Novità fiscali del 29 ottobre 2010: proroga Unico 2010 e altri adempimenti: chiarimenti sulle scadenze; della carta resterà solo l’impronta digitale; provvedimento attuativo della comunicazione dell’impronta relativa ai documenti informatici rilevanti ai fini tributari; comunicazione annuale dati IVA: le novità della bozza del modello 2011; causali INPDAP nel modello F24: istituzioni, modifiche, abolizioni; ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali: il Parlamento europeo approva la nuova direttiva

 

 

Indice:

 

1) Proroga Unico 2010 e altri adempimenti: chiarimenti sulle scadenze

 

2) Della carta resta solo l’impronta digitale

 

3) Provvedimento attuativo della comunicazione dell’impronta relativa ai documenti informatici rilevanti ai fini tributari

 

4) Incentivi per l’acquisto di veicoli ecologici: sospeso il codice tributo

 

5)  Comunicazione annuale dati Iva: le novità della bozza del modello 2011

 

6) Causali Inpdap nel modello F24: istituzioni, modifiche, abolizioni

 

7) Ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali: il Parlamento europeo approva la nuova direttiva 

 

8) Altre di fisco (lo statuto del contribuente non impone la comunicazione dell’esito del controllo; scritture contabili occultate comunque, notifica cartella irregolare)

 

 

1) Proroga Unico 2010 e altri adempimenti: chiarimenti sulle scadenze

A causa di un guasto tecnico del servizio Entratel, con comunicato stampa del 30 settembre scorso è stato reso noto che tutti gli adempimenti telematici, in scadenza in tale data, “si intendono regolarmente eseguiti anche se effettuati entro il 5 ottobre 2010”.

Con riferimento ad alcuni dubbi, espressi dagli operatori del settore, sulla corretta esecuzione degli adempimenti fiscali che derivano dal “termine di presentazione” dei modelli annuali di dichiarazione, si forniscono i seguenti chiarimenti.

Il termine per la presentazione delle dichiarazioni non è stato prorogato, ma è stato solo consentito di inoltrare le stesse entro il 5 ottobre 2010, per problemi tecnici al servizio telematico.

Ne consegue che, tutti gli adempimenti fiscali aventi scadenza successiva al 30 settembre 2010 e connessi al “termine di presentazione” dei modelli annuali di dichiarazione dovranno essere eseguiti facendo riferimento esclusivamente alla data del 30 settembre 2010.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 27 ottobre 2010)

 

 

2) Della carta resta solo l’impronta digitale

Ecco come comunicarla all’Agenzia e conservare i documenti fiscali nell’archivio informatico.

In soffitta tutta la carta. Basta comunicare al Fisco l’impronta dell’archivio informatico dei documenti, che li sigilla senza possibilità di modificarli o sostituirli.

Il provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia detta le istruzioni che il responsabile della conservazione “leggera” dei file dovrà seguire per trasmettere telematicamente alle Entrate l’impronta digitale dell’archivio informatico dei documenti fiscalmente rilevanti, con riferimento ai periodi d’imposta 2010 e precedenti.

Infatti, – in virtù di quanto disposto dal dm 23 gennaio 2004 sulle modalità di assolvimento degli obblighi fiscali per i documenti informatici e la loro riproduzione in diversi tipi di supporto – già da sei anni le aziende possono distruggere fatture e altra documentazione cartacea dopo averla memorizzata su un supporto informatico, a condizione che generino questa impronta.

Come e quando comunicare l’impronta

La comunicazione deve essere inviata esclusivamente tramite il canale Entratel o Fisconline e deve contenere, tra le altre informazioni, i dati identificativi dell’interessato, del responsabile della conservazione o del suo eventuale delegato, l’elenco dei documenti cui si riferisce l’impronta, l’indicazione del luogo in cui è conservata l’evidenza informatica da cui è stata generata l’impronta, la marca temporale apposta all’archivio.

In via generale, i contribuenti che creeranno l’archivio informatico dei documenti relativi al 2010 dovranno comunicarne l’impronta entro gennaio 2012.

