Accertamento da studi di settore - seconda parte

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CAMPO ANNOTAZIONI


ESEMPI DI COMPILAZIONE


Esempio n. 1


Con riferimento alla condizione di non normalità, nel caso si ritenga non applicabile l’indicatore “incidenza dei costi di disponibilità di beni mobili strumentali” la sintassi da utilizzare nel campo “Annotazioni” potrebbe essere la seguente:


NON NORMALITA’ ECONOMICA RIFERIBILE A SINGOLI INDICATORI


Incidenza dei costi di disponibilità dei beni strumentali:




  • Vendita, nel corso dell’anno, di beni strumentali per un ammontare di 125.000 euro;



  • Prevalenza dei costi per canoni di leasing (leasing triennale sull’autogru, del valore di 180.000 euro).




Esempio n. 2


Sempre in tema di condizione di non normalità, nel caso si ritenga non applicabile l’indicatore “valore aggiunto per addetto” in quanto il numero di giornate retribuite e’ diverso da quello delle giornate lavorate, a causa di assenza per malattia, la sintassi da utilizzare nel campo “Annotazioni” potrebbe essere la seguente:


NON NORMALITA’ ECONOMICA RIFERIBILE A SINGOLI INDICATORI


Valore aggiunto per addetto:




  • Assenza per malattia di un dipendente per sei mesi, con indennità a carico dell’azienda.



Esempio n. 3


Con riferimento alla “marginalità economica”, nel caso di situazioni soggettive riferibili al titolare, alla struttura di impresa ed al mercato di riferimento, la sintassi da utilizzare nel campo “Annotazioni” potrebbe essere la seguente:


MARGINALITA ECONOMICA


Situazione riferibile a condizioni soggettive del titolare:




  • Stato di salute precario (oltre tre mesi di inattività per malattia nel corso dell’anno)


Situazione riferibile all’impresa:




  • Attività svolta in un locale della propria abitazione, utilizzando soltanto una apparecchiatura vecchia di oltre 10 anni.


Situazioni riferibili al mercato:




  • l’impresa chimica, committente quasi esclusivo, sta riducendo progressivamente l’attività.




Esempio n. 4


In altra ipotesi di “marginalità economica”, per situazioni analoghe a quelle dell’esempio precedenti, la sintassi da utilizzare nel campo”Annotazioni” potrebbe essere la seguente:


MARGINALITA ECONOMICA


Situazione riferibile a condizioni soggettive del titolare:




  • Pensionato.


Situazione riferibile all’impresa:




  • svolge attività con un unico automezzo di portata non superiore a 35 quintali;



  • non si avvale di collaboratori ne’ di dipendenti.


Situazioni riferibili al mercato:




  • Divieto da parte del consorzio-committente di svolgere attività verso terzi diversi;



  • Compensi prefissati e di basso importo rispetto al mercato.



Esempio n. 5


Con riguardo ad una situazione specifica di ricarico basso dovuto ad una politica di sconti imposta dal mercato e ad una condizione temporanea di ostacolo all’esercizio dell’attività la sintassi da utilizzare nel campo “Annotazioni” potrebbe essere la seguente:


Altre condizioni particolari o specifiche che possono rendere non attendibili le risultanze dell’applicazione degli studi




  • Sconto del 20% applicato su tutto il venduto per 8 mesi dell’anno, per sostenere la concorrenza locale (apertura di un supermercato, presenza di centri commerciali ecc.).



  • Chiusura al traffico della via in cui è situato l’esercizio commerciale a causa dei lavori per costruzione della linea del tram.



Esempio n. 6


Con riguardo ad una situazione specifica concernente il trasporto merci la sintassi da utilizzare nel campo “Annotazioni” potrebbe essere la seguente:


Altre condizioni particolari o specifiche che possono rendere non attendibili le risultanze dell’applicazione degli studi







        • Autotrasportatore con due automezzi e un collaboratore;



        • Perdita del committente principale con significativa contrazione dei ricavi;


Utilizzo degli automezzi, in misura ridotta del 40%, per 10 mesi dell’anno, con possibilità di documentare il ridotto utilizzo.








      • variabili gestionali che hanno inciso sul risultato di alcuni indicatori di normalità economica o di coerenza, lasciando intravedere un’anomalia di cui è chiara e giustificabile l’origine;



      • l’attribuzione di cluster non rappresentativi della realtà economica del contribuente, ovvero presenza delle varie “attenuanti” già emergenti dalla prassi dell’amministrazione;



      • situazioni locali di crisi particolarmente accentuata e superiore rispetto alla media nazionale;



      • scarso effetto dei correttivi congiunturali introdotti in Gerico 2009 rispetto all’impatto reale dell’aumento dei prezzi delle materie prime, ovvero la riduzione della marginalità, ovvero la rigidità della struttura organizzativa;



      • motivazioni alla base dell’indicazione del codice di esclusione “7” (periodo di non normale svolgimento dell’attività).




Naturalmente, l’elenco di fenomeni di cui sopra è solo esemplificativo e non esaustivo e, quindi, potrebbero essere indicate anche altre “giustificazioni” di non congruità.




