Novità fiscali del 20 ottobre 2010: arbitrato per le liti sul lavoro; mobilità in deroga con procedura informatica implementata: dall'INPS la procedura unica per tutto il territorio; architetti con altra attività professionale autonoma continuativa versano ad Inarcassa; edili nei cantieri esclusi dalla base di computo per assunzione disabili; senza sgravi contributivi il datore che risolve il rapporto per giusta causa; proroga apprendistato anche per assenze che superano il mese per sommatoria; condono edilizio: ha diritto ai benefici “prima casa” anche chi ha la nuda proprietà di un’altra abitazione; lavoratori “domestici somministrati”: istruzioni per la corretta determinazione dei valori retributivi da assumere come base imponibile in EMENS/UNIEMENS; niente rimborso al notaio per la ritenuta versata sull'indennità per la cessazione delle funzioni notarili; CNDCEC: ecco il primo Principio contabile per gli enti non profit






 


Indice:


 


1) L’arbitrato risolve le liti sul lavoro


 


2) Mobilità in deroga con procedura informatica implementata: Dall’INPS la procedura unica per tutto il territorio


 


3) Architetti con altra attività professionale autonoma continuativa versano all’Inarcassa


 


4) Edili nei cantieri esclusi dalla base di computo per assunzione disabili


 


5) Senza sgravi contributivi il datore che risolve il rapporto per giusta causa


 


6) Proroga apprendistato anche per assenze che superano il mese per sommatoria


 


7) Condono edilizio: ha diritto ai benefici “prima casa” anche chi ha la nuda proprietà di un’altra abitazione


 


8) Lavoratori “domestici somministrati”: istruzioni per la corretta determinazione dei valori retributivi da assumere come base imponibile in EMENS/UNIEMENS


 


9) Niente rimborso al notaio per la ritenuta versata sull’indennità per la cessazione delle funzioni notarili


 


10) Nasce Adr Commercialisti, la Fondazione del Cndcec per conciliazione e mediazione civile


 


11) CNDCEC: Ecco il primo Principio contabile per gli enti non profit, preferito il sistema di competenza


 


 


1) L’arbitrato risolve le liti sul lavoro


Accade spesso che durante il rapporto di lavoro o all’atto della sua risoluzione si inneschino conflitti tra il datore di lavoro e il lavoratore: queste controversie si sviluppano poi in un iter assai lungo e non è infrequente vederle sfociare nel contenzioso giudiziale.


Per porre un argine alle liti in materia di lavoro, il Collegato Lavoro, ormai prossimo all’emanazione, prevede una serie di misure che puntano a favorire l’istituto dell’arbitrato.


Molte saranno le novità rispetto all’attuale procedura che è sostanzialmente incentrata su due fasi:


La prima consiste nel tentativo obbligatorio di conciliazione che il lavoratore deve esperire presso la competente commissione della Direzione Provinciale del Lavoro, qualora intenda far valere un diritto legato al rapporto di lavoro.


Se in quella sede non si raggiunge un accordo transattivo tra le parti, il contenzioso potrà essere portato dinnanzi al giudice, attraverso una causa di lavoro.


Con le disposizioni che saranno introdotte dal Collegato la conciliazione non sarà più obbligatoria ma facoltativa, con la possibilità di vincolarsi alla giustizia arbitrale in via preventiva: la novità di rilievo risiede nella possibilità di demandare all’arbitrato la risoluzione delle controversie anche future, attraverso l’inserimento di clausole di rinvio direttamente nei contratti di lavoro.


Queste pattuizioni, denominate clausole compromissorie, potranno riguardare i vari aspetti contrattuali escluse le controversie inerenti la risoluzione del rapporto di lavoro: nella pratica queste possono essere pattuite una sola volta e unicamente dopo che si sia concluso il periodo di prova.


Se la conciliazione va a buon fine viene emanato un lodo arbitrale, evitando così la via giudiziale.


