Novità fiscali del 22 dicembre 2010: detrazione del 55% prorogata a tutto il 2011: per interventi “a cavallo d’anno” comunicazione da inviare entro marzo; ampliato l’accertamento parziale, bastano gli inviti a comparire; agevolazione Tremonti-ter : dichiarazione integrativa; grandi contribuenti in “formato” ridotto dal 2011; riversamento dell’acconto IVA di dicembre 2010; interessi sui crediti da lavoro: sono da tassare solo al momento della percezione; ravvedimento operoso con nuovi interessi legali; valido il pvc firmato solo dal fallito

 






 


Indice:


 


1) Fisco: Ampliato l’accertamento parziale, bastano gli inviti a comparire


 


2) Agevolazione Tremonti-ter : dichiarazione integrativa


 


3) Grandi contribuenti in “formato” ridotto dal 2011


 


4) Riversamento dell’acconto Iva di dicembre 2010


 


5) Assicurazione obbligatoria contro infortuni per gli sportivi dilettanti: Decreto pubblicato in G.U.


 


6) Interessi sui crediti da lavoro: Sono da tassare solo al momento della percezione


 


7) Detrazione del 55% prorogata a tutto il 2011: Per interventi “a cavallo d’anno” comunicazione da inviare entro marzo


 


8) Ravvedimento operoso con nuovi interessi legali


 


9) Valido il Pvc firmato solo dal fallito


 


 


1) Fisco: Ampliato l’accertamento parziale, bastano gli inviti a comparire


Il comma 17 dell’art. 1 della Legge di stabilità per il 2011 ha ampliato i casi che, sia ai fini delle imposte sui redditi sia ai fini l’Iva, permettono di ricorrere all’accertamento parziale oltre che su segnalazioni, accessi, ispezioni e verifiche anche su inviti sia a comparire che hanno riguardato le indagini finanziarie sia a produrre atti e documenti.


Con tale disposizione si consente agli uffici dell’Amministrazione finanziaria di procedere ad accertamento parziale sulla base di un complesso di attività istruttorie svolte dagli uffici essere basato sia sulle segnalazioni, sia su accessi, ispezioni e verifiche sia sulle seguenti attività:


– inviti a comparire rivolti ai contribuenti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento nei loro confronti;


– inviti ad esibire o trasmettere atti e documenti rilevanti ai fini dell’accertamento nei loro confronti ovvero, per i soggetti obbligati, i bilanci o i rendiconti e i libri o i registri previsti dalle disposizioni tributarie;


– questionari inviati ai contribuenti e relativi a dati e notizie di carattere specifico rilevanti ai fini dell’accertamento nei loro confronti, nonché nei confronti di altri contribuenti con i quali abbiano intrattenuto rapporti, con invito a restituirli compilati e firmati.


Analogamente l’accertamento parziale dell’IVA potrà basarsi, oltre che su segnalazioni, accessi, ispezioni e verifiche sia sulle risultanze di inviti a comparire, di questionari, nonché di inviti all’esibizione ed alla trasmissione di documenti e fatture.


Aderire alle pretese del fisco


Nel contempo l’accertamento con adesione costerà di più ai contribuenti. Ciò per effetto dell’art. 1 della citata Legge di stabilità finanziaria per il 2011.


Infatti, a decorrere dal 1° febbraio 2011, saranno elevate da 1/4 ad 1/3 del minimo previsto dalla legge l’ammontare delle sanzioni amministrative applicabili nel caso di accertamento con adesione riferito alle imposte sui redditi, all’Iva, e alle altre imposte indirette.


Analogamente, in caso di rinuncia ad impugnare l’avviso di accertamento o liquidazione e a formulare istanza di accertamento con adesione, in luogo della riduzione delle sanzioni applicabili ad 1/4 del dovuto, per effetto delle modifiche introdotte la riduzione sarà limitata ad 1/3 delle stesse somme.


In tema di conciliazione giudiziaria di una controversia tributaria le sanzioni passeranno da 1/3 al 40% delle somme irrogabili in rapporto dell’ammontare del tributo conciliato.


L’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria


L’attività di controllo del corretto adempimento degli obblighi fiscali dei contribuenti affidata all’Agenzia delle Entrate tende sia a contrastare i fenomeni evasivi ed elusivi sia a favorire l’adempimento spontaneo del contribuente(cd. tax compliance).


