Novità fiscali del 5 ottobre 2010: comunicazioni Black list: pronto il software sul sito delle Entrate; proroga SISTRI; provvedimento recante gli indicatori di anomalia per gli intermediari; misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo; fatture false: é concorso di reato tra azienda e Commercialista; deducibilità compenso amministratori: circolare della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro; società miste e applicabilità del D.Lgs. n. 231/01; approvate istruzioni modifiche al modello di comunicazione per gli studi di settore UK19U

 

 

Indice:

 

1) Provvedimento recante gli indicatori di anomalia per gli intermediari

 

2) Misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo

 

3) Proroga SISTRI in G.U.

 

4) Fatture false: E’ concorso di reato tra l’azienda e il Commercialista

 

5) Deducibilità compenso amministratori: circolare della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro

 

6) Società miste e applicabilità del D.Lgs. n. 231/01

 

7) Chiarimenti Inps

 

8) Approvate istruzioni modifiche al modello di comunicazione per gli studi di settore UK19U

 

9) Società di calcio quotate: raccomandazioni CONSOB in materia di informazione al mercato

 

10) Comunicazioni Black list: Pronto il software sul sito delle Entrate

 

 

1) Provvedimento recante gli indicatori di anomalia per gli intermediari

Pubblicato in G.U. n. 230 del 1 ottobre 2010 il provvedimento del 24 agosto 2010 della Banca D’Italia.

Ciò sia per la circostanza che gli intermediari devono prestare  particolare attenzione a qualsiasi rischio di riciclaggio o di finanziamento  del terrorismo  connesso  a  prodotti  o  transazioni  atti  a   favorire l’anonimato, per cui devono  adottare  le  misure  eventualmente  necessarie   per impedirne l’utilizzo per scopi di riciclaggio o di finanziamento  del terrorismo; sia per il fatto che, ai sensi dell’art. 41, comma 1, del D.Lgs. n. 231 del 2007 tali  soggetti (cd. “destinatari”) devono  inviare  alla  UIF  una segnalazione di operazione sospetta quando vengono a conoscenza, sospettano o  hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano  in  corso  o  che  siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del  terrorismo.  Il  sospetto  viene  desunto  dalle   caratteristiche, entità, natura dell’operazione o da qualsivoglia  altra  circostanza conosciuta in ragione delle funzioni esercitate, tenuto  conto  anche della capacità economica e dell’attivit svolta dal soggetto cui è riferita, in  base  agli  elementi  a  disposizione  dei  segnalanti, acquisiti nell’ambito dell’attività  svolta  ovvero  a  seguito  del conferimento di un incarico.

A chi si applica tale provvedimento

Le disposizioni  contenute  nel  presente  provvedimento  e  nel relativo allegato sono rivolte a:

– banche;

– Poste italiane S.p.A.;

– istituti di moneta elettronica;

– istituti di pagamento;

– Società di intermediazione mobiliare (SIM);

– Società di gestione del risparmio (SGR);

– Società di investimento a capitale variabile (SICAV);

– imprese di assicurazione che operano in Italia nei rami di cui all’art. 2, comma 1, del CAP;

– agenti di cambio;

– società che svolgono il servizio di riscossione dei tributi;

 intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale previsto dall’art. 107 del TUB;

– intermediari finanziari iscritti nell’elenco generale previsto

dall’art. 106 del TUB;

– succursali insediate in  Italia  dei  soggetti  indicati  alle lettere precedenti aventi sede legale in uno Stato estero;

– Cassa depositi e prestiti S.p.A.;

– società fiduciarie di cui alla legge  23  novembre  1939,  n. 1966;

– soggetti  operanti  nel  settore  finanziario  iscritti  nelle sezioni dell’elenco generale previste dall’art.  155,  comma  4,  del TUB;

– soggetti  operanti  nel  settore  finanziario  iscritti  nelle sezioni dell’elenco generale previste dall’art.  155,  comma  5,  del TUB;

Infine si applicano agli altri soggetti esercenti attività finanziaria, quali:

– promotori finanziari iscritti nell’albo  previsto  dall’art. 31 del TUF;

– intermediari assicurativi di  cui  all’art.  109,  comma  2, lettere a) e b) del CAP che operano nei  rami  di  cui  al  comma  1, lettera h);

– mediatori creditizi iscritti nell’albo previsto dall’art. 16

della legge 7 marzo 1996, n. 108;

agenti  in  attivita’  finanziaria   iscritti   nell’elenco previsto dall’art. 3 del decreto legislativo 25  settembre  1999,  n. 374.

