Novità fiscali del 19 novembre 2010: software e programmi scaricati da Internet: obblighi IVA; transfer pricing: disposizioni attuative; regime IVA per cassa: limiti applicativi; IVA: esonero per i contribuenti minimi, prorogata la misura di deroga; scudo fiscale: rimozione cause ostative anche dopo il 31 dicembre; contratti pubblici: validità DURC

software e programmi scaricati da Internet: obblighi IVA; transfer pricing: disposizioni attuative; regime IVA per cassa: limiti applicativi; IVA: esonero per i contribuenti minimi, prorogata la misura di deroga; scudo fiscale: rimozione cause ostative anche dopo il 31 dicembre; contratti pubblici: validità DURC; altre di fisco

 

 

Indice:

 

1) Software e programmi scaricati da Internet: obblighi IVA

 

2) Transfer pricing: disposizioni attuative

 

3) Regime Iva per cassa: Limiti applicativi

 

4) IVA: Esonero per i contribuenti minimi, prorogata la misura di deroga

 

5) Scudo fiscale: rimozione cause ostative anche dopo il 31 dicembre

 

6) Contratti pubblici: validità DURC

 

7) Altre di fisco

 

  

1) Software e programmi scaricati da Internet: obblighi IVA

Anche le prestazioni di fornitura di programmi via Internet devono essere riepilogate nei modelli INTRASTAT se la prestazione avviene tra soggetti passivi comunitari.

Le prestazioni di servizi tramite mezzi elettronici rese a soggetti passivi (già disciplinate dall’art. 7, quarto comma, lett. d, del D.P.R. n. 633/1972) sono soggette ad IVA in relazione alla regola del committente, indipendentemente da dove siano materialmente utilizzate.

Dal 1/1/2010 sono in vigore le nuove norme relative alla territorialità delle prestazioni di servizi e sono operative anche le disposizioni concernenti la compilazione dei modelli INTRASTAT.

L’Agenzia delle Entrate, con lacircolare n. 36/E del 2010, ha esaminato le prestazioni di servizi che derivano dalla fornitura di programmi informatici via Internet, le quali sono soggette a IVA in Italia indipendentemente da dove siano materialmente utilizzate, se rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato.

L’acquirente nazionale deve inserire tale prestazione nell’elenco INTRASTAT relativo all’acquisto di servizi indicando il codice di identificazione IVA del fornitore.

Obblighi contabili

Per le prestazioni soggette ad IVA, rese nei confronti di committenti non soggetti passivi, devono essere osservati i normali obblighi IVA (fatturazione,

registrazione, dichiarazione, versamento).

Se le prestazioni, soggette ad IVA in Italia, sono rese da un prestatore stabilito al di fuori della Comunità, il prestatore deve adempiere agli obblighi IVA direttamente, se identificato ai sensi dell’art. 35- ter, ovvero tramite un proprio rappresentante fiscale.

(In tal senso, Fanelli e Catalano in Pratica fiscale Ipsoa n. 37 del 2010)

 

 

2) Transfer pricing: disposizioni attuative

In materia di Transfer Pricing, l’Agenzia delle Entrate, con il Provvedimento del 29.09.2010, ha individuato i contenuti della documentazione che le imprese, che appartengono ad un gruppo transnazionale, dovranno predisporre per consentire la verifica della conformità al valore normale dei prezzi di trasferimento praticati nell’ambito delle operazioni infragruppo.

Con la “manovra correttiva 2010” (D.L. 78/2010) il nostro Legislatore ha inserito alcune nuove disposizioni in tema di transfer pricing con particolare riguardo alla idonea documentazione da esibire (su richiesta) alla Amministrazione Finanziaria al fine di consentire il riscontro della conformità al valore normale dei prezzi di trasferimento praticati dalle imprese multinazionali.

Per fare fronte a ciò è stato emanato il Provvedimento attuativo del 29.09.2010.

Tali disposizioni, che sono rivolte alle società residenti in Italia appartenenti ad

un gruppo multinazionale, non introducono un nuovo “obbligo” ma individuano una “opportunità” per poter accedere al regime di esonero dalle sanzioni.

Documentazione idonea

Il provvedimento emanato dall’Agenzia delle Entrate ha, come detto, lo scopo di individuare le caratteristiche essenziali che la documentazione predisposta, dalle società appartenenti ad un gruppo multinazionale, deve possedere per poter essere opposta alle Amministrazioni Nazionali in caso di contestazione sulla congruità dei prezzi applicati alle transazioni infragruppo.

La documentazione dovrà essere articolata in:

– un documento denominato Masterfile, che raccoglie le informazioni relative al

“gruppo”, e fornisce indicazioni sulla realtà economica dello stesso, sulla sua struttura, sulle strategie generali perseguite, nonché la politica di determinazione dei prezzi di trasferimento all’interno del gruppo stesso.

