Novità fiscali del 2 dicembre 2010: agevolazioni del settore tessile: comunicazione da inviare in via telematica entro il 20 gennaio; black list: comunicazione sempre obbligatoria;lavoro degli studenti con i voucher in tutti i settori; accertamento induttivo legittimo con presunzioni semplici; all’avviso ICI va allegata la delibera della giunta; parametri e studi di settore: per la disapplicazione non bastano generiche giustificazioni

 






 


Indice:


 


1) Licenziamento in talune organizzazioni del non profit: chiarimenti dalla Fondazione studi CDL


 


2) Agevolazioni del settore tessile: comunicazione da inviare in via telematica  entro il 20 gennaio


 


3) Black list: comunicazione sempre obbligatoria


 


4) Lavoro degli studenti con i voucher in tutti i settori


 


5) Accertamento induttivo legittimo con presunzioni semplici


 


6) All’avviso ICI va allegata la delibera della giunta


 


7) Parametri e studi di settore: Per la disapplicazione non bastano generiche giustificazioni


 


 8) Altre di fisco


 


 


1) Licenziamento in talune organizzazioni del non profit: chiarimenti dalla Fondazione studi CDL


Il licenziamento nelle “organizzazioni di tendenza”: Su questo argomento è stato incentrato, dalla Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, il parere n. 28 del 01/12/2010.


Le organizzazioni di tendenza sono “datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto” .


Per espressa previsione del legislatore, tali organizzazioni sono escluse dal campo applicativo della tutela reale ed assoggettate alla sola tutela obbligatoria per l’ipotesi di licenziamento ingiustificato (ex art. 4 della Legge 11 maggio 1990, n. 108), salve le ipotesi di vizio di forma o di licenziamento discriminatorio (cui si applica sempre l’art. 18 St. lav.).


Tuttavia, perché si configuri una fattispecie esclusa dal campo applicativo dell’art. 18 St. Lav., occorrono tre requisiti:


– La non imprenditorialità dell’attività;


– l’assenza dello scopo di lucro;


– la natura di tendenza dell’attività svolta.


Quanto al primo requisito, la giurisprudenza prevalente ritiene condizione indispensabile l’assenza di una struttura imprenditoriale, intesa come organizzazione economica complessa di personale e di beni strumentali.


Il secondo requisito consiste nell’assenza di scopo di lucro ed è riferibile all’attività esercitata che, dunque, non può essere finalizzata al raggiungimento di utili, mentre è irrilevante che gli eventuali proventi vadano a copertura dei costi di gestione (si pensi agli Enti che gestiscono istituti scolastici; un Ente religioso può rientrare nell’art. 4 l. n. 108/90 se le rette scolastiche sono talmente esigue da escludere la finalità lucrativa).


Una volta esclusa la natura imprenditoriale dell’organizzazione, ed accertata l’assenza di finalità di lucro nell’attività svolta, il terzo requisito riguarda la natura dell’attività stessa.


Quest’ultima, infatti, deve essere “di natura politica, sindacale, culturale, di istruzione ovvero di religione o di culto”, cioè rientrare in una delle categorie espressamente indicate dall’art. 4 L. n. 108/90 (nel senso della tassatività dell’elencazione).


Peraltro, rientrano tra le organizzazioni di tendenza anche quei datori di lavoro che non hanno finalità “orientate” di tendenza in senso stretto, ma che comunque svolgono attività culturali e di rilevanza sociale (quali gli Enti culturali e di istruzione).


Parte minoritaria della giurisprudenza ha ritenuto applicabile la tutela obbligatoria – nell’ambito delle organizzazioni di tendenza – soltanto ai lavoratori che svolgano mansioni “di tendenza”, cioè caratterizzate dall’influenza dei fini perseguiti dal datore di lavoro, garantendo invece l’art. 18 St. lav. a chi svolge mansioni “neutre” (quali, ad esempio, quelle di un custode o di un fattorino).


Tuttavia, tale differenziazione non ha un riscontro normativo: l’art. 4 L. n. 108/90, infatti, escludendo la reintegrazione, permette all’organizzazione di tendenza di interrompere il rapporto di lavoro con il lavoratore ideologicamente non allineato, senza distinguere in base alla natura delle mansioni.


