Novità fiscali del 3 novembre 2010: perdite su crediti: periodo di competenza per la deduzione fiscale; per deduzione fiscale dei compensi pagati agli amministratori societari occorre una distinta delibera assembleare; Onlus: pubblicato in G.U. regolamento per la concessione e l’erogazione dei contributi; agevolazioni assunzioni: pubblicati in G.U. decreti che le disciplinano

perdite su crediti: periodo di competenza per la deduzione fiscale; per deduzione fiscale dei compensi pagati agli amministratori societari occorre una distinta delibera assembleare; Onlus: pubblicato in G.U. regolamento per la concessione e l’erogazione dei contributi; agevolazioni assunzioni: pubblicati in G.U. decreti che le disciplinano; abuso di denominazione finanziaria nella nuova disciplina sugli intermediari finanziari; nuova procedura di accertamento nel consolidato; altre di fisco






 


Indice:


 


1) Perdite su crediti: periodo di competenza per la deduzione fiscale


 


2) Per la deduzione fiscale dei compensi pagati agli amministratori societari occorre una distinta delibera assembleare


 


3) Onlus: Pubblicato in G.U. il regolamento per la concessione e l’erogazione dei contributi


 


4) Agevolazioni assunzioni: pubblicati in G.U. i decreti che le disciplinano


 


5) Abuso di denominazione finanziaria nella nuova disciplina sugli intermediari finanziari 


 


6) Nuova procedura di accertamento nel consolidato


 


7) Altre di fisco


 


 


1) Perdite su crediti: periodo di competenza per la deduzione fiscale


Per le perdite su crediti derivanti dalla morosità del debitore il periodo d’imposta di competenza è quello in cui  vi è la certezza che il credito non potrà più essere soddisfatto come nel caso della declaratoria di fallimento o della chiusura delle ditte debitrici. Non, dunque, prima come aveva ritenuto, nel caso di specie, il contribuente.


Si tratta del principio che è contenuto nella sentenza n. 22135 del 29 ottobre 2010 emessa dalla Corte di Cassazione.


Il fatto


Ad una società sono stati accertati costi indeducibili per crediti inesigibili (perché non di competenza).


In particolare le perdite, derivanti da debitori divenuti insolventi e sottoposti a procedure concorsuali, sono state ritenute non di competenza, poiché riferibili solo all’anno di apertura della relativa procedura o a quello della chiusura.


La decisione


La Corte Suprema ha osservato che la deduzione delle perdite sui crediti dal reddito d’impresa è possibile se risultano da elementi certi e precisi e, in ogni caso, se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali.


Il principio della Cassazione


Tale assunto va interpretato nel senso che l’anno di competenza per operare la deduzione deve coincidere con quello in cui si acquista certezza che il credito non può più essere soddisfatto, perché in quel momento si materializzano gli elementi  (certezza e precisione) della sua irrecuperabilità.


In caso contrario si rimetterebbe all’arbitrio del contribuente la scelta del periodo d’imposta più vantaggioso per operare la deduzione, snaturando la regola espressa dal principio di competenza, che rappresenta invece criterio inderogabile ed oggettivo per determinare il reddito d’impresa (Vin.D’An).


 


 


2) Per la deduzione fiscale dei compensi pagati agli amministratori societari occorre una distinta delibera assembleare


I compensi pagati agli amministratori delle società di capitali sono deducibili secondo il principio di cassa a condizione che vi sia una delibera precedente e specifica, rispetto a quella di approvazione del bilancio di esercizio, che ha identificato l’ammontare del compenso in questione.


Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia con la sentenza n. 186.01.10 depositata il 18 ottobre 2010.


Società di capitali – compensi amministratori – deducibilità – condizioni


I compensi degli amministratori di una società di capitali sono fiscalmente deducibili nell’anno d’imposta in cui vengono corrisposti ma questo presuppone che, previamente, gli stessi siano stati oggetto di una specifica delibera di attribuzione e determinazione, senza la quale gli stessi non sono spettanti e, dunque non sono deducibili; non vale a sanare la carenza di una previa specifica delibera la considerazione che gli stessi siano compresi nel conto economico del bilancio riferentesi all’esercizio chiuso nell’anno d’imposta in cui gli stessi sono stati corrisposti e che lo stesso sia stato regolarmente approvato essendo necessaria una delibera esplicita nè la considerazione che la corresponsione degli stessi sia stata oggetto di una delibera a sanatoria essendo necessario che la delibera esplicita sia antecedente alla loro corresponsione (Vin.D’An).