– Un documento denominato Documento nazionale, che contiene informazioni più specifiche sull’impresa residente, e descrive i tratti essenziali della società, i settori in cui opera, la struttura operativa, il dettaglio delle operazioni infragruppo e un’analisi di comparabilità e dei metodi utilizzati per la determinazione dei prezzi di trasferimento.

Condizioni di efficacia della documentazione

Per la sua validità la documentazione dovrà:

– essere oggetto di aggiornamento annuale;

– essere redatta in lingua italiana (il Masterfile può essere presentato anche in lingua inglese);

– essere siglata in ogni pagina dal legale rappresentante o da un suo delegato, nonché firmata nell’ultima pagina, anche con sottoscrizione elettronica.

Termini di consegna

La documentazione idonea dovrà essere presentata in formato elettronico e consegnata ai verificatori entro dieci giorni dalla richiesta.

Saranno possibili eventuali integrazioni se richieste dall’Amministrazione finanziaria.

Possesso della documentazione

Il possesso della documentazione dovrà essere comunicato alla Agenzia delle Entrate:

– a regime, in sede di dichiarazione dei redditi;

– per i periodi d’imposta anteriori a quelli in corso al 31 maggio 2010, in via telematica tramite Entratel entro il 28 dicembre 2010.

Saranno considerati validi invii tardivi, purché anteriori ad eventuali ispezioni o verifiche.

Intervento AIDC Milano

L’Associazione Italiana dei Dottori Commercialisti di Milano, con la circolare n. 21 del 15/11/2010, è intervenuta sulla nuova disciplina dei prezzi di trasferimento.

Le inesattezze, le omissioni e le imprecisioni poste in essere nella documentazione non impediscono al contribuente di invocare la “penalty protection”, purché queste non siano tali da pregiudicare il corretto svolgimento dell’attività di controllo.

L’esonero dalle sanzioni amministrative non può, però, essere richiesto se i documenti non siano conformi al contenuto minimo stabilito dall’Amministrazione finanziaria o se non rispondono a verità.

 

 

 

3) Regime Iva per cassa: Limiti applicativi

Il regime Iva per cassa, introdotto dall’art. 7 del D.L. n. 185/2008 convertito in Legge n. 2/2009, nonostante sia trascorso oltre un anno (in particolare, introdotto da aprile del 2009), non riesce ancora a decollare.

Ciò è quanto è stato osservato di recente in dottrina (Carpentieri in Corriere Tributario Ipsoa n. 37 del 2010).

Difatti, il regime IVA per cassa, nonostante presenti il vantaggio per l’impresa o per il professionista di emettere la fattura ma di versare l’IVA solamente al momento pagamento del corrispettivo, per come è attualmente strutturato, presenta diversi limiti che non gli hanno consentito di evolversi ulteriormente, tale divenire un sistema di massa.

Uno dei principali limiti è costituito dal “ristretto” paletto del volume d’affari (€ 200.000,00), superato il quale, i contribuenti non possono avvalersi di tale beneficio.

Mentre, invece, il grosso delle imprese e dei professionisti che non supera un volume d’affari di € 200.000,00, sia perché opera con i consumatori finali, sia per altre motivazioni (tra cui le complicazioni contabili connesse), non utilizza tale neo procedura.

Il sistema di liquidazione dell’IVA per cassa riguarda la singola operazione.

In altre parole, il contribuente, nel rispetto di tale paletto, ha la possibilità di adottare per una o più operazioni lo spostamento dell’esigibilità al momento dell’incasso del corrispettivo.

In particolare, per poter adottare il criterio di cassa per la liquidazione

dell’IVA, si devono verificare le seguenti condizioni:

– sia il cedente che il cessionario/ committente devono essere soggetti che agiscono nell’esercizio d’impresa, arte o professione;

– il cedente o prestatore nell’anno solare precedente deve aver realizzato un volume di affari non superiore a 200.000 euro.

Sono altresì escluse, per espressa previsione legislativa, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o committenti che assolvono l’imposta mediante l’applicazione dell’inversione contabile (reverse charge).

Nuovo regime IVA di cassa (allineamento entro il 31/12/2012)

In merito al nuovo regime IVA di cassa previsto dalla disciplina comunitaria (si tratta del regime IVA di cassa introdotto nella direttiva 2006/112/CE) a cui l’Italia si dovrà allineare entro il 31 dicembre 2012, si differenzia, rispetto a quello attualmente in vigore, per la circostanza che non si applica per la  singola operazione IVA effettuata, anzi diventerà un regime di esigibilità dell’IVA propria del soggetto.

I soggetti che decideranno di aderire al futuro regime di liquidazione dell’IVA per cassa, potranno detrarre l’imposta pagata sugli acquisti solo in relazione al pagamento del corrispettivo al proprio fornitore.