Cosa accade per i documenti più datati già archiviati

Inoltre, per gli anni d’imposta precedenti al 2010, i contribuenti che hanno proceduto a conservare i documenti rilevanti ai fini tributari con modalità digitale dovranno trasmettere le comunicazioni sempre entro gennaio 2012, ossia entro lo stesso termine d’invio previsto per comunicare l’impronta dell’archivio informatico relativo al 2010.

La comunicazione all’Agenzia delle Entrate estende la validità dei documenti fino a che permane l’obbligo di conservarli ai fini tributari.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 27 ottobre 2010)

 

 

3) Provvedimento attuativo della comunicazione dell’impronta relativa ai documenti informatici rilevanti ai fini tributari

Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 25/10/2010 disciplina le modalità di attuazione dell’obbligo di invio all’Agenzia delle entrate dell’impronta dell’archivio informatico dei documenti rilevanti ai fini tributari oggetto di conservazione in attuazione dell’articolo 5 del Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 gennaio 2004, recante le modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione in diversi tipi di supporto.

In primo luogo vengono individuati i soggetti tenuti ad effettuare l’adempimento, che sono: il contribuente direttamente interessato, il responsabile della conservazione ovvero il soggetto da questi delegato ai sensi della deliberazione CNIPA 19 febbraio 2004, n. 11.

In secondo luogo, conformemente a quanto previsto dal menzionato articolo 5

del D.M., come modificato dal D.M. 6 marzo 2009, è fissato il termine ultimo per procedere all’invio, entro il quarto mese successivo alla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Sono, inoltre, individuati, conformemente alle previsioni contenute nel D.P.C.M. 30 marzo 2009 ed agli standard riconosciuti a livello internazionale, gli algoritmi che possono essere utilizzati per la generazione dell’impronta. Quest’ultima deve essere calcolata sull’archivio su cui sono stati apposti firma digitale e marca temporale.

Viene infine previsto che i contribuenti che effettuano il riversamento sostitutivo dei documenti contenuti in un archivio per il quale già era stata inviata l’impronta, entro quattro mesi dal completamento del procedimento di riversamento, saranno tenuti a ripetere la comunicazione; ciò in quanto il riversamento sostitutivo comporta modifica della rappresentazione informatica dei documenti e rende, dunque, priva di valore l’impronta a suo tempo generata.

L’archivio di cui deve essere generata l’impronta può essere composto dai documenti rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie o da un’evidenza informatica contenente a sua volta l’impronta o le impronte di tali documenti o di loro insiemi.

Nel caso di più archivi, il contribuente può scegliere se effettuare un’unica comunicazione dell’impronta complessiva ovvero tante comunicazioni quanti sono gli archivi.

Nel primo caso, il luogo di conservazione dei documenti coincide con il luogo in cui è generata l’impronta inviata.

Ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del D.M. sono individuati i dati e le notizie ulteriori rispetto all’impronta dell’archivio che devono essere comunicati all’Agenzia delle entrate.

L’invio dell’impronta consentirà all’Amministrazione finanziaria di conoscere i contribuenti che adottano sistemi sostitutivi di conservazione dei documenti rilevanti ai fini delle disposizioni tributarie, nonché i dati relativi ai responsabili della conservazione ed ai soggetti da questi eventualmente delegati all’esecuzione di specifiche operazioni, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, della deliberazione del CNIPA n. 11 del 2004.

Inoltre, secondo quanto disposto dall’articolo 5, comma 1, del D.M., la comunicazione dell’impronta avrà l’effetto di estendere la validità dei documenti conservati.

L’invio dell’impronta deve avvenire esclusivamente in via telematica attraverso i servizi Entratel o Fisconline, a seconda delle caratteristiche del soggetto che effettua l’adempimento, ovvero tramite gli intermediari abilitati.

E’ prevista la possibilità di inviare una comunicazione correttiva rispetto a quella iniziale, non oltre 30 giorni dal termine di trasmissione dei dati da sostituire; solo le comunicazioni ordinarie possono essere oggetto di sostituzione.