Ad esempio, la giurisprudenza di legittimità ha affermato l’inapplicabilità della tutela reale ad un’associazione per lo sviluppo della cultura dell’handicap, ad un partito politico, ad un’associazione di imprenditori che tuteli gli interessi dei singoli associati, sindacali come di altra natura, ad un’associazione sindacale non imprenditoriale che fornisca servizi ai soli iscritti  ed alle casse edili poiché aventi funzione assicurativa e di intermediazione, e non di assistenza. (Vin. D’An.).


 


 


2) Agevolazioni del settore tessile: comunicazione da inviare in via telematica  entro il 20 gennaio


E’ iniziato il periodo (dal 1/1/2010 al 20/1/2011) nel quale le società del settore tessile, che producono campionari e prototipi e che vogliono avvalersi della detassazione dei costi di ricerca e sviluppo, devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’apposita comunicazione (modello CRT), peraltro, contenente:


– Le spese sostenute nel per periodo d’imposta successivo a quello in corso 31/12/2009;


– la sussistenza dei requisiti soggettivi e patrimoniali necessari per fruire dell’agevolazione.


In particolare, l’agevolazione, prevista dal D.L. n. 40/2010, consiste, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2009, nell’esclusione dal reddito d’impresa del valore degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo precompetitivo dirette alla realizzazione di campionari fatti nella UE. L’agevolazione è, quindi, fruibile da tutti i soggetti titolari d’impresa residenti nel territorio dello Stato (o con stabile organizzazione per i non residenti) e relativamente agli investimenti effettuati dal 1/1/2010 al 31/12/2010, a prescindere dal regime contabile adottato; rileva ai fini IRES e IRPEF, ma non ai fini IRAP. (Vin. D’An.).


 


 


3) Black list: comunicazione sempre obbligatoria


L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 121 del 2010, ha evidenziato che anche le operazioni effettuate dalla stabile organizzazione di un soggetto nazionale nei confronti di operatori insediati in territori a fiscalità privilegiata vanno riepilogate negli elenchi black list.


L’Agenzia delle Entrate, ha, quindi, ribadito quanto già affermato con la circolare n. 53/2010, chiarendo che, considerata la ratio antievasione della norma:
– Non è rilevante se il Paese in cui si svolgono le operazioni sia fuori campo Iva per l’Italia;


– l’attività di una stabile organizzazione è sempre realizzata nell’interesse e per conto della sua casa madre di cui è un’articolazione e non un soggetto distinto.


Ne consegue che tale obbligo non viene limitato soltanto alle cessioni e prestazioni effettuate nei Paesi black list, ma può essere esteso anche ad altri Stati o a specifici settori economici e particolari tipologie di soggetti, per prevenire fenomeni più a rischio di frode.


 


 


4) Lavoro degli studenti con i voucher in tutti i settori


Sono vicine le vacanze natalizie e, quindi, le vacanze scolastiche, che per il Ministero vanno dal 1° dicembre al 10 gennaio.


In concomitanza con tale data convenzionale, secondo la quale per il Ministero (circolare 4/05) iniziano le vacanze scolastiche, il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con una nota del 01/12/2010, ha riepilogato la normativa che riguarda il lavoro occasionale accessorio con gli studenti.


Lavoro accessorio: Tutti i datori di lavoro di qualsiasi settore produttivo


Un regime ampio riguarda i giovani studenti con meno di 25 anni, che possono prestare lavoro occasionale a favore di datori di lavoro e imprese di ogni dimensione e di ogni tipologia di prestazione e settore produttivo, nei sabati, nelle domeniche e nei periodi di vacanza.


Sono interessati i giovani regolarmente iscritti a cicli di studi presso un istituto scolastico di ogni ordine e grado compatibilmente con gli impegni scolastici (si pensi, ad esempio, all’obbligo di frequenza nella giornata del sabato), ma è significativa l’estensione temporale che ne prevede l’utilizzo.


Così alle vacanze già previste (vedi periodi convenzionali), oggi, si aggiungono il sabato e la domenica.


Il riferimento alla compatibilità con gli impegni scolastici del giovane ha la finalità di assicurare la frequenza alle lezioni, le prestazioni accessorie, quindi, possono essere effettuate in qualunque periodo in cui il giovane sia libero da impegni scolastici.


