E' in arrivo la mediazione...

Premessa generale


Il legislatore Italiano ha previsto oltre alla Mediazione volontaria anche la Mediazione obbligatoria,a decorrere dal 20 marzo 2011, per una serie di materie specifiche come condizione di procedibilità ai fini della causa vera e propria.


Il legislatore ha inoltre deciso di prevedere due forme di valutazione nella procedura di mediazione:




  • La forma classica usata dal Mediatore ovvero la mediazione facilitativa ;



  • La fase aggiudicativa se richiesta dalle parti o se ritenuta opportuna dal Mediatore per risolvere la controversia.


Il ricorso alla fase di Mediazione può inoltre essere disposto:


-dal giudice ,anche in fase di appello ,invitando le parti stesse a far uso di questo strumento alternativo di risoluzione delle liti;


-attraverso l’apposizione di apposite clausole di mediazione nei contratti o negli statuti che rendono di fatto obbligatorio il tentativo di conciliazione prima di poter adire al sistema giudiziario classico.


La gestione della procedura di Mediazione è stata affidata ad appositi Organismi di Conciliazione, iscritti in Registri sottoposti alla vigilanza del Ministero della Giustizia , che devono possedere particolari requisiti (finanziari, regolamento, onorabilità soci e Amministratori, possesso dei Mediatori ecc.). Infine sono state previste delle regole per gli Enti di Formazione (iscrizione in apposito Registro) e per i Mediatori (requisiti soggettivi, superamento apposito corso di formazione e obbligo di aggiornamento ).


Il tutto al fine di ottenere una procedura che deve essere vista come alternativa e non sostitutiva al sistema Giudiziario garantendo sempre e comunque ad ogni cittadino i principi contenuti all’art. 24 ( diritto di agire in giudizio) e all’art. 111 ( diritto al processo) della nostra Costituzione.




COMMENTO AL DECRETO MINISTERIALE N. 180/2010


ART. 1 (Definizioni )


Vengono spiegate le definizioni e le terminologie usate nel decreto utili ai fini della comprensione del testo di legge ovvero :


Ministero: il Ministero della giustizia;


decreto legislativo: il decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28;


mediazione: l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa;


mediatore: la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo;


conciliazione: la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione;


Organismo: l’ente pubblico o privato, ovvero la sua articolazione, presso i quali può svolgersi il procedimento di mediazione ai sensi del decreto legislativo;


regolamento: l’atto contenente l’autonoma disciplina della procedura di mediazione e dei relativi costi, adottato dall’Organismo;


indennità: l’importo posto a carico degli utenti per la fruizione del servizio di mediazione fornito dagli Organismi;


registro: il registro degli Organismi istituito presso il Ministero;


responsabile: il responsabile della tenuta del registro e dell’elenco;


formatore: la persona o le persone fisiche che svolgono l’attività di formazione dei mediatori;


enti di formazione: gli Enti pubblici e privati, ovvero le loro articolazioni, presso cui si svolge l’attività di formazione dei mediatori;


responsabile scientifico: la persona o le persone fisiche che svolgono i compiti di cui all’articolo 18, comma 2, lettera i), assicurando l’idoneità dell’attività svolta dagli Enti di formazione ;


definizione di Ente pubblico, privato, C.c.i.a.a. : viene chiarito il concetto di forma giuridica che potrà assumere l’Organismo di Conciliazione e l’ Ente di Formazione.


Molte definizioni prendono spunto dal decreto 222/2004 ( conciliazione societaria) che aveva già affidato ad appositi Organismi iscritti presso il Ministero della Giustizia la risoluzione di queste liti.


Al momento risultano iscritti nel sito internet del Ministero della Giustizia n. 141 Organismi secondo le vecchie regole.




Oggetto (art. 2)


Viene previsto l’istituzione di un doppio registro: quello degli enti pubblici o privati che gestiscono le mediazioni e quello degli Enti pubblici o privati che formeranno i mediatori;


i criteri e le modalità di iscrizione nei rispettivi registri, la vigilanza, il monitoraggio, la sospensione e la cancellazione degli Organismi dal registro;


l’importo minimo e massimo e il criterio di calcolo delle indennità spettanti agli Organismi costituiti da Enti pubblici di diritto interno e i criteri per l’approvazione delle tabelle delle indennità proposte dagli Organismi privati.


In materia di indennità si ricorda la precedente norma regolata dal DM 223-2004 in materia di conciliazione societaria.




