Novità fiscali dell’11 novembre 2010: transazione per i contributi previdenziali dovuti all’ENPALS; la superiore superficie dell’immobile, indicata nell’atto catastale, non comporta la revoca dell’agevolazione fiscale; registro imprese: adempimenti di fine anno per chi cessa l’attività; tenuta contabilità: il consulente negligente paga il danno arrecato all’azienda; consulta: la motivazione è la chiave per sospendere l’impresa

 

Indice:

 

1) Transazione per i contributi previdenziali dovuti all’Enpals

 

2) La superiore superficie dell’immobile, indicata nell’atto catastale, non comporta la revoca dell’agevolazione fiscale

 

3) Telematizzazione delle accise: Ulteriori funzionalità

 

4) Registro Imprese: adempimenti di fine anno per chi cessa l’attività

 

5) Incidente ferroviario di Viareggio: provvedimento che riprende gli adempimenti fiscali da gennaio 2011

 

6) Tenuta contabilità: il consulente negligente paga il danno arrecato all’azienda

 

7) Consulta: La motivazione è la chiave per sospendere l’impresa

 

8) Altre di fisco (Libri contabili tenuti su supporti meccanografici: Presupposti di regolarità per il riconoscimento del diritto alla detrazione)

 

  

1) Transazione per i contributi previdenziali dovuti all’Enpals

Anche in seguito all’emanazione del D.M. 4 agosto 2009, la circolare n. 15 dell’Enpals (emessa in data 05/11/2010) ha fornito le opportune istruzioni operative in ordine alle modalità di presentazione della proposta di transazione relativa ai contributi previdenziali dovuti a tale ente previdenziale.

Nell’ambito della riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali di cui al R.D. n. 267/1942, cd. Legge Fallimentare, l’art. 146 del D.Lgs. n. 5 del 2006, ha inserito, al titolo III (“del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione”), capo V, l’art. 182-ter, introducendo così il nuovo istituto della transazione fiscale.

La transazione fiscale rappresenta una particolare procedura “transattiva” tra ente creditore e imprenditore, che si colloca nell’ambito della procedura di concordato preventivo, o degli accordi di ristrutturazione dei debiti, avente ad oggetto la proposta di pagamento in misura ridotta e/o dilazionata dei crediti sia chirografari che privilegiati, anche se non iscritti a ruolo, con l’eccezione dei

tributi costituenti risorse proprie dell’Unione europea.

La possibilità di accompagnare al piano di concordato preventivo o all’accordo di ristrutturazione la proposta di transazione, secondo il testo previgente era da riferirsi esclusivamente ai tributi amministrati dalle agenzie fiscali e ai relativi accessori.

Poi, l’art. 32, comma 5, del D.L. n. 185/2008, convertito in Legge 28 gennaio 2009, n. 2, ha innovato il citato art. 182-ter, comma 1, della Legge Fallimentare – dettato originariamente per la transazione dei crediti di natura fiscale – estendendo l’agevolazione di cui al medesimo articolo anche ai contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e di assistenza obbligatorie e ai relativi accessori.

Il comma 6 del predetto art. 32, D.L. n. 185/2008, ha poi demandato la definizione della disciplina attuativa di quanto disposto nell’ambito della citata novella legislativa all’emanazione di un apposito decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, da adottarsi di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

A tal fine, è intervenuto il D.M. 4 agosto 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 ottobre 2009, n. 251, che ha stabilito le modalità di applicazione dell’istituto in oggetto ai crediti contributivi nonché i criteri e le condizioni di accettazione da parte degli enti previdenziali degli accordi su tali crediti, prevedendo, peraltro, limiti all’ammissibilità dei medesimi.

Ambito di applicazione

La proposta di transazione relativa ai debiti per contributi previdenziali si può inquadrare esclusivamente nell’ambito del concordato preventivo e delle trattative che precedono la stipula degli accordi di ristrutturazione dei debiti, e pertanto, non é possibile pervenire ad una soddisfazione parziale del credito contributivo al di fuori della specifica disciplina di cui all’art. 182-ter.

