Rassegna appaltistica di dicembre 2010

Edilizia: chiarimenti INPS sulla validità del DURC


L’Inps con la circolare n. 145 del 17.11.2010 è intervenuta in materia di validità temporale del Durc nell’ambito degli appalti pubblici e dei lavori privati in edilizia, fornendo ulteriori conferme e precisazioni a quanto già evidenziato dal Ministero del Lavoro con la circolare n. 35 del 08.10.2010 con la quale si riconosceva che nell’ambito degli appalti pubblici il Durc ha validità trimestrale, coerentemente con quanto già sostenuto dalla giurisprudenza e dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici nella determinazione n.1 del 12.01.2010
L’Istituto previdenziale ha esaminato, in particolare, alcune situazioni nelle quali è richiesta alle aziende la presentazione del Documento Unico di Regolarità Contributiva:
1. contratti pubblici;
2. attestazione SOA, iscrizione albo fornitori e lavori privati in edilizia;
3. benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale.
Contratti Pubblici Come già precisato dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici con la Determinazione n.1/2010, l’INPS ribadisce che, nell’ambito dei contratti pubblici, il DURC ha validità trimestrale e può essere utilizzato:
procedure di selezione del contraente. In tali casi il DURC deve essere richiesto per ogni singola procedura di selezione e ha validità trimestrale limitatamente alla specifica procedura per la quale è stato richiesto. Fermo restando il vincolo dell’utilizzo del DURC nell’ambito della singola procedura di selezione, la stazione appaltante potrà utilizzare il documento oltre che ai fini della partecipazione anche ai fini dell’aggiudicazione e della sottoscrizione del contratto, (sempre che sia stato emesso in data non anteriore a tre mesi rispetto a quella dell’aggiudicazione e/o stipula del contratto). Nell’ambito degli appalti pubblici, non può essere utilizzato un DURC richiesto a fini diversi dal momento che le verifiche effettuate dai competenti Istituti e/o Casse Edili seguono ambiti e procedure, in parte diverse, in relazione alle finalità per cui lo stesso è stato emesso.
di stato avanzamento lavori o di stato finale/regolare esecuzione. Per queste fasi sussiste l’obbligo di richiesta di un nuovo DURC con riferimento a ciascun contratto. In tale ipotesi, il documento, richiesto ai fini del pagamento, ha validità trimestrale relativamente a ciascun contratto. Allo stesso modo, il DURC ha validità trimestrale, ai fini del pagamento, per la liquidazione di fatture relative a contratti pubblici per servizi e forniture.
acquisizione di beni, servizi e lavori effettuati in economia. Per tali acquisti la validità trimestrale del DURC si riferisce allo specifico contratto per il quale il documento è stato richiesto.
Attestazione Soa, Iscrizione Albo Fornitori e Lavori Privati in Edilizia Per quanto concerne l’utilizzo del DURC in caso di attestazione SOA, iscrizione albo fornitori e lavori privati in edilizia, il DURC rilasciato per lavori privati in edilizia, nell’ambito dell’intero periodo di validità trimestrale, può essere utilizzato ai fini dell’inizio di più lavori.
Benefici Normativi In riferimento ai benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale, tutti i datori di lavoro che intendono fruire dei benefici normativi e contributivi, in presenza delle condizioni previste dalla legge, devono essere in possesso della regolarità contributiva attestata tramite il DURC. In questi casi l’attestazione di regolarità ha validità mensile.
 


