Novità fiscali del 17 dicembre 2010: dal 1° gennaio 2011 il tasso degli interessi legali aumenta; modelli IRAP/2011 e SC/2011: in linea le versioni provvisorie; società fiduciarie sotto stretto controllo fiscale; reverse charge telefonia a decorrere dal 21 gennaio prossimo: responsabilità solidale per le sanzioni;collegio sindacale: approvate in via definitiva le norme di comportamento dal CNDCEC

 






 


Indice:


 


1) Modelli Irap/2011 e Sc/2011: In linea le versioni provvisorie


 


2) Società fiduciarie sotto stretto controllo fiscale


 


3) Arbitrato e Conciliazione: Il CNDCEC ha approvato il Codice Etico


 


4) Reverse charge telefonia a decorrere dal 21 gennaio prossimo: responsabilità solidale per le sanzioni


 


5) Collegio sindacale: Approvate in via definitiva le norme di comportamento dal CNDCEC


 


6) Altre di fisco


 


 


1) Modelli Irap/2011 e Sc/2011: In linea le versioni provvisorie


Pubblicate le bozze delle dichiarazioni Irap e Unico Sc che i contribuenti potranno utilizzare a partire dal prossimo anno.


Dal 15/12/2010 sono, infatti, in linea sul sito dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it , le versioni provvisorie dei modelli per l’Irap e per le società di capitali.


Irap: Nuova appendice con tutte le aliquote


Il restauro dell’appendice è stata una delle novità più importanti del modello Irap 2011.


In particolare, è stata aggiornata la tabella delle aliquote applicabili per l’anno d’imposta 2010, riportando non solo le aliquote modificate da leggi regionali, ma anche quelle statali (ordinaria, per il settore agricolo e per le pubbliche amministrazioni).


In tal modo il contribuente ha a disposizione un elenco completo, regione per regione, di tutte le aliquote applicabili, già comprensive delle maggiorazioni e specificamente codificate.


Diventa così più semplice associare a ogni aliquota il codice da riportare poi nei campi ad hoc del quadro IR.


Quadro IR: Modificato il frontespizio


Nuovo volto anche per la sezione VII del quadro IR ed in particolare, per il rigo IS32, relativo alla rideterminazione dell’acconto per l’anno 2010 per le regioni in deficit sanitario.


Come previsto dalla legge n. 191 del 2009, infatti, in Campania, Lazio, Molise e Calabria si applica la maggiorazione dello 0,15% delle aliquote dell’imposta regionale sulle attività produttive.


Per quanto riguarda il frontespizio, è stata tolta la sezione dedicata alla scelta del domicilio per la notifica degli atti che, in base alle modifiche introdotte dalla manovra economica (art. 38, comma 4, D.L. n. 78/2010), va fatta dal contribuente inviando una comunicazione specifica all’ufficio competente.


Unico Società di capitali alleggerito


Anche il modello Unico società di capitali (SC) si alleggerisce e perde una sezione del quadro RS.


Scompare, infatti, la parte dedicata ai dati dei bilanci redatti secondo i criteri dettati dal codice civile.


Finisce in soffitta anche il quadro RG, relativo ai fondi d’investimento immobiliare chiusi.


La dichiarazione diverrebbe più facile da compilare, anche grazie alla nuova formula del quadro RQ, dedicato al calcolo delle imposte sostitutive, che è stato reso omogeneo all’interno di tutti i modelli di Unico.


Infine, nella nuova bozza trovano spazio le tre principali novità introdotte dalle ultime modifiche normative, come ad esempio il bonus campionari, dedicato alle imprese del settore tessile, e il nuovo prospetto dedicato al transfer pricing.


Le bozze dei modelli sono consultabili sul sito www.agenziaentrate.gov.it.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 15 dicembre 2010)


 


 


2) Società fiduciarie sotto stretto controllo fiscale


Le fiduciarie sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza


Nel mirino del fisco le comunicazioni all’anagrafe dei rapporti finanziari.


Sono in corso, da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate, 12 interventi (6 affidati all’Agenzia e 6 alle Fiamme gialle) presso società fiduciarie dislocate in cinque regioni (Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna e Lazio).


Scopo dei controlli è il corretto adempimento degli obblighi di comunicazione all’Archivio dei rapporti finanziari dei dati relativi alla clientela e delle operazioni svolte al di fuori di rapporti continuativi.