Viene, infine, disciplinato l’invio delle impronte degli archivi informatici dei documenti rilevanti ai fini tributari e degli ulteriori dati e notizie di cui al punto 2.1, relativi ai periodi d’imposta antecedenti a quello in corso al 1° gennaio 2010.

Infine, con successivo provvedimento, saranno definite le modalità mediante le quali le aziende che effettuano conservazione digitale/sostitutiva esibiranno – in via telematica – i documenti conservati nell’archivio informatico, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del Decreto 23 gennaio 2004.

 

 

4) Incentivi per l’acquisto di veicoli ecologici: sospeso il codice tributo

Incentivi per il rinnovo del parco circolante e per l’acquisto di veicoli ecologici mediante riconoscimento di crediti di imposta – sospensione dell’utilizzo dei codici tributo.

L’Agenzia delle Entrate Con la risoluzione n. 113/E del 27 ottobre 2010, ha disposto la sospensione dell’utilizzo in compensazione, ai sensi del D.Lgs. n. 241/1997, dei crediti d’imposta da rottamazione, da parte dei centri autorizzati, delle imprese costruttrici o importatrici del veicolo nuovo, ovvero da parte degli eventuali cessionari dei crediti medesimi (risoluzione 15/2010). Trattasi, nello specifico, dei crediti di imposta derivanti dall’art. 1, commi da 230 a 236, della legge 296/2006 (Finanziaria 2007), che ha introdotto – al fine della tutela ambientale – incentivi per la rottamazione dei veicoli più inquinanti e la sostituzione degli stessi con mezzi nuovi eco-compatibili.

Tali incentivi sono stati prorogati, prima grazie all’art. 29 del D.L. n. 248/2007 (fino al 31 dicembre 2008) e, poi mediante l’art. 1 del D.L. n. 5/2009 (fino al 31 dicembre 2009), che, al comma 9, rinvia, per l’applicazione dell’art. in esame, alle norme di cui ai commi dal 230 al 234 del citato art. 1.

Al fine di consentire la compensazione del credito d’imposta relativo agli incentivi, attraverso l’utilizzo del modello F24, sono stati istituiti, nel tempo, vari codici tributo, suddivisi per tipologia di incentivo.

Tuttavia, dal consuntivo al 30 settembre 2010 – concernente l’andamento delle compensazioni effettuate nel corso del 2010 – sono state rilevate anomalie nell’utilizzo dei crediti di imposta, che ha determinato un significativo scostamento rispetto agli stanziamenti nel bilancio dello Stato delle somme destinate al finanziamento degli stessi.

L’Agenzia, pertanto, ha ritenuto necessario sospendere l ’ utilizzo dei crediti d’imposta – attraverso la sospensione di numerosi codici tributo – fino a quando non saranno individuate e risolte le anomalie riscontrate.

 

 

5)  Comunicazione annuale dati Iva: le novità della bozza del modello 2011

E’ disponibile, dal 28/10/2010, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la bozza del modello per la comunicazione dei dati Iva 2011 (anno di imposta 2010) da inviare, entro il mese di febbraio 2011, per quantificare le risorse che ciascuno Stato deve versare al bilancio comunitario.

Le istruzioni si sono adeguate alle ultime novità sulla disciplina Iva applicabile alle prestazioni di servizi, in linea con quanto previsto dal D.L.gs 18 del 2010. Non cambiano, invece, rispetto all’anno scorso, né la struttura del modello né i dati richiesti.

Queste le novità della bozza del modello Iva 2011

Le istruzioni per la corretta compilazione del modello tengono conto del fatto che anche per le prestazioni di servizi rese in ambito comunitario valgono le regole generali dettate dal decreto Iva (Dpr 633/1972).

In base alla nuova disciplina, al soggetto non residente non é consentito assumere una duplice posizione IVA in Italia e lo stesso può essere titolare di un solo numero di partita IVA.