Lavoro : le indicazioni del ministero per la valutazione del rischio da stress


 Nella riunione del 17 novembre 2010 la Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro ha approvato le indicazioni necessarie per la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato (ex artt. 6, comma 8, lettera m-quater, e 28, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 81/2008, e s.m.i.).
Le indicazioni della commissione, riportate nella circolare del Ministero del Lavoro prot. 15/SEGR/0023692, costituiscono l’unico riferimento normativo cogente per effettuare la valutazione del rischio stress lavoro-correlato.
In sintesi, i contenuti delle suddette indicazioni.
Occorre anzitutto specificare che la valutazione deve avere ad oggetto non singoli ma gruppi omogenei di lavoratori (ad esempio i dipendenti di un determinato settore, chi svolge la medesima mansione) che risultano esposti a rischi dello stesso tipo individuati dal datore di lavoro in base all’organizzazione aziendale.
La Commissione consultiva ha previsto che la valutazione del rischio da stress di lavoro-correlato si articoli in due fasi: una necessaria (la valutazione preliminare); una eventuale e da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure di correzioni adottate dal datore di lavoro si rivelino inefficaci.
La valutazione preliminare consiste nella rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili appartenenti a tre diversi gruppi:
1.
Eventi sentinella, quali ad esempio: indici infortunistici; assenze per malattia; turnover; procedimenti e sanzioni; segnalazioni del medico competente; specifiche e frequenti lamentele formalizzate da parte dei lavoratori. I predetti eventi sono da valutarsi sulla base di parametri omogenei individuati internamente alla azienda (es. andamento nel tempo degli indici infortunistici rilevati in azienda).
2.
Fattori di contenuto del lavoro, quali ad esempio: ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti.
3.
Fattori di contesto del lavoro, quali ad esempio: ruolo nell`ambito dell`organizzazione; autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali al lavoro; evoluzione e sviluppo di carriera; comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste).
Se dalla valutazione preliminare non emergono elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere azioni correttive, il datore di lavoro riporta la valutazione nel DVR e, tra le misure di programma, prevede l’attivazione di un piano di monitoraggio.
Nel caso contrario il datore di lavoro pianifica ed adotta interventi correttivi ad esempio di tipo organizzativo, procedurale, formativo, ecc.
Qualora tali interventi risultino inefficaci, si procede, nei tempi che la stessa impresa definisce nella pianificazione degli interventi, alla valutazione approfondita.
Nelle imprese che occupano fino a 5 lavoratori, in alternativa ai suddetti strumenti di valutazione approfondita, il datore di lavoro può scegliere di utilizzare modalità di valutazione (riunioni) che garantiscano il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella ricerca delle soluzioni e nella verifica della loro efficacia.Infine, si ritiene utile precisare che i datori di lavoro, entro il prossimo 31 dicembre 2010, devono aggiornare il DVR con la programmazione delle attività di valutazione e con l’indicazione del termine finale di espletamento delle stesse.
Di tale decorrenza, chiaramente indicata nel DVR, terranno conto gli organi di vigilanza ai fini dell’adozione di provvedimenti sanzionatori.


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Giurisprudenza del Consiglio di Stato: verifica anomalia costo de lavoro dei lavoratori autonomi, inapplicabilità del principio costituzionale della retribuzione sufficiente per i lavoratori progetto e commisurazione compenso


Ai lavoratori autonomi, quali quelli a progetto, non sono applicabili né direttamente né indirettamente i contratti collettivi che disciplinano il lavoro subordinato, né è loro applicabile il principio costituzionale di retribuzione sufficiente, che riguarda esclusivamente il lavoro subordinato, sicché il lavoro a progetto risulta esclusivamente disciplinato dalle norme dettate dal codice civile in materia di lavoro autonomo e dalle norme speciali di cui al D. Lgs. n. 276 del 2003, che prevedono che, fatta salva la applicazione di accordi collettivi più favorevoli, il compenso corrisposto deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e debba tenere conto dei compensi normalmente erogati per analoghe prestazioni di lavoro autonomo.
E’ stata quindi giustamente riconosciuta l’erroneità del ricorso ai minimi tabellari previsti con la contrattazione collettiva dei lavoratori subordinati per verificare la congruità dei costi previsti per la retribuzione dei lavoratori a progetto. L’art. 61, IV c., del D. Lgs. n. 276 del 2003 si riferisce infatti ad eventuali specifici accordi collettivi riguardanti la categoria dei lavoratori a progetto (perché, diversamente opinando, dovrebbe ritenersi che il legislatore abbia voluto estendere in toto le norme pattizie regolanti i lavoratori subordinati a quelli a progetto, privando di autonomia tale tipologia contrattuale)(sentenza sez. V 25/11/2010 n. 8229) .