 


 


3) Onlus: Pubblicato in G.U. il regolamento per la concessione e l’erogazione dei contributi


E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 255 del 30/10/2010 il regolamento (Decreto n. 177 del 14/09/2010) concernente i criteri e le modalità per la concessione e l’erogazione dei contributi di cui all’art. 96 della Legge 21/11/2000, n. 342, in materia di attività di utilità sociale, in favore di associazioni di volontariato e organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus).


Tali contributi non  sono  cumulabili  con  altri contributi,   concernenti   il   medesimo   bene,    erogati    dalle amministrazioni pubbliche.


Soggetti beneficiari


Possono presentare la domanda per la concessione del  contributo i seguenti soggetti:


a) le organizzazioni di  volontariato,  costituite  in  forma  di associazione o nelle forme previste dall’art. 3  della  legge  11 agosto 1991, n. 266, iscritte nei  registri  di  cui  all’art.  6 della medesima legge;


b) le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) in possesso dei requisiti di cui all’art. 10 del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, iscritte all’anagrafe unica delle  ONLUS  di cui all’art. 11 del medesimo decreto legislativo.


Acquisti ammissibili al contributo


Il contributo viene concesso per l’acquisto o per l’acquisizione mediante  contratto  di  leasing,  da parte dei medesimi di:


a) autoambulanze;


b) beni strumentali utilizzati direttamente ed esclusivamente per attività di utilità sociale che, per le loro  caratteristiche,  non sono   suscettibili   di   diverse   utilizzazioni   senza   radicali trasformazioni;


c) beni acquistati da organizzazioni non  lucrative  di  utilità sociale (ONLUS), da donare a strutture sanitarie pubbliche.


I beni non possono essere ceduti a terzi per un periodo di almeno 5 anni dalla data di acquisto.


Poi la cessione  deve essere preventivamente autorizzata dal Ministero del lavoro.


Presentazione delle domande


La  domanda  di  concessione  del  contributo  va  trasmessa  al Ministero del lavoro e delle politiche sociali –  Direzione  Generale per il Volontariato, l’Associazionismo e le Formazioni sociali –  via Fornovo n. 8    00192  Roma,  tramite  spedizione  postale  a  mezzo raccomandata con avviso di ricevimento.  La  data  di  spedizione  è comprovata dal timbro apposto dall’ufficio postale.


Termini di presentazione delle domande


Le domande devono essere presentate  entro il 31 dicembre dell’anno in cui sono stati effettuati gli acquisti  o le acquisizioni tramite contratto di leasing.


Segue poi la comunicazione dell’esito della domanda entro 120 giorni.


Erogazione del contributo


Il  contributo  viene  erogato  tramite  accredito  bancario  o postale, entro il termine di 90 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica  italiana (Vin.D’An). 


 


 


4) Agevolazioni assunzioni: pubblicati in G.U. i decreti che le disciplinano


Via libera alle agevolazioni contributive per il reimpiego di alcune categorie di lavoratori.


Pubblicati, in G.U. n. 253 del 28 ottobre 2010, i due decreti (D.M. n. 53343 e 53344) che regolamentano le agevolazioni contributive previste dalla Finanziaria 2010 (Legge n. 191/2009).


Per l’assunzione dei soggetti ultracinquantenni che percepiscono l’indennità di disoccupazione non agricola e per quei lavoratori con almeno 35 anni di contributi iscritti alla mobilità o che godono del trattamento di cui sopra, è previsto per il datore di lavoro uno sgravio della contribuzione Inps, modulato nella durata a seconda della tipologia di contratto (a termine/indeterminato) o di soggetto assunto.


Un’altra fattispecie è, invece, quella rivolta alla riassunzione di titolari di disoccupazione ordinaria e speciale edile, con bonus per l’azienda pari all’indennità che sarebbe spettata ai lavoratori.


Questa misura è molto simile a quella già vigente e destinata alla riassunzione dei lavoratori che percepiscono trattamenti “in deroga”.


