Opzione per il regime di trasparenza fiscale in scadenza













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Società di capitali: Opzione per il regime di trasparenza fiscale in scadenza (entro fine 2010)


 


Premessa


E’ in scadenza anche l’opzione per il cd. regime di trasparenza fiscale.


Infatti, entro il 31/12/2010 le società di capitali devono decidere se aderire o meno a tale regime per il periodo 2010-2012 (triennio).


Si tratta di una scelta da valutare attentamente e poi da esercitare rispettando tutte le formalità previste, poiché, per tali finalità, non sono previsti comportamenti concludenti (Agenzia delle Entrate, circolare n. 47/E del 2008).


Qui,di, l’opzione per il regime di trasparenza fiscale deve essere esercitata in maniera espressa:


– Sia dalla società partecipata (sulla quale gravano gli obblighi di comunicazione all’Agenzia delle Entrate);


– sia da ciascuno dei soci (tenuti a inviare lettera raccomandata, con ricevuta di ritorno, alla società partecipata contenente l’intenzione di avvalersi del citato regime).


Unica eccezione è data per le società unipersonali (Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 361/E del 2009), cioè per le società con un solo socio. Infatti, soltanto in tale fattispecie, il mancato invio della raccomandata, da parte del socio alla società partecipata contenente la manifestazione della volontà di aderire al regime della trasparenza, non costituisce causa di inefficacia dell’opzione.


Ciò poiché nelle S.r.l. a socio unico, la volontà della società partecipata (espressa attraverso il successivo invio telematico del modello per l’esercizio dell’opzione) coincide con quella del socio, che ne detiene il 100% del capitale.


Entro lo stesso termine è possibile procedere anche al rinnovo dell’opzione mediante presentazione, a cura della società partecipata anche per conto dei propri soci, del modello di comunicazione già utilizzato per il primo esercizio dell’opzione entro il termine del primo periodo di imposta successivo al triennio di precedente operatività dell’opzione.


Occorre, infine, tenere presente che una volta esercitata, l’opzione per la trasparenza fiscale è poi irrevocabile per tre periodi di imposta della società trasparente.


Ambito di applicazione


L’art. 115, comma 1, del D.P.R. 917/1986 (Tuir) disciplina l’opzione per la trasparenza fiscale, che consente alle società di capitali, i cui soci siano a loro volta società di capitali residenti, ciascuna con una percentuale di partecipazione non inferiore al 10%, la possibilità di optare per il regime di trasparenza fiscale delle società di persone.


La medesima opzione è consentita per i soci non residenti qualora nei loro confronti non si applichi alcun prelievo sugli utili distribuiti.


Inoltre è prevista un’analoga opzione per le società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria esclusivamente composta da persone fisiche e rientranti nell’ambito di applicazione degli studi di settore.


Difatti la medesima opzione può essere esercitata anche ai sensi dell’art. 116, D.P.R. 917/1986, dalle società a responsabilità limitata, a condizione che:


– il volume dei ricavi della società partecipata indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo precedente a quello di opzione non superi le soglie previste per l’applicazione degli studi di settore;


– la compagine sociale sia composta esclusivamente da persone fisiche residenti, anche se esercenti attività di impresa, o non residenti purché la partecipazione sia riferibile ad una stabile organizzazione nel territorio dello Stato, in numero non superiore a 10 oppure, nel caso di società cooperative, a 20.


Inoltre, il D.M. 23.4.2004 ha adottato le disposizioni applicative del regime di tassazione per trasparenza nell’ambito delle società di capitali.


Pertanto, possono accedere al regime di tassazione per trasparenza:


– le società di capitali residenti;


– le società di capitali interamente partecipate da altre società di capitali anch’esse residenti, ciascuna con una percentuale di partecipazione agli utili e di diritti di voto esercitabili nell’Assemblea generale non inferiore al 10% e non superiore al 50%.


Tali requisiti devono sussistere in capo a tutti i soci e permanere ininterrottamente per l’intero periodo di validità dell’opzione, pena la fuoriuscita dal regime.


Modalità di esercizio dell’opzione


Ai fini dell’opzione per il regime della trasparenza, è stato istituito un apposito modello di comunicazione, il quale può essere utilizzato dai soggetti che, ai sensi degli artt. 115 e 116, D.P.R. 917/1986, esercitano tale opzione.


In particolare, l’art. 115 dispone che la comunicazione possa essere presentata dai soggetti di cui all’art. 73, co. 1, lett. a), D.P.R. 917/1986, vale a dire:


– società per azioni;


– società in accomandita per azioni;


– società a responsabilità limitata;


– società cooperative e società di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato.


Altresì, le società a responsabilità limitata possono utilizzare il suddetto modello di comunicazione per esercitare l’opzione per la trasparenza fiscale delle società a ristretta base proprietaria, in virtù del citato art. 116.


L’opzione, che è vincolante per tre periodi d’imposta della società partecipata, deve essere esercitata congiuntamente dalla stessa società e da tutti i suoi soci, e va comunicata all’Amministrazione finanziaria entro il primo dei tre periodi d’imposta della partecipata.


La comunicazione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica.


L’esercizio dell’opzione va effettuato, oltre che dalla partecipata, anche dai soci, mediante l’invio alla società partecipata di una raccomandata con ricevuta di ritorno contenente la volontà di optare per il regime della trasparenza.


Come premesso, l’invio della comunicazione costituisce la condizione essenziale per l’ammissione al regime di trasparenza, poiché, in tale evenienza, non influiscono eventuali comportamenti concludenti tenuti dalle società.


L’obbligo di informativa all’Agenzia dell’Entrate ricade sulla società partecipata nelle ipotesi in cui vi sia una modificazione della compagine sociale – ad esempio mediante ingresso di nuovi soci – e/o una modificazione delle percentuali di partecipazione nell’ambito della compagine sociale esistente che comportino la perdita di efficacia dell’opzione.


Tale obbligo va assolto entro i 30 giorni successivi al verificarsi del mutamento.


Inoltre, non è valido il rinnovo tacito della scelta esercitata.


Infatti, le modalità mediante le quali è possibile rinnovare l’opzione alla scadenza naturale del triennio sono le medesime previste per la prima opzione.



Vincenzo D’Andò


 


 


 


10 dicembre 2010













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