Il registro degli Organismi (art. 3)


Viene previsto che il registro degli Organismi abilitati a svolgere la mediazione è tenuto presso il Ministero e che il direttore generale della giustizia civile o la persona da lui delegata ne è il responsabile.


Il registro contiene le seguenti annotazioni:




  • Enti pubblici e privati;



  • elenco dei mediatori;



  • elenco dei mediatori esperti nella materia internazionale;



  • elenco dei mediatori esperti nella materia dei rapporti di consumo;



  • elenco dei soci, associati, amministratori, rappresentanti degli Organismi.




Il responsabile ne cura il continuo aggiornamento dei dati con modalità informatiche.


Da sottolineare l’importanza della norma che ha dettato l’obbligatorietà della pubblicità degli elenchi degli Organismi e dei Mediatori al fine di agevolare la scelta dell’utente finale che potrà , in questo modo, esaminare i regolamenti degli stessi Organismi e i curriculum dei Mediatori.




Criteri per l’iscrizione nel registro (art. 4 )


Nel registro sono iscritti, a domanda, gli Organismi di mediazione costituiti da Enti pubblici e privati, previa verifica della professionalità e dell’efficienza dei richiedenti. Il responsabile ministeriale verifica:




  • la capacità finanziaria e organizzativa, nonché la compatibilità dell’attività di mediazione con l’oggetto sociale o lo scopo associativo. A tal fine il richiedente deve possedere un capitale non inferiore a quello necessario per la costituzione di una società a responsabilità limitata e deve attestare di poter svolgere l’attività di mediazione in almeno due regioni o in almeno due province della medesima regione, anche attraverso accordi con altri Organismi;



  • il possesso da parte di una polizza assicurativa di importo non inferiore a 500.000,00 euro per la responsabilità a qualunque titolo derivante dallo svolgimento dell’attività di mediazione;



  • i requisiti di onorabilità dei soci, associati e amministratori, in conformità con quelli fissati dal Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 13);



  • la trasparenza amministrativa e contabile dell’Organismo, ivi compreso il rapporto giuridico ed economico tra l’Organismo e l’Ente di cui eventualmente costituisca articolazione interna, al fine della dimostrazione della necessaria autonomia finanziaria e funzionale;



  • le garanzie di indipendenza, imparzialità e riservatezza nello svolgimento del servizio di mediazione, nonché la conformità del regolamento alla legge e al decreto, anche per quanto attiene al rapporto giuridico con i mediatori;



  • il numero dei mediatori, non inferiore a cinque, che hanno dichiarato la disponibilità a svolgere le funzioni di mediazione per il richiedente;



  • la sede dell’Organismo;



  • i requisiti di qualificazione dei mediatori.




Punto importante, rispetto alla precedente normativa societaria, è la riduzione del numero dei Mediatori , l’eliminazione del concetto di Mediatore in esclusiva e la possibilità di svolgere l’attività di Mediatore per 5 Organismi. Vengono previsti i requisiti per il Mediatore nel possesso della laurea triennale o, in alternativa, al possesso dell’iscrizione ad un Albo Professionale; nella frequentazione di un apposito corso di formazione; nell’obbligo dell’aggiornamento e nel possesso dei requisiti di onorabilità.


E’ stata inoltre introdotta la figura del Mediatore Internazionale (che deve dimostrare la conoscenza di una lingua straniera).


Da segnalare che la polizza d’assicurazione è ritenuta da parte di alcuni non sufficiente come del resto anche il minimo del Capitale Sociale obbligatorio richiesto per la costituzione dell’Ente.


Questo viene considerato come un problema in quanto potrà permettere la nascita di Organismi poco affidabili finanziariamente (nella bozza precedente veniva richiesto un Capitale di 100.000 euro e la polizza di 500.000 euro era già prevista per lo stesso importo nell’anno 2004 e pertanto non adeguata ai giorni nostri).




Procedimento di iscrizione degli Organismi (art. 5)


Alla domanda, redatta e presentata secondo il modello e le indicazioni del responsabile ministeriale, deve essere allegato il regolamento di procedura, con la scheda di valutazione del servizio che deve essere compilata dalle parti e trasmessa al ministero dopo ogni procedimento di conciliazione, nonché la tabella elle indennità redatta secondo i criteri stabiliti dal decreto.


La domanda e i relativi allegati, sono trasmessi al Ministero, anche in via telematica, con modalità che assicurino la certezza dell’avvenuto ricevimento.


