Novità fiscali del 16 dicembre 2010: come sfruttare i vantaggi della fatturazione elettronica in Europa; ravvedimento operoso più costoso da febbraio 2011; documentazione transfer pricing: niente sanzioni per imprese “collaborative”

 






 


Indice:


 


1) Come sfruttare i vantaggi della fatturazione elettronica in Europa


 


2) Ravvedimento operoso più costoso da febbraio 2011


 


3) Documentazione transfer pricing: niente sanzioni per imprese “collaborative”


 


4) Altre di fisco (in caso di cessata Iva per chiedere il rimborso Iva vale il termine di decadenza decennale; accertamento Iva sulla base dei parametri: non occorre il parere del Consiglio di Stato)


 


 


1) Come sfruttare i vantaggi della fatturazione elettronica in Europa


Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale e al Comitato delle Regioni.


Ecco di seguito la sintesi della comunicazione pubblicato sul sito del Ministero delle Finanze il 14/12/2010:


In linea con quanto indicato dell’agosto 2010, la Commissione in questa recente comunicazione prende atto del dato della scarsa incidenza della fatturazione elettronica nell’ambito del mercato europeo ed analizza i fattori, soprattutto in relazione alle piccole e medie imprese, che ostano alla sua diffusione su larga scala.


Di conseguenza la Commissione europea mira a delineare le possibili soluzioni e le strade da intraprendere per lo sviluppo e la massima diffusione in tempi relativamente brevi della fatturazione digitale.


In particolare, secondo l’Esecutivo comunitario, per rendere maggiormente appetibile alle imprese anche più piccole l’adesione ad un sistema digitale di scambio di fatture, occorrerebbe:


– garantire una più duttile applicazione delle disposizioni sulla fatturazione elettronica, in ossequio alle nuove disposizioni introdotte dalla Direttiva 2010/45/UE, ed una loro comune interpretazione a fronte del principio di parità di trattamento tra le fatture elettroniche e quelle su carta;


– favorire l’adozione della fatturazione elettronica dal parte del mercato puntando in particolare sulle piccole e medie imprese, che rappresentano più del 99% del mercato europeo, applicando il “test PMI” a tutti i suoi aspetti tecnici e giuridici ed applicando il principio “pensare anzitutto in piccolo”;


– stimolare la creazione di un ambiente che consenta di raggiungere la massima portata possibile del sistema digitale di fatturazione, andando oltre la semplice interoperabilità e giungendo all’accordo tra partner commerciali e fornitori di servizi in materia di gestione del rischio, routing, roaming, norme, flussi di comunicazione e requisiti di sicurezza attraverso l’adozione di un codice di condotta;


– promuovere un modello di dati standard per la fattura elettronica che agevoli l’interoperabilità sistematica e garantisca la neutralità tecnologica;


– promuovere la fatturazione elettronica a livello nazionale da parte degli Stati membri e coordinare conseguentemente le loro azioni a livello europeo, in modo da garantire la possibilità di scambio di fatture elettroniche all’interno dell’UE, facilitando le operazioni transfrontaliere soprattutto per le PMI.


Allo scopo di applicare quest’ultimo punto, la Commissione ha istituito il Forum europeo multilaterale delle parti interessate sulla fatturazione elettronica, composto da due membri di ciascun forum nazionale degli Stati membri, da rappresentanti delle associazioni europee dei consumatori, delle PMI e delle grandi imprese, da un rappresentante del CEN, uno della Banca centrale europea ed uno del Gruppo di lavoro per la tutela dei dati personali.


Il Forum così costituito assisterà la Commissione nel monitoraggio dello sviluppo del mercato della fatturazione elettronica e del suo livello di adozione da parte dell’industria e dei servizi; favorirà lo scambio di esperienze e di best practices; segnalerà i problemi incontrati nell’utilizzo della fatturazione elettronica e proporrà soluzioni ad essi adeguate; sosterrà e monitorerà i lavori per l’adozione di un modello di dati standard per la fatturazione elettronica.


 


 


2) Ravvedimento operoso più costoso da febbraio 2011


La Legge di stabilità 2011, ha previsto un aumento delle sanzioni nei casi di utilizzo dei vari strumenti a disposizione del contribuente che intende sanare la propria posizione con il Fisco (ravvedimento operoso, accertamento con adesione, definizione agevolata, ecc.).


Le nuove disposizioni entrano in vigore, per tutti gli istituti, a partire dal 1° febbraio 2011.


In particolare, in tema di ravvedimento operoso le nuove misure delle sanzioni saranno le seguenti:


– 1/10 del minimo (e non più 1/12) se la regolarizzazione dell’omesso versamento viene effettuata entro 30 giorni;


– 1/8 del minimo (e non più 1/10) se la regolarizzazione di una violazione sostanziale avviene entro il termine della dichiarazione successiva;


– 1/10 del minimo (e non più 1/12) se la dichiarazione omessa viene regolarizzata entro i 90 giorni successivi.


Inoltre, per l’accertamento con adesione le sanzioni passeranno da 1/4 del minimo a 1/3 del minimo, mentre per l’adesione ai PVC ed agli inviti si passerà da 1/8 del minimo ad 1/6 del minimo.