 

 

4) IVA: Esonero per i contribuenti minimi, prorogata la misura di deroga

Il Consiglio europeo con decisione adottata il 15 ottobre 2010 e pubblicata in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 294/12 del 12 novembre 2010 ha autorizzato la Repubblica italiana a prorogare la misura in deroga all’art. 285 della dir. n. 2006/112/CE al fine di continuare ad esonerare alcuni soggetti passivi dall’Iva.

In deroga all’art. 285 della direttiva 2006/112/CE, l’Italia è autorizzata ad esonerare dall’IVA i soggetti passivi il cui volume d’affari annuo non supera i 30.000,00 euro.

L’Italia è autorizzata ad aumentare tale soglia al fine di mantenere il valore dell’esenzione in termini reali.

Tale decisione, che ha effetto il giorno della notifica, si applica a decorrere dal 1/1/2011 fino alla data di entrata in vigore di una direttiva che modifichi gli importi dei massimali del volume d’affari annuo al di sotto dei quali i soggetti passivi possono beneficiare di un’esenzione dall’IVA o fino al 31 dicembre 2013, se questa data è anteriore.

Con lettera protocollata il 10 dicembre 2009 l’Italia ha chiesto l’autorizzazione ad applicare una misura di deroga all’art. 285 della direttiva 2006/112/CE al fine di continuare a esonerare alcuni soggetti passivi dall’IVA.

Tale misura consente di continuare ad esonerare detti soggetti passivi da alcuni o dalla totalità degli obblighi in materia di IVA indicati dalla direttiva 2006/112/CE.

Con lettera dell’11 gennaio 2010 la Commissione ha informato gli altri Stati membri della richiesta presentata dall’Italia. Con lettera del 12 gennaio 2010 la Commissione ha comunicato all’Italia di disporre di tutte le informazioni necessarie per l’esame della richiesta.

Gli Stati membri possono applicare un regime speciale per le piccole imprese a norma della direttiva 2006/112/CE.

La misura da prorogare reca una deroga all’art. 285 di detta direttiva, nella sua applicazione all’Italia, solo in quanto la soglia del volume d’affari annuo prevista dal regime è superiore alla soglia di 5 000 EUR.

L’Italia era stata autorizzata, nell’ambito di una misura di deroga, a esonerare dall’IVA i soggetti passivi il cui volume d’affari annuo non supera i 30 000 EUR fino al 31 dicembre 2010.

Dato che la fissazione di tale soglia più elevata ha comportato una riduzione significativa degli obblighi in materia di IVA cui sono soggette le piccole imprese, mentre queste ultime sono ancora libere di scegliere il regime IVA normale a norma dell’articolo 290 della direttiva 2006/112/CE, è stato ritenuto opportuno autorizzare l’Italia ad applicare la misura in questione per un ulteriore periodo limitato.

Nella proposta del 29 ottobre 2004 di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 77/388/CEE al fine di semplificare gli obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto, la Commissione ha incluso disposizioni intese a permettere agli Stati membri di fissare il massimale del volume d’affari annuo per la franchigia d’imposta fino ad un importo di 100 000 EUR o al suo controvalore in moneta nazionale, prevedendo inoltre la possibilità di attualizzare annualmente l’importo.

La richiesta di proroga presentata dall’Italia è stata, quindi, ritenuta conforme alla suddetta proposta.

 

 

5) Scudo fiscale: rimozione cause ostative anche dopo il 31 dicembre

Secondo Assofiduciaria (comunicazione del 11/11/2010), la rimozione della cause ostative indicate nella dichiarazione riservata potrà essere effettuata anche oltre il termine del 31/12/2010, per mezzo di un contratto di amministrazione di beni senza intestazione a favore di una società fiduciaria.

La procedura di emersione si può validamente concludere con il rimpatrio giuridico qualora le cause ostative al rimpatrio fisico non possano essere rimosse entro il termine di fine anno.

In particolare, tali chiarimenti sono pervenuti ad Assofiduciaria direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

 

 

6) Contratti pubblici: validità DURC

Con la circolare n. 35/2010, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha previsto la validità trimestrale del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) nelle procedure di appalti di opere, servizi e forniture pubbliche, ai fini dell’iscrizione all’Albo dei fornitori e per le attestazioni SOA.

Il Ministero, pertanto, sulla base della determinazione n. 1 del 12 gennaio 2010 dell’Autorità di Vigilanza in materia di contratti pubblici, e tenuto conto delle recenti pronunce giurisprudenziali in merito, ha dettato le indicazioni sulla validità temporale del DURC in materia di contratti pubblici.

Tali indicazioni sono illustrate in dettaglio nella circolare Inps n. 145 del 17/11/2010.