Il beneficio è limitato al 2010, sono attese ora le istruzioni dell’Inps con le indicazioni pratiche e applicative.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 02/11/2010)


 


 


5) Abuso di denominazione finanziaria nella nuova disciplina sugli intermediari finanziari 


Assonime, con la circolare n. 36 del 2010, ha commentato le disposizioni contenute nel Decreto Legislativo n. 141 del 13 agosto 2010, che ha modificato la disciplina del Testo unico bancario (titolo V) sui soggetti che operano nel settore finanziario, per consentire l’esercizio dell’attività di finanziamento nei confronti del pubblico soltanto a quei soggetti che assicurano piena affidabilità e correttezza.


Le modifiche, entrate in vigore il 19 settembre 2010, hanno interessato anche l’aspetto sanzionatorio: in particolare è stata ampliata la fattispecie dell’abuso di denominazione con il divieto all’uso della parola “finanziaria” (o altre locuzioni analoghe, anche in lingua straniera) nella denominazione e nelle comunicazioni al pubblico, da parte di soggetti diversi dagli intermediari finanziari (di cui all’articolo 106 del TUB).


Scopo della norma è colpire l’uso di quelle denominazioni che potrebbero ingenerare confusione nel pubblico sull’attività esercitata dal soggetto, inducendo nell’equivoco che si tratti di un intermediario finanziario.


Il mancato rispetto di tale divieto è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.032 euro fino a 10.329 euro.


La nuova figura di illecito amministrativo pone un delicato problema operativo per molte società.


Fino ad oggi, infatti, l’uso dell’espressione “finanziaria” non era soggetta ad alcuna restrizione particolare e molte società, anche quotate, che operano a vario titolo in campo finanziario prevedono questa parola nella propria denominazione sociale.


La prassi è diffusa in particolare tra le società holding capogruppo e tra le società che svolgono attività finanziarie a favore del proprio gruppo.


Con la nuova disciplina, nella categoria degli intermediari finanziari rientrano solo le società autorizzate ad esercitare nei confronti del pubblico l’attività di concessione di finanziamenti ed iscritte nell’apposito albo tenuto dalla Banca d’Italia.
La Circolare Assonime n. 36/2010 ha approfondito questo aspetto particolare della nuova disciplina sugli intermediari finanziari, in relazione alle esigenze di


modifica connesse al nuovo regime sanzionatorio.


(Assonime, nota del 02/11/2010)


 


 


6) Nuova procedura di accertamento nel consolidato


Pronto il modello per lo scomputo delle perdite fiscali. Scende in campo il modello che le società consolidanti possono utilizzare per chiedere lo scomputo delle perdite dai maggiori imponibili derivanti da un accertamento fiscale.


Un provvedimento firmato il 29/10/2010 dal direttore dell’Agenzia delle Entrate ha dato attuazione alla nuova procedura di controllo prevista dall’art. 35 del D.L. 78/2010, disciplinando nello stesso tempo gli adempimenti degli uffici competenti all’emissione dell’atto unico di accertamento.


Accertamento semplice per il consolidato


Le nuove disposizioni sui controlli del consolidato consentono, attraverso l’emissione di un unico atto per la consolidata e la consolidante, di superare le numerose criticità del vecchio sistema, basato su un doppio livello di accertamento, come, ad esempio, la moltiplicazione di adempimenti per i contribuenti e gli uffici, la diluizione dei tempi necessari per le eventuali definizioni e i rischi legati a più contenziosi.


Le perdite passano per il modello


Il provvedimento di oggi approva il modello per richiedere il riconoscimento delle perdite del consolidato in diminuzione dei maggiori imponibili accertati. Sono, inoltre, indicate le modalità di presentazione, che viaggiano esclusivamente online utilizzando il programma “ModelloIpec”, disponibile gratuitamente sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate.


La capogruppo invia e decide


Il modello deve essere presentato dalla società consolidante, che può scegliere come e nei confronti di quali società controllate utilizzare le perdite del consolidato.


La scelta di utilizzare le perdite presuppone un’attività di accertamento oppure una sua definizione concordata (accertamento con adesione, adesione ai verbali di constatazione, ecc.).