Da un lato, quindi, l’Agenzia ha il compito di contrastare i comportamenti fiscalmente non corretti e, dall’altro, di provocare un effetto dissuasivo che stimoli al massimo l’adesione spontanea.


Per verificare il regolare adempimento degli obblighi tributari, l’Agenzia delle Entrate adotta diversi strumenti di controllo:


– I controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni fiscali, gli inviti al contraddittorio e i questionari, le attività istruttorie esterne (per esempio, controlli mirati e verifiche fiscali), le indagini finanziarie, l’attività di tutoraggio nei confronti delle imprese di più rilevante dimensione, e cosi via.


L’attività di accertamento può, quindi, derivare dall’acquisizione di elementi presso il contribuente (verifiche, ispezioni, accessi, richieste di documenti, questionari, ecc.) oppure dagli elementi in possesso dell’Agenzia delle Entrate (dichiarazioni, atti registrati, comunicazioni varie).


Le conclusioni di queste attività istruttorie vengono sempre portate a conoscenza del contribuente attraverso degli atti in cui vengono rese note le modalità per sanare le anomalie riscontrate e per chiedere, eventualmente, l’annullamento dell’atto in autotutela, nonché le modalità ed i tempi per difendersi davanti al giudice tributario. (V. D’Andò)


 


 


2) Agevolazione Tremonti-ter: Dichiarazione integrativa se è possibile cumulare


Via libera alla presentazione della dichiarazione integrativa “a favore” per quelle imprese che non si sono avvalse degli sconti fiscali previsti dalla Tremonti-ter, in attesa che gli organi competenti si pronunciassero positivamente sulla cumulabilità con altre agevolazioni.


Questa è l’interpretazione contenuta nella risoluzione n. 132/E, pubblicata il 20/12/2010 (si veda l’articolo sulle novità fiscali di ieri), che riserva lo stesso trattamento alle imprese che hanno invece deciso di usufruire dello sconto ma che non hanno ricevuto l’ok sulla cumulabilità.


In questo caso sarà necessario presentare la dichiarazione integrativa “a sfavore”, con possibilità di ravvedimento operoso.


Gli investimenti agevolati


L’art. 5 del D.L. n. 78/2009 prevede, per le imprese che effettuano investimenti in nuovi macchinari, la possibilità di detassare dal reddito d’impresa un importo pari al 50% del valore degli investimenti effettuati.


Lo stesso articolo non prescrive comunque un divieto di cumulo del beneficio con altre misure di favore, a meno che le norme relative non dispongano diversamente.


Con la risoluzione n. 132/E del 2010, l’Agenzia ha fornito istruzioni in merito alla possibilità di avvalersi delle dichiarazioni integrative per modificare, a seguito dei pareri sulla cumulabilità, il comportamento fiscale adottato dalle imprese.


L’integrativa “a favore”


Una volta definita positivamente dalle altre Amministrazioni competenti la questione della cumulabilità con altre misure di favore, il contribuente, che non si è avvalso dell’agevolazione, può presentare la dichiarazione integrativa entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi successiva a quella in cui avrebbe dovuto richiedere lo sconto.


Qualora il termine per la presentazione della dichiarazione integrativa sia scaduto, è possibile richiedere il rimborso e, in caso di silenzio rifiuto, procedere con il ricorso.


L’integrativa “a sfavore”


Se il contribuente ha deciso, invece, di usufruire comunque dell’agevolazione, ma l’esito sulla cumulabilità è risultato negativo, la dichiarazione integrativa potrà essere presentata entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione originaria.


Tuttavia, è possibile avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso nel caso in cui la dichiarazione integrativa venga presentata prima dell’avvio dei controlli, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 20 dicembre 2010)


 


 


3) Grandi contribuenti in “formato” ridotto dal 2011


Estesi i confini del tutoraggio sulle imprese che toccano quota 150mln.


Si allarga ulteriormente la platea delle imprese dalle “taglie forti”.


Con l’ingresso nel nuovo anno, infatti, anche le aziende con ricavi o volume d’affari non inferiori a 150 milioni di euro acquisiranno lo status di “grandi” agli occhi del Fisco.