Ciò comporta che la riduzione e/o la dilazione del credito contributivo è ammissibile soltanto qualora il debitore si attenga puntualmente alle disposizioni di cui al citato art. 182-ter, nonché alle previsioni di cui al D.M. attuativo, mentre viene escluso nel caso in cui, con il piano richiesto dall’art. 160 della L.F. ai fini del concordato preventivo, ovvero nell’ambito delle trattative che precedono la stipula dell’accordo di ristrutturazione, la proposta di transazione non sia formulata in conformità alle predette norme.

In particolare, ai fini dell’ammissibilità dell’istanza di transazione devono sussistere taluni presupposti soggettivi e oggettivi.

La nuova legge fallimentare ha riconosciuto solo all’imprenditore commerciale, soggetto alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo, la possibilità di concordare transattivamente le proprie posizioni di debito nei confronti degli Enti previdenziali e dell’Erario.

In particolare, secondo la disciplina attuativa dettata per i crediti di natura contributiva possono proporre l’accordo sui crediti per contributi, premi e relativi accessori di legge gli imprenditori in possesso dei previsti requisiti (DLgs 169/2007).

Pertanto, occorre la sussistenza per l’istante dei requisiti qualificanti gli imprenditori commerciali soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo nonché sul suo onere di comprovare il possesso dei medesimi requisiti.

Presupposto oggettivo

I crediti per contributi, premi ed accessori di legge che possono essere ricompresi nella proposta di accordo sono:

I crediti assistiti da privilegio, i crediti aventi natura chirografaria; i crediti iscritti a ruolo e quelli non ancora iscritti a ruolo.

Pertanto, possono essere oggetto di transazione, oltre ai crediti contributivi, anche i relativi oneri accessori (sanzioni civili ed interessi di mora), sia pure con distinti limiti di pagamento.

Sul punto, il Decreto attuativo, nel dettare la disciplina per l’applicazione dell’istituto della transazione ai contributi previdenziali, ha stabilito le percentuali minime di soddisfacimento dei crediti prevedendo situazioni differenziate per sorte capitale e per oneri accessori.

In particolare, la proposta di pagamento per i crediti privilegiati, derivanti dal mancato versamento dei contributi ad istituti sostitutivi che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, non può prevedere alcuna riduzione del debito contributivo.

Diversi sono i limiti stabiliti per gli oneri accessori. Infatti, per i crediti privilegiati (il 50% dell’ammontare degli accessori), il pagamento parziale proposto non può essere inferiore al 40%.

Per i crediti chirografari (il restante 50% degli oneri accessori), è previsto che il pagamento ridotto non possa essere inferiore al 30%.

In altri termini, ai fini dell’accoglimento della proposta di transazione relativa ai

debiti per contributi previdenziali da parte dell’Enpals, la medesima deve prevedere che:

– i crediti contributivi per invalidità, vecchiaia e superstiti siano soddisfatti integralmente;

– per il 50% degli oneri accessori il pagamento parziale non sia inferiore al 40% (con conseguente riduzione dell’importo dovuto non superiore al 60%);

– per la restante quota degli oneri accessori (50%), il pagamento non sia inferiore al 30% (con conseguente riduzione dell’importo dovuto non superiore al 70%).

Proposta di transazione relativa ai debiti per contributi previdenziali nell’ambito della procedura di concordato preventivo

Le imprese sono tenute a corredare la domanda della seguente documentazione:

– una aggiornata relazione sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa;

– uno stato analitico ed estimativo delle attività e l’elenco nominativo dei creditori, con l’indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione;

– l’elenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di proprietà o in possesso del debitore;

– il valore dei beni e i creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili.

L’istanza deve, inoltre, essere accompagnata da una relazione di un professionista che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano dell’impresa.

Sul piano operativo, qualora la transazione che si intende proporre coinvolga anche i crediti di altre amministrazioni pubbliche, la proposta deve essere contenuta in una domanda che soddisfi, per ovvie esigenze di correntezza delle

informazioni, la conoscenza contestuale di tutti i soggetti interessati, ferma restando l’autonomia di ciascuna amministrazione nella valutazione sull’adesione o meno all’accordo.

La domanda, debitamente sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa, deve essere predisposta nel modo più possibile analitico ed esauriente in modo da fornire una ricostruzione attendibile dell’intera posizione debitoria dell’impresa nei confronti dell’Enpals.