L’attività del 16/12/2010, che rientra in più ampio disegno di lotta all’evasione e agli illeciti fiscali internazionali, fa seguito ai controlli avviati, da GdF e Agenzia delle Entrate, a partire dall’ottobre del 2009, nei confronti di filiali di banche svizzere o con sedi territorialmente vicine a San Marino e di filiali di banche austriache e slovene presenti sul territorio (nel complesso, sono 40 gli interventi già eseguiti, relativi a 259 filiali).


La “stretta” nei confronti delle società fiduciarie


Si tratta delle società che svolgono attività di amministrazione di beni per conto di terzi, ovvero di gestione di valori a loro affidati dalla clientela.


La finalità è quella di evitare che le stesse possano essere utilizzate per scopi di evasione fiscale internazionale.


Contenuto dell’Archivio dei rapporti finanziari


La banca dati dei rapporti finanziari contiene tutte le comunicazioni relative ai rapporti continuativi intrattenuti con la clientela esistenti, a partire dalla data dell’1 gennaio 2005, alle cosiddette operazioni extra-conto, ossia poste in essere al di fuori di un rapporto continuativo, ad eccezione delle operazioni di versamento effettuate tramite bollettino di conto corrente postale per un importo unitario inferiore a 1.500 euro, nonché ai rapporti diversi da quelli intrattenuti con i titolari dei rapporti continuativi o delle stesse operazioni extra-conto (procure e deleghe).


Dati da comunicare mensilmente


I dati devono essere comunicati all’Archivio mensilmente in via telematica.


Nel database sono registrati oltre 950 milioni di rapporti e più di 90 milioni di soggetti che hanno effettuato operazioni extra-conto.


I soggetti tenuti a inviare i dati sono circa 13 mila e includono le banche, la società Poste italiane SpA, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio e ogni altro operatore finanziario.


L’obbligo di comunicazione ricade anche sulle filiali estere di operatori italiani e,


ovviamente, su quelle italiane di operatori esteri.


(Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, comunicato congiunto del 16 dicembre 2010)


 


 


3) Arbitrato e Conciliazione: Il CNDCEC ha approvato il Codice Etico


In materia di mediazione, segnalata l’avvenuta approvazione, da parte del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, del documento “Codice Etico dell’Organismo di Conciliazione” a cura della Commissione Arbitrato e Conciliazione.


Il documento, articolato in una serie di principi generali in ambito di condotta, intende porsi come una sorta di “carta costituzionale” dell’organismo, in quanto contenente un elenco di diritti e doveri morali che definisce il perimetro della responsabilità etico – sociale non solo dell’organismo di conciliazione stesso, ma anche di ogni partecipante alla sua organizzazione.


E evidente, infatti, che tali soggetti partecipanti sono chiamati al rispetto dei valori e principi del Codice Etico al fine di garantire la tutela, attraverso i propri comportamenti, della rispettabilità e dell’immagine dell’Organismo di mediazione.


Il Codice Etico, che si prefigge dunque l’obiettivo di prevenire comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera e agisce in nome e per conto dell’Organismo, potrà essere pertanto adottato da tutti gli Organismi di conciliazione che i vari Ordini territoriali ed i colleghi intenderanno costituire, rappresentando sia un utile strumento di uniforme autodisciplina sia una sorta di certificazione” della serietà e professionalità dell’Organismo stesso.


(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota informativa n. 69 del 15/12/2010)


 


 


4) Reverse charge telefonia a decorrere dal 21 gennaio prossimo: responsabilità solidale per le sanzioni


I contribuenti applicare il reverse charge alle cessioni dei componenti di computer e telefonia mobile a decorrere dal 21/01/2011.


Ciò in ossequio ai principi contenuti nello statuto dei contribuenti (Legge n. 212/2000). Infatti, l’Amministrazione finanziaria dovrà tener conto anche di quanto previsto dall’art. 3 dello statuto del contribuente secondo cui le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente a 60 gg. dalla data della loro entrata in vigore.


Lo ha precisato il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, con la circolare della Fondazione studi n. 16 del 16/12/2010, che, peraltro, nutre dei dubbi sugli effetti della norma ed sulle complicazioni contabili ricadenti sui destinatari ritenuti operatori marginali dei beni di consumo in questione.


Viene, quindi, richiesto un chiarimento dall’Amministrazione Finanziaria.


