Novità fiscali del 18 novembre 2010: l’enorme dimensione dello studio professionale non comporta l’assoggettamento ad IRAP; rimane sotto sequestro l’immobile, anche dopo il pagamento del debito erariale; per difendersi dall’accertamento parametrico non basta evidenziare le ore di lavoro svolto, tuttavia, il professionista può invocare l’applicazione degli studi di settore; società di capitali: é nulla la notifica dell’avviso di accertamento al vecchio amministratore; lavoro accessorio: rimosso dall’INAIL il limite di 30 giorni imposto per le comunicazioni preventive; tra i poteri del giudice tributario vi è quello di modificare l’accertamento; modificate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi ai modelli F24: versamenti anche da parte del garante

l’enorme dimensione dello studio professionale non comporta l’assoggettamento ad IRAP; rimane sotto sequestro l’immobile, anche dopo il pagamento del debito erariale; per difendersi dall’accertamento parametrico non basta evidenziare le ore di lavoro svolto, tuttavia, il professionista può invocare l’applicazione degli studi di settore; società di capitali: é nulla la notifica dell’avviso di accertamento al vecchio amministratore; lavoro accessorio: rimosso dall’INAIL il limite di 30 giorni imposto per le comunicazioni preventive; tra i poteri del giudice tributario vi è quello di modificare l’accertamento; modificate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi ai modelli F24: versamenti anche da parte del garante; al via la gestione del credito d’imposta per nuovi investimenti: siglato l’accordo tra Agenzia delle Entrate e Regione Siciliana; altre di fisco

 

Indice:

 

1) L’enorme dimensione dello studio professionale non comporta l’assoggettamento ad Irap

 

2) Rimane sotto sequestro l’immobile, anche dopo il pagamento del debito erariale

 

3) Per difendersi dall’accertamento parametrico non basta evidenziare le ore di lavoro svolto, tuttavia, il professionista può invocare l’applicazione degli studi di settore

 

4) Società di capitali: E’ nulla la notifica dell’avviso di accertamento al vecchio amministratore

 

5) Lavoro accessorio: rimosso dall’Inail il limite di 30 giorni imposto per le comunicazioni preventive

 

6) Tra i poteri del giudice tributario vi è quello di modificare l’accertamento

 

7) Al via la gestione del credito d’imposta per nuovi investimenti: siglato l’accordo tra Agenzia delle Entrate e Regione Siciliana

 

8) Modificate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi ai modelli F24: versamenti anche da parte del garante

 

9) Altre di fisco

 

  

1) L’enorme dimensione dello studio professionale non comporta l’assoggettamento ad Irap

La dimensione dello studio professionale, ritenuta eccessiva dall’Agenzia delle Entrate, non comporta la presenza dell’autonoma organizzazione, elemento, invece, rilevante ai fini dell’applicazione dell’Irap.

In particolare, anche se il professionista esercita la propria attività in uno studio che ha una superficie di 100 mq è, comunque, escluso dall’applicazione dell’Irap.

Ciò che, invece, occorre, ai fini della sussistenza dell’autonoma organizzazione, è ben altro.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23155 del 16.11.2010 che ha, così, respinto le richieste avanzate dall’Agenzia delle Entrate che aveva affermato che la sussistenza di una minima struttura organizzata si sarebbe fondata semplicemente sul possesso di uno studio distinto dall’abitazione di 100 mq.

Ma, viceversa, secondo la Suprema Corte di Cassazione, tale affermazione è giuridicamente errata, poiché la giurisprudenza di tale giudice di legittimità, a partire dalla sentenza n. n. 3676 del 2007, i presupposti dell’IRAP sono costituiti dal possesso di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio della professione oppure dall’avvalersi in modo non occasionale di lavoro altrui.

Pertanto, la Cassazione ritiene che il possesso di un modesto studio per un professionista, quale bene strumentale, non sia eccedente il minimo ritenuto indispensabile.

Invece, si sarebbe dovuto accertare se lo studio del professionista, per la sua ubicazione e dimensioni potesse essere considerato valore di bene strumentale minimale o meno.

 

 

2) Rimane sotto sequestro l’immobile, anche dopo il pagamento del debito erariale

Restano sotto sequestro i beni dell’azienda accusata di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte anche se ha già provveduto a sanare il debito con l’Erario.

Lo ha deciso la Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 40481 del 16/11/2010 che ha respinto il ricorso presentato da una donna contro il provvedimento di sequestro preventivo di alcuni immobili che nel procedimento accusatorio risultavano sottratti al Fisco.

