Novità fiscali del 6 dicembre 2010: controversie civili: conciliazione obbligatoria dal 2011; on line le bozze dei modelli IVA per il 2011; consolidato nazionale e mondiale: in rete la bozza del modello per il 2011; Unico società di persone ed enti non commerciali: online le bozze dei modelli per il 2011; limiti di rivalsa e detrazione della maggiore IVA accertata sulle operazioni attive; anticipazioni dal fondo pensione per acquisiti e donazioni della prima casa

 







 


Indice:


 


1) Controversie Civili: Conciliazione obbligatoria dal 2011


 


2) Sul web le bozze dei modelli Iva per il 2011


 


3) Consolidato nazionale e mondiale: In rete la bozza del modello per il 2011


 


4) Unico società di persone ed enti non commerciali: Online le bozze dei modelli per il 2011


 


5) Limiti di rivalsa e detrazione della maggiore IVA accertata sulle operazioni attive


 


6) Anticipazioni dal fondo pensione per acquisiti e donazioni della prima casa


 


7) Prassi dell’Inps del 3 dicembre


 


8) Altre di fisco


 


 


1) Controversie Civili: Conciliazione obbligatoria dal 2011


Con la pubblicazione del D.M. n. 180 del 18/10/2010 si sono delineati i criteri e le modalità operative della nuova conciliazione obbligatoria.


Sono circa 600mila le cause civili che dal prossimo Marzo 2011 potranno essere risolte con una stretta di mano, grazie all’intervento della mediazione.


Le controversie per le quali diventa obbligatoria la conciliazione sono quelle civili relative alle seguenti materie:


Condominio, diritti reali quindi, proprietà, usufrutto e ipoteca, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione a mezzo stampa ed infine contratti assicurativi, bancari e finanziari.


Il tentativo di conciliazione introdotto dal Dl n. 28/2010 costituirà presupposto di procedibilità per la fattispecie di contenzioso interessata.


In sostanza prima si tenta la conciliazione davanti ad un mediatore professionista, e solo dopo, se l’esito della mediazione è negativo, si può percorrere la via giudiziale.


Il professionista avrà un tempo massimo di 120 giorni per gestire la controversia e favorire l’accordo tra le parti.


Inoltre lo stesso mediatore può avanzare una proposta di conciliazione, che in caso di esito negativo della mediazione, se la stessa viene fatta propria dal giudice durante la fase successiva presso il tribunale, la parte che l’aveva precedentemente rifiutata viene obbligata alle spese processuali e legali anche della controparte.


Se invece la conciliazione ha successo le spese verranno ripartite ugualmente tra le parti in lite.


Per incentivare l’uso di questo strumento per la risoluzione delle controversie civili, il governo ha previsto anche alcune agevolazione fiscali come l’esenzione del verbale di conciliazione dall’imposta di registro sino all’importo di 50.000 euro, e il diritto per le parti, ad un credito d’imposta fino a un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all’organismo di mediazione.


(Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, nota del 03/12/2010)


 


 


2) Sul web le bozze dei modelli Iva per il 2011


Modelli Iva: Dal 02/12/2010 sono disponibili sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, le bozze delle dichiarazioni Iva da utilizzare il prossimo anno.


Il pacchetto appena sbarcato sul web contiene, in versione provvisoria, i modelli Iva 2011 e quello base, il 74-bis e quello con il prospetto delle liquidazioni periodiche, riservato all’ente o società controllante del gruppo Iva.


Scompare il Modello VR


Il modello VR, utilizzato fino all’anno scorso per chiedere il rimborso del credito Iva annuale che emergeva in dichiarazione, è stato soppresso.


Dal 1° febbraio 2011, infatti, i contribuenti Iva potranno chiedere il rimborso direttamente quando compilano la dichiarazione annuale, che contiene il nuovo quadro VR, senza dover presentare alcun modello cartaceo all’agente della riscossione.


Stesso discorso vale anche per gli enti o società controllanti di un gruppo Iva, che richiederanno il rimborso del credito di gruppo sempre tramite la dichiarazione annuale.


I modelli si adeguano così alle nuove regole sulla tassazione delle prestazioni di servizi introdotte dalle ultime norme (D.Lgs. n. 18/2010).