Durante la conciliazione, le parti possono indicare la soluzione su cui concordano e affidare alla commissione il mandato a risolvere la lite in via arbitrale: un ruolo fondamentale sarà rivestito dai Consulenti del Lavoro che potranno istituire camere arbitrali presso i Consigli Provinciali degli Ordini, rivestendo così il ruolo di arbitri.


Sempre in materia di clausole compromissorie i consulenti potrebbero peraltro essere chiamati a certificare le pattuizioni stesse presso le commissioni di certificazione costituite presso gli Ordini, con l’obiettivo di accertare l’effettiva volontà delle parti di devolvere agli arbitri le controversie.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 18 ottobre 2010)


 


 


2) Mobilità in deroga con procedura informatica implementata: Dall’INPS la procedura unica per tutto il territorio


Implementazione procedura informatica mobilità in deroga: La Direzione Centrale prestazioni a sostegno del reddito nel fornire istruzioni in merito alla mobilità in deroga, con l’allegata nota, rende peraltro noto che la procedura informatica per l’erogazione della mobilità in deroga sarà implementata prevedendo la riduzione automatica della prestazione in applicazione dell’art. 19 co. 9 del D.L. n. 185/2008 convertito in legge n. 2/2009.


La riduzione verrà effettuata secondo i criteri a suo tempo concordati con il Ministero del Lavoro.


– L’importo dell’indennità di mobilità in deroga è determinato preliminarmente, come per l’indennità di mobilità ordinaria, prendendo a riferimento l’80% della retribuzione teorica lorda spettante comprensiva delle sole voci fisse non legate alla presenza che compongono la busta paga, aggiungendo gli eventuali ratei di tredicesima e quattordicesima, tenendo conto dei limiti massimi stabiliti ogni anno con apposita circolare, detratta un’aliquota contributiva del 5,84%.


– L’erogazione della mobilità in deroga è assoggettata alle seguenti percentuali di riduzione: per i primi 12 mesi, anche non continuativi, non si applica alcuna percentuale di riduzione;  dal 13° al 24° mese si applica una riduzione del 10%; dal 25° al 36° mese si applica la riduzione del 30%; dal 37° mese in poi si applica la riduzione del 40%.


– L’indennità di mobilità in deroga può essere riconosciuta come da Accordo della Regione Umbria del 28 dicembre 2009, come prima concessione ai lavoratori nella seguente situazione: ai lavoratori licenziati da aziende non destinatarie di mobilità ordinaria (assenza di domanda in DS-WEB).


– Gli importi erogati sono assoggettati alle ritenute IRPEF.


L’importo dell’indennità non può mai essere superiore all’importo della retribuzione percepita durante il rapporto di lavoro.


(INPS – Messaggio 12 ottobre 2010, n. 25593)





3) Architetti con altra attività professionale autonoma continuativa versano all’Inarcassa


Nessuna iscrizione alla gestione separata Inps se versano già alla propria Cassa nazionale.


Gestione separata INPS e contribuzione Inarcassa: Per i professionisti architetti che esercitano, contemporaneamente ed in via principale non esclusiva, altra attività professionale autonoma continuativa per la quale è previsto l’obbligo di iscrizione e contribuzione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti (Inarcassa), che svolgono attività libero/professionale, iscritti all’ordine di appartenenza ed in possesso di partita iva, non sussite l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS qualora per la stessa attività già si versino i contributi all’Inarcassa, data la specifica esclusione di tali soggetti dal fondo INPS operata dal dettato legislativo che dispone l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, L. n. 335/1995 per i lavoratori autonomi di cui all’art. 2222 c.c., non iscrivibili alla “Cassa” di categoria.


(Ministero del Lavoro, interpello n. 35/2010)





4) Edili nei cantieri esclusi dalla base di computo per assunzione disabili


“personale di cantiere” si riferisce alla generalità dei dipendenti: L. n. 68/1999 – computo base occupazionale lavoratori settore laterizi


Dal computo della base occupazionale per l’assunzione di lavoratori disabili possono essere esclusi solo i dipendenti delle imprese edili che operano nei cantieri.


L’esclusione non si applica, pertanto, ai dipendenti delle aziende del settore laterizi, addetti alla fabbricazione di manufatti, anche se inquadrate nel settore edile.