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Giurisprudenza del Consiglio di Stato: l’omessa allegazione della copia fotostatica del documento di riconoscimento implica una carenza insanabile


La produzione della fotocopia della carta di identità contestualmente alla presentazione dell’autocertificazione è elemento imprescindibile della stessa e non può essere regolarizzata successivamente. L’omessa allegazione non integra una mera irregolarità, come tale suscettibile di emenda, ma costituisce un fondamentale onere del sottoscrittore dell’autocertificazione, configurandosi come elemento della fattispecie normativa diretto a comprovare non tanto le generalità del dichiarante, ma ancor prima l’imprescindibile nesso di imputabilità soggettiva della dichiarazione ad una determinata persona fisica ( sentenza sez. V 23/11/2010 n. 8152).


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Giurisprudenza del Consiglio di Stato: eccezioni al principio di concentrazione e di continuità delle sedute della commissione di gara


In base a piani principi, al fine di assicurare imparzialità, pubblicità, trasparenza e speditezza all’azione amministrativa, le sedute di una commissione di gara devono ispirarsi al principio di concentrazione e di continuità. In particolare, le operazioni di esame delle offerte tecniche ed economiche devono essere concentrate in una sola seduta, senza soluzione di continuità, al precipuo fine di scongiurare possibili influenze esterne ed assicurare l’assoluta indipendenza di giudizio dell’organo incaricato della valutazione (Cons. Stato, sez. VI, 16.11.2000, n. 6128). Il principio di continuità e di concentrazione della gara non è assolutamente insuscettibile di eccezioni, potendo verificarsi situazioni particolari che obiettivamente impediscano l’espletamento delle operazioni in unica seduta (Co ns. Stato, sez. V, 18.11.2002, n. 6388, e 3.1.2002, n. 5). Tra queste possono in effetti annoverarsi la particolare complessità delle valutazioni da svolgere o l’elevato numero delle offerte da giudicare. In tali casi, tuttavia, l’esigenza di continuità impone comunque l’osservanza, nello svolgimento delle operazioni, del minimo intervallo temporale tra una seduta e l’altra e delle massime garanzie di conservazione dei plichi contenenti le singole offerte.
È illegittima la procedura di gara d’appalto, nel caso in cui la commissione, pur ammettendo, invero, le incertezze interpretative affrontate in sede di esame della documentazione amministrativa ai fini dell’ammissione delle imprese concorrenti, risolte nel senso più favorevole ad un’ampia partecipazione nel corso della seconda seduta, nessuna plausibile giustificazione abbia fornito quanto al lungo ed inammissibile intervallo tra la terza e la quarta seduta (a distanza di ben 40 giorni) in cui la commissione ha proceduto, rispettivamente, all’apertura di tutte le offerte tecniche ed all’avvio del loro esame (13 maggio) ed al completamento dell’esame ed all’attribuzione di tutti i punteggi (23 giugno). Per di più, nessuna garanzia, nel caso di specie, emerge dagli atti di gara in ordine alla conservaz ione dei plichi durante tale lungo lasso di tempo tale da assicurarli da eventuali manomissioni, non essendovi traccia nel verbale della seduta del 13 maggio della chiusura adeguata dei plichi ovvero del loro affidamento ad un soggetto responsabile della loro custodia né in quello della seduta del 23 giugno della constatazione della loro integrità ( sentenza sez. V 23/11/2010 n. 8155; per una fattispecie analoga cfr. Cons. Stato, sez. V, 21.5.2010, n. 3203).