Più quadri per l’Iva base, con il VR semplificato


All’interno del modello Iva base, che fatto la “new entry” già l’anno scorso, compaiono nuovi quadri, per renderlo utilizzabile anche fuori dalla dichiarazione unificata.


La nuova versione del modello si compone di un suo frontespizio, del quadro VX riepilogativo del conguaglio annuale e del nuovo quadro VR, proposto in veste semplificata.


Ciò al fine di tenere conto delle caratteristiche del contribuente Iva base cui è dedicato il modello.


Le bozze dei modelli sono consultabili sul sito www.agenziaentrate.gov.it.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 2 dicembre 2010)


 


 


3) Consolidato nazionale e mondiale: In rete la bozza del modello per il 2011


Pubblicata sul web la bozza del modello per il consolidato nazionale e mondiale 2011.


È, infatti, disponibile dal 02/12/2010 sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate – www.agenziaentrate.gov.it – la versione provvisoria del modello di dichiarazione, completo di istruzioni, che sarà utilizzato nei prossimi mesi dalle società e dagli enti ammessi alla tassazione di gruppo di imprese controllate residenti e da quelli ammessi alla determinazione dell’unica base imponibile per il gruppo di imprese non residenti.


Tra le novità del modello CNM 2011, spicca, in prima battuta, l’eliminazione dal


frontespizio della sezione dedicata alla scelta del domicilio per la notifica degli atti.


Questa, infatti, in base alle modifiche introdotte dalla manovra economica (art. 38, c. 4. D.L. n. 78/2010), va fatta dal contribuente inviando una comunicazione ad hoc all’ufficio competente.


Nel quadro CS trova spazio una nuova sezione da compilare se è stato richiesto il computo in diminuzione delle perdite dai maggiori imponibili generati dall’attività di accertamento nei confronti dei soggetti che aderiscono al consolidato nazionale.


Inoltre, sempre nel quadro CS è stata aggiornata la sezione delle perdite derivanti dalla domanda di rimborso dell’Irap, cancellando l’anno d’imposta 2004.


Le perdite relative a quel periodo, infatti, non sono più utilizzabili.


La bozza del modello CNM 2011, con le relative istruzioni, è disponibile sul sito


Internet dell’Agenzia, www.agenziaentrate.gov.it.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 2 dicembre 2010)


 


 


4) Unico società di persone ed enti non commerciali: Online le bozze dei modelli per il 2011


Dal 03/12/2010 sono in rete sul sito Internet dell’Agenzia le bozze aggiornate di Unico società di persone ed enti non commerciali.


Sono tre le principali novità contenute nelle ultime versioni dei modelli, in linea con le recenti modifiche normative: dal bonus campionari, dedicato alle imprese del settore tessile per gli investimenti in ricerca e sviluppo, al nuovo prospetto dedicato al transfer pricing e, infine, alla sospensione d’imposta sugli


utili reinvestiti da parte delle imprese aderenti ai contratti di rete.


Quest’ultima misura è sottoposta all’autorizzazione della Commissione Europea.


Semplificazione (immediatezza e razionalizzazione)


La fase d’aggiornamento dei modelli di dichiarazione ha riservato, anche quest’anno, un’attenzione particolare alla semplificazione.


Nel dettaglio, il quadro RQ, per il calcolo delle imposte sostitutive, è stato reso omogeneo all’interno di entrambi i modelli Unico per consentirne una compilazione più immediata rispetto al passato.


I modelli aprono alle agevolazioni della Tremonti tessile (D.L. n. 40/2010)


Nei modelli relativi alle società di persone ed enti non commerciali debutta il bonus campionari, ovvero l’incentivo fiscale previsto dal D.L. n. 40/2010, cosiddetta Tremonti tessile.


L’agevolazione è diretta a incentivare gli investimenti in attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo, cioè finalizzati alla realizzazione di campionari, collezioni e prototipi, fatti dalle aziende che operano nel settore tessile.


Come funziona il bonus-campionari


L’agevolazione consiste in una deduzione dal reddito d’impresa nel periodo d’imposta in cui si effettua l’investimento agevolabile.


Il passo successivo, per usufruire dell’incentivo, prevede l’invio di una comunicazione – mod. CRT – con i dati degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuati e il relativo risparmio d’imposta prenotato.


