Il calcolo dell'acconto imposte da parte dei contribuenti minimi

Anche per i contribuenti minimi (ex. art. 1 cc. 96 – 117 della L. 244/2007 – cd. Legge finanziaria 2008) è arrivato il momento di verificare il secondo acconto.

Come specificato dal comma 105 del cit. art. 1 della Finanziaria 2008, anche i contribuenti minimi sono obbligati a versare gli acconti d’imposta con le stesse modalità dei contribuenti soggetti all’IRPEF. La differenza è che i minimi versano l’acconto in base all’imposta sostitutiva propria del loro regime, ricordiamo che si tratta di una sostitutiva onnicomprensiva del 20% sul reddito determinato nel regime dei minimi.

Il rigo di riferimento per l’acconto calcolato col metodo “storico” è il CM14, quello che evidenzia l’imposta sostitutiva netta (depurata di crediti d’imposta e ritenute d’acconto subite) che il contribuente minimo deve (eventualmente) pagare a saldo della dichiarazione. I contribuenti minimi pertanto versano l’acconto con le regole normali in base all’imposta sostitutiva effettivamente dovuta, quindi l’acconto è dovuta se il saldo dell’imposta è almeno di € 52,00.

 

Stante le caratteristiche del regime, il fatto che i redditi percepiti sono comunque soggetti a ritenuta d’acconto nei casi previsti dal DPR 600/73, il contribuente minimo spesso è un contribuente in perenne credito d’imposta per quanto riguarda l’attività in “regime dei minimi”.

 

Data tale situazione alcune note riguardo l’acconto.

Il contribuente minimo versa gli acconti per quanto riguarda la sua posizione complessiva, quindi bisogna sempre verificare gli acconti per il contribuente, a prescindere dall’eventuale credito in quanto “contribuente minimo”.

In particolare gli acconti “previdenziali” sono dovuti secondo le regole normali, quindi alle normali scadenze estive e del 30 novembre per quanto riguarda l’INPS.

 

Contribuente Minimo in uscita dal regime

E’ interessante la posizione del contribuente minimo in uscita dal regime per rientrare nel regime di determinazione normale del reddito. Nel nostro caso, un contribuente minimo che nel 2009 ha chiuso la dichiarazione come “minimo” e che chiuderà il 2010 come contribuente “normale”.

 

Anche in questo caso, il contribuente minimo calcola l’acconto col metodo storico, quindi in base all’imposta sostitutiva versata l’anno precedente. Il problema è che tale acconto (nell’ipotesi di un imposta sostitutiva a debito) sarà sicuramente inferiore a quanto sarà dovuto in sede di saldo il prossimo anno.

 

Se al 30 novembre 2010 questa può essere un’ottima notizia per il contribuente dal punto di vista finanziario. In sede di calcolo di Unico 2011 per i redditi 2010 bisognerà versare sia il saldo che l’acconto, sicuramente il contribuente minimo dovrà programmare finanziariamente tale passaggio di regime.

 

22 novembre 2010

Luca Bianchi

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it