 


 


3) Documentazione transfer pricing: niente sanzioni per imprese “collaborative”


Le omissioni, o le inesattezze parziali relative anche a operazioni residuali, non comportano l’applicazione delle sanzioni se la loro eventuale esclusione non compromette l’analisi.


Oneri documentali in materia di prezzi di trasferimento di cui alla disciplina prevista dall’art. 1, comma 2-ter del D.Lgs. n. 471/1997: Nuove indicazioni sugli adempimenti che rendono immuni da sanzione in caso di verifiche e sulle scadenze della comunicazione.


Precisate le regole che devono seguire le società, nel comunicare all’Amministrazione finanziaria il possesso dei documenti che consentono di riscontrare l’allineamento al valore normale dei prezzi praticati nelle transazioni tra società, imprese, stabili organizzazioni o in generale enti appartenenti al medesimo gruppo multinazionale (operazioni infragruppo).


L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 58/E del 15/12/2010, si è mostrata in sintonia con le disposizioni della scorsa manovra correttiva (D.L. n. 78/2010).


Infatti, ad es., viene previsto che le omissioni o le inesattezze parziali relative anche a operazioni residuali non comportano l’applicazione delle sanzioni, se non compromettono l’analisi degli organi di controllo.


Riguardo i tempi, i contribuenti hanno a disposizione 10 giorni di tempo per fornire i documenti richiesti, con altri 7 giorni per le informazioni aggiuntive che risultino necessarie in seguito al controllo.


Inoltre, la citata circolare ha precisa che anche per le attività istruttorie in corso o che, comunque, non hanno ancora dato luogo a un avviso di accertamento, il contribuente può accedere al regime di disapplicazione delle sanzioni se trasmette all’Agenzia, entro il 28/12/2010, la comunicazione di possesso della documentazione.


Documentazione anti-sanzioni


La documentazione necessaria per riscontrare la conformità al valore normale dei prezzi di trasferimento nell’ambito di operazioni infragruppo è costituita da un Masterfile, che raccoglie le informazioni relative al gruppo, e dalla cosiddetta Documentazione Nazionale, che contiene dati sulle singole società della multinazionale.


Semplificazioni per le imprese minori


Peraltro, il regime documentale varia a seconda della tipologia di contribuente (holding, subholding o partecipata, stabile organizzazione).


Difatti, per le piccole e medie imprese viene prevista una semplificazione nella presentazione della documentazione, che alleggerisce l’onere documentale.


Si prevede per le piccole e medie imprese la facoltà di non aggiornare, in esito alle risultanze dell’analisi di comparabilità, i dati derivanti dalla procedura di selezione dei comparabili della Documentazione Nazionale in merito ai due periodi di imposta successivi a quello cui si riferisce detta documentazione.


Si tratta, in particolare, delle modalità di ricerca e selezione di transazioni comparabili basate su informazioni pubblicamente disponibili, quali ad es. bilanci d’esercizio depositati presso Camere di Commercio ovvero desumibili da banche dati commerciali.


Tale semplificazione, tuttavia, è subordinata alla condizione che i previsti  fattori di della Documentazione Nazionale non subiscano modificazioni significative in detti periodi di imposta.


I fattori richiamati che, ai fini della semplificazione, non devono aver subito modificazioni significative, sono quelli che rilevano ai fini dell’analisi di comparabilità ossia le caratteristiche dei beni e servizi, le funzioni svolte, i rischi assunti, i beni strumentali utilizzati, i termini contrattuali, le condizioni economiche e le strategie di impresa.


Quando la documentazione è idonea


La documentazione ai fini transfer pricing viene considerata idonea se fornisce i dati e gli elementi conoscitivi necessari per una completa e approfondita analisi dei prezzi di trasferimento praticati.


Viceversa, non è idonea quando, pur rispettando la struttura formale prevista, non contiene informazioni esaustive e conformi o quando le stesse non corrispondono, in tutto o in parte, al vero.


Nel caso in cui la documentazione viene consegnata durante le attività di controllo, la valutazione della sua idoneità va fatta dai verificatori, anche se l’ufficio competente può rivedere criticamente il giudizio fornito nel processo verbale di constatazione per l’irrogazione delle sanzioni.


Per conseguenza, il pvc dovrà indicare in maniera esplicita il parere dei funzionari addetti alla verifica.


Inoltre, se il contribuente ha aderito al regime degli oneri documentali, non può accogliere il verbale di constatazione che contenga rilievi sui prezzi di trasferimento.


In questo caso, infatti, il verbale non consente di individuare le sanzioni minime sulle quali opererebbe la riduzione prevista dall’art. 5-bis del D.Lgs. n. 218/1997, dato che l’applicabilità di quelle connesse ai rilievi sui prezzi di trasferimento dipende dalla successiva valutazione dell’ufficio accertatore.