La Suprema Corte ha rilevato che l’intesa raggiunta con l’Amministrazione finanziaria non era idonea a modificare la valutazione espressa dai giudici di merito. Peraltro, il reato di cui all’art. 11 del D.Lgs. 74/2000 (sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte) costituisce un reato istantaneo di pericolo, che si realizza nel momento in cui viene eseguita la finta vendita dei beni, che rende inefficace la procedura di riscossione coattiva.

I beni sequestrati risultano poi confiscabili perché hanno rappresentato lo strumento attraverso il quale il reato è stato commesso.

 

 

3) Per difendersi dall’accertamento parametrico non basta evidenziare le ore di lavoro svolto

Le ore di lavoro proporzionate alle parcelle emesse ed incassate non costituisce uno scudo contro l’accertamento sulla base dei parametri.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 23156 del 16/11/2010, ha stabilito che la parcella del professionista e le ore di lavoro svolto non mettono a rischio l’applicabilità di tale tipologia di accertamento fiscale.

La tesi del volume d’affari parametrato alla parcella e agli orari di lavoro non é di per sé sufficiente ad annullare la pretesa erariale, in particolar modo se il professionista sia accusato di non aver fornito anche le relative fonti probatorie.

E’, dunque, valido l’accertamento tributario anche se il contribuente ha dimostrato quanto sia stato pagato dai clienti nell’anno di riferimento.

Il contribuente per difendersi dall’accertamento parametrico può invocare l’applicazione degli studi di settore

Non è valido l’accertamento basato su parametri se il contribuente dimostra la maggiore “aderenza” degli studi di settore alla propria attività.

Sono, quindi, utilizzabili come prova per contrastare un accertamento fondato sui parametri.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 23172 del 17/11/2010)

 

 

4) Società di capitali: E’ nulla la notifica dell’avviso di accertamento al vecchio amministratore

Nell’ipotesi di avviso di accertamento notificato all’amministratore decaduto di una società di capitali, il ricorso proposto e sottoscritto dal vecchio rappresentante non sana la nullità della notifica.

Ricorso che non consente neanche di ottenere l’annullamento dell’atto originario poiché l’intero processo è nullo fin dall’origine.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 23000 del 12/11/2010)

 

 

5) Lavoro accessorio: rimosso dall’Inail il limite di 30 giorni imposto per le comunicazioni preventive

Il periodo di ricorso ai voucher potrà essere indicato interamente.

L’Inail, con una nota del 15/11/2010 emanata in rettifica della precedente nota n. 8181/2010, ha precisato che non sussiste alcun limite temporale alle denunce di prestazioni di lavoro accessorio, eliminando, di fatto, il vincolo dei 30 giorni

Lavoro occasionale accessorio – Obbligo comunicazione preventiva a carico del committente

In relazione a quanto affermato:

– con nota n 7969 del 4.11.2010 nell’ultimo capoverso in cui viene fatto rinvio all’obbligo per i committenti di lavoro occasionale accessorio di indicare nella comunicazione preventiva prestazioni di durata non maggiore di trenta giorni di calendario (date presunte di inizio e fine prestazione)

– nonché con nota prot. n. 8181 del 10/11/2010, ove si precisa che “il periodo della prestazione per il quale viene effettuata la comunicazione preventiva non può essere superiore a trenta giorni. In tutti i casi in cui il periodo supera i trenta giorni, sarà necessario effettuare una nuova comunicazione preventiva allo scadere dei trenta,” tenuto conto delle osservazioni fatte pervenire in merito da molti rappresentanti del mondo produttivo, l’Inail concorda sull’opportunità di elidere il limite temporale dei trenta giorni come sopra individuato – dovuto a mere esigenze connesse alla procedura informatica – e  precisa che la comunicazione che il committente deve effettuare prima dell’inizio della prestazione può ricomprendere l’intero arco temporale nel quale s’intende fare ricorso al lavoro accessorio del prestatore considerato, senza limitazioni a 30 giorni.

Rimane l’obbligo di comunicare all’INAIL le eventuali variazioni sopravvenute relativamente al periodo di lavoro effettivo, qualora lo stesso venga a cessare anticipatamente rispetto alla data originariamente indicata oppure abbia inizio in data successiva a quanto inizialmente comunicato.

In tal senso, verranno predisposte apposite implementazioni procedurali.

(Inail, nota del 15 novembre 2010)

 

 

6) Tra i poteri del giudice tributario vi è quello di modificare l’accertamento

Il giudice tributario può modificare l’accertamento nell’ambito dell’importo preteso dall’Amministrazione finanziaria.

