Il ricorso sana nullità della notifica

La proposizione del ricorso da parte del contribuente produce l’effetto di sanare la nullità della notificazione dell’avviso di accertamento.


Quanto precede è contenuto nella recente ordinanza n. 23879 depositata il 24 novembre 2010 della Corte di Cassazione (Sezione Tributaria) da cui emerge che la successiva proposizione del ricorso da parte del contribuente sana, con effetto retroattivo “ex tunc”, la nullità della notifica degli avvisi di accertamento, per raggiungimento dello scopo, trovando applicazione, in virtù dell’art. 60 del Dpr n. 600 del 1973, le norme sulle notificazioni del processo civile ed il relativo regime delle nullità e delle sanatorie (articoli 156 e 160 Cpc).


L’accertamento tributario, come riconosciuto dalla giurisprudenza e dalla dottrina, ha natura di atto sostanziale e non processuale, per cui per esso trovano applicazione alcuni istituti di diritto processuale civile, quale quello della sanatoria; infatti la nullità non può essere dichiarata allorché l’atto ha raggiunto lo scopo cui è destinato (art. 156, c. 3, Cpc). Il principio contenuto in quest’ultima disposizione sta a significare che l’impugnazione da parte del contribuente dell’atto la cui notifica è avvenuta in modo irrituale, determina una nullità che può essere sanata attraverso la proposizione del ricorso. Nel caso specifico lo scopo è raggiunto con la tempestiva presentazione del ricorso che sana la nullità della notificazione dell’avviso di accertamento(1).


Nel caso che occupa il contribuente ha proposto appello avverso l’avviso di accertamento in materia Irpef per l’anno 1996 dell’Ufficio finanziario, poi accolto dai giudici tributari di primo grado. La sentenza è stata confermata anche dalla CTR, la quale ha ritenuto che la nullità della notifica dell’avviso di accertamento non fosse stata sanata dall’impugnazione presentata dal contribuente. L’ufficio finanziario ha proposto ricorso per cassazione.


I giudici della Suprema Corte, uniformandosi alla giurisprudenza di legittimità, hanno affermato che, in caso di nullità della notifica degli avvisi di accertamento, si applicano anche in campo tributario le disposizioni sulle notificazioni del processo civile ed il relativo regime delle nullità e sanatorie, con la conseguenza che la proposizione del ricorso del contribuente produce l’effetto di sanare ab origine (ex tunc) la nullità della notificazione dell’accertamento atteso il raggiungimento dello scopo, ai sensi dell’art. 156 Cpc.


In virtù di quanto precede occorre sottolineare che la natura sostanziale e non processuale dell’avviso di accertamento tributario fa si che siano applicabili anche all’ambito tributario gli istituti di diritto processuale civile. Sovviene a tale proposito il disposto dell’art. 1, c. 2, del D lgs n. 546 del 1992, in cui si fa espresso richiamo alle norme del codice di procedura civile allorché compatibili con quelle del giudizio tributario. Pertanto appare conditio sine qua non il preventivo giudizio positivo di compatibilità delle predette, rappresentando le norme del codice di procedura civile una fonte integrativa di quelle contenute nel decreto legislativo n. 546 del 1992 che regola il processo tributario (Circ n. 2/E-37834 del 19 giugno del 2000, Agenzia delle entrate).


Applicandosi, quindi, all’avviso di accertamento tributario le norme in materia di notificazioni in ambito civile, appare logica l’applicazione del regime delle nullità e delle sanatorie previste per queste ultime, anche in considerazione dell’applicazione del principio del raggiungimento dello scopo ottenuto con la presentazione del ricorso (art. 156 Cpc): in questo modo la parte, avendo avuto piena conoscenza del contenuto dell’atto, ha potuto esercitare il proprio diritto di difesa, così come riconosciuto dall’art. 24 della Costituzione.




Nota


1) Cass. Ord. n. 10044/2010; 2 luglio 2009, n. 15554; Cass. Sezioni Unite 5 ottobre 2004, n. 19854 . In questo pronunciamento i giudici di legittimità, nel rilevare che l’accertamento ha natura di provocatio ad opponendum la cui notifica è legata all’impugnazione, hanno ritenuto che la tempestiva proposizione del ricorso introduttivo ha l’effetto di sanare qualunque preteso vizio di notificazione, ai sensi dell’art. 156 Cpc. Inoltre cfr. Cass. n. 4760/2009.




18 gennaio 2011


Enzo Di Giacomo

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