Novità fiscali del 15 ottobre 2010: IRAP soltanto per i grandi imprenditori; niente scontrino fiscale se contestualmente viene emessa fattura; Commercialisti: arrivata la nuova tariffa in G.U.; legittimità dell’acquisto di proprie quote da parte di cooperativa cui si applichino le norme della S.r.l.; acquisto della personalità giuridica da parte delle società cooperative; legittimità del voto per corrispondenza o con altri mezzi di telecomunicazione nell’elezioni delle cariche sociali; determinazione convenzionale dei criteri di ripartizione dell’attivo di liquidazione in deroga all’art. 2282 c. 1 c.c.; scudo fiscale: recupero eccedenze di versamento dell’imposta straordinaria

 

Indice:

 

1) Niente scontrino fiscale se contestualmente viene emessa la fattura

 

2) Legittimità dell’acquisto di proprie quote da parte di cooperativa cui si applichino le norme della S.r.l.

 

3) Acquisto della personalità giuridica da parte delle società cooperative

 

4) Legittimità del voto per corrispondenza o con altri mezzi di telecomunicazione nell’elezioni delle cariche sociali

 

5) Determinazione convenzionale dei criteri di ripartizione dell’attivo di liquidazione in deroga all’art. 2282, comma 1, c.c.

 

6) Irap soltanto per i grandi imprenditori

 

7) Scudo fiscale: recupero eccedenze di versamento dell’imposta straordinaria

 

8) Commercialisti: arrivata la nuova tariffa in G.U.

 

9) Borsa Italiana: modifiche al Regolamento dei Mercati e relative Istruzioni

 

10) Consultazione sul Libro verde sulla revisione contabile

 

 

1) Niente scontrino fiscale se contestualmente viene emessa la fattura

Non occorre emettere la ricevuta o lo scontrino (fiscale) se, contestualmente alla consegna del bene o all’ultimazione della prestazione, viene emessa la fattura immediata.

Lo scontrino o la ricevuta fiscale devono, invece, essere emessi nel caso in cui la fatturazione sia rimandata ad un momento successivo ed al verificarsi delle condizioni (in fatto e diritto) concernenti il verificarsi dei presupposti di cessione del bene o ultimazione della prestazione.

Infatti, l’obbligo di certificazione dei corrispettivi tramite scontrino o ricevuta fiscale sostituisce quello di emissione della fattura per quelle attività che si pongono in rapporto diretto con il privato consumatore.

Dello obbligo riguarda, quindi, quelle operazioni (cessioni di beni e prestazione di servizi) per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura.

Il D.P.R. n. 696/1996, emanato in attuazione della L. 549/1995, ha sancito la piena equipollenza tra scontrino e ricevuta fiscale, attribuendo all’utilizzatore completa libertà di scelta per l’uno o per l’altro strumento di certificazione dei corrispettivi senza più necessità di opzioni o vincoli.

 

 

2) Legittimità dell’acquisto di proprie quote da parte di cooperativa cui si applichino le norme della S.r.l.

L’art. 2529 c.c. in tema di acquisto delle proprie quote (o azioni) da parte della società cooperativa si applica anche alle cooperative che adottino le norme della società a responsabilità limitata, nonostante il divieto all’acquisto di quote proprie dettato in tema di srl dall’art. 2474 c.c., stante la specialità della disciplina cooperativa e la finalità particolare dell’operazione a sostegno della mutualità (favorire i soci in difficoltà finanziarie e quelli che vogliono recedere senza che ricorrano i presupposti di legge o di statuto).

(Notariato Triveneto, massima di settembre 2010)

 

 

3) Acquisto della personalità giuridica da parte delle società cooperative

Nonostante l’art. 2511 c.c., come novellato dall’art. 10, comma 1, della L. 99/09, definisce la società cooperativa come quella iscritta nell’albo di cui all’art. 2512 c.c., la stessa acquista la personalità giuridica con la sola iscrizione nel registro delle imprese ai sensi dell’art. 2331, comma 1, c.c., richiamato dall’art. 2523, comma 2, c.c.