In particolare, la domanda deve contenere:

– le indicazioni complete dell’imprenditore che propone la transazione (denominazione o nome, codice fiscale, partita IVA, n. di iscrizione alla C.C.I.A.A., generalità del rappresentante legale, ecc.);

– la completa ed esauriente ricostruzione della posizione contributiva dell’impresa, con l’indicazione di eventuali contenziosi pendenti nonché il riconoscimento formale ed incondizionato del debito contributivo nei confronti dell’Enpals e la rinuncia a tutte le eccezioni che possono influire sulla esistenza ed azionabilità dello stesso;

– l’illustrazione della proposta di transazione, con indicazione dei tempi, delle modalità e delle garanzie prestate per il pagamento, tenendo conto di tutti gli elementi utili per un giudizio di fattibilità e convenienza dell’accordo transattivo;

– se del caso gli elementi identificativi della procedura di concordato preventivo in corso (indicazione degli organi giudiziari competenti; dati identificativi del procedimento, del decreto di ammissione, etc.) e l’indicazione, anche sommaria, del contenuto del piano concordatario (fermo restando che il piano andrà comunque allegato alla domanda di transazione, unitamente a tutta la documentazione relativa prevista dagli artt. 160 e segg. della legge fallimentare);

– l’espresso impegno al regolare adempimento di tutti gli obblighi contributivi nascenti a partire dalla data di omologazione da parte del Tribunale;

– l’espresso impegno, qualora il debito sia iscritto a ruolo, a provvedere al pagamento di tutte le spese, i diritti e gli aggi spettanti all’Agente della riscossione;

– un’autocertificazione attestante il possesso dei requisiti di cui all’art. 1, comma 4, del DM 4 agosto 2009.

Entro il termine di trenta giorni dalla data di presentazione della domanda completa della documentazione prescritta, l’Ente trasmette al debitore una certificazione attestante il complessivo debito contributivo.

Proposta di transazione relativa ai debiti per contributi previdenziali nell’ambito degli accordi di ristrutturazione dei debiti.

A seguito delle novità normative, è ora prevista la possibilità per l’imprenditore in stato di crisi di avvalersi dello strumento della transazione nell’ambito delle trattative che precedono la stipula dell’accordo di ristrutturazione dei debiti anche con riferimento ai crediti previdenziali.

Anche in tal caso, ai fini dell’ammissibilità della domanda valgono i suddetti requisiti oggettivi e soggettivi.

Profili operativi

Sul piano procedurale, la domanda di transazione relativa ai debiti per contributi previdenziali, da redigere in carta semplice, e da documentare debitamente, deve essere trasmessa tramite raccomandata A/R alla Direzione Contributi dell’Area Contributi e Vigilanza dell’Enpals, Viale Regina Margherita, n. 206, 00198, Roma, contestualmente al deposito presso il Tribunale.

Se la proposta transattiva abbia ad oggetto debiti contributivi iscritti a ruolo, la relativa istanza deve essere presentata all’Enpals, e, copia, all’Agente della riscossione competente per territorio affinché il medesimo, dopo aver ricevuto la comunicazione dell’Ente creditore in ordine alla decisione di adesione o meno

alla proposta, possa intervenire nella procedura di concordato, nonché possa adottare i provvedimenti opportuni di propria competenza (eventuale sospensione degli atti esecutivi, discarichi, ecc.).

In tal caso, congiuntamente alla domanda, l’impresa sarà tenuta a richiedere al Concessionario una certificazione attestante l’entità del debito iscritto a ruolo.

L’accordo deve essere omologato dal Tribunale, e, pertanto, qualora ciò non accada – ovvero l’impresa non provveda al pagamento del debito contributivo ridotto e/o dilazionato – il provvedimento di sospensione della esecuzione sarà revocato con l’aggravio delle sanzioni civili maturate dalla data di sospensione.

Successivamente all’emanazione del provvedimento di revoca della sospensione, l’Agente della riscossione competente potrà insinuarsi nella procedura fallimentare che sarà aperta ed, in tal caso, tornerà a valere il credito originario iscritto a ruolo.

L’accordo transattivo dovrà contenere tutti i debiti (in fase amministrativa, legale e iscritti a ruolo) al fine di programmare un unico piano di rientro.

