regola i criteri di deduzione delle spese riferite ai lavoratori dell’impresa.


In particolare la norma dispone che i canoni di locazione, anche finanziaria, e le spese di manutenzione dei fabbricati concessi in uso ai dipendenti, sono deducibili nei limiti dell’importo che costituisce reddito per i dipendenti [ai sensi dell’art. 51, comma 4, lett. c) del Tuir].


In sostanza, secondo il parere della citata Fondazione studi, il datore può dedurre, ai fini delle imposte sui redditi, solo ciò che costituisce reddito per il dipendente. Quindi, il 30% della differenza tra la rendita catastale del fabbricato in cui occorre “dimorare” (aumentata di tutte le relative spese di utenza) e quanto, eventualmente, corrisposto dal dipendente per il godimento dell’immobile.


Infine, se, invece, il fabbricato non é iscritto in catasto (immobili ubicato all’estero o fabbricati rurali) si assuma la differenza tra il valore del canone di locazione determinato in regime vincolistico – o, in mancanza, quello determinato in regime di libero mercato – e quanto corrisposto per il godimento del fabbricato.


 


 


7) I libri contabili (da soli) non garantiscono i debitori


Le scritture contabili che indicano il pagamento di un debito, senza ulteriori elementi di prova (che possono riscontrare tale pagamento), non sono idonee a dimostrare l’avvenuto soddisfacimento dell’obbligazione.


I libri contabili, anche se regolarmente tenuti, non hanno valore di prova legale a favore dell’imprenditore che le ha redatte e che intende utilizzarle come mezzo di prova.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 105 del 2011)


 


 


8) Svalutazione avviamento: sentenza Cassazione


L’avviamento di un’azienda non può essere svalutato soltanto a causa della riduzione di valore dei singoli beni presi in considerazione per il suo calcolo iniziale, atteso che una simile diminuzione deve essere giustificata da un’autonoma e complessiva valutazione e non dall’applicazione automatica dello stesso metodo adottato in principio.


(Corte di cassazione, sentenza n. 26429 del 30/12/2010)


 


 


9) Gli accantonamenti per spese di manutenzione si calcolano anche sul costo eventualmente sostenuto dal concedente


Il plafond di deducibilità degli accantonamenti al fondo manutenzione e di ripristino dei beni gratuitamente devolvibili (deducibili ai sensi dell’art. 107, comma 2, del Tuir) va determinato in relazione al loro costo complessivo, compreso quello delle parti eventualmente già realizzate dal concedente e sulle quali devono essere effettuati gli interventi di conservazione e miglioramento.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 5/E del 5/1/2011, incentrata sul regime delle spese di ripristino e manutenzione delle opere pubbliche gratuitamente devolvibili.


 


 


10) Immobili fantasma: spostata al 31/3/2011 la regolarizzazione


Il Decreto Cd. “milleproroghe” ha fatto slittare il termine, inizialmente fissato al 31/12/2010.


I soggetti titolari di immobili non iscritti in Catasto e individuati dall’Agenzia del Territorio nei Comuni elencati negli elenchi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2009, devono regolarizzare la propria posizione entro il prossimo 31 marzo.


 


 


11) Diritto camerale: Pronte le misure per le imprese iscritte dal 1/1/2011


Dal 2011 il diritto camerale é dovuto anche da parte dei soggetti iscritti solo al REA e non al Registro delle imprese.


Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la nota n. 201046 del 30/12/2010, ha reso noto gli importi del diritto camerale annuale per i soggetti che si iscrivono nel Registro delle Imprese a decorrere dal 1/1/2011, a seguito delle novità arrecate dall’art. 1, comma 19, del D.Lgs. n. 23del 2010 all’art. 18 della Legge n. 580/93.


Il successivo Decreto Interministeriale, in corso di approvazione, potrà definire misure diverse. In tal caso, si procederà ai necessari conguagli o compensazioni.


Tra le novità, rispetto allo scorso anno, emerge l’obbligo di versamento del diritto anche per i soggetti iscritti soltanto al Repertorio Economico Amministrativo (REA), ma non nel Registro delle Imprese. L’importo dovuto è pari a 30 euro.


 


 


12) Enti non commerciali: Riaperti i termini per l’invio del modello EAS


Il Decreto cd. “milleproroghe” ha riaperto i termini per l’invio del modello EAS. Si tratta, come è noto, del questionario degli enti non profit, ideato per fornire all’Agenzia dati e notizie fiscali e per mantenere il regime agevolato.


Il 31/3/2011 è la nuova data fissata. Il precedente termine era stato il 31/12/2009.


 


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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