Novità in materia di imposta di bollo

le procure alle liti in calce o a margine del ricorso e le istanze di trattazione in pubblica udienza sono soggette ad imposta di bollo

Con due recenti interventi, la Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 82/E del 17 agosto 2010 e la nota della Direzione Regionale dell’Emilia Romagna del 13 settembre 2010, l’Amministrazione finanziaria interviene a fornire chiarimenti in materia di pagamento dell’imposta di bollo di cui al D.p.r. 26 ottobre 1972 n. 642.


In particolare, con la prima viene analizzata l’assoggettabilità all’imposta di un’istanza di pubblica udienza contestuale al ricorso introduttivo, con la seconda la procura di cui all’art. 63 D.P.R. n. 600/73 e quella alle liti apposta in calce o a margine del ricorso introduttivo del processo che si svolge dinanzi le Commissioni tributarie.




Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 82/E del 17 agosto 2010


Con il primo intervento viene chiarita la portata dell’art. 13 del D.p.r. 642/72.


In particolare viene verificata l’assoggettabilità o meno al tributo dell’istanza di discussione in pubblica udienza presentata contestualmente al ricorso introduttivo del processo, al ricorso in appello o ad altri atti processuali.


Occorre subito dire che, eccetto alcuni casi tassativi previsti dall’art. 13 del D.p.r. 642/72, la legge sul bollo fa divieto di scrivere più atti nel medesimo foglio senza l’assolvimento del tributo per ognuno di questi.


L’articolo 13, comma 3, sub 15, del Decreto n. 642/1972 nel testo modificato dall’art. 11 del D.p.r. 955/1982 consente, tuttavia, l’assoggettamento ad un’unica imposta di bollo nel medesimo foglio per gli atti contenenti più convenzioni, istanze, certificazioni o provvedimenti “se redatti in un unico contesto”.


L’intervento dell’Agenzia delle Entrate nel caso in esame è volto proprio a chiarire il significato di quest’ultimo concetto. Essa riconosce in particolare che l’istanza di pubblica udienza contenuta all’interno del ricorso introduttivo del processo (o del ricorso in appello o in altri atti processuali), realizza proprio quella situazione di “contestualità” cui si riferisce la norma, presentandosi l’atto come formalmente unitario.


Chiarisce ancora come, pur in assenza di un’espressa previsione, sia proprio la genericità del riferimento contenuto nella norma agevolativa alle “convenzioni, istanze, certificazioni o provvedimenti” a far ritenere che la predetta elencazione abbia natura puramente esemplificativa e, quindi, sia tale da ricomprendere al suo interno anche il ricorso introduttivo del giudizio.


Si registra in proposito anche l’intervento della Corte d’Appello di Torino, sent. n. 245 del 2 febbraio 2001 in banca dati Fisconline, la quale, a fronte di un atto contenente contestualmente l’istanza di rinvio del procedimento e quella di pubblica udienza, ha ritenuto realizzato un unico contesto, con conseguente assoggettamento dell’atto ad una sola marca da bollo.


Pertanto conclude esprimendo l’avviso che anche il ricorso contenente al suo interno la contestuale istanza di discussione in pubblica udienza possa essere ricondotto nell’ambito del terzo comma, sub n. 15), dell’articolo 13 del d.P.R. n. 642 del 1972, e come tale debba scontare un’unica imposta di bollo.




DR dell’Emilia Romagna Nota prot. 45160 del 13 settembre 2010


E’ noto come ai sensi dell’art. 63 del D.p.r. n. 600/73 il contribuente possa farsi rappresentare presso gli uffici finanziari da un procuratore generale o speciale. La procura speciale deve essere conferita per iscritto con firma autenticata. Il legislatore chiarisce che l’autenticazione non è necessaria quando la procura è conferita al coniuge o a parenti e affini entro il quarto grado o a propri dipendenti da persone giuridiche. Salvo per quanto riguarda gli ex appartenenti all’amministrazione finanziaria e alla guardia di finanza, ai quali, ancorché iscritti in un albo professionale o nell’elenco previsto nel precedente comma, è vietato, per due anni dalla data di cessazione del rapporto d’impiego, di esercitare funzioni di assistenza e di rappresentanza presso gli uffici finanziari e davanti le commissioni tributarie (comma 4).


Afferma la Direzione Regionale dell’Emilia Romagna che, mentre la procura speciale è esente dall’imposta di bollo ai sensi dell’art. 5 del Decreto, l’autentica di firma operata dal rappresentante sulla procura prodotta ai sensi dell’art. 63 d.p.r. 600/73 deve essere assoggettata ad imposta di bollo stante quanto disposto dall’art. 1, Tariffa, parte prima del Testo Unico il quale prevede l’assoggettamento ad imposizione degli “atti autenticati da notai o da altri pubblici ufficiali”.


Sarebbe illogico – afferma l’amministrazione – prevedere per la medesima funzione un’imposizione per il caso in cui l’autentica sia posta in essere da un pubblico ufficiale ed escluderla qualora sia posta in essere da un privato.


Per quanto riguarda, infine, la procura alle liti apposta in calce a o margine del ricorso in Commissione tributaria, la Direzione Regionale dell’Emilia Romagna conferma l’assoggettamento ad imposta anche di tale atto.


Ragionando al contrario non si comprenderebbe – afferma – la ratio secondo cui il legislatore, riguardo ad una fattispecie riconducibile chiaramente ad un “unico contesto” abbia ritenuto opportuno puntualizzare le modalità di assolvimento dell’imposta con riferimento alla procura (ovvero ad uno degli atti contestuali), precisando che tale pagamento assorbe l’imposta per la certificazione della firma.


Una tesi peraltro che conferma, argomentando, il risalente intervento della Direzione Regionale del Piemonte di cui alla circolare n. 96085559 del 17 giugno 1996.


Se l’atto processuale contiene, in calce o a margine, l’indicazione dell’incarico conferito al difensore abilitato, occorre l’applicazione di altra marca da bollo di lire 20.000 perché sussistono, nel medesimo atto, due manifestazioni di volontà” in banca dati “fisconline”.




4 ottobre 2010


Ugo Mangiavacchi

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