Come è possibile osservare, tali prestazioni lavorative, soprattutto nel periodo estivo, tenendo conto del limite massimo di 5.000 euro presso ogni committente, esente da imposizione fiscale e che non incide sullo “status” di disoccupato, come previsto dal comma 3 dell’art. 72 D.Lgs. n. 276/2003 potrebbero trovare ampia applicazione facilitando l’incontro tra domanda ed offerta lavorativa sia pure nella fase di apprendimento e temporaneità.


Giovani universitari


La Finanziaria 2010, nel modificare la lettera e) dell’art. 70 del citato Decreto ha introdotto una distinzione sostanziale tra i giovani iscritti ad un ciclo di studi presso l’università rispetto a quelli che ancora frequentano gli istituti scolastici, eliminando per i primi la limitazione temporale, resta pertanto possibile il lavoro accessorio in qualunque periodo dell’anno.


L’intervento fornisce all’Italia, lo strumento per allinearsi con le realtà europee dove proprio fra gli studenti universitari è prassi consolidata l’espletamento di attività lavorativa occasionale. 


Stesso ampio regime riguarda i pensionati e, per il periodo sperimentale 2009 e 2010, anche i percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito.


Studenti extracomunitari


Per il cittadino extracomunitario, titolare del permesso di soggiorno per studio e formazione, è previsto un limite massimo di orario: non più di 20 ore settimanali di lavoro, anche cumulabili per 52 settimane, fino ad un massimo di 1040 ore annuali. Per prestazioni lavorative superiori è necessario convertire il permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro, come precisato nella Circolare del Ministero dell’Interno del 30 gennaio 2009.


 


 


5) Accertamento induttivo legittimo con presunzioni semplici


Nei casi in cui viene accertata l’inattendibilità delle scritture contabili, l’Amministrazione finanziaria, per calcolare il corretto reddito imponibile, può ricorrere al metodo induttivo.


In tale circostanza le presunzioni possono anche essere carenti dei requisiti di gravità, precisione e concordanza.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 24333 del 01/12/2010)


 


 


6) All’avviso ICI va allegata la delibera della giunta


E’ illegittimo l’avviso di accertamento emesso a titolo di ICI cui non è allegata la delibera della giunta comunale dallo stesso evocata.


Interessante sentenza della Corte di Cassazione n. 20535 del 2010 sulla motivazione dell’accertamento ed onere di allegazione.


Nel rigettare l’impugnazione di un Ente locale, la Suprema Corte ha rimarcato la rigorosità delle modalità di redazione dell’atto impositivo in ossequio al principio di completezza della motivazione.


 


 


7) Parametri e studi di settore: Per la disapplicazione non bastano generiche giustificazioni


Ai fini dell’applicazione dei parametri, per dimostrare l’insussistenza dei maggiori compensi, non basta addurre motivazioni generiche e prive di concreti riferimenti a specifiche fonti probatorie.


Lo ha ribadito l’ordinanza n. 23156 del 2010 emessa dalla Corte di Cassazione, che può essere applicata anche agli studi di settore.


 


 


8) Altre di fisco:


 


– Accertamento fiscale valido anche se non sono stati allegati i verbali “penali”


E’ valido l’accertamento basato sui verbali di un’inchiesta penale anche se non allegati.


In tale circostanza non sussiste la violazione del diritto di difesa del contribuente, poiché questi ne conosce già gli elementi.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione.


 


 


– Condono “clemenziale” legato ai versamenti


Senza il versamento della seconda rata cade il condono “clemenziale” (ex. art. 12, L. 189 del 2002).


A seguito di importo rateizzato, il mancato pagamento di una qualsiasi delle rate comporta la perdita del beneficio.


Accolto, quindi, il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.


(Corte di Cassazione 24316 del 01/12/2010)


 


 


– Senato: Sessione di bilancio


Con la lettura delle comunicazioni del Presidente del Senato sul contenuto del disegno di legge di stabilità (ddl 2464), ha avuto inizio la sessione di bilancio.


L’esame in Aula si svolgerà nelle sedute di lunedì 6 e martedì 7 dicembre.


Le votazioni finali dovranno avvenire non oltre la giornata di mercoledì 8 dicembre.
(Senato, nota del 1 dicembre 2010)





Vincenzo D’Andò


 

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it