Prestazioni di servizi senza corrispettivo


Tra i principali interventi normativi conseguenti all’approvazione della legge comunitaria (L. 7.7.2009, n. 88), meritano attenzione, in particolare, quelli afferenti la disciplina dell’iva.


La legge infatti, in vigore già dal 29 luglio scorso,  interviene in alcuni aspetti assai interessanti, quale quello delle prestazioni a cui si applica la disciplina del valore normale, su cui ci soffermeremo in questo intervento.


L’articolo 13 del D.P.R. n. 633/1972 stabilisce come determinare la base imponibile delle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi.


Tale norma è oggi oggetto di modifiche, la principale della quali concerne senz’altro l’individuazione della base imponibile nel caso di operazioni prive di corrispettivo. Per quelle che infatti prevedono un corrispettivo, non bisogna dimenticare che costituisce un caposaldo del principio di tassazione iva quello per il quale è il corrispettivo l’unica ed incontrovertibile base imponibile, sia per le cessioni di beni, sia per le prestazioni di servizi.


Nell’ambito dunque delle cessioni senza corrispettivo, e limitando l’analisi alle fattispecie che possono interessare agenti e rappresentanti, la nuova norma prevede che il criterio di individuazione della base imponibile cambi per: 1) le cessioni gratuite di beni, ad esclusione di quelli che non costituiscono l’oggetto dell’attività propria dell’impresa se di costo unitario non superiore a 25,82 euro, e di quelli per i quali non sia stata operata, all’atto dell’acquisto o dell’importazione, la detrazione dell’imposta a norma dell’articolo 19, anche se per effetto dell’opzione di cui all’art. 36 bis; 2) la destinazione di beni all’uso o al consumo personale o familiare dell’imprenditore o ad altre finalità estranee all’impresa, anche se determinata da cessazione dell’attività, con esclusione di quei beni per i quali non è stata operata, all’atto dell’acquisto, la detrazione dell’imposta di cui all’articolo 19. Per tali operazioni, per le quali la norma precedente faceva riferimento al valore normale, la base imponibile è adesso costituita dal prezzo di acquisto, o, in mancanza, dal costo dei beni o di beni simili, determinati nel momento in cui si effettuano tali operazioni.


          Per quanto concerne le prestazioni di servizi che avvengono senza corrispettivo, varia il criterio di individuazione della base imponibile di quelle, di valore superiore a euro 25,82, che siano effettuate per l’uso personale o familiare dell’imprenditore, ovvero a titolo gratuito per altre finalità estranee all’esercizio dell’impresa (con delle eccezioni che qui non interessano): per tutte esse, per le quali, in precedenza, si faceva riferimento al valore normale, la base imponibile deve essere determinata con riferimento alle spese sostenute dal soggetto passivo per l’esecuzione dei servizi medesimi.


In buona sostanza, la legge prevede che il valore normale non possa mai essere inferiore al costo, di modo che mediante la sua adozione, con riferimento a una certa operazione, sia sempre possibile per l’erario recuperare almeno l’Iva detratta a monte.


La legge comunitaria riformula altresì l’articolo 14 del D.P.R. n. 633/1972, in precedenza intitolato alla determinazione della base imponibile ed ora alla determinazione del valore normale, prevedendo dei criteri di determinazione non troppo differenti dai precedenti.


L’utilizzo del valore normale presuppone, inoltre, che loperazione avvenga tra soggetti con un diritto alla detrazione limitato. Le ipotesi, alternative, sono le seguenti: a) il cessionario non ha diritto alla detrazione totale dell’IVA a causa di un pro-rata di detrazione inferiore a 100; b) il cedente non ha diritto alla detrazione totale dell’IVA a causa di un pro-rata di detrazione inferiore a 100 e l’operazione sia esente da Iva; c) il cedente non abbia diritto alla detrazione totale dell’IVA a causa di un pro-rata di detrazione inferiore a 100.


Nel ricorso di una di queste condizioni, occorre poi che il corrispettivo sia inferiore (nei casi di cui alle lettere a) e b) ) o superiore (nel caso di cui alla lettera c) ) al valore normale.


 


Danilo Sciuto


dottore commercialista in Catania


 


dicembre 2010


(ndr: articolo pubblicato su “Italia Oggi”)


Partecipa alla discussione sul forum.