Corte di Cassazione


Sull’applicabilità degli studi di settore a soggetti di piccole dimensioni con un una limitata disponibilità di beni è intervenuta recentemente la Corte di Cassazione con una serie di sentenze.




Sentenza 19957/2010 Professionista che svolge anche l’attività di dipendente


Con la Sentenza n. 19957 del 21/09/2010 la Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un professionista che svolge anche un lavoro dipendente.




Più precisamente la vicenda oggetto del giudizio si è svolta nel seguente modo:







        • ad un ingegnere l’ufficio ha contestato maggiori ricavi in conseguenza dell’applicazione degli studi di settore;



        • il professionista si è difeso spiegando di svolgere anche attività di lavoro dipendente, con la conseguenza che non era corretto, tantomeno logico, pretendere nei suoi confronti una produzione di ricavi in misura uguale a un ingegnere dedito esclusivamente alla libera professione;



        • la commissione provinciale ha condiviso la tesi del contribuente, ma i giudici di appello hanno dato ragione all’ufficio, in quanto lo svolgimento di un’altra attività non può comportare, a priori, il dimezzamento dei ricavi della professione, senza fornire elementi in tal senso.




Secondo al Cassazione:









        • il tempo dedicato dal contribuente al lavoro autonomo non incide direttamente sulla determinazione dei ricavi, né il contemporaneo esercizio di due attività può costituire da solo motivo sufficiente per disattendere la conclusioni della amministrazione finanziaria”;



        • il contribuente avrebbe dovuto provare che il tempo impiegato nello svolgimento del lavoro dipendente incideva sulla redditività del lavoro autonomo, non in astratto come intende il professionista, ma in concreto, “con esposizioni di orari, tempi di esecuzione di ogni singola prestazione, impegno temporale complessivo della occupazione alternativa, impegni professionali rifiutati o impossibili per carenza di tempo disponibile”.




La Cassazione ha, in sostanza, confermato la decisione della commissione regionale sostenendo che: a prova di una concreta diminuzione di capacità reddituale della libera professione in forza della duplice attività non è a carico del fisco ma del contribuente, “il quale può adempiere all’onere anche con presunzioni, allegando tuttavia i dati necessari a sostegno dell’assunto”.




Sentenza 19951/2010 Praticanti avvocati


Con la Sentenza n. 19951 del 21/09/2010 la Corte di Cassazione ha preso in esame un caso avente ad oggetto un accertamento da studi di settore nei confronti di un praticante avvocato.


In particolare la controversia si è così svolta:




  • un avvocato ha presentato ricorso contro il fisco il quale aveva notificato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore relativo al periodo in cui la donna svolgeva attività di praticante con partita Iva;






  • secondo le Entrate, il fatto che il professionista fosse diventato avvocato solo alcuni anni dopo, rispetto all’apertura della partita Iva, non impediva di svolgere consulenza legale, altrimenti non aveva senso intraprendere un’attività con il sostenimento di costi in luogo di prestazioni occasionali.




La Corte di Cassazione al riguardo ha affermato che:





    • è manifestamente illogico ritenere che sia sufficiente l’apertura della partita Iva, perché siano assicurati clienti, ricavi e redditi, così come la predisposizione della propria posizione tributaria non è un indice di produzione di reddito”;



    • l’attività del praticante legale non può essere equiparata a quella del procuratore legale;



    • non può essere “ignorata l’inerzia tipica della fase iniziale dell’attività professionale legale”. Questo perché “la flessibilità degli strumenti presuntivi trova origine e fondamento proprio nell’art. 53 Cost, non potendosi ammettere che il reddito venga determinato in maniera automatica, a prescindere da quella che è la capacità contributiva del soggetto sottoposto a verifica”.




Sentenza 20210/2010 Giovani commercialisti


Infine con la Sentenza n. 20210 l’attenzione della Corte di Cassazione ha posto l’attenzione sull’attività professionale svolta da pochi anni da un Dottore commercialista.




Nello specifico, la Cassazione ha esaminato il caso di un cotribuente destinatario di un avviso di accertamento basato sui parametri contabili che, nel periodo d’imposta accertato (1996), svolgeva la professione di Dottore Commercialista da appena due anni senza avvalersi di collaboratori o dipendenti.




Al riguardo la Cassazione ha:









            • ribadito (si vedano sentenze del 18 dicembre 2009 n. 26635, 26636, 26637 e 26638 esposte precedentmente) che i risultati derivanti dai parametri contabili (e dagli studi di settore) non possono essere applicati automaticamente dall’Amministrazione finanziaria, ma devono essere adeguati in relazione alla situazione economica specifica del contribuente accertato, tenendo conto delle circostanze rappresentate dal medesimo in sede di contraddittorio;



            • considerato corretto l’operato dei giudici di secondo grado che avevano ritenuto nullo l’avviso di accertamento in quanto, sulla base di una valutazione di merito, si desumeva che “il contribuente svolgeva l’attività di dottore commercialista senza l’ausilio di personale dipendente e dal canto suo il contribuente, nato nel 1962, ha documentato che all’epoca era soltanto al secondo anno di attività professionale”.




8 novembre 2010


Antonio Gigliotti

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