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Ambiente: approvato dal CDM il DLGS di recepimento della normativa comunitaria 2009/28/CE sull’uso delle rinnovabili


E’ stato approvata mercoledì 30 novembre in Consiglio dei Ministri la bozza di decreto legislativo per l’attuazione della Direttiva comunitaria 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili al 2020, che fissa i criteri generali per il miglioramento dell’efficienza energetica e la commercializzazione delle tecnologie decentrate sfruttando le risorse locali e abbattendo i costi di trasporto.
Un provvedimento normativo atteso, vista la scadenza naturale fissata al prossimo 5 dicembre, in sede comunitaria, per recepire la direttiva in forza della quale ogni stato membro deve adeguare la propria legislazione interna.
Il decreto ribadisce l’obiettivo del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo entro il 2020, specificando che sempre al 2020 “la quota di energia da fonti rinnovabili in tutte le forme di trasporto dovrà essere almeno pari al 10% del consumo finale di energia nel settore dei trasporti”.
Tra le novità contenute nella bozza dei 39 articoli e dei quattro allegati tecnici in cui si articola il decreto legislativo, anche la revisione del meccanismo degli incentivi, una maggiore semplificazione amministrativa e nuovi obblighi di efficienza energetica per gli edifici. Una prima modifica riguarda la denuncia di inizio attività di un impianto alimentato da fonti rinnovabili.
Secondo quanto disposto in bozza dall’articolo 6: “Per l’attività di costruzione ed esercizio degli impianti […] la denuncia di inizio attività è sostituita dalla denuncia di impianto alimentato da energia rinnovabili – DIRE”.
Una procedura che si applica agli impianti fino ad oggi assoggettati a DIA edilizia e a quelli fino ad 1 MW di potenza che le Regioni e le Province autonome individueranno nell’esercizio della loro potestà legislativa che prevede procedure più snelle per l’acquisizione dei pareri della stessa amministrazione comunale.
Anche per ciò che riguarda gli edifici di nuova costruzione il legislatore ha previsto l’obbligo “di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni rilevanti […] per la copertura dei consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento” la cui inosservanza comporta il diniego del rilascio del titolo edilizio.


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Lavoro: verifica della regolarità contributiva in caso di CIG respinta


L’INPS, nel Messaggio 29 novembre 2010, n. 29975, chiarisce che nei casi in cui la richiesta di cassa integrazione presentata da una impresa edile sia respinta, quest’ultima è tenuta a procedere al versamento della contribuzione commisurata alla intera retribuzione per i giorni e le ore di sospensione cui si riferisce la domanda. Infatti, ai sensi dell’art. 29 della Legge 8 agosto 1995, n. 341 vige l’obbligo di calcolare la contribuzione su di una retribuzione commisurata all’orario contrattuale (c.d. “contribuzione virtuale”).
L’Istituto annuncia l’avvio dei controlli su tutte le aziende che nell’ultimo quinquennio, a seguito della reiezione totale o parziale della concessione CIG, non abbiano provveduto alla regolarizzazione.


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Lavori Pubblici: la Corte dei Conti registra il regolamento attuativo al Codice