Con l’entrata in vigore della nuova disposizione di allargamento del reverse charge prevista con la pubblicazione del provvedimento del consiglio Ecofin del 19 ottobre scorso nella Gazzetta Ufficiale della comunità europea, restano ancora dubbi da chiarire.


Sanzioni


L’impianto sanzionatorio è disciplinato dall’articolo 6 del D.Lgs. 471/97.


Tale disposizione prevede che qualora il cedente assoggetti ad IVA erroneamente l’operazione in reverse charge, laddove provveda al regolare versamento della stessa, le parti dell’operazione sono in ogni caso solidalmente responsabili per il versamento della sanzione amministrativa pari al 3% dell’imposta assolta irregolarmente, ferma restando per il cessionario, nel caso di specie, il diritto alla detrazione della stessa.


Nel caso più grave di addebito irregolare dell’Iva in fattura con omissione del versamento da parte del cedente, la sanzione è applicata in misura dal 100% al 200% dell’imposta con un minimo di 268,00 euro, ferma restando la responsabilità solidale delle parti dell’operazione.


L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 56/E del 6 Marzo 2009 ha chiarito che il contribuente, in caso di ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13 del D.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, dovrà versare, ancorchè in misura ridotta, la sanzione pari al 100% dell’imposta se la stessa non è stata in alcun modo assolta, ovvero la sanzione del 3% se, invece, l’imposta è stata assolta ancorchè irregolarmente, salvaguardando il principio di neutralità fiscale in base al quale la detrazione dell’Iva deve essere riconosciuta tutte le volte gli obblighi sostanziali sono stati soddisfatti.


La norma europea e quella italiana


Il Consiglio Europeo con la pubblicazione della Decisione di Esecuzione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del giorno 22 novembre 2010 /710/UE ha reso operativa l’autorizzazione richiesta dall’Italia circa l’attuazione delle disposizioni contenute nella Legge Finanziaria del 2007, che ha modificato il comma 6 dell’art. 17 del D.P.R. n. 633/72.


A parere della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, l’attuazione della norma in argomento determinerà un aggravio degli adempimenti amministrativi con particolare riferimento agli operatori meno strutturati.


Si pensi al commerciante al dettaglio di apparecchi di telefonia mobile e personal computer che ad ogni acquisto di beni dovrà attuare tutti gli adempimenti amministrativi derivanti dall’applicazione dell’inversione contabile.


L’applicazione del reverse charge è causa, in genere, di posizioni di credito IVA strutturate.


In proposito viene segnalato che per l’applicazione dell’inversione contabile, alle cessioni di componenti principali per computer e apparecchi di telefonia mobile non si applicano le particolari agevolazioni previste per il reverse charge dei subappalti in edilizia che consentono in particolare di richiedere il rimborso IVA infrannuale ovvero la compensazione del credito IVA infrannuale.


L’art. 17 comma 6 lettere b) e c) del DPR 633/73 prevede che il reverse charge si applica per le cessioni di apparecchiature terminali per il servizio pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni e personal computer come pure dei loro componenti accessori.


Il provvedimento emesso dal Consiglio d’Europa ha autorizzato l’Italia ad estendere l’inversione contabile alle cessioni dei telefonini cellulari ed ai dispositivi a circuito integrato quali microprocessori e unità centrali di elaborazione prima della loro integrazione nell’utilizzo del bene finito. (V. D’Andò)


 


 


5) Collegio sindacale: Approvate in via definitiva le norme di comportamento dal CNDCEC


Il via libera definitivo del Consiglio nazionale è giunto al termine della consultazione pubblica svoltasi nei mesi scorsi.


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha approvato, in versione definitiva, le Norme di comportamento del collegio sindacale nelle società non quotate.


Il via libera giunge al termine della consultazione pubblica attraverso la quale il testo preliminarmente approvato nello scorso luglio era stato sottoposto a suggerimenti e osservazioni.


Nei mesi scorsi erano giunti al Consiglio diverse decine di contributi da ordini professionali, associazioni e professionisti.


Le Norme sono state elaborate con la collaborazione della Commissione di studio per le norme di comportamento degli organi di controllo legale.


Dal lavoro è emerso un documento che affronta le tematiche più rilevanti della disciplina del sistema di controllo interno, tenendo conto sia delle modifiche apportate dalla riforma del diritto societario, con il D.Lgs. 17 gennaio 2003 n. 6, sia delle novità introdotte dal D.Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39 che recepisce la direttiva 2006/43/CE in tema di revisione legale dei conti annuali e consolidati.