Al riguardo, nel quadro RS è stata predisposta un’apposita sezione per indicare l’incentivo spettante.


Comunque, la deduzione deve essere riportata nei quadri di determinazione del reddito – RF, RG, RD e RC – nei quali è stata inserita una nuova colonna, nel rigo dedicato all’indicazione del reddito detassato, in cui va indicato l’ammontare dell’agevolazione spettante.


Al debutto il transfer pricing modello Ue


Il fisco premia chi documenta il transfer pricing.


Pronto, infatti, il nuovo prospetto del quadro RS dove si dovrà indicare, in materia di documentazione dei prezzi di trasferimento, l’ammontare dei componenti negativi e/o positivi delle transazioni, in linea quindi con quanto introdotto di recente dalla normativa (D.L. n. 78/2010).


In particolare, le nuove disposizioni prevedono l’esonero dalla sanzione qualora, nel corso dell’acceso, ispezione o verifica, o di altra attività istruttoria, il contribuente consegni all’Amministrazione finanziaria la documentazione, indicata nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 29 settembre 2010, idonea a consentire il riscontro della conformità al valore normale dei prezzi di trasferimento praticati.


Le bozze dei modelli sono disponibili sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate,


www.agenziaentrate.gov.it, all’interno della sezione “Modelli”.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 3 dicembre 2010)


 


 


5) Limiti di rivalsa e detrazione della maggiore IVA accertata sulle operazioni attive


L’Iva dovuta sulle operazioni imponibili, oggetto di rettifica in aumento da parte dell’Amministrazione finanziaria, può essere addebitata in via di rivalsa nei confronti del destinatario dell’operazione sotto la condizione che l’operazione sia stata oggetto di rilevazione contabile nel momento della sua effettuazione e sempre che l’Iva non sia stata già corrisposta direttamente all’Erario, in dipendenza degli atti impositivi derivanti da accertamento o rettifica.


Il cessionario/committente ha diritto di esercitare la detrazione della maggiore imposta dovuta e addebitata nei limiti del periodo decadenziale prescritto dall’art. 19, 1° comma, secondo periodo, del D.P.R. 633/1972, sempre che non abbia preventivamente regolarizzato l’operazione ai sensi dell’art. 6, 8° comma, del D.Lgs. 471/1997 versando direttamente all’Erario la maggiore imposta dovuta.


Operazione non soggetta ad IVA


Si ponga il caso di un’operazione ritenuta originariamente non soggetta ad IVA giacché non imponibile o esente, situazione poi contestata in sede di verifica.


Considerando che la condizione di partenza (cioè l’emissione della fattura, ancorché errata, al momento dell’effettuazione dell’operazione) è rispettata, il fornitore ha l’obbligo di emettere la “nota di variazione” prescritta dall’art. 26, 1° comma, del decreto IVA, anche in presenza ed a seguito dell’atto impositivo emesso dall’Amministrazione finanziaria, e fino al momento in cui l’imposta non venga corrisposta direttamente all’Erario.


L’emissione della “nota di variazione”, che assume la veste di fattura “integrativa” di quella originariamente emessa, consente al destinatario dell’operazione di esercitare il diritto di detrazione.


Tuttavia, considerando che il momento impositivo della maggiore imposta reclamata retroagisce ex tunc alla data di effettuazione dell’operazione, il diritto di detrazione deve essere posto in collegamento temporale alla genesi del diritto-dovere di rivalsa.


Consegue, dunque, che esso potrà essere esercitato al più tardi con la dichiarazione del secondo anno successivo.


Volendo esemplificare, se la fattura con l’applicazione (erronea) del regime di non imponibilità o di esenzione è stata emessa nell’anno 1, il cliente ha diritto di detrazione entro la dichiarazione dell’anno 3, presentata nell’anno 4.


Se la rettifica dell’operazione da parte dell’Amministrazione finanziaria interviene successivamente (ad esempio, nell’anno 5 o 6, cioè, entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa all’anno 1), il cliente perde il diritto di detrazione.


Operazione soggetta ad aliquota più elevata


Medesime considerazioni possono essere svolte per il caso di una fattura, originariamente emessa con aliquota inferiore a quella dovuta.


