Acconto I.V.A. 2010

Acconto Iva 2010


 


Il 27 dicembre 2010 è l’ultimo giorno utile per potere pagare l’acconto Iva 2010. Si tratta dell’acconto, dell’Imposta sul valore aggiunto, relativo al periodo di imposta 2010.


Ambito soggettivo


Sono soggetti al pagamento tutti i contribuenti mensili e trimestrali, titolari di partita Iva. L’acconto, previsto in misura del 88%, non va effettuato se risulta di ammontare inferiore a € 103,00.


Soggetti esclusi dal pagamento dell’acconto Iva


Sono esclusi dal pagamento dell’acconto Iva i seguenti soggetti:


– Chi ha chiuso l’anno 2009 a credito (attenzione, non si deve tenere conto del precedente acconto Iva, cioè dell’acconto Iva che è stato pagato entro il 28/12/2009, infatti, il 27/12/2009 cadeva di domenica): In tal caso, manca, la base per il calcolo dell’acconto Iva 2010;


– chi ha iniziato l’attività nell’anno 2010 (poiché manca la base di riferimento per il calcolo del precedente anno);


– chi ha cessato l’attività entro il 30/09/2010 (trimestrali);


– chi ha cessato l’attività entro il 30/11/2010 (mensili);


Sono esclusi dall’adempimento anche gli imprenditori individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda.


Non viene richiesto, inoltre, il pagamento dell’anticipo ad alcune categorie che adottano regimi speciali, come:


– gli agricoltori in regime speciale;


– gli esercenti del settore intrattenimento e spettacolo


– le associazioni sportive dilettantistiche e le Onlus che hanno optato per il regime forfetario;


– i raccoglitori e i rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta;


– i contribuenti che adottano il regime semplificato dei “minimi”.


– i soggetti che accedono alle agevolazioni previste per le nuove iniziative produttive.


Calcolo dell’acconto Iva


Per calcolare l’entità del versamento possono essere utilizzati tre diversi procedimenti:
– storico


– analitico


– previsionale.













Metodo storico


La base di riferimento cui applicare l’aliquota dell’88% è costituita, per i contribuenti mensili, dall’IVA dovuta per il mese di dicembre del precedente anno (2009), ovvero per i contribuenti trimestrali dall’IVA dovuta per l’ultimo trimestre del precedente anno (2009).


Metodo analitico


La base di riferimento cui applicare l’aliquota dell’88% è data dall’IVA che si prevede di dovere versare per il mese di dicembre 2010 per i mensili ovvero per l’ultimo trimestre del 2010 per i trimestrali.


Tale metodo, ovviamente, espone al rischio di sanzioni nel caso in cui l’acconto versato risulti, a consuntivo, inferiore all’88% dell’imposta definitivamente liquidata


Metodo previsionale


In alternativa ai metodi precedenti, l’obbligo relativo all’acconto può essere adempiuto anche mediante il versamento di un importo determinato tenendo conto dell’imposta relativa alle operazioni annotate, o che avrebbero dovuto essere annotate nei registri Iva (di cui agli artt. 23 e 24 del D.P.R. n. 633/1972), relative al periodo dal 1° al 20 dicembre 2010 per i contribuenti mensili ovvero al periodo dal 1° ottobre al 20 dicembre 2010 per i contribuenti trimestrali.


In diminuzione del suddetto importo può tenersi conto dell’imposta detraibile relativa agli acquisti o importazioni annotati nel registro acquisti (di cui all’art. 25 del citato D.P.R. n. 633/1972), dal 1° al 20 dicembre 2010, ovvero dal 1° ottobre al 20 dicembre 2010, se contribuenti trimestrali, e, per le operazioni intracomunitarie, dell’imposta detraibile relativa alle operazioni computate a debito.


Utilizzando tale ultimo metodo l’importo calcolato va versato nella misura del 100% e non invece nella misura dell’88% come previsto nel caso di applicazione dei metodi storico e previsionale.


 


 


Versamento e compensazione


Questi i codici tributo da utilizzare nel modello F24:


– 6013 per i soggetti mensili


– 6035 per i soggetti trimestrali.


Il contribuente può compensare l’importo dovuto con eventuali crediti vantati per altre imposte o contributi.


Sanzioni e ravvedimento operoso


Nel caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento dell’acconto Iva viene poi applicata la sanzione amministrativa del 30% della somma non versata oltre agli interessi di mora.


Tranne che il contribuente decida di avvalersi del ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997), in tal caso, occorre versare:


– Entro 30 giorni (cioè entro il 26/01/2011) l’Iva o la differenza non versata, nonché la sanzione del 2,5% oltre agli interessi legali stabiliti nella misura del 1% annuo con maturazione giorno per giorno;


  entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno 2010 (nei casi comuni, entro il 30/09/2011), l’Iva o la differenza non versata, nonché la sanzione del 3% fino al 31/1/2011 e del 3,75% successivamente, oltre agli interessi legali fissati nella misura del 1% annuo fino al 31/12/2010 e dell’1,50% successivamente, con maturazione giorno per giorno.


I codici da utilizzare per i versamenti tardivi nel modello F24 sono:


– 8904 per la sanzione del 2,5% o 3%-3,75%,


– 1991 per la quota interessi legali del 1%-1,5%,


– 6035 (trimestrali) o 6013 (mensili) il codice di riferimento per l’Iva.


 


Vincenzo D’Andò


 


 


20 dicembre 2010

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