In ordine agli adempimenti in capo alla società Equitalia S.p.A., la medesima provvederà a fornire tempestivamente la certificazione contenente tutti i debiti a carico dell’interessato in ordine a tributi e contributi di gli enti previdenziali. Con atto separato, Equitalia fornirà all’Ente la certificazione contabile contenente il saldo debitorio e le specifiche sullo stato del recupero del credito e se vi sono ipoteche o pignoramenti che tutelano il credito e le eventuali proposte di azioni tese alla riscossione dell’intero credito.

Parimenti, qualora venga proposta la dilazione di pagamento in forma rateale di partite iscritte a ruolo, il provvedimento di ammissione alla rateazione adottato con provvedimento dirigenziale dell’Ente, verrà comunicato al competente Agente della riscossione affinché il medesimo possa gestire la dilazione concessa e svolgere gli altri adempimenti di propria competenza.

Infine, riguardo le modalità di versamento dei contributi oggetto di transazione, l’impresa potrà adempiere ai propri obblighi contributivi:

– mediante modello F24 per i contributi previdenziali ancora non iscritti a ruolo

utilizzando come causale contributo il codice “RELS” se il pagamento riguarda contributi e/o oneri accessori dovuti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo ovvero il codice “RESP” se il pagamento riguarda contributi e/o oneri accessori dovuti al Fondo pensioni sportivi professionisti;

– presso il competente agente dalla riscossione in relazione ai carichi contributivi iscritti a ruolo (Vin. D’An.).

 

 

2) La superiore superficie dell’immobile, indicata nell’atto catastale, non comporta la revoca dell’agevolazione fiscale

La misura catastale che indica una superficie superiore ai 240 metri quadrati, non è significativa ai fini della revoca delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa. I metri quadrati, infatti, devono essere misurati con idonea perizia redatta direttamente sui luoghi secondo i criteri dell’art. 6 del D.M. 2 agosto 1969.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone, con la sentenza n. 183/3/10, depositata il 5/11/2010.

La legge n. 168 del 1982 (introduttiva nel nostro ordinamento del regime agevolato per l’acquisto della prima casa) ha previsto che i benefici competano per il trasferimento di fabbricati o porzioni di fabbricato destinati ad abitazione non di lusso.

Pertanto, i dati catastali non bastano a negare la spettanza delle agevolazioni fiscali in materia. Poiché per misurare una maggiore superficie occorre la perizia redatta direttamente sul posto.

Come è noto, le agevolazioni fiscali connesse all’acquisto della prima casa consentono il pagamento delle imposte in misura ridotta, in particolare:

– Imposta di registro al 3% (in luogo di quella ordinaria del 7%);

– imposte catastali e ipotecarie in misura fissa pari ad Euro 168,00;

– Iva al 4%, quale alternativa all’imposta di registro (Vin. D’An.).

 

 

3) Telematizzazione delle accise: Ulteriori funzionalità

A seguito degli esiti delle attività di sperimentazione delle ulteriori funzionalità delle procedure per la trasmissione telematica dei dati delle contabilità di cui al D.L. 262/06, descritte nella nota prot. n.98887/RU del 10 agosto 2010, l’Agenzia delle Dogane ha comunicato (Protocollo: 138623/RU del 05/11/2010) che quanto riportato al paragrafo Posizione fiscale dei punti ALCODA e ALCOAR della suddetta nota è modificato come segue :

Posizione fiscale: il criterio per il calcolo dell’accisa a debito terrà conto, solo dei movimenti di scarico con posizione fiscale “001” (accisa assolta).

Pertanto, è stata prorogata al 16/11/2010 la data di estensione in ambiente reale di tutte le modifiche descritte nella citata nota.

I tracciati sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia, nella sezione “Click rapidi”, seguendo il percorso “Accise – Telematizzazione delle Accise – [settore] – [figura professionale] – Profilo della [figura professionale] – Tracciato record in ambiente di prova”), dove sono, altresì, riportate, e costantemente aggiornate, tutte le informazioni di supporto (tracciati record con le regole e condizioni per la loro corretta compilazione, tabelle di riferimento, descrizione dei processi, corsi e-learning,“Assistenza on line”, FAQ, …).