Mercoledì 29 novembre la Corte dei Conti ha registrato il Regolamento attuativo al Codice Appalti concludendo in tal modo il lungo iter iniziato 3 anni fa e bloccato proprio per i rilievi mossi al provvedimento dal supremo organo di controllo, che allo stato attuale debbono ritenersi superati. Tra qualche settimana è prevista la pubblicazione sulla GURI.
Le disposizioni regolamentari entreranno in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ad eccezione delle disposizioni relative alle sanzioni pecuniarie e interdittive nei confronti delle SOA e degli operatori economici per violazioni in materia di qualificazione, immediatamente operative.
Il regolamento racchiude in un unico testo le disposizioni regolamentari riguardanti i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e speciali, sia di importo inferiore che superiore alle soglie di rilevanza comunitaria.
Tra gli elementi caratterizzanti del regolamento, l’introduzione dei contenuti dello studio di fattibilità, l’individuazione dettagliata dei contenuti degli elaborati progettuali, la definizione di una rigorosa procedura di verifica dei progetti. E ciò anche per favorire la riduzione delle varianti in corso d’opera e del contenzioso relativo alla fase di esecuzione dell’opera.
Nell’ambito del sistema di qualificazione delle imprese sono previste disposizioni tese a perseguire una maggiore trasparenza del mercato ed a garantire la qualità degli operatori economici che eseguono lavori pubblici, anche attraverso l’introduzione di norme di carattere “moralizzatore” del mercato e di un più rigoroso sistema di controllo da parte dell’Autorità di vigilanza. Sono, inoltre, introdotte due categorie intermedie per incentivare le piccole e medie imprese in questo particolare periodo di crisi economica. Con il nuovo regolamento entreranno finalmente in vigore alcuni nuovi istituti: in particolare, il nuovo sistema di affidamento del dialogo competitivo che consentirà alle Amministrazioni, per gli appalti particolarmente complessi, di confrontarsi con gli operatori economici per individuare soluzioni in grado di soddisfare le esigenze della Pubblica Amministrazione; il sistema di garanzia globale di esecuzione, obbligatorio per le opere di maggior rilevanza.
E’ disciplinato, poi, il sistema dinamico di acquisizione e sono stabilite le condizioni e le modalità di svolgimento dell’asta elettronica. Infine, è introdotta per la prima volta la disciplina della finanza di progetto nel settore dei servizi.


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Lavori Pubblici: trasmissione obbligatoria telematica per le dichiarazioni di avvalimento


Con il Comunicato del 24 novembre l’Autorità di Vigilanza ha stabilito che tutte le dichiarazioni di avvalimento dei soggetti che concorrono alle gare pubbliche dovranno essere trasmesse, per ciascuna gara di lavori, servizi, forniture, dalle pubbliche amministrazioni esclusivamente attraverso il nuovo servizio informatico disponibile sul portale dell’Autorità.
Con la nuova procedura di invio dati dell’avvalimento – la possibilità per un concorrente di soddisfare la richiesta sul possesso dei requisiti o dell’attestazione della certificazione SOA avvalendosi di quelli di altro soggetto – le stazioni appaltanti sono tenute ad inviare anche le indicazioni dell’aggiudicatario, relative alle gare espletate dal 30 luglio 2010. Le nuove modalità di trasmissione entreranno in vigore dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del comunicato del Presidente. Il servizio è ad accesso riservato e necessita la registrazione all’anagrafe dell’Osservatorio.
Per soddisfare la necessità di attuare la pubblicità degli atti, è disponibile anche un servizio ad accesso libero, “Comunicazioni di avvalimento – Consultazione”. Per entrambe i servizi sono consultabili i manuali d’uso.
Si prevede inoltre uno spazio ad accesso libero in modo da garantire la pubblicità degli atti.
Ricordiamo che, oltre alle segnalazioni sulle procedure di avvalimento, tra i servizi ad accesso riservato l’Autorità di Vigilanza ha inserito anche le annotazioni riservate, grazie alle quali le Stazioni Appaltanti e le società organismo di attestazione Soa potranno verificare i requisiti di ordine generale degli operatori economici, il monitoraggio per l’affidamento degli appalti verdi, il rilascio dei certificati di esecuzione lavori, le comunicazioni di fatti specifici sugli eventi relativi a lavori aggiudicati entro il 30 aprile 2008.
Nell’area ad accesso libero ci sono invece il casellario delle imprese, che consente la libera consultazione degli elenchi delle Società organismo di attestazione (SOA) e delle imprese qualificate suddivise per regioni, categorie e classifica.


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Edilizia: all’esame del Senato il DDL sulla stabilità


Il 19 novembre 2010 è stato approvato dalla Camera dei Deputati il DDL di stabilità e di bilancio. Il provvedimento è ora all’esame del Senato.
Illustriamo di seguito le novità più rilevanti del provvedimento per il settore edile.