Di fatti, le novità presenti nel modello 2011 per la comunicazione dati Iva riguardano esclusivamente le istruzioni, aggiornate alla nuova disciplina Iva applicabile alle prestazioni di servizi (direttive 2008/8/Ce, 2008/9/Ce e 2008/117/Ce, recepite nell’ordinamento nazionale con il Dlgs 18/2010).

La norma comunitaria, infatti, ha previsto una nuova regola generale per le prestazioni di servizi “generiche” (articolo 7-ter del Dpr n. 633/1972) e una serie di deroghe per alcune specifiche categorie di servizi (articoli da 7-quater a 7-septies). Le istruzioni sono dunque adeguate alla nuova disciplina.

Resta, invece, immutata la restante struttura del modello.

Soggetti tenuti a comunicare i dati Iva

Sono tenuti a presentare il modello, in linea generale, tutti i titolari di partita Iva obbligati alla dichiarazione annuale, anche se nell’anno non hanno effettuato operazioni imponibili o non devono effettuare le liquidazioni periodiche.

Ci sono diverse eccezioni all’obbligo di presentazione: ad esempio, coloro che nel 2010 hanno effettuato solo operazioni esenti, a meno che non abbiano registrato operazioni intracomunitarie, oppure i produttori agricoli che nell’anno precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 7mila euro.

(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 28/10/2010)

 

 

6) Causali Inpdap nel modello F24: istituzioni, modifiche, abolizioni

Revisionata l’identificazione dei contributi all’interno del modello F24  con  effetto dal prossimo 2 novembre.

Tutto ciò con le risoluzioni 114/E e 115/E del 28 ottobre 2010.

Con detti due documenti, l’Agenzia delle Entrate ha, infatti, lavorato sulle “causali contributo” che spettano all’istituto previdenziale dei dipendenti pubblici, istituendone delle nuove e procedendo, allo stesso tempo, a ridenominazioni e soppressioni.

Le novità decorrono dal 02/11/2010.

Risoluzione n. 114/E del 2010

Sono 12 le causali istituite (dalla risoluzione n. 114/E/2010) per il versamento, mediante “F24 con elementi identificativi”, della contribuzione aggiuntiva sindacale e di quella figurativa per cariche elettive.

Il modello di pagamento va compilato riportando i dati anagrafici e il codice fiscale di chi esegue il versamento nella sezione “Contribuente”, indicando (oltre alla causale contributo nel campo “codice” e l’anno di riferimento) la lettera “I” nel campo “tipo” della sezione “Erario ed altro”, sezione che accoglie, chiaramente, il campo “elementi identificativi”, nel quale va riportato il codice fiscale della persona fisica a cui il pagamento si riferisce.

Risoluzione n. 115/E del 2010

Con la risoluzione n. 115/E/2010 è stata, invece, operata una sorta di “piccola rivoluzione” nell’ambito dei contributi Inpdap: Ben 163 tra istituzioni di nuove causali, ridenominazioni o integrazioni di alcune già attive, soppressione di altre.

Tra queste ultime, vi sono, ad esempio, le causali per la contribuzione aggiuntiva sindacale e figurativa per cariche elettive, da versare, come appena visto, tramite “F24 con elementi identificativi”.

La revisione delle causali riguarda versamenti da effettuare con il modello F24 ordinario.

 

 

7) Ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali: il Parlamento europeo approva la nuova direttiva 

Il Parlamento europeo ha approvato il 20 ottobre 2010 la proposta di direttiva relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali che sostituisce la direttiva 2000/35/CE.

La proposta deve essere formalmente adottata dal Consiglio. La nuova direttiva entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione sul Gazzetta ufficiale dell’UE e gli Stati membri dovranno conformarsi alle nuove regole entro due anni.

La proposta di direttiva ha lo scopo di rafforzare le previsioni della direttiva 2000/35/CE per contrastare il fenomeno dei ritardi di pagamento e garantire il corretto funzionamento del mercato interno, favorendo la competitività delle imprese.

Come nel sistema precedente, la proposta di direttiva riguarda ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale tra imprese e tra imprese e pubbliche amministrazioni che comporta la consegna di merci o la prestazione di servizi. Le nuove regole sono differenziate a seconda che si tratti di transazioni tra imprese o tra imprese e PA.

