L'acconto per i "nuovi minimi"

attenzione: i “nuovi” contribuenti minimi dovrebbero versare l’acconto col metodo storico: un caso d’ingiustizia fiscale?

In un precedente intervento, abbiamo trattato il calcolo dell’acconto per un contribuente minimo in uscita dal regime “privilegiato” per rientrare in regime di determinazione del reddito ordinario.




Adesso vediamo come calcolare l’acconto per un “futuro” contribuente minimo…


Se la speranza del contribuente che sta per entrare nel regime dei “minimi” è quella di risparmiare (in tutto o in parte) l’acconto di fine novembre, tale speranza è vana se consideriamo l’orientamento dell’Agenzia delle Entrate, che esclude tassativamente l’utilizzo del metodo previsionale e pretende che il futuro minimo applichi per il calcolo il “metodo storico” in base all’ultimo reddito IRPEF dichiarato (cfr. Circolare 13 E del 2008).




Questa prassi imposta dall’Agenzia ha fondamentalmente un’implicazione negativi per i futuri contribuenti minimi soggetti a ritenuta d’acconto (agenti, liberi professionisti…) che, grazie al regime agevolato, possono ragionevolmente chiudere le proprie dichiarazioni a credito, in quanto l’imposta sostitutiva viene pareggiata dalle ritenute d’acconto subite.


Il rischio per il futuro contribuente minimo è che, in mancanza di produzione di altri redditi soggetti ad IRPEF, si troverà a versare un acconto che per il contribuente rappresenta un credito d’imposta di difficile utilizzo.




E’ vero che trattandosi di futuri contribuenti minimi, quindi con ricavi non superiori a 30mila euro, l’ammontare degli acconti dovuti sull’ultimo reddito dovrebbero essere limitati. Tuttavia, se il regime dei contribuenti minimi serve ad agevolare quei contribuenti persone fisiche che per definizione hanno ricavi limitati, non si vede perchè debba gravare su di loro un acconto probabilmente sproporzionato rispetto all’imposta sostitutiva (ricordiamo che l’imposta sostitutiva del 20% è inferiore al primo scaglione IRPEF) che dovranno versare a seguito di Unico 2011.




27 novembre 2010


Luca Bianchi

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