Fisco (articolo 1, commi 17-22). Aumentano le sanzioni, anche quelle dovute alle diverse ipotesi di ravvedimento operoso. Ampliati i poteri del Fisco in tema di accertamento parziale.
Detrazione 55%: Conferma fino al 31.12.2011 per la riqualificazione edifici (articolo 1, comma 47-bis), confermata per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2011 relative ad interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti la detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55% degli importi rimasti a carico del contribuente. Prevista la ripartizione in dieci quote annuali di pari importo.
Ricerca e sviluppo (articolo 1, comma 25). Previsto un credito d’imposta in favore di imprese che affidano attività di ricerca e sviluppo a università o enti pubblici di ricerca (nel limite di spesa di 100 milioni). Il credito spetta per investimenti realizzati dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011, in una misura percentuale che verrà successivamente stabilita con un apposito decreto interministeriale.
Detassazione premi di produttività (articolo 1, comma 47). Prorogato al 2011 il regime di detassazione dei contratti di produttività (articolo 5 del Dl 185/2008). Il lavoratore dipendente può optare per l’applicazione di un’imposta sostitutiva (10%) in luogo dell’Irpef e relative addizionali, sui redditi percepiti in relazione a incrementi di produttività e lavoro straordinario.
Fondo pagamenti dei comuni alle imprese (articolo 1, commi 58 e 59). Prevista l’istituzione di un Fondo per rendere più rapidi i pagamenti da parte delle amministrazioni comunali alle imprese fornitrici. Il fondo, dotato di 60 milioni di euro per il 2011, è finalizzato al pagamento degli interessi passivi maturati dai comuni per il ritardato pagamento dei fornitori.
Fondi Fas (articolo 1, comma 5). Viene rimodulata la quota di 1,5 miliardi per il 2012 delle risorse Fas (Fondo aree sottosviluppate) da destinare a interventi di edilizia sanitaria pubblica. Si specifica che l’85% di questi soldi dovranno essere dirottati al Sud e il restante 15% alle regioni del Centro Nord.
Leasing immobiliare (articolo 1, commi 15-16). Si interviene sul regime fiscale (imposte di registro, ipotecarie e catastali) dei contratti di locazione finanziaria di beni immobili. Intanto, si prevede che l’utilizzatore del bene (che cioè paga il canone alla società di leasing) sia responsabile in solido per il pagamento dell’imposta di registro e delle imposte ipotecarie e catastali dovute dal locatore (vale a dire la società di leasing). L’imposta di registro è dovuta solo in caso d’uso e in misura fissa. A partire dal 1° gennaio 2011 poi le imposte ipotecarie e catastali dovute sui contratti di leasing immobiliare sono sostituite da un’imposta unica sostitutiva, determinata dalla differenza tra imposta di registro applicata sui canoni di locazione e un ammontare forfettario corrispondente al 4% moltiplicato per gli anni di durata residua del contratto. Il termine per il versamento è fissato al 31 marzo 2011, con modalità decise dal Fisco entro il 15 gennaio 2011.
Regime Iva per le cessioni di immobili (articolo 1, comma 85). Si interviene sul regime Iva per le cessioni di fabbricati: viene disposta l’estensione dell’ambito di applicazione dell’imposta. In particolare viene stabilito che non sono esenti da Iva le cessioni di fabbricati effettuate dalle imprese costruttrici entro cinque anni (in luogo di quattro anni attualmente previsto) dal termine della costruzione.


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Federalismo Fiscale: approvato dal CDM in via definitiva il Decreto