Trasparenza e buona fede orientano i controlli


Se ci sono attività istruttorie in corso o che, comunque, non hanno ancora dato luogo a un atto di accertamento, chi intende accedere al regime di disapplicazione delle sanzioni dovrà trasmettere la comunicazione di possesso della documentazione all’Agenzia delle Entrate entro il prossimo 28 dicembre. Il rispetto di questa scadenza, unito a un più generale atteggiamento collaborativo e trasparente, garantirà la corretta applicazione del principio del favor rei, ossia del trattamento più favorevole al contribuente.


Anche se sono stati già notificati atti di accertamento, il nuovo regime verrà applicato solo dopo aver appurato il comportamento tenuto dal contribuente durante le attività istruttorie che hanno preceduto la notifica degli atti.


Per le attività di controllo avviate dopo il 28/12/2010 ed entro il 30/06/2011, viene riconosciuta la possibilità di inviare la comunicazione, anche se non ci sono indicazioni sulla scelta del metodo adottato dal contribuente per determinare il prezzo di trasferimento, a patto, però, che queste informazioni siano fornite entro 15 giorni dalla data della richiesta.


Favor rei per i periodi d’imposta passati


Uno dei chiarimenti ha riguardato la conferma dell’applicabilità del principio del favor rei.


Apertura delle Entrate per le attività istruttorie in corso o, comunque, non ancora perfezionatesi in un atto di accertamento, per le quali il contribuente può accedere al regime di disapplicazione delle sanzioni se trasmette la comunicazione di possesso della documentazione all’Agenzia entro il 28/12/2010.


In tali casi viene riconosciuta la possibilità di esibire documentazione con contenuti inferiori rispetto a quelli richiesti a regime, a condizione che l’analisi sia successivamente integrata a richiesta dell’Amministrazione.


Sono concessi, quindi, 10 giorni di tempo dalla richiesta dell’Amministrazione finanziaria, con un prolungamento di altri 7 giorni se nel corso della verifica si richiedono informazioni supplementari.


 


 


4) Altre di fisco:


 


– Entrate tributarie erariali – accertamenti – gennaio – ottobre 2010


La variazione delle entrate tributarie erariali accertate nel periodo gennaio-ottobre 2010, in base al criterio della competenza giuridica, evidenzia, al netto delle una tantum, un calo limitato allo 0,3%.


La leggera flessione registrata sulle entrate, nonostante la crescita positiva delle imposte sul reddito (+ 3,3%) e la ripresa dell’IVA (+3,9%), deriva in buona parte dall’andamento negativo dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale (–5.963 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e dell’IRES a saldo (–1.178 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).


Il gettito totale del periodo è 302.367 milioni di euro (-904 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).


(Ministero delle Finanze, nota tecnica al bollettino delle entrate tributarie n. 104 pubblicato il 14/12/2010)


 


 


– Settore terziario: voucher part-time


Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 42 del 14/12/2010, ha fornito indicazioni sulla possibilità di utilizzo del lavoro occasionale di tipo accessorio da parte delle aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi.


In particolare, ha precisato che anche nei settori terziario, distribuzione e servizi è possibile utilizzare prestazioni di lavoro accessorio rese da lavoratori part-time a prescindere dal tipo di attività lavorativa richiesta.


Tuttavia, non è possibile utilizzare il lavoro accessorio dei lavoratori part-time dipendenti della medesima impresa richiedente i voucher.


(Ministero del Lavoro, interpello n. 42 del 2010)


 


 


– Accertamento sintetico: La capacità di acquistare si giustifica in famiglia


Il sostegno economico al pagamento delle rate di un mutuo a favore di un contribuente sottoposto ad accertamento sintetico è sufficiente a superare la presunzione di redditività ma tale sostegno va adeguatamente documentato.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 24597 del 2010)


 


 


– Contrasto all’evasione: “Spesometro” ad ampio raggio


L’accertamento sintetico diverrà, anche attraverso nuove comunicazioni delle operazioni rilevanti Iva, il metodo di accertamento più utilizzato dall’Amministrazione finanziaria, che, peraltro, sarà in grado di recuperare, attraverso le banche dati, molte delle spese sostenute dal contribuente; a queste informazioni si aggiungeranno i dati relativi agli acquisti effettuati presso gli operatori economici per cui l’Ufficio potrà determinare il reddito presunto del contribuente che potrà difendersi dimostrando che la sua capacità contributiva deriva non solo dal reddito di quell’anno ma anche, ad esempio, dai redditi degli anni precedenti.


 


 


– In caso di cessata Iva per chiedere il rimborso Iva vale il termine di decadenza decennale


Vale il termine decennale per chiedere il rimborso Iva in caso di cessazione dell’attività.


Ha ragione il contribuente. Respinta la tesi dell’Amministrazione finanziaria.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 25318 del 15/12/2010)


 


 


– Accertamento Iva sulla base dei parametri: Non occorre il parere del Consiglio di Stato


In tema di accertamento tributario, non necessita di parere preventivo del Consiglio di Stato  il D.P.C.M. 29 gennaio 1996 (elaborazione dei parametri per la determinazione di ricavi, compensi e volume d’affari).


(Corte di Cassazione, sentenza n. 25380 del 15/12/2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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