La tipologia di atto dal quale derivano i maggiori imponibili condiziona anche i termini di presentazione della domanda.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 223 del 29/10/2010)


 


 


7) Altre di fisco:


 


– Compete alla Consob il controllo sulle agenzie di rating


E’ quanto dispone il D.Lgs. 5 ottobre 2010 n. 176, recante “Attuazione del regolamento (CE) n. 1060/2009 relativo alle agenzie di rating del credito”, pubblicato sulla G.U. n. 253 del 28 ottobre 2010.


Tale decreto, che entra in vigore il 12 novembre 2010, ha arrecato talune modifiche al D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria).


 


 


– I canoni di affitto vanno fatturati al momento del pagamento


I canoni di locazione dell’immobile devono essere fatturati al momento del pagamento, poiché si è in presenza di una prestazione di servizi.


Lo ha stabilito la Commissione Tributaria regionale del Lazio con la sentenza n.


177/06/10 del 05/10/2010 che in sostanza ha affermato il seguente principio:


I canoni di locazione non riscossi dagli imprenditori per la morosità dell’inquilino, sono prestazioni di servizio e, in quanto tali, vanno fatturati al momento del pagamento del corrispettivo (Vin.D’An).


 


 


– Il ricorso al mezzo postale rende nullo l’atto esattoriale


Gli atti esattoriali consegnati dal concessionario facendo ricorso diretto al mezzo postale sono tutti nulli.


Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Milano che, con la sentenza 264/09/2010, ha dichiarato l’inesistenza giuridica della procedura di notificazione eseguita senza l’intermediazione di un soggetto che abbia i requisiti legali (messo notificatore autorizzato) (Vin.D’An).


 


 


– Controlli per i lavoratori in Cigs: Il reimpiego non comunicato fa scattare il rimborso dell’indennità


L’Inps, con il messaggio n. 26718/2010, esamina la situazione di tutti quei lavoratori che pur usufruendo ancora dello stato di cassa integrazione guadagni straordinaria hanno avuto modo di rioccuparsi in tipologie di lavoro autonomo o subordinato, senza effettuare alcuna comunicazione tempestiva all’Istituto.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 02/11/2010)


 


 


– Corte Ue: il recupero dei crediti non rientra nell’esenzione Iva


Non rientra nell’esenzione dall’Iva una prestazione di servizi che sostanzialmente consiste nel richiedere alla banca di un terzo il trasferimento, attraverso il sistema di addebito diretto, di una somma dovuta da detto terzo al cliente del prestatore di servizi sul conto di quest’ultimo, inviare al cliente un resoconto delle somme riscosse, contattare i terzi da cui il prestatore di servizi non ha ricevuto il pagamento e, infine, dare ordine alla banca del prestatore di servizi di trasferire i pagamenti ricevuti, diminuiti della retribuzione, sul conto corrente del cliente.


Le operazioni compiute dalla società, in linea di principio, possono rientrare tra le operazioni esenti, secondo la sesta direttiva, a meno che si tratti di recupero di crediti che espressamente sono escluse dalle operazioni esenti.


In merito, la sesta direttiva non fornisce una definizione di recupero di crediti, tuttavia, secondo la giurisprudenza della Corte, tale nozione indica le operazioni finanziarie volte ad ottenere il pagamento di un debito in denaro.


Da ciò ne deriva, secondo i giudici comunitari, che il servizio svolto dalla società rientri proprio tra la nozione di recupero di crediti, per i quali, come detto, la disciplina comunitaria ne esclude l’esenzione dall’Iva.


(Corte di Giustizia europea, sentenza del 28 ottobre 2010, procedimento C 175/09, in notiziario Agenzia delle Entrate del 02/11/2010)


 


 


– Bonus incremento occupazione legato alla sicurezza dei lavoratori


È legittimo l’operato dell’Ufficio che nega la spettanza del credito d’imposta perché non è stata rispettata la normativa sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori.


L’attestazione scritta del datore di lavoro, di avere adempiuto agli obblighi prescritti, non ha valore meramente formale.


Il Fisco può verificare la dichiarazione del contribuente e, quindi, accertare la realtà delle “condizioni” costitutive del credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione esposte in e/o supposte dalla dichiarazione stessa.


(Cassazione, sentenza 21698 del 2010, in notiziario Agenzia delle Entrate del 02/11/2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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