Le disposizioni  contenute  nel  presente  provvedimento  e  nel relativo allegato si applicano, inoltre, ove compatibili con le peculiari caratteristiche operative:

– alle società di gestione accentrata di strumenti finanziari;

– alle  società  di  gestione  dei  mercati  regolamentati  di strumenti finanziari e ai soggetti che gestiscono  strutture  per  la negoziazione di strumenti finanziari e di fondi interbancari;

– alle società’ di gestione dei servizi  di  liquidazione  delle operazioni su strumenti finanziari;

– alle società di  gestione  dei  sistemi  di  compensazione  e garanzia delle operazioni in strumenti finanziari;

– alle succursali italiane dei soggetti indicati  nelle  lettere

precedenti aventi sede legale in uno stato estero.

Indicatori di anomalia

Gli indicatori di anomalia sono volti a  ridurre  i  margini  di incertezza connessi con valutazioni soggettive  o  con  comportamenti discrezionali e intendono contribuire al contenimento degli  oneri  e al corretto e omogeneo adempimento degli obblighi di segnalazione  di operazioni sospette.

L’assenza di indicatori previsti nell’allegato al neo provvedimento può  non  essere sufficiente  a  escludere  che   l’operazione   sia   sospetta.

Gli intermediari devono, quindi,   valutare   con   la   massima   attenzione   ulteriori comportamenti  che,   sebbene   non   descritti   negli   indicatori, configurino in concreto profili di sospetto.

Schemi di anomalia e altri indicatori

Per rilevare  operazioni  sospette  gli  intermediari utilizzano gli schemi e modelli di  anomalia  emanati  dalla  UIF  ai sensi dell’art. 6, comma 7, lettera b) del decreto legislativo n. 231 del 2007, pubblicati sul sito internet www.bancaditalia.it/UIF.

Gli  intermediari  si  avvalgono, inoltre,  delle  Indicazioni operative  per  l’esercizio  di  controlli   rafforzati   contro   il finanziamento dei programmi di proliferazione di armi di  distruzione di massa, emanate dalla  Banca  d’Italia  con  provvedimento  del  27 maggio      2009,      pubblicate       sul       sito       internet www.bancaditalia.it/Vigilanza.

Ambito dell’obbligo di segnalazione

Gli intermediari sono tenuti a segnalare le operazioni  sospette a prescindere dal relativo importo.

 

 

2) Misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo

Il tasso degli interessi di mora per il ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo è stato fissato nella misura annua del 5,7567%.

Ciò a decorrere dal 01/10/2010. In precedenza era stato fissato 6,83585%.  Adesso il tasso di mora è quindi sceso.

Lo ha comunicato la circolare dell’Inps n. 128 del 01 ottobre 2010 relativa a:

Disposizioni per applicazione del tasso degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo:

L’art. 30 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 602 dispone l’applicazione degli interessi di mora per il ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo a partire dalla notifica della cartella e fino alla data di pagamento, ad un tasso da determinarsi annualmente con decreto del Ministero delle Finanze, con riguardo alla media dei tassi bancari attivi.

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 4 settembre 2009, con effetto dal 01/10/2009 detta misura era stata fissata al 6,83585% in ragione annuale.

Considerato che il citato art. 30 prevede che la determinazione del tasso di interesse di mora venga fissato annualmente, l’Agenzia delle Entrate, interessata la Banca d’Italia, con provvedimento n. prot. 2010/124566 del 07/09/2010 ha disposto la riduzione dell’attuale misura degli interessi di mora per ritardato pagamento delle somme iscritte a ruolo al 5,7567% in ragione annuale. La variazione decorre dal 1 ottobre 2010.