(Notariato Triveneto, massima di settembre 2010)

 

 

 

4) Legittimità del voto per corrispondenza o con altri mezzi di telecomunicazione nell’elezioni delle cariche sociali

Nelle delibere relative alle nomine dei componenti gli organi sociali si ritiene che sia sempre consentito ai soci, qualora l’atto costitutivo lo preveda, di esprimere il proprio voto per corrispondenza (ovvero con altri mezzi di telecomunicazione), anche se in tal caso non potrà trovare applicazione la previsione contenuta nel comma 6, secondo periodo, dell’art. 2538 c.c., in base alla quale l’avviso di convocazione deve contenere per esteso la delibera proposta.

Tale ultima disposizione non è infatti volta a limitare il diritto di voto ma a superare un impedimento tecnico in ordine alla formazione di una volontà deliberativa univoca nell’ambito di un procedimento che consente ai soci di non partecipare alla discussione assembleare.

Non troverà pertanto applicazione in tutti quei casi in cui il socio è chiamato ad esprimere una preferenza (come nelle elezioni delle cariche sociali) piuttosto che un consenso od un dissenso su una determinata decisione.

(Notariato Triveneto, massima di settembre 2010)

 

 

5) Determinazione convenzionale dei criteri di ripartizione dell’attivo di liquidazione in deroga all’art. 2282, comma 1, c.c.

Ai soci è consentito, con l’introduzione nel contratto sociale di una clausola programmatica, di determinare liberamente i criteri di ripartizione dell’attivo di liquidazione, purché ciò avvenga all’unanimità e sia rispettato il divieto del patto leonino.

Tuttavia, viene ritenuto che dal verificarsi di una causa di scioglimento in poi tale facoltà non sia più consentita, poiché da tale momento è entrato nel patrimonio individuale di ogni singolo socio il diritto di credito alla ripartizione dell’attivo secondo i criteri precedentemente fissati.

Per poter ottenere dunque la ripartizione dell’attivo di liquidazione in maniera difforme rispetto ai criteri di contratto vigenti al momento del verificarsi di una causa di scioglimento sarà necessario attuare gli opportuni negozi traslativi dei diritti di credito vantati dai singoli soci utilizzando uno degli schemi consentiti dall’ordinamento (donazione, vendita, rinuncia, ecc.).

(Notariato Triveneto, massima di settembre 2010)

 

 

6) Irap soltanto per i grandi imprenditori

Ormai sembra chiara la vicenda dell’assoggettamento ad Irap anche per le imprese.

Soltanto i grandi imprenditori sono soggetti ad Irap. Ciò per effetto delle tre note sentenze della Corte di Cassazione del 13 ottobre 2010 (nn. 21122, 21123, 21124).

Decisioni che hanno sostanzialmente stabilito che non sono assoggettati all’Irap gli artigiani i coltivatori diretti ed i tassisti, non dotati di autonoma organizzazione, e, comunque, tutti i piccoli imprenditori come individuati dall’art. 2083 c.c. (coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio o dei componenti della famiglia).

Stabilendo che, tuttavia, l’onere della prova della mancanza dell’autonoma organizzazione rimane a carico del contribuente.

Su tale versante, al pari dei professionisti, è da ritenere il contribuente possa agevolmente provare e dimostrare di non avere, nell’esercizio della propria attività:

– dipendenti e collaboratori (non occasionali);

– di non utilizzare particolari, sofisticati, ingenti e costosi beni strumentali (in particolare, la Cassazione scrive di beni strumentali che non eccedano il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività);

– in sostanza di non avere l’autonoma organizzazione che fa scattare il presupposto dell’assoggettamento ad Irap.

In particolare, il piccolo imprenditore può esibire, nella fase del contenzioso tributario o meno, la copia del modello unico quadro RG (contabilità semplificata) o quadro RF (contabilità semplificata) o, in alternativa, il quadro degli studi di settore di appartenenza, da dove si evince la mancanza di tali presupposti.

Vi sono tre possibili soluzioni per i contribuenti interessati:

– Richiesta di rimborso dell’Irap già pagata (istanza da presentare entro i 48 mesi);

– presentazione di dichiarazione integrativa ai fini Irap con la possibilità poi di utilizzare in compensazione il credito Irap scaturente (per gli anni per cui è possibile ancora farlo);

– direttamente omettere la presentazione del modello ai fini Irap (ovviamente, tale ipotesi è possibile dal prossimo