Le pubbliche amministrazioni sono definite identificandole con le amministrazioni aggiudicatrici ai sensi delle direttive europee sugli appalti, indipendentemente dall’oggetto o dal valore dell’appalto.

Riguardo al termine di pagamento nelle transazioni commerciali tra imprese, gli Stati membri dovranno assicurare che il contratto non preveda periodi di pagamento superiori a sessanta giorni, a meno che ciò non sia espressamente concordato nel contratto e non risulti gravemente iniquo nei confronti del creditore. Quando la data o il periodo di pagamento non sono stabiliti nel contratto, il periodo di pagamento è di trenta giorni.

Nelle transazioni commerciali tra imprese e pubbliche amministrazioni il termine di pagamento per le pubbliche amministrazioni è di trenta giorni, che possono essere estesi fino ad un massimo di sessanta giorni se concordato nel contratto e oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche. Gli Stati membri possono prorogare il termine di pagamento fino a ad un massimo di sessanta giorni nelle transazioni tra imprese ed enti pubblici di assistenza sanitaria o pubbliche amministrazioni che svolgono attività economiche di natura industriale e commerciale e che siano soggette ai requisiti di trasparenza di cui alla direttiva 2006/111/CE.

Il tasso di legge applicabile agli interessi di mora deriva dalla somma del tasso di riferimento della Banca centrale europea più almeno otto punti percentuali. Le pubbliche amministrazioni non possono stabilire tassi inferiori per gli interessi di mora.

Nelle transazioni commerciali tra imprese gli Stati membri assicurano che il creditore ha diritto agli interessi di mora senza che sia necessario un sollecito qualora vengano rispettate determinate condizioni. Inoltre, quando gli interessi di mora sono dovuti in conformità con quanto previsto dalla direttiva, il creditore ha il diritto di ottenere un importo fisso minimo di 40 euro a titolo di risarcimento delle spese di recupero del credito. Il creditore, oltre a tale importo, ha il diritto di esigere dal debitore un risarcimento ragionevole per ogni restante costo di recupero che ecceda tale importo fisso, sostenuto a causa del ritardo di pagamento del debitore. I restanti costi comprendono anche le spese che il creditore ha sostenuto per aver affidato un incarico a un avvocato o a una società di recupero crediti.

La direttiva nel disciplinare le clausole contrattuali e le prassi inique stabilisce in modo specifico che le prassi o le clausole che escludono gli interessi di mora sono “sempre considerate” gravemente inique mentre quelle che escludono il risarcimento per i costi di recupero sono considerate gravemente inique in via presuntiva.

Gli Stati membri devono assicurare piena trasparenza in merito ai diritti e gli obblighi stabiliti dalla direttiva e utilizzare qualsiasi mezzo idoneo ad incrementare la consapevolezza tra le imprese dei rimedi ai ritardi di pagamento. Gli Stati membri possono incoraggiare la redazione di codici di pagamento rapido che prevedano termini di pagamento chiaramente definiti e un adeguato procedimento per trattare tutti i pagamenti oggetto di controversia.

Infine, rimane invariata per gli Stati membri la facoltà di mantenere o adottare leggi e regolamenti contenenti disposizioni più favorevoli ai creditori rispetto a quelle stabilite dalla direttiva.

(Assonime, nota del 28/12/2010)

 

 

8) Altre di fisco:

 

– Niente agevolazioni fiscali prima casa sugli immobili di lusso anche se costruiti prima del 1969

In caso di immobile di lusso il contribuente non ha diritto alle agevolazioni fiscali prima casa anche se la costruzione risale a prima del 1969.

Non sono applicabili i parametri del decreto del 1961 ma solo quello del 1969

(Corte di Cassazione, sentenza n. 22009 del 27/10/2010)

 

 

– Class action: inversione di rotta della Cassazione, sezione tributaria

Ricorso collettivo. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21955 del 27/10/2010, ha fatto una parziale inversione di rotta in materia di class action.