L’Inps rammenta che il comma 9 dell’art. 116 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, stabilisce che dopo il raggiungimento del tetto massimo delle sanzioni civili nelle misure previste alle lettere a) e b) del comma 8 senza che si sia provveduto all’integrale pagamento del dovuto, sul debito contributivo maturano interessi nella misura degli interessi di mora di cui all’articolo 30 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, come sostituito dall’articolo 14 del D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46.

Pertanto, anche per tale fattispecie,la nuova misura trova applicazione partire dal 1 ottobre 2010.

(Inps, circolare n. 128 del 01/10/2010)

 

 

3) Proroga SISTRI in G.U.

Il termine per il completamento della distribuzione dei dispositivi USB  e l’installazione delle black box è stato prorogato al 30 novembre 2010.

Mentre il termine della fase sperimentale di un mese (previsto  dall’art.  12,  comma  2,  del D.M.  17  dicembre  2009)  è stato prorogato al 31 dicembre 2010.

Lo ha disposto il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 28 settembre 2010 pubblicato in G.U. n. 230 del 1 ottobre 2010 concernente “Modifiche ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009, recante l’istituzione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti”. Il SISTRI è comunque operativo a partire dal 1 ottobre 2010.

 

 

4) Fatture false: E’ concorso di reato tra l’azienda e il Commercialista

Commette una violazione penale il Commercialista che concorre, insieme al proprio cliente, all’emissione di fatture false.

Ciò anche se poi tali fatture in maniera concreta non siano state utilizzate.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 35453 del 01 ottobre 2010.

Nel caso di specie nello studio del Commercialista è stato trovato il timbro dell’azienda con cui si procedeva con l’emissione delle fatture false.

Per cui la Suprema Corte ha dovuto confermare nei confronti del professionista la condanna ad 1 anno di reclusione.

 

 

5) Deducibilità compenso amministratori: circolare della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro

I compensi corrisposti agli amministratori di società sono sempre stati deducibili dal reddito d’impresa, lo erano prima e lo sono a tutti oggi.

Non conta neppure lo “spartiacque” del 2003 (rilevato da taluna dottrina per giustificare almeno in parte il contenuto della sentenza “errata” della Cassazione n. 18702 del 2010).

Viceversa, sia prima sia adesso è indeducibile solo il compenso (auto)corrisposto all’imprenditore individuale.

Lo ha precisato la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro con la circolare n. 13 del 04 ottobre 2010, secondo cui sia nella versione del Tuir in vigore sino al 31 dicembre 2003, sia nella vigente stesura del Tuir, i compensi erogati dalle società agli amministratori, sia unici sia facenti parte di un consiglio di amministrazione, sono pienamente deducibili in base al criterio di cassa.

La disposizione dell’articolo 62 del Tuir, nel limitare la deducibilità in ordine ai compensi erogati all’imprenditore per l’opera dal medesimo svolta o per il lavoro dallo stesso prestato, poteva e può trovare applicazione solo con riferimento alle imprese organizzate, sotto il profilo giuridico, come imprese individuali.

Deducibilità compenso amministratori: Cassazione n. 18702 del 13 agosto 2010.

La Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro ha quindi rilevato come con la nota del sottosegretario all’Economia, che esprime un semplice richiamo all’attuale impianto normativo, appaiono definitivamente superati i dubbi innescati dal contenuto della sentenza n. 18702/10 del 13 agosto 2010 della corte di Cassazione.

I compensi erogati agli amministratori sono quindi deducibili in applicazione del criterio di cassa.

La Suprema Corte, con l’equivoca elaborazione giurisprudenziale sopra richiamata, ha stabilito che nell’ambito delle società di capitali, “Il compenso all’amministratore unico e socio della società non è affatto deducibile”.

La pronuncia si basa sulla interpretazione della disposizione contenuta nell’articolo 62, commi 2 e 3 del Tuir (nella formulazione ante riforma Ires), mentre attualmente la materia della deducibilità dei compensi degli amministratori di società di capitali è esplicitamente disciplinata nel comma 5 dell’articolo 95 del Tuir, il quale prevede la deducibilità dal reddito di impresa dei compensi corrisposti agli amministratori di società di capitali.