 

 

4) Registro Imprese: adempimenti di fine anno per chi cessa l’attività

Il Registro delle Imprese di Modena, in una nota inviata il 02/11/2010 all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Modena prot. 313/2010, ha messo in evidenza talune indicazioni relative agli adempimenti di fine anno che interessano il Registro Imprese.

Richieste di cancellazione

Al fine di non incorrere nell’obbligo del pagamento del diritto annuale per l’anno 2011:

– Le imprese individuali devono cessare la propria attività con data 31/12/2010 e presentare la domanda di cancellazione dal Registro Imprese o dall’albo delle Imprese Artigiane entro il 30/01/2011;

– le società di capitali in liquidazioni devono approvare il bilancio finale di liquidazione in data non successiva al 31/12/2010 e presentare la domanda di deposito dello stesso Bilancio con contestuale richiesta di cancellazione al Registro Imprese entro il 30/01/2011.

Per quanto riguarda il Bilancio finale di liquidazione occorre considerare che:

1) Il documento contabile dovrà essere espressamente qualificato dal liquidatore  “Bilancio Finale di Liquidazione” e non solo Bilancio al …………. o diciture simili.

Ciò viene richiesto per evitare equivoci sulla natura giuridica del documento e sulla volontà del liquidatore;

2) il documento contenente il Bilancio finale di liquidazione deve essere convertito nel formato PDF/A e non deve essere originato nel formato XBRL;

3) il documento digitale contenente il Bilancio finale di liquidazione deve essere dichiarato conforme dal liquidatore attraverso l’apposizione della propria firma digitale (e inserimento della dicitura di conformità in calce al documento);

4) il Bilancio finale di liquidazione unitamente al piano di riparto deve essere registrato all’Agenzia delle Entrate ogni qualvolta vi sia assegnazione di beni ai soci e, quindi, anche quando vi sia ripartizione del capitale residuo.

L’eccezione e rappresentata dal solo caso in cui residui un “credito Iva” in quanto questa è una posta contabile priva dei requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità  (risoluzione n 353/E del 05/12/2007 dell’Agenzia delle Entrate);

5) all’istanza di cancellazione deve essere allegata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata digitalmente, resa dal liquidatore ovvero dai soci attestante l’intervenuto rilascio della quietanza liberatoria.

società di persone poste in scioglimento senza messa in liquidazione in data non successiva al 31/12/2010 devono presentare domanda di cancellazione dal Registro Imprese entro il 30/01/2011 (Vin. D’An.).

 

 

5) Incidente ferroviario di Viareggio: provvedimento che riprende gli adempimenti fiscali da gennaio 2011

Definite, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 09/11/2010, le modalità di ripresa degli adempimenti tributari per i cittadini residenti nel Comune di Viareggio gravemente danneggiati dall’incidente ferroviario del 29/06/2009.

Il 31 dicembre 2010, infatti, termina il periodo di sospensione previsto dall’ordinanza 3834 del 22/12/2009.

Dichiarazioni

I cittadini residenti nel comune di Viareggio, che hanno usufruito del periodo di sospensione dei tributi Irpeg, Ires, Irpef e Irap (dal 29 giugno 2009 al 31 dicembre 2010) devono provvedere a inviare le dichiarazioni, in modalità telematica, entro il 31 gennaio 2011.

Entro la stessa data i contribuenti dovranno effettuare gli altri adempimenti connessi alle imposte.

I modelli da utilizzare sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

L’identificazione avviene con l’indicazione, sul frontespizio del modulo del codice “4 – Soggetti colpiti da altri eventi eccezionali” per il 2008 e del codice “7 – Soggetti residenti nel comune di Viareggio” per il 2009.

Coloro che utilizzano il 730, anche se chiamati a comunicare dati con i relativi quadri del modello Unico (RM, RT, RW, AC), e quelli che avrebbero dovuto presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti, possono presentare Unico persone fisiche a un ufficio postale, utilizzando la busta approvata con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 13 marzo 2008.

Versamenti

Saranno divisi in 18 rate mensili, a partire dal mese di gennaio 2011, senza interessi o sanzioni aggiunte.

Riguardano il saldo Ires, Irpef e Irap dovuto per il 2009 e il 2008 e gli acconti del 2010 i cui termini di versamento sono scaduti nel periodo di sospensione.