Il citato Consiglio Nazionale ha reso noto che, dopo questa approvazione, verranno implementate anche le norme relative alle attività del collegio sindacale in caso di omissione degli amministrazioni nelle operazioni sociali straordinarie nonché nella crisi di impresa.


Successivamente all’approvazione definitiva dell’intero set di norme, verranno redatte le procedure operative e la relativa modulistica.


(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota del 16 dicembre 2010) – (V. D’Andò)


 


 


6) Altre di fisco:


 


– Giustizia tributaria: Pubblicata audizione del Direttore delle Finanze


Pubblicata sul sito del Ministero Economia e Finanze, www.finanze.it , in data 16/12/2010, la relazione inerente l’audizione del Direttore generale delle Finanze Prof.ssa Fabrizia Lapecorella.


 


 


– Ravvedimento operoso sempre più caro: Dal 2011 aumentano anche gli interessi legali


Con il Decreto 7/12/2010, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 292 del 15/12/2010, a decorrere dal 1° gennaio 2011, il tasso degli interessi legali é aumentato dal 1% al 1,5%.


Pertanto, ai fini del ravvedimento operoso da effettuare ai fino fiscali a partire dal 2011, si dovrà tenere conto di tale nuova misura fissata dal neo provvedimento di fine anno. (V. D’Andò).


 


 


– Occasionale accessorio sperimentale termina il 31 dicembre 2010


Nessuna proroga dalla Legge di stabilità, attesa dal “Mille proroghe”.


Atteso il decreto “Mille proroghe” per l’estensione al 2011 dei voucher con part-time e percettori di prestazioni a sostegno del reddito.


Il 31 dicembre 2010 scade il periodo sperimentale previsto dalla Finanziaria 2010 (legge n.191/09 art. 2 comma 148 e 149) per l’attivazione del lavoro con i voucher con i lavoratori part-time. La stessa norma aveva anche esteso al 2010 il periodo sperimentale di utilizzo dei buoni lavoro con i percettori di prestazioni integrative del salario o con sostegno al reddito precedentemente stabilito solo per il 2009.


Nella Legge di stabilità 2011, nonostante i numerosi rinvii previsti per gli ammortizzatori sociali, non c’è traccia dell’estensione al 2011 dell’utilizzo dei voucher con le categorie di lavoratori sopra descritte. Un’ulteriore opportunità di proroga potrebbe essere rappresentata, invece, dal decreto “Mille proroghe” di prossima pubblicazione.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 16 dicembre 2010)


 


 


– Nuovo obbligo elenco clienti/fornitori: Soglia alta in previsione


Sono escluse fino al prossimo anno le operazioni con utenti finali. Per le operazioni commerciali, considerate operazioni “B2B” la soglia di segnalazione dovrebbe essere di 25mila euro, più alta di quella che sarà stabilita “ordinariamente” per tutte le operazioni rilevanti Iva del 2011 quando il tetto che farà scattare l’obbligo di segnalazione alle Entrate sarà di 3.500 euro.
Dalle associazioni di categoria era stato fatto notare come l’introduzione del provvedimento previsto dal D.L. n. 78/2010 poteva mettere nei guai molti contribuenti che avrebbero dovuto comunicare al Fisco informazioni su operazioni che, per mancanza di un provvedimento attuativo, non avevano monitorato in maniera adeguata.


Per evitare dunque un aggravio burocratico si è deciso di alzare a 25mila euro (da decidere se la cifra sia al lordo o al netto di Iva), la soglia delle operazioni B2B rinviando le novità per le operazioni con i consumatori finali.
Le operazioni “business to business” rilevanti del 2010 dovrebbero avvenire in maniera cumulativa entro la fine del prossimo mese di ottobre 2011.
Dal 2011, l’obbligo di compilare l’elenco clienti/fornitori scatterà sia per le operazioni B2B che per quelle tra consumatori e clienti finali e la soglia dovrebbe essere di 3.500 euro.


(Marco Bellinazzo, in Il Sole 24 Ore del 16/12/2010)


 


 


– Illegittimo l’accertamento basato solo sullo scostamento dagli studi di settore


E’ illegittimo l’avviso di accertamento fondato solo sullo scostamento dagli studi di settore dei dati reali dichiarati dal contribuente.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 25529 del 16 dicembre 2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 


 

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