 

 

6) Società miste e applicabilità del D.Lgs. n. 231/01

Assonime con il Caso n. 8 del 2010 ha esaminato il tema dell’applicabilità del Decreto Legislativo n. 231/01 alle società miste.

In particolare il Caso ha analizzato e commentato una pronuncia della Cassazione penale del 21 luglio 2010, la quale ha affermato che la disciplina sulla responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato si applica anche alle società a partecipazione pubblica.

I giudici non entrano nel merito del dibattito sulla natura privatistica o pubblicistica delle società miste e ritengono, piuttosto, determinante la forma societaria assunta dall’ente: quando l’ente ha la veste della società per azioni prevale, ai fini della valutazione della responsabilità da reato, l’esercizio in comune di un’attività economica al fine di dividerne gli utili.

Né è sufficiente all’esonero la rilevanza costituzionale di uno dei valori coinvolti nella funzione dell’ente.

Una diversa soluzione determinerebbe un’esenzione indefinita in evidente contraddizione con la logica a cui è ispirato il D.Lgs. n. 231/01.

(Assonime, nota del 04 ottobre 2010)

 

 

7) Chiarimenti Inps

L’Inps con la circolare n. 130 del 04 ottobre 2010 ha fornito chiarimenti sulle circostanze in cui si può dar luogo:

– all’incompatibilità tra la nuova attività lavorativa e l’integrazione salariale e alla conseguente cessazione del rapporto di lavoro su cui è fondata;

– alla totale cumulabilità della remunerazione collegata alla nuova attività con l’integrazione salariale;

– ad una parziale cumulabilità dei redditi da lavoro con l’integrazione salariale.

Integrazioni salariali: Compatibilità con l’attività di lavoro autonomo o subordinato e cumulabilità del relativo reddito. Regime dell’accredito dei contributi figurativi.

Disposizioni particolari per il personale del settore trasporto aereo.

Chiarimenti in materia di utilizzo della quota di contribuzione IVS contenuta nel valore nominale dei “buoni lavoro” nei casi di compatibilità e cumulabilità delle integrazioni salariali e delle altre prestazioni a sostegno del reddito con le prestazioni di lavoro accessorio per gli anni 2009 e 2010.

La neo circolare sostituisce la n. 107 del 5 agosto 2010 riproponendone integralmente il contenuto integrato con la precisazione, riportata nel paragrafo 6, punto 6.1, circa l’utilizzo della quota di contribuzione IVS contenuta nel valore nominale dei “buoni lavoro” nelle ipotesi in cui, per gli anni 2009 e 2010, la prestazione di lavoro accessorio sia compatibile e cumulabile con integrazioni salariali ed altre prestazioni a sostegno del reddito.

 

 

8) Approvate istruzioni modifiche al modello di comunicazione per gli studi di settore UK19U

Approvate le modifiche alle istruzioni per la compilazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore UK19U da utilizzare per il periodo d’imposta 2009.

Con il provvedimento del 04 ottobre 2010 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sono state sostituite le istruzioni del modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore UK19U,  approvate con il provvedimento del 25 maggio 2010.

Le modifiche si sono rese necessarie per correggere un errore materiale relativo al rigo D38 del Quadro D – Elementi specifici dell’attività dello studio di settore UK19U, riscontrato dopo la pubblicazione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate dei predetti modelli.

 

 

9) Società di calcio quotate: raccomandazioni CONSOB in materia di informazione al mercato

La CONSOB, in considerazione delle specifiche peculiarità delle società di calcio, con raccomandazione n. 10081191 del 1° ottobre 2010, ha individuato alcune aree di miglioramento dell’informativa da rendere al mercato da parte delle società calcistiche quotate, con particolare riferimento ai compensi riconosciuti e/o da riconoscere agli intermediari e ai calciatori, tenuto conto della significatività che l’ammontare di tali compensi spesso assume.