 

 

7) Altre di fisco:

 

– House providing: chiarimenti

Il trattamento previsto ai fini Iva per gli organismi di diritto pubblico non è estensibile alle società in house providing degli enti locali, né per quanto riguarda l’esclusione della soggettività passiva, né per l’esenzione dei servizi sociosanitari.

(Risposta a question time commissione finanze del 17/11/2010)

 

 

Yacht: Stretta evasori

Il proprietario di uno yacht che decide di venderlo o trasferirlo all’estero dovrà ottenere dall’Agenzia delle Entrate il nulla-osta riferito all’assenza di carichi pendenti, risultanti dall’anagrafe tributaria, in capo alla proprietà dell’unità da diporto.

Ed in più servirà anche il nulla osta da parte dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo in merito a tutti gli obblighi assicurativi e contributivi inerenti i marittimi imbarcati sull’unità da diporto.

 

 

– Se manca la prova dell’esportazione della merce il fornitore nazionale risponde dell’Iva non fatturata

Pur non essendo necessario che il trasporto dei beni fuori dalla Comunità sia avvenuto a cura o a nome del cedente, resta però ferma la necessità di fornire la prova dell’avvenuta esportazione.

Onere che, secondo i principi generali, incombe sul primo cedente

(Corte di Cassazione, sentenza n. 21956 del 2010)

 

 

– Sanzione per l’omesso invio delle comunicazioni relative alle minusvalenze

In sede di risposta ad un’interrogazione parlamentare con la quale è stato sollevato il problema dell’indeducibilità delle minusvalenze derivanti dalla negoziazione di partecipazioni in soggetti quotati qualora non sia inviata apposita comunicazione (o in caso di comunicazione incompleta o infedele) è stata ipotizzata l’assimilazione della sanzione per l’omesso invio delle comunicazioni relative alle minusvalenze a quella prevista per la mancata indicazione dei costi black list.




– Paletti alle agevolazioni per le imprese familiari

Non fruiscono del regime fiscale agevolato concesso alle imprese familiari i coniugi la cui azienda, anche se co-gestita in virtù di una procura, apparteneva ad uno dei due prima del matrimonio.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 23170 del 17/11/2010)

 

 

– Le spese di ristrutturazione delle studio professionale incidono sul prelievo Irap

I compensi a terzi, l’esistenza di quote di ammortamento e interessi passivi, sono tutti elementi idonei a comprovare la sussistenza del concetto di “autonoma organizzazione” che rende dovuta l’Irap.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 23370 del 18/11/2010)

 

 

– Sono vietati gli slogan “suggestivi” per pubblicizzare lo studio legale

Ciò anche dopo la riforma Bersani

E’ sanzionabile l’avvocato nell’ipotesi del’utilizzo di pubblicità comparativa per il proprio studio professionale.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 23287 del 18/11/2010)

 

 

– La dichiarazione di fallimento non colpisce tutte le società della holding in difficoltà

Lo stato di insolvenza deve essere accertato con riferimento alle singole imprese del gruppo.

Nell’ipotesi di società inserita in una holding, lo stato di insolvenza deve essere accertato, avuto riguardo alla situazione economica della singola società.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 23344 del 18/11/2010)

 

 

– CNDCEC: Pubblicate le Osservazioni alla proposta di Norme di comportamento del collegio sindacale

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, ha pubblicato sul proprio sito (www.cndcec.it), le seguenti le Osservazioni alla proposta di Norme di comportamento del collegio sindacale:

– Pervenute dai singoli iscritti;

– dagli Ordini territoriali;

– da Associazioni;

– da Commissioni di studio.

 

 

– Stipulato patto antievasione tra Entrate – Inps

Con una convenzione siglata dal direttore delle Entrate, Attilio Befera, e dal presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, i due enti spingono sul pedale dei controlli, con un traguardo all’orizzonte: affinare il più possibile gli strumenti antievasione per riportare a galla il mondo delle attività sommerse.

L’accordo bilaterale, che durerà cinque anni, prevede lo scambio sistematico di informazioni in Rete e un’azione di contrasto congiunta basata su precise analisi del rischio e su un’attenta strategia di intelligence.

Forze unite per verifiche più selettive

Per rendere sempre più efficaci le rispettive attività di analisi del rischio, ispezione e controllo, lo scambio di informazioni Entrate-Inps è accompagnato anche dalla previsione di un piano di azioni coordinate sul piano operativo.

Nel dettaglio, le due amministrazioni potranno predisporre interventi mirati su contribuenti individuati in modo autonomo proprio attraverso le informazioni scambiate.

Inoltre, potranno essere condivisi i dati di chi è sottoposto a un controllo, evitando la dispendiosa sovrapposizione degli organi addetti alle ispezioni. Ancora, le rispettive strutture regionali potranno mettere in calendario incontri periodici, sulla base delle indicazioni diramate dalle sedi centrali.

(Agenzia delle Entrate, comunicato del 18/11/2010)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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