Il responsabile può chiedere l’integrazione della domanda o degli allegati per una sola volta. Dalla data in cui risulta pervenuta la documentazione integrativa, decorre un nuovo termine di venti giorni.


Il procedimento di iscrizione deve essere concluso entro 40 giorni, termine oltre il quale si procede comunque all’iscrizione. Viene prevista la possibilità di integrazione dei documenti entro 20 giorni dalla richiesta.


Merita un richiamo la scheda di valutazione che permetterà di individuare il grado di soddisfazione degli utenti nei confronti della procedura di Mediazione al fine di vigilare sull’attività dello stesso Organismo. Anche i tempi di iscrizione, ai fini del silenzio assenso, sono notevolmente diminuiti rispetto alla normativa relativa agli Organismi Societari.




Requisiti per l’esercizio delle funzioni di mediatore (Art. 6 )


Il richiedente deve allegare alla domanda d’iscrizione l’elenco dei mediatori che si dichiarano disponibili allo svolgimento del servizio con l’allegazione dei seguenti documenti:




  • dichiarazione di disponibilità, con indicazione della sezione nella quale si intende iscriversi:



  • curriculum sintetico e l’indicazione specifica dei requisiti richiesti di cui all’art. 4; 



  • documentazione idonea a comprovare le eventuali conoscenze linguistiche per l’iscrizione nell’elenco dei mediatori internazionali.


Da notare che il Mediatore non può svolgere la sua attività per più di 5 Organismi.




I mediatori professionisti iscritti ad albi o collegi professionali e i dipendenti pubblici, in caso di violazione degli obblighi inerenti alle dichiarazioni contenute nella normativa in esame, incorrono in illecito disciplinare sanzionabile ai sensi delle rispettive normative deontologiche.


Da notare che rispetto alla precedente normativa non vi è più l’esclusiva del Mediatore, l’Organismo può ricorrere anche a Mediatori provenienti da altri Enti, particolarmente qualificati, ed inoltre viene definitivamente chiarito che anche i dipendenti pubblici possono svolgere la funzione di Mediatore.




Regolamento di procedura (Art. 7)


Il regolamento di ogni singolo ente dovrà contenere una serie di indicazioni obbligatorie e ne potrà prevedere altre facoltative.


Indicazioni obbligatorie:




  • il luogo dove si svolgeranno le mediazioni (derogabile con il consenso di tutte le parti, del mediatore e del responsabile dell’Organismo).



  • la previsione che il procedimento di mediazione non potrà avere inizio se non successivamente alla sottoscrizione della dichiarazione di imparzialità da parte del mediatore designato ;



  • le cause di incompatibilità allo svolgimento dell’incarico di mediatore, nonché l’indicazione delle conseguenze sui procedimenti in corso della sospensione e della cancellazione dell’Organismo dal registro;



  • la possibilità che il mediatore sia individuato di comune accordo dalle parti, ai fini della sua eventuale designazione da parte dell’Organismo;



  • la consegna a tutte le parti di un’idonea scheda di valutazione del servizio di mediazione, il cui modello è allegato al regolamento;



  • il diritto di accesso delle parti agli atti del procedimento di mediazione ( atti comuni o agli atti depositati nella propria sessione separata), che il responsabile dell’Organismo è tenuto a custodire in apposito fascicolo numerato ed annotato nel registro degli affari di mediazione.




Molto importante è la possibilità concessa alle parti, di comune accordo, di scegliere il Mediatore a cui affidare la loro controversia. Da parte di alcuni esperti tale concessione viene vista come un esempio di civiltà offerto dalla procedura di mediazione rispetto al processo ordinario dove non è possibile scegliere il giudice.


Indicazioni facoltative :


Ogni Organismo potrà individuare una serie di elementi da inserire nel regolamento:




  • possibilità per il mediatore di convocare personalmente le parti;



  • possibilità di formulazione della proposta ai sensi dell’art. 11 del decreto legislativo, da parte di un mediatore diverso da quello che ha condotto la mediazione e sulla base delle sole informazioni che le parti intendono comunicare al mediatore proponente;



  • possibilità di fare una proposta da parte del mediatore anche in mancanza di partecipazione di una o più parti al procedimento di mediazione;



  • possibilità per l’Organismo di avvalersi di strutture, personale e mediatori di altri Organismi con i quali abbia raggiunto a tal fine un accordo;



  • possibilità per l’Organismo di utilizzare i risultati delle negoziazioni paritetiche, basate su protocolli di intesa tra le associazioni di consumatori riconosciute dall’art. 137 del Codice del Consumo e le imprese, e aventi per oggetto la stessa controversia;



  • possibilità per l’Organismo di formare elenchi di mediatori accreditati suddivisi per specializzazioni in materie giuridiche;



  • possibilità per l’Organismo di limitare la Mediazione a specifiche materie.