Per i versamenti, i soggetti interessati devono utilizzare le modalità di pagamento e i codici tributo, stabiliti per i singoli tributi, con riferimento a ciascun anno d’imposta.

Qualora l’importo complessivo delle rate da versare sia inferiore a 12 euro, il versamento può essere effettuato al raggiungimento di tale limite.

La ripresa della riscossione dei tributi sospesi effettuata secondo il presente provvedimento avviene senza aggravio di sanzioni e interessi.

 

 

6) Tenuta contabilità: il consulente negligente paga il danno arrecato all’azienda

La negligenza nell’adempimento delle attività di amministrazione e tenuta della contabilità è causa, per il consulente, di responsabilità contrattuale.

Deve risarcire il danno provocato in azienda il consulente che ha mostrato negligenza nella tenuta dell’amministrazione della società.

Dal canto suo il cliente risponde in solido (al 50%) per le irregolarità fiscali di abbia fruito e tratto vantaggio.

E quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 22830 del 10 novembre 2010.

Paga, quindi, i danni al cliente il consulente fiscale che commette gravi inadempienze. Vi è, tuttavia, concorso di colpa se il contribuente ha commesso irregolarità fiscali (Vin. D’An.).

 

 

7) Consulta: La motivazione è la chiave per sospendere l’impresa

Gli ispettori del lavoro (in materia di lavoro irregolare e di sicurezza sul lavoro) e i funzionari ispettivi delle Asl (per la sicurezza sul lavoro) devono adottare il provvedimento di sospensione con apposita motivazione in fatto e in diritto.

Anche dopo la pronuncia della Consulta (Corte Costituzionale, sentenza n. 310 del 05/11/2010), il provvedimento di sospensione dell’impresa resta un provvedimento di tipo interdittivo, a carattere discrezionale, di natura sanzionatoria e con finalità cautelare, sia pure parzialmente, gli sia attribuita una valenza anche di tipo procedimentale amministrativo.

 

 

8) Altre di fisco:

 

– Spese incrementative per opere di urbanizzazione ed impegno alla cessione gratuita di terreni al comune – detraibilità – implicazioni

L’impegno formalizzato circa la cessione gratuita, ad un Comune, di un terreno edificabile non può non essere ricompreso tra i costi incrementativi, con correlativa possibilità di detrazione (art. 26, D.L. n.55/1983, recante rinvio all’art. 13, D.P.R. n. 643/1972), non trattandosi di liberalità ma di spese preventive, come quelle sostenute per opere di urbanizzazione e, come tali, da considerarsi sotto ogni profilo quali esborsi per poter far fronte a tale operazione.

(Commissione Tributaria Centrale Bologna, sentenza n. 1386 del 03/11/2010)

 

 

– Trattamento previdenziale del personale dipendente delle Autorità amministrative indipendenti. Obbligo assicurativo presso l’INPDAP

L’Inps con la circolare n. 143 del 09/11/2010 ha esaminato la seguente disciplina:

Definizione di Autorità amministrative indipendenti.

Obblighi assicurativi per il personale delle autorità indipendenti.

Obblighi contributivi INPS.

Trasferimento dall’INPS all’INPDAP dei contributi in applicazione dell’art.116, comma 20, della Legge 23 dicembre 2000 n.388. Modalità operative.

 

 

– Deduzione dei costi per ricerca e sviluppo

– Sono deducibili ai fini dell’imposta dei redditi della società, i costi sostenuti per ricerca e sviluppo se imputabili direttamente al prodotto.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 22849 del 10/11/2010)

 

 

– Libri contabili tenuti su supporti meccanografici: Presupposti di regolarità per il riconoscimento del diritto alla detrazione

Per legge può essere considerata regolare anche la tenuta di libri contabili con sistemi meccanografici in assenza di trascrizione.

In sede di verifica fiscale, i libri contabili devono, infatti, essere immediatamente stampati su carta per essere subito disponibili per i previsti controlli.

Peraltro, non mettere a disposizione le scritture contabili ai verificatori fiscali può comportare la dichiarazione di occultamento dei libri contabili (Corte di Cassazione, sentenza n. 38224 del 28/10/2010), con conseguente condanna penale.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 22851 del 10/11/2010)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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