La raccomandazione, che integra il contenuto della precedente nota n. 2080535 del 9 dicembre 2002 avente ad oggetto “Raccomandazioni in materia di informazioni contabili periodiche e su fatti rilevanti delle società calcistiche quotate”, non introduce obblighi normativi ulteriori rispetto all’attuale disciplina, ma richiama l’attenzione delle società di calcio quotate ad una puntuale applicazione dei principi contabili internazionali Ias/Ifrs nella redazione dei documenti contabili così come prescritto dalla normativa comunitaria e nazionale.

In particolare, è stata riscontrata la possibilità di una migliore informativa circa i criteri di contabilizzazione seguiti nel caso in cui i contratti stipulati dalla società calcistica con gli intermediari prevedano che il pagamento del corrispettivo a favore di questi ultimi sia soggetto ad alcune condizioni, quali ad esempio la permanenza del calciatore presso la società (“contratti con compensi condizionati”) ovvero nel caso in cui i contratti in esame non prevedano tale condizione (“contratti con compensi non condizionati”).

E’ stata, inoltre, rilevata l’opportunità di integrare l’informativa delle società calcistiche quotate in merito al trattamento contabile dei compensi variabili eventualmente previsti nei contratti sottoscritti con i calciatori, tenuto conto sia della rilevanza che tali compensi possono assumere, sia del maggiore ricorso a tali previsioni contrattuali riscontrato nell’attuale prassi operativa.

Nella raccomandazione, in cui viene preliminarmente evidenziato che, in conformità ai paragrafi 117 e seguenti (“Illustrazione dei principi contabili”) del principio Ias 1, nelle note esplicative delle relazioni finanziarie (annuali e semestrali) deve essere riportata una descrizione delle politiche contabili applicate alle diverse tipologie di contratti sottoscritti con gli intermediari, specificando in particolare i principi contabili internazionali di riferimento applicabili, sono riportate le informazioni che la Commissione ritiene utili evidenziare nelle relazioni finanziarie con riferimento: ai contratti con compensi non condizionati sottoscritti con gli intermediari; ai contratti con compensi condizionati sottoscritti con gli intermediari; ai contratti con compensi variabili sottoscritti dalle società con i calciatori.

Infine, come già rappresentato nelle note n. 2080535 del 9 dicembre 2002 e n. 6027054 del 28 marzo 2006, la CONSOB ha ribadito la necessità che le società usino la massima prudenza nel rilasciare dichiarazioni in relazione alle trattative di calcio-mercato, tenendo conto che il preannuncio al mercato di notizie riguardanti accordi vari, che non siano ancora sufficientemente definiti, è utile solo nel caso in cui sia necessario garantire la parità informativa.

Al di fuori di tale contesto, comunicazioni di questa natura possono alterare il regolare funzionamento del mercato.

(CONSOB, notiziario settimanale n. 39 del 4 ottobre 2010)

 

 

10) Comunicazioni Black list: Pronto il software sul sito delle Entrate

E’ disponibile dal 04 ottobre sul sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it ) il software di compilazione della Comunicazione da parte dei soggetti Iva dei dati relativi alle operazioni con paesi Black list.

Si tratta della versione software: 1.0.0 del 04/10/2010.

Il software Comunicazione Iva nei paesi di Black List consente la predisposizione della Comunicazione e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

L’art. 1 del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30 marzo 2010 ha previsto l’obbligo di comunicazione delle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato.

Sono obbligati alla presentazione della comunicazione tutti i soggetti passivi dell’Iva, identificati ai fini di tale imposta nel territorio dello Stato, che abbiano effettuato operazioni nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato individuati con DD. MM. 4 maggio 1999 e 21 novembre 2001, nel periodo di riferimento indicato dall’art. 2 del citato decreto 30 marzo 2010.

Il modello di comunicazione deve essere presentato esclusivamente in via telematica.

A tal fine, la comunicazione può essere presentata in via telematica:

a) direttamente dal contribuente;

b) tramite intermediari abilitati.

Il primo adempimento, relativo alle operazioni di luglio e agosto, è fissato al 2 novembre.

Mentre a regime il modello deve essere presentato entro la fine del mese successivo al periodo oggetto della comunicazione e qualora il termine di presentazione della comunicazione scada di sabato o in giorni festivi, lo stesso è prorogato al primo giorno feriale successivo.

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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