In tal caso la fattura integrativa emessa dal cedente/prestatore, prima del pagamento diretto dell’imposta all’Erario, sulla base dell’atto di accertamento o rettifica, determina il superamento del divieto di cui all’art. 60, 7° comma, D.P.R. 633/1972 e la conseguente facoltà di esercitare il diritto di rivalsa in capo al cessionario/committente.


Quest’ultimo, nei limiti temporali sopra evidenziati, ha diritto di detrazione della maggiore imposta addebitata, sempre che tale diritto sia riconoscibile, secondo i principi di inerenza dell’art. 19, 1° e 2° comma, D.P.R. 633/1972.


(Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, norma di comportamento n. 179 del 2010)


 


 


6) Anticipazioni dal fondo pensione per acquisiti e donazioni della prima casa


Dalla Covip le risposte ai quesiti più frequenti: Solo un acquisto a titolo oneroso di una quota immobiliare, intestata all’iscritto o ai figli, potrà essere presa in considerazione quale valida causale ai fini della corresponsione dell’anticipazione, fermo restando che l’anticipazione dovrà essere erogata avendo a riferimento il valore della quota pagata dall’iscritto, risultante dal contratto di compravendita, e non quello dell’intero immobile.


È dunque da ritenersi escluso che possa conseguirsi un’anticipazione per acquisti della proprietà che non comportano oneri a carico dell’iscritto, come nel caso della donazione. Né può assumere rilievo la circostanza che l’iscritto dichiari di aver provveduto, al momento dell’originario acquisto dell’immobile da parte della convivente, al pagamento del prezzo di compravendita.


Si tratta di una precisazioni della Covip in risposta ad alcuni quesiti posti da un fondo pensione in tema di anticipazioni per acquisti della prima casa di abitazione.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 03/12/2010)


 


 


7) Prassi dell’Inps pubblicata il 03 dicembre 2010:


 


a) Legge n. 183 del 4 novembre 2010, art. 24. Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità.


(Inps, Circolare n. 155 del 03/12/2010)


 


 


b) Eventi alluvionali che hanno colpito i territori della Regione Veneto nei giorni dal 31 ottobre al 2 novembre 2010. Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri n. 3906 del 13 novembre 2010 e decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 1° dicembre: sospensione del versamento dei contributi e modalità di recupero.


(Inps, Circolare n. 154 del 03/12/2010)


 


 


c) Eventi alluvionali del 4 ottobre 2010 in provincia di Genova e Savona. Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri n. 3903 del 22 ottobre 2010: sospensione del versamento dei contributi e modalità di recupero. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti.


(Inps, Circolare n. 153 del 03/12/2010)


 


 


8) Altre di fisco:


 


– Il patteggiamento penale incide sul fisco


Il patteggiamento sull’evasione fiscale legittima l’accertamento induttivo.


Ha ragione l’Amministrazione finanziaria. Contribuente “sottomesso”.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 24587 del 03/12/2010)


 


 


– Nel fallimento il credito Irap ha natura privilegiata


Fallimento: Il credito Irap ha natura privilegiata. Accolto il ricorso di Equitalia. Infatti, ha natura di credito privilegiato (periodo anteriore all’entrata in vigore della Legge n. 222/2007).


(Corte di Cassazione, sentenza n. 24608 del 03/12/2010)


 


 


– Niente equa riparazione per i processi tributari troppo lunghi


Quando il procedimento verte sulla legittimità dell’accertamento.


Anche nell’ipotesi di irragionevole durata del processo tributario contro l’irrogazione di sanzioni, non è possibile  per il contribuente l’indennizzo.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 24614 del 03/12/2010)


 


– La firma del contribuente nel verbale del fisco non rileva


Pretese del fisco: Occorre adeguata motivazione da parte dell’Amministrazione finanziaria e non tanto il richiamo al processo verbale.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 24585 del 03/12/2010)


 


 


Fisco: onere della prova


In presenza di contabilità sociale apparentemente corretta è onere dell’Amministrazione finanziaria dovere provare i dati fittizi.


Unica eccezione a ciò è la scoperta di almeno un dato falso.


In questo caso si ha l’inversione dell’onere della prova. E’ il contribuente che deve dimostrare in contrario.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 24587 del 03/12/2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 

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