La nuova soglia di riferimento, che definisce l’appartenenza alla categoria delle “grandi imprese”, è indicata nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, diffuso il 20/12/2010 che amplia l’attività di “tutoraggio”.


Quest’ultima secondo quanto stabilito dal decreto anticrisi (D.L. n. 185/2008) è destinata a raggiungere, entro il 31 dicembre 2011, tutti i contribuenti con volume d’affari non inferiore a 100 milioni di euro.


Il neo provvedimento ha messo a segno un ulteriore passo verso questo traguardo dopo che l’anno scorso l’asticella dei soggetti coinvolti era già scesa dai 300 ai 200 milioni di euro.


Cosa cambia: controlli selettivi e più vicini alla realtà aziendale


Il primo effetto, per le imprese che dal 2011 entreranno nella categoria delle aziende di rilevante dimensione, è costituito dal fatto che l’Agenzia delle Entrate effettuerà un controllo sostanziale sulle dichiarazioni dei redditi, e sulle dichiarazioni Iva, entro l’anno successivo a quello della presentazione delle relative dichiarazioni.


Si tratta però di attività mirate e su misura, condotte sulla base di analisi di rischio concernenti sia il profilo sia il settore produttivo d’appartenenza dell’impresa.


Dunque, priorità alla selezione nei controlli. Obiettivo, contrastare con più efficacia e tempestività comportamenti fiscali eventualmente scorretti di questa significativa platea di contribuenti.


(Agenzia delle Entrate, comunicato n. 258 del 20/12/2010)


 


 


4) Riversamento dell’acconto Iva di dicembre 2010


Un provvedimento, del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 21 dicembre 2010, ha disposto le modalità per il riversamento all’Erario, da parte dei soggetti abilitati alla riscossione (tra cui banche e Poste), dell’acconto Iva per il 2010, in scadenza entro il prossimo 27 dicembre.


Infatti,   i contribuenti sottoposti agli obblighi di versamento dell’imposta sul valore aggiunto sono tenuti, ai sensi dell’art. 6, comma 2, della legge 29 dicembre 1990, n. 405 ad eseguire il pagamento dell’IVA dovuta a titolo di acconto entro il 27 dicembre di ciascun anno.


Il versamento dell’imposta è effettuato, ai sensi degli artt. 19, commi 1 e 6 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 ed art. 1, comma 1, del D.Lgs. 22 febbraio 1999, n. 37 mediante delega alle banche convenzionate, agli  uffici postali o agli agenti della riscossione.


Il riversamento delle somme corrisposte dai contribuenti deve poi avvenire, come disposto dall’art. 6, comma 5-bis della legge n. 405 del 1990, non oltre il successivo 31 dicembre.


 


 


5) Assicurazione obbligatoria contro infortuni per gli sportivi dilettanti: Decreto pubblicato in G.U.


È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 296 del 20/12/2010 il Decreto del 03/11/2010, con il quale è stato disposto l’obbligo dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni per gli sportivi dilettanti tesserati con le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate e gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal CONI, con la qualifica di atleta, tecnico o dirigente.


Sportivi dilettanti: Assicurazione obbligatoria con il tesseramento


Alla luce di ciò, per gli sportivi dilettanti tesserati le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate e gli enti di promozione sportiva devono stipulare l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e versare i relativi premi.


 


 


6) Interessi sui crediti da lavoro: Sono da tassare solo al momento della percezione


Per tali interessi vale il cd. “principio di cassa”. Poiché rientranti tra i redditi di lavoro dipendente, diventano imponibili quando sono realmente riscossi.


Gli interessi legali e la rivalutazione su crediti da lavoro corrisposte al dipendente sono tassati nel momento in cui vengono percepiti dal lavoratore e non quando matura il relativo diritto.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 24760 del 2010, che ha respinto l’istanza di rimborso presentata dal contribuente a seguito della trattenuta operata sul reddito.


E’ proprio sulla base del principio secondo cui i componenti del reddito di lavoro dipendente, partecipando della natura di tale reddito, sono tassati con il principio di cassa, l’orientamento della Cassazione (ordinanza 22397/2010) “… si è consolidato nel senso che la tassabilità di detti emolumenti è disciplinata secondo il regime applicabile al momento della riscossione (cd. principio di cassa) …”.


A tal proposito, per i redditi di lavoro dipendente, l’art. 48, comma 1, del D.p.r. n. 917/1986, prevede che concorrono a formare tale categoria reddituale tutti i compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta.