La Commissione Tributaria può, quindi, entrare nel merito della pretesa erariale, riportandola nella corretta misura.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 23171 del 17/11/2010)

 

 

7) Al via la gestione del credito d’imposta per nuovi investimenti: siglato l’accordo tra Agenzia delle Entrate e Regione Siciliana

Parte la collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate e la Regione Siciliana per la gestione del credito d’imposta, istituito dalla Legge regionale n.11 del 2009, diretto ad incentivare i nuovi investimenti e la crescita dimensionale delle imprese sul territorio.

Grazie all’accordo sottoscritto il 17/11/2010 dal direttore dell’Agenzia delle Entrate e dall’assessore dell’Economia della Regione Siciliana, l’amministrazione finanziaria metterà a disposizione delle imprese siciliane l’esperienza maturata nella gestione del sistema fiscale nazionale.

In particolare, la convenzione affida all’Agenzia la gestione delle istanze di ammissione al credito d’imposta oltre alle attività di accertamento, riscossione e contenzioso.

Il beneficio fiscale potrà essere utilizzato, infatti, attraverso il modello di pagamento F24 che consente la compensazione del credito con debiti di diversa natura (tributari, erariali, locali e contributivi).

La distribuzione capillare degli uffici dell’Agenzia sul territorio permetterà, inoltre, di affrontare in modo ottimale tutti gli aspetti tecnico-operativi del credito, di realizzare economie di gestione e di incrementare l’efficienza e la qualità dei servizi, evitando che si verifichino trattamenti e rapporti differenziati tra le diverse realtà locali.

Per la Sicilia è una grande opportunità di crescita mediante lo sviluppo del tessuto imprenditoriale e l’attrazione degli investimenti.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 17/11/2010)

 

 

8) Modificate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi ai modelli F24: versamenti anche da parte del garante

Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15/11/2010 (pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate il 17/11/2010), ha modificato le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati relativi ai modelli F24.

In particolare, con tale provvedimento sono approvate le modifiche alle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei modelli F24 allegate al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 29 marzo 2010.

Dette modifiche consentono di utilizzare i servizi on line resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate, per il versamento, tramite modello F24, di somme dovute da parte di un soggetto diverso dal debitore principale, in qualità di garante o terzo datore di ipoteca, con addebito sul proprio conto corrente bancario o postale.

Avverte il notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 17/11/2010 che:

Dal prossimo 1° dicembre, data in cui le specifiche modificate andranno a sostituire definitivamente quelle precedentemente approvate con il provvedimento del 29 marzo scorso, è stata stabilita una “connessione” tra il codice identificativo del garante e il suo conto corrente.

Mediante tale operazione, colui che offre la “copertura” al contribuente debitore potrà quindi utilizzare il web per pagare le somme “garantite”.

Viene ricordato che, in caso di importi a debito superiori a 50mila euro, al contribuente, da un lato è concessa la possibilità di rateizzare le somme, dall’altro è richiesta adeguata garanzia che copra sia l’ammontare dovuto sia la sanzione in misura piena.

Il debitore può optare per una polizza fideiussoria, per una fideiussione bancaria oppure può ottenere dall’ufficio l’autorizzazione ad accendere, in proprio o tramite terzo datore, un’ipoteca volontaria di primo grado su un immobile di sua esclusiva proprietà.

In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento, anche di una sola rata, l’ufficio invia al garante o terzo datore di ipoteca, prima dell’iscrizione a ruolo, un invito a pagare entro 30 giorni dalla notifica l’intero importo del debito residuo.

Per identificarlo, l’Agenzia, ha istituito, con la risoluzione n. 31/2010, il codice “60-garante/terzo datore”, da indicare nel modello F24 al momento del pagamento.

Ma, fino ad ora, non gli era consentito l’utilizzo dei servizi on line, per l’impossibilità di “agganciare” il codice 60 al relativo conto corrente.

 

 

9) Altre di fisco:

 

– Proroga del 55% forse possibile

Secondo indiscrezioni trapelate, sembrerebbe che la proroga dell’agevolazione del 55% potrebbe rientrare nel D.D.L. di stabilità economica.

La situazione è più complessa del previsto a causa della crisi del governo iniziata il 16/11/2010.

 

 

– Alluvione in Veneto: Le imprese chiedono la proroga delle scadenze tributarie come calamità naturale

Non ci stanno le imprese in Veneto. Il provvedimento varato per la sospensione dei termini tributari non è quello previsto per le calamità naturali (semplice dichiarazione dello stato di calamità naturale).

E’ stato pertanto richiesto un provvedimento da varare in tal senso, poiché le scadenze fiscali di fine novembre sono imminenti.

 

 

– Rivalutazione quote TFR

Il coefficiente di ottobre per rivalutare le quote di trattamento di fine rapporto (T.F.R.) accantonate è stato pari a 2,354566.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

 

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