Il decreto legislativo sui fabbisogni standard di province, comuni e città metropolitane è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 18 novembre scorso.
Spesa storica e fabbisogni standard, efficienza dei servizi e risparmi di spesa, è su questi parametri che nei prossimi anni si potrà valutare l’attuazione concreta del federalismo fiscale nei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche.
Il processo di determinazione dei fabbisogni standard punta a soddisfare le esigenze dei cittadini promuovendo un uso più efficiente delle risorse pubbliche. Per valutare l’efficienza, l’efficacia e l’adeguatezza dei servizi erogati al fine di migliorarli a vantaggio di cittadini ed imprese servono però indicatori significativi. Il procedimento di individuazione di questi indicatori è affidato alla Società per gli studi di settore-Sose, con la collaborazione di altri soggetti qualificati, come l’Ifel, l’Istat e la Ragioneria dello Stato.
La determinazione dei fabbisogni standard per regioni, province, comuni e città metropolitane rappresenta dunque un passaggio fondamentale nel percorso di attuazione del federalismo fiscale.
L’avvio della fase transitoria per il superamento della spesa storica è prevista a partire dal 2012 e terminerà nel 2017. Il passaggio sarà graduale per gruppi di funzioni, le quali vengono individuate in via provvisoria dal decreto sui fabbisogni standard in attesa del varo della Carta delle Autonomie.
Il fabbisogno standard sarà determinato con riferimento a ciascuna funzione fondamentale, ad un singolo servizio, o ad aggregati di servizi, in relazione alla natura delle singole funzioni fondamentali. La metodologia dovrà tener conto delle specificità legate ai recuperi di efficienza ottenuti attraverso le unioni di Comuni, o l’esercizio di funzioni in forma associata. In questo processo, particolare riguardo è posto nella individuazione degli obiettivi di servizio cui devono tendere le amministrazioni locali nell’esercizio delle funzioni riconducibili ai livelli essenziali delle prestazioni o alle funzioni fondamentali loro assegnate.
Per esplicito richiamo del decreto, fino a nuova determinazione, dovranno essere considerati livelli essenziali quelli già fissati in base alla legislazione statale vigente.
Inoltre, è nell’ambito del sistema delle decisioni di bilancio, delineato dalla legge di contabilità e finanza pubblica, che saranno definite le norme di coordinamento dinamico della finanza pubblica volte a realizzare l’obiettivo della convergenza dei costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo, nonché il percorso di convergenza degli obiettivi di servizio ai livelli essenziali delle prestazioni e alle predette funzioni fondamentali.
A regime, il compito di effettuare il monitoraggio degli obiettivi di servizio sarà affidato alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica.
Il provvedimento dispone che per l’individuazione dei fabbisogni standard si dovrà tener conto della spesa relativa a servizi esternalizzati o svolti in forma associata dagli enti, considerando la diversità della spesa in relazione ad ampiezza demografica e caratteristiche territoriali ed anche con particolare riferimento al livello di infrastrutturazione del territorio. Infine, nel decreto si precisa che eventuali economie, realizzate dall’ente locale tra la spesa effettiva ed il fabbisogno standard, siano acquisite al bilancio dell’ente.
Nel decreto è stata poi introdotta anche una clausola di non applicabilità agli enti locali appartenenti ai territori delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.
Il testo del provvedimento recepisce le osservazioni formulate dalle Commissioni parlamentari (Bilancio e Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale).
Sul testo del provvedimento è stata sancita una intesa in sede di Conferenza unificata in data 29 luglio 2010.


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Giurisprudenza del TAR: la regolarità contributiva è requisito indispensabile per la partecipazione e per la stipulazione del contratto ed è irrilevante adempimento tardivo