Per i giudici di legittimità il ricorso cumulativo dei contribuenti è possibile se propongono la stessa questione di diritto.

In precedenza, la Suprema Corte aveva dichiarato inammissibili alcuni ricorsi cumulativi di alcuni professionisti che chiedevano il rimborso dell’Irap.

 

 

– Società: l’apporto dei soci si misura con il registro, le imprese valutano le strategie da seguire

Apporti dei soci alle società senza imposta di registro. Anche la rinuncia a finanziamenti o la loro trasformazione in versamenti in conto capitale non comporta enunciazione del precedente contratto se avviene mediante atti da non registrare. Dopo la sentenza n. 15585/2010 della Corte di Cassazione le società valutano le modalità con cui operare interventi di ricapitalizzazione dai soci.

I casi in cui non scatta l’ipotesi del finanziamento soci e la tassazione di registro sono:

1)  rinunce a finanziamenti per copertura perdite o per la loro “conversione” in versamenti in conto capitale, contenute in verbali di assemblea ordinaria;

2) rinunce a finanziamenti formalizzate con corrispondenza (lettera unilaterale del socio alla società);

3) uso in compensazione di crediti per finanziamenti, per la liberazione di quote sottoscritte, effettuati non già in sede di delibera di aumento di capitale, ma successivamente, al momento della sottoscrizione e con lettera inviata alla società.

(Il Sole 24 Ore del 28/10/2010)

 

 

IVA – chiarimenti dell’Agenzia delle entrate sulla comunicazione delle operazioni con soggetti stabiliti in Paesi black list

La Circolare Assonime n. 35 esamina i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 53/E del 21 ottobre 2010 sulla disciplina della comunicazione, da parte dei soggetti passivi ai fini IVA, delle operazioni intercorse con soggetti stabiliti in Paesi a fiscalità privilegiata. La Circolare analizza le indicazioni fornite dell’Agenzia, evidenziando sia le posizioni conformi alle affermazioni contenute nella Circolare Assonime n. 32 del 2010 (emanata lo stesso 21 ottobre) sia quelle in relazione alle quali l’Agenzia ha espresso un diverso orientamento.

(Assonime, nota del 28/10/2010)

 

 

– La cancellazione della società rende inammissibile il ricorso

Determina, infatti, anche l’estinzione dell’impresa e di conseguenza la perdita dell’incarico del liquidatore.

Il ricorso in Cassazione proposto, per mezzo del liquidatore, dalla società di capitali estinta a seguito di cancellazione dal registro delle imprese, deve essere dichiarato inammissibile per il venir meno della legittimazione processuale in capo al predetto rappresentante.

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 21195 del 13/10/2010)

 

 

– Lo statuto del contribuente non impone la comunicazione dell’esito del controllo e liquidazione in base alle dichiarazioni (art. 36/bis e 36/ter D.P.R. 600/1973)

In seguito ad una dichiarazione irregolare presentata dal contribuente, l’Amministrazione finanziaria può inviare le cartelle esattoriali senza alcun obbligo di comunicare prima l’esito della liquidazione.

Pertanto, se vi sono errori nella dichiarazione, il fisco non deve comunicare l’irregolarità prima dell’emissione di cartelle esattoriali.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 22035 del 28/10/2010)

 

 

– Sono occultate le scritture contabili anche se le fatture risultano nella sede del cliente

Il reperimento presso clienti delle fatture emesse dall’imprenditore e mai rinvenute presso la propria sede, è idoneo a configurare il reato di occultamento delle scritture contabili.

Rischia una condanna per occultamento di scritture contabili l’imprenditore che non ha conservato le fatture anche se sono state poi reperite presso i suoi clienti.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 38224 del 28/10/2010)

 

 

– La notifica della cartella di pagamento è irregolare se mancano gli estremi

E’ irregolare la notifica di una cartella esattoriale se manca l’indicazione degli estremi della cartella.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 22041 del 28/10/2010)

 

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


Partecipa alla discussione sul forum.