Il ministero del Lavoro, con l’interpello n. 36, sottolinea che l’espressione “personale di cantiere”, usata dall’articolo 5 della legge 68/99 non individua specifiche mansioni e/o profili di lavoratori, ma si riferisce alla generalità dei dipendenti che operano all’interno del luogo in cui si effettuano i lavori del settore edile.


(Ministero del Lavoro, interpello n. 36/2010)


 


 


5) Senza sgravi contributivi il datore che risolve il rapporto per giusta causa


Interpretazione restrittiva del ministero anche sul recesso durante la prova: L. n. 407/1990 e cessazione del rapporto.


La risoluzione del rapporto per giusta causa o per mancato superamento del periodo di prova non consente alle aziende di beneficiare degli sgravi previsti dalla legge 407/90.


La legge 407 riconosce lo sgravio al datore di lavoro che assume con contratto a tempo indeterminato lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi o sospesi dal lavoro e beneficiari di trattamento straordinario di integrazione salariale, purché queste assunzioni «non siano effettuate in sostituzione di lavoratori dipendenti dalle stesse imprese per qualsiasi causa licenziati o sospesi»: eventi che non devono essersi verificati nei sei mesi precedenti l’assunzione agevolata.
Da questa ipotesi l’Inps ha escluso le ipotesi di dimissione nonchè le naturali scadenze dei contratti a tempo determinato (messaggio 20399/05).
Sembra dunque rigorosa la lettura fornita dal ministero che riconduce il mancato superamento del periodo di prova nell’ipotesi di licenziamento.


Il rischio è che solo pochi giorni di lavoro possano bloccare uno sviluppo occupazionale a tempo indeterminato all’interno dell’azienda. 


(Ministero del Lavoro, interpello n. 37/2010)


 


 


6) Proroga apprendistato anche per assenze che superano il mese per sommatoria


La somma di piccoli eventi andrà valutata caso per caso dal datore: apprendistato – computo dei periodi di sospensione del rapporto


Con l’interpello n. 34 il ministero del Lavoro ha integrato il chiarimento del precedente interpello 17/07 che consentiva di prorogare il rapporto di apprendistato per i periodi di assenza superiore a un mese.


Ora il ministero chiarisce che la proroga potrà avvenire anche per i rapporti di apprendistato che superano il limite di un mese per effetto di una sommatoria di piccoli eventi, purchè previsto dalla contrattazione collettiva.


In mancanza di una disciplina contrattuale, la valutazione andrà effettuata caso per caso dal datore di lavoro sull’effettiva incidenza della (piccola) assenza sulla realizzazione del programma formativo.


(Ministero del Lavoro, interpello n. 34/2010)


 


 


7) Condono edilizio: ha diritto ai benefici “prima casa” anche chi ha la nuda proprietà di un’altra abitazione


Chi richiede il condono edilizio di un suo immobile abusivo ha diritto a fruire dei benefici riservati alle prime case, anche se ha la nuda proprietà di un’altra abitazione.


Lo ha stabilito il TAR della Puglia con la sentenza n. 2093 del 15/10/2010.


Il comune, invece, aveva ritenuto il contrario, cioè che non avrebbe avuto diritto a fruire dei benefici “prima casa” colui che é nudo proprietario di un altro appartamento, nel quale vivono i propri genitori come usufruttuari.


 


 


8) Lavoratori “domestici somministrati”: istruzioni per la corretta determinazione dei valori retributivi da assumere come base imponibile in EMENS/UNIEMENS


L’Inps, con la circolare n. 131 del 18 ottobre 2010, ha fornito le indicazioni per una corretta esposizione nelle dichiarazioni EMENS/UNIEMENS dei dati retributivi riferiti ai lavoratori in oggetto, ai quali – pur lavoratori domestici quanto a natura della prestazione svolta e contrattazione collettiva applicata – si applicano le stesse disposizioni previste per i lavoratori dipendenti (circolare n 89 del 9/5/2002) in ordine alla trasmissione delle denunce retributive e modalità di versamento dei contributi.