Pertanto, rileva l’effettiva percezione (criterio di cassa) e non il solo sorgere del diritto alla stessa (criterio di competenza) e, quindi, il momento in cui il provento è entrato nel compendio patrimoniale del percettore ed è uscito dalla sfera di disponibilità dell’erogante.


Il principio di cassa viene imposto anche dalla norma che regola le modalità di effettuazione della ritenuta d’acconto sui redditi di lavoro dipendente (art. 23 del D.p.r. n. 600/1973), nella quale viene previsto che la ritenuta deve essere operata sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga.


Poiché vi é correlazione tra il criterio di imputazione del reddito e quello dell’effettuazione della relativa ritenuta, secondo la Corte Suprema, dovendosi applicare l’art. 46, comma 2 del Tuir, nel caso di specie, è corretto rifiutare l’istanza di rimborso della trattenuta operata su redditi da lavoro dipendente.


 


 
7) Detrazione del 55% prorogata a tutto il 2011: Per interventi “a cavallo d’anno” comunicazione da inviare entro marzo


La Legge di stabilità per l’anno 2011, ha prorogato fino al 31 dicembre 2011 l’agevolazione IRES/IRPEF del 55% per gli interventi rivolti al risparmio energetico degli edifici.


Novità contenuta nella norma è, inoltre, la previsione di detrazione della spesa in dieci rate annuali.


La Legge di stabilità per l’anno 2011, approvata definitivamente dal Senato lo scorso 7 dicembre, ha, infatti, prorogato fino al 31 dicembre 2011 l’agevolazione del 55% per gli interventi finalizzati ad ottenere il risparmio energetico degli edifici.


Restano in vigore senza modifiche tutte le disposizioni normative fino ad oggi vigenti relative a tempi, parametri, modalità e importi di detrazione, ma viene introdotta una significativa modifica in termini di tempistica della detrazione:


La legge di stabilità prevede, infatti, che le spese per la riqualificazione energetica sostenute a partire dal primo gennaio 2011 dovranno essere obbligatoriamente detratte in dieci rate anziché nelle cinque rate oggi previste.


Peraltro, nel caso di interventi “a cavallo d’anno”, la norma prevede l’obbligo di inviare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate qualora nel periodo d’imposta 2010 siano state sostenute spese in relazione a un intervento che prosegue nel periodo d’imposta 2011.


A tal fine, la trasmissione del modello deve essere effettuata esclusivamente in via telematica, mediante gli intermediari abilitati, entro il mese di marzo 2011, ovvero, per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare”, entro 90 giorni dalla fine del periodo d’imposta in cui le spese sono state sostenute.


 


 


8) Ravvedimento operoso con nuovi interessi legali


Con un decreto del 7/12/2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15/12/2010, il tasso degli interessi legali é passato dall’attuale 1% all’1,5%.


Detto tasso aggiornato dovrà essere applicato dal 1° gennaio 2011.


Rimane, quindi, fermo il coefficiente all’1% fino a tutto il 2010.


Ovviamente, la novità della modifica degli interessi legali ha avuto ripercussioni anche di carattere fiscale, tra cui la modifica degli importi dovuti all’Erario per i versamenti eseguiti a seguito di ravvedimento operoso.


Alla luce di ciò, i contribuenti che pagano in ritardo i tributi si possono avvalere:


– Del ravvedimento “breve”, cioè entro i 30 giorni successivi alla scadenza; con sanzione:


– Del 2,5% fino al 31/01/2011;


– del 3% dal 01.02.2011.


– Del ravvedimento “lungo”, cioè entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione con sanzione:


– Del 3% fino al 31.01.2011;


– del 3,75% dal 01.02.2011.


Calcolo degli interessi


In caso di ravvedimento operoso, oltre al tributo dovuto, il contribuente dovrà pagare anche l’interesse legale, che, alla luce della suddetta novità, sarà pari a:


– 1% annuo fino al 31 dicembre 2010;


– 1,5% dal 1° gennaio 2011.


 


 


9) Valido il Pvc firmato solo dal fallito


E’ valido il processo verbale di constatazione firmato dal fallito che non perde la veste di soggetto passivo del rapporto tributario.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 25947 del 21 dicembre 2010.


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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