La regolarità contributiva delle imprese che partecipano a gare pubbliche è requisito indispensabile non solo per la partecipazione ma soprattutto per la stipulazione del contratto d’appalto, sicché l’impresa è tenuta ad essere in regola con gli obblighi contributivi dall’istanza di partecipazione alla gara e per tutto il periodo di esecuzione del contratto, essendo siffatta regolarità sicuro indice della correttezza dell’impresa nei rapporti con le maestranze ( Sentenza TAR Puglia Lecce sez. III 1/12/2010 n. 2768).
Ciò risulta conforme al consolidato principio secondo il quale l’impresa che si rende aggiudicataria di un appalto deve non solo essere in regola con gli obblighi previdenziali ed assistenziali sulla stessa gravanti fin dal momento della presentazione della domanda, ma deve conservare la correttezza contributiva per tutto lo svolgimento del rapporto contrattuale (cfr. sul punto, ex multis, Cons. Stato, Sez. IV, 30 gennaio 2006 n. 288), con l’ovvia conseguenza che l’eventuale accertamento di una pendenza di carattere previdenziale o assistenziale in capo all’impresa pur dichiarata aggiudicataria dell’appalto prodottasi anche in epoca successiva alla scadenza del termine per partecipare al procedimento di scelta del contraente implica, a seconda dei casi, l’impossibilità per l’amministrazione appaltante di stipulare il contratto con l’impresa medesima, ovvero la risoluzione dello stesso.
Inoltre, e sempre in forza di ciò, viene ragionevolmente a porsi come del tutto irrilevante un eventuale adempimento tardivo dell’obbligazione contributiva quand’anche ricondotto retroattivamente, quanto ad efficacia, al momento della scadenza del termine di pagamento, posto che ciò gioverebbe soltanto nell’ambito delle reciproche relazioni di credito e di debito tra i soggetti del rapporto obbligatorio e non già nei confronti dell’Amministrazione appaltante, nei confronti della quale rileva – per contro – soltanto l’esigenza di un puntuale rispetto degli obblighi incombenti sull’appaltatore per effetto di parametri normativi e/o contrattuali che si configurano quale espressione di affidabilità dell’impresa (cfr. Cons. Stato, Sez. VI, dec. 288 del 2006 cit.).


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Giurisprudenza del TAR: la Commissione di gara è un organo straordinario e temporaneo competente fino al momento formale della chiusura della gara d’appalto sulla regolarità della procedura. Procedura di auto tutela


La commissione di gara è organo straordinario temporaneo dell’Amministrazione giudicatrice, la cui attività acquista rilevanza esterna solo in quanto recepita dai competenti organi della stazione appaltante ed è competente fino al momento formale della chiusura della gara d’appalto su tutti gli adempimenti necessari per la regolare conclusione della procedura. In conseguenza, prima di tale momento — ed anche quando la stessa abbia proceduto all’aggiudicazione provvisoria — essa ben può, in via di autotutela ex art. 97 Cost. ed anche in deroga al principio di continuità della gara, riesaminare il procedimento di gara già espletato, riaprendolo per emendarlo da errori commessi e da illegittimità verificatesi, anche in relazione all’eventuale illegittima ammissione o esclusione dalla gara di un’impresa concorrente. Tale espressione costituisce infatti una manifestazione del generale potere di autotutela (Sentenza TAR Lazio Roma sez. II quater 22/11/2010 n. 33742; cfr. Consiglio Stato , sez. IV, 05 ottobre 2005, n. 5360; T.A.R. Sardegna Cagliari, sez. I, 29 maggio 2008, n. 1116; T.A.R. Veneto Venezia, sez. I, 16 settembre 2004, n. 3382; T.A.R. Campania Salerno, sez. I, 07 marzo 2008, n. 269).
La p.a., che si determini all’annullamento, in sede di autotutela, di una gara d’appalto, non è tenuta a darne previa comunicazione, ex art. 7, l. 7 agosto 1990 n. 241, all’aggiudicatario provvisorio atteso che l’aggiudicazione provvisoria ha natura di atto endoprocedimentale, inserendosi nell’ambito della procedura di scelta del contraente come momento necessario ma non decisivo, posto che la definitiva individuazione del concorrente, cui affidare l’appalto, risulta cristallizzata soltanto con l’aggiudicazione definitiva. Pertanto, versandosi ancora nell’unico procedimento iniziato con l’istanza di partecipazione alla gara, e vantando in tal caso l’aggiudicatario provvisorio solo una mera aspettativa alla conclusione del procedimento, non si impone la comunicazione di avvio del procedimento di annullamento in autotutela (cfr. Consiglio Stato , sez. V, 23 giugno 2010, n. 3966).




27 dicembre 2010


Massimo Pipino

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