In ragione della loro peculiarità – prestazione di lavoro domestico sottoposta agli adempimenti previdenziali del lavoro dipendente – il pagamento dell’assegno per il nucleo familiare compete direttamente all’Istituto ai sensi dell’art. 25, comma 4, D.Lgs n. 276/2003 (punto 1, circolare n. 41 del 13 marzo 2006).


L’erogazione dell’assegno è, peraltro, possibile solo in presenza di denunce retributive corrette, e complete di tutte le informazioni atte a delineare la prestazione di lavoro domestico resa.


La Direzione Centrale Entrate ha già segnalato l’elenco delle aziende per cui risultano pervenute denunce EMENS riferite ai lavoratori di cui trattasi (qualifica B) con “tipo lavoratore” non valorizzato.


Le Sedi locali sono state invitate a prendere contatti con le aziende per la corretta integrazione dei dati.


In particolare, l’assenza del “tipo lavoratore” non consente di individuare la esatta fascia di retribuzione convenzionale applicabile, né la corretta determinazione del contributo dovuto.


A seguito di richieste di chiarimenti pervenute, l’Inps ha ritenuto opportuno fornire un riepilogo sul corretto contenuto di tutti i campi, presenti nelle denunce retributive EMENS/UNIEMENS, riferiti ai “domestici somministrati”.


<Qualifica1>


Dovrà essere indicato il valore [B]


<TipoLavoratore>


nell’elemento <TipoLavoratore> di <DatiRetributivi>, dovrà essere valorizzato uno dei seguenti valori:
















B1


Lavoratori domestici interinali per i quali la contribuzione è versata sulla prima fascia di retribuzione convenzionale


B2


Lavoratori domestici interinali per i quali la contribuzione è versata sulla seconda fascia di retribuzione convenzionale


B3


Lavoratori domestici interinali per i quali la contribuzione è versata sulla terza fascia di retribuzione convenzionale


B4


Lavoratori domestici interinali con orario superiore a 24 ore settimanali, anche se svolto presso più nuclei familiari


Per determinare esattamente il tipo lavoratore:


1) In caso di prestazione superiore a 24 ore settimanali – pur se svolte presso più nuclei familiari – si assumerà la retribuzione convenzionale corrispondente a b4, indipendentemente dall’importo della effettiva retribuzione oraria.


2) In caso di prestazione pari o inferiore a 24 ore settimanali, procedere come segue:


a. individuare dal Contratto Individuale la retribuzione oraria


b. calcolare il rateo orario di tredicesima dividendo la retribuzione oraria per 12.


c. sommare il risultato ottenuto alla retribuzione oraria, così da ricavare la effettiva retribuzione oraria cui far riferimento per il versamento dei contributi


d. individuare la retribuzione convenzionale (su cui dovranno essere versati i contributi) dalla tabella prevista nella circolare che annualmente fissa il contributo per il lavoro domestico, applicando la retribuzione convenzionale corrispondente alla fascia di retribuzione oraria effettiva; a titolo esemplificativo, se nel 2005 la retribuzione effettiva oraria è stata di un importo compreso fra 0,01 e 6,59 si dovrà assumere come convenzionale la fascia b1; se compresa tra 6,60 e 8,04 si assumerà b2; se oltre 8,04 si assumerà b3.


Per comodità, l’Inps riporta i valori e gli estremi delle circolari emesse per gli anni dal 2005 al 2010:













































Anno


Circolare di riferimento


Retribuzione convenzionale b1


Retribuzione convenzionale b2


Retribuzione convenzionale b3


Retribuzione convenzionale b4


2005


n. 20 del 4.2.2005


5,84


6,59


8,04


4,25


2006


n. 19 del 8.2.2006


5,94


6,70


8,18


4,32


2007


n. 40 del 16.2.2007


6,06


6,83


8,34


4,41


2008


n. 33 del 18.3.2008


6,16


6,95


8,48


4,48


2009


n. 20 del 17.2.2009


6,36


7,17


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