L’art. 7 costituisce un punto fondamentale in quanto attraverso il regolamento l’Organismo può disciplinare lo svolgimento della procedura di Mediazione in modo trasparente ed efficace.


L’ente potrà ad esempio prevedere che la proposta valutativa possa essere fatta da un altro Mediatore che non ha condotto la procedura oppure prevedere la possibilità di esplicitarla anche in assenza delle parti stesse (a detta di molti queste possibilità sono molto criticabili). Vengono mantenuti i concetti di imparzialità e riservatezza della procedura e il rispetto dei dati in materia di privacy.




Obblighi degli Iscritti e effetti dell’iscrizione (artt. 8 e 9)


L’Organismo è tenuto a:




  • menzionare il numero d’ordine di iscrizione, comunicato dal Ministero, negli atti, nella corrispondenza,nonché nelle forme di pubblicità consentite;



  • comunicare immediatamente al responsabile ministeriale tutte le vicende modificative dei requisiti, dei dati e degli elenchi trasmessi al Ministero, compreso l’adempimento dell’obbligo di aggiornamento formativo dei mediatori;



  • trasmettere la proposta del mediatore di cui all’articolo 11 del decreto legislativo, su richiesta del giudice che provvede ai sensi dell’articolo 13 dello stesso decreto legislativo;



  • trasmettere, entro il 31 marzo, al responsabile il rendiconto della gestione su modelli predisposti dal Ministero, a far data dal secondo anno di iscrizione;



  • gestire, unitamente al mediatore designato, tutte le richieste di mediazioni, a meno che non vi sia un giustificato motivo per il rifiuto;



  • rilasciare alle parti, che ne fanno richiesta, il verbale di accordo, anche ai fini dell’istanza di omologazione.


Vengono pertanto ribaditi gli obblighi che gravano sugli Organismi riguardanti le varie comunicazioni da farsi al responsabile del registro. Si ribadisce l’obbligo per l’Organismo e per il Mediatore di svolgere la mediazione salvo giustificato motivo.




Sospensione e cancellazione dal registro (Art. 10)


Il potere di controllo nei confronti degli Organismi è attribuito al responsabile ministeriale che lo esercita nei modi e nei tempi stabiliti da circolari o atti amministrativi anche mediante acquisizione di documenti e notizie.


Qualora, dopo l’iscrizione, emergano fatti che l’avrebbero impedita, ovvero in caso di violazione dei previsti obblighi di comunicazione o di reiterata violazione degli obblighi del mediatore, il responsabile dispone la sospensione o, nei casi più gravi, la cancellazione dal registro.


Il responsabile dispone inoltre la cancellazione degli Organismi che hanno svolto meno di dieci procedimenti di mediazione in un biennio e la cancellazione dall’elenco impedisce all’Organismo di ottenere una nuova iscrizione, prima che sia decorso un anno.




Monitoraggio (Art. 11)


Il Ministero procede annualmente al monitoraggio statistico dei procedimenti di mediazione svolti presso gli Organismi.


I dati statistici vengono raccolti ed elaborati distintamente per le tre categorie di mediazione: obbligatoria, volontaria e demandata dal giudice. Per ciascuna categoria sono indicati i casi di successo della mediazione e i casi di esonero dal pagamento dell’indennità.


Il Ministero procede alla raccolta, presso gli uffici giudiziari, dei dati relativi all’applicazione, nel processo, dell’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo e i dati a disposizione sono utilizzati anche ai fini della determinazione delle indennità spettanti agli Organismi pubblici.


Come si può notare il Ministero conserva un buon controllo sia nei confronti degli Organismi di Mediazione che della stessa procedura di conciliazione delle liti al fine di poter meglio valutare il funzionamento di questo strumento alternativo di risoluzione delle controversie.




Registro degli affari di mediazione (Art. 12)


Ciascun Organismo è tenuto a istituire un registro, anche informatico, degli affari di mediazione, con le annotazioni relative al numero d’ordine progressivo assegnato ai singoli procedimenti di mediazione , i dati identificativi delle parti, l’oggetto della mediazione, il mediatore designato, la durata del procedimento e il relativo esito.


A norma dell’articolo 2961 del codice civile, l’Organismo deve conservare copia degli atti dei procedimenti trattati per almeno un triennio dalla data della loro conclusione.


In un certo senso viene estesa la struttura informatica già in essere nei Tribunali e il termine di conservazione è quello previsto per i Cancellieri e gli Avvocati.




Obblighi di comunicazione al responsabile ( art. 13)


Il Giudice che nega l’omologazione del verbale è tenuto a trasmettere al Responsabile e all’Organismo copia del provvedimento di diniego.


Questo è un punto molto importante in quanto permette di evidenziare eventuali carenze nell’opera della stesura del Verbale da parte del Mediatore (il giudice deve controllare se nel verbale vi è la presenza di norme contrarie all’ordine pubblico o a norme imperative e non limitarsi solamente ad un controllo formale). Inoltre, che rispetto alla normativa societaria, il procedimento per rendere esecutivo il verbale è stato velocizzato e semplificato.




Natura della prestazione (art.14)


Il Mediatore deve eseguire personalmente la sua prestazione (questo significa l’impossibilità di delegare ad altri la sua funzione).




Divieti inerenti al servizio di Mediazione (art.15)


L’organismo non può’ assumere diritti e obblighi connessi con gli affari trattati dai Mediatori.


Il concetto è importante in quanto evita eventuali conflitti d’interesse dell’Organismo e del Mediatore.




Criteri di determinazione dell’indennità (Art. 16)


Le indennità previste per il servizio di mediazione sono di due tipi:


a) le spese di avvio della procedura: è dovuto da ciascuna parte un importo di euro 40,00, che è versato dall’istante al momento del deposito della domanda di mediazione e dalla parte chiamata al momento dell’adesione al procedimento;


b) le spese fisse: per gli Enti di diritto pubblico è stata prevista una tabella fissa ed inderogabile, mentre agli Organismi privati è concessa la facoltà di derogare a tale tabella stabilendo un differente regime tariffario (fatto salvo per le materie per le quali è previsto l’obbligo del tentativo di mediazione come condizione di procedibilità , in quanto la norma prevede che deve essere rispettata la prevista riduzione di un terzo della tariffa base (l’obbligo vale sia per gli Enti pubblici che per quelli privati).


Inoltre l’ importo massimo delle spese di mediazione per ciascun scaglione di riferimento:


a) può essere aumentato in misura non superiore a un quinto tenuto conto della particolare importanza, complessità o difficoltà della disputa;


b) deve essere aumentato in misura non superiore a un quinto in caso di successo della mediazione;


c) deve essere aumentato di un quinto nel caso di formulazione della proposta di mediazione;


d) deve essere ridotto di un terzo nei casi di mediazione obbligatoria;


e) deve essere ridotto di un terzo quando nessuna delle controparti, di quella che ha introdotto la mediazione, partecipa al procedimento.


Il valore della lite è indicato nella domanda di mediazione a norma del codice di procedura civile. Qualora il valore risulti indeterminato o indeterminabile, oppure vi sia una notevole divergenza tra le parti sulla stima, l’Organismo decide il valore di riferimento e lo comunica alle parti.


Le spese di mediazione sono corrisposte prima dell’inizio del primo incontro di mediazione in misura non inferiore alla metà e sono dovute in solido da ciascuna parte. Comprendono anche l’onorario del mediatore, indipendentemente dal numero di incontri svolti e dal numero dei mediatori.


Non si fa cenno nel decreto attuativo al costo previsto per la figura dell’esperto del Tribunale al quale ,a detta del decreto 28-2010, il Mediatore potrebbe rivolgersi in casi particolari. La problematica andrebbe pertanto chiarita.




Enti di formazione e formatori Capo V (artt. 17 – 18 – 19)


La formazione dei mediatori è fondamentale in quanto costituisce uno dei principali fattori di successo dell’istituto della mediazione insieme alla serietà degli Organismi.


Anche per gli Enti di formazione il controllo dei requisiti e il monitoraggio dell’attività è demandato al dirigente responsabile presso il Ministero della Giustizia.


Il Mediatore avrà il compito di guidare le parti verso la risoluzione della lite e la sua preparazione e formazione non dovrà riguardare esclusivamente gli aspetti tecnici della problematica ma lo stesso dovrà impossessarsi delle metodologie comunicative al fine di mettere a proprio agio le parti con lo scopo di soddisfare i loro interessi. Le conoscenze dovranno pertanto spaziare dalla normativa nazionale e comunitaria, alla metodica di gestione del conflitto , alla normativa giuridica e all’aspetto pratico inerente alla fase di conciliazione.


Un altro aspetto importante che riguarda gli Enti di Formazione è la figura del responsabile scientifico che avrà il compito di sorvegliare l’attività formativa del mediatore.




Disciplina transitoria (art. 20)


Il decreto si conclude con l’ individuazione di una disciplina transitoria, che consente l’immediato avvio della mediazione.


Tale disciplina si applica:




  • ai conciliatori professionisti già accreditati presso gli Organismi;



  • agli Enti di Formazione e agli Organismi di Conciliazione già iscritti nel registro previsto dal D.M. 23 luglio 2004, n. 222;



  • ai formatori già abilitati per i corsi di formazione per conciliatori professionisti.


Per quanto riguarda i mediatori, in possesso dei requisiti formativi richiesti dalla pregressa normativa, il decreto prevede che possono operare da subito come mediatori professionisti all’interno degli Enti presso i quali sono già accreditati, a condizione che il professionista acquisisca, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, i requisiti delle 50 ore di formazione in esso previsti per l’esercizio della mediazione, partecipando a corsi di formazione integrativi.


In alternativa il professionista potrà attestare di aver svolto almeno 20 procedure di mediazione, conciliazione o negoziazione volontaria e paritetica, in qualsiasi materia, di cui almeno 5 concluse con successo anche parziale.


Si considerano iscritti di diritto gli Organismi di conciliazione già iscritti nel registro previsto dal D.M. 222/2004. Inoltre gli Organismi dovranno possedere le caratteristiche previste dall’art. 4 del D.M. ed integrare o modificare i propri requisiti entro 30 giorni dal ricevimento di apposita comunicazione da parte del responsabile della tenuta del registro degli Organismi di mediazione ( in mancanza l’iscrizione si intenderà decaduta).


Analoga disciplina transitoria è prevista per gli Enti già abilitati a tenere corsi di formazione e i formatori abilitati alla formazione.


L’aggiornamento dei mediatori e dei formatori deve essere comunicato tempestivamente al responsabile presso il Ministero.


Con il regime transitorio non viene cancellata l’esperienza derivante dalla conciliazione societaria ma, rispetto alla normativa precedente, ma è stata abrogata la possibilità di essere iscritti di diritto nel ruolo di Mediatori per alcune categorie specifiche :


– professori universitari in materie giuridiche economiche;


– professionisti in materie economiche giuridiche con più di 15 anni d’esperienza e Magistrati in pensione.




Entrata in vigore (art.21)


Il decreto è entrato in vigore il 05 11 2010.




CONCLUSIONI


Una buona parte degli operatori del processo civile (magistrati, avvocati) ha manifestato parecchie perplessità in merito alla procedura di Mediazione e in particolar modo per il procedimento obbligatorio. La Mediazione dovrebbe essere una procedura facoltativa rimessa solo alla volontà delle parti ma è altrettanto vero che probabilmente il legislatore ne ha previsto l’obbligatorietà nelle materie con un alto rischio di litigiosità al fine di incentivarne il suo sviluppo. La mediazione viene vista come una perdita di tempo e di denaro prima di poter adire al sistema giudiziario tradizionale. Siamo tutti abituati a collegare la giustizia solo ed esclusivamente al Tribunale e, a favore dei soggetti contrari alla Mediazione, vi è da dire che l’esperienza della conciliazione obbligatoria nel campo del lavoro non contribuisce certamente una motivazione utile a far cambiar loro parere.


Bisogna comunque tenere presente il successo avuto dagli strumenti alternativi ADR nei paesi esteri e i buoni risultati ottenuti anche in Italia dalla conciliazione obbligatoria nel settore delle Telecomunicazioni (dove le Camere di commercio svolgono un ruolo da protagonista).


Occorre creare una cultura della Mediazione in quanto risolvere una lite, attraverso l’uso di uno strumento ADR , significa svolgere un lavoro anche di tipo culturale, in cui il conflitto viene valorizzato come risorsa e non come un evento solo negativo. La conciliazione contribuisce a diffondere una cultura basata sul rispetto , valorizzando le differenze e utilizzando “la lite“ come uno strumento per migliorare le persone .



10 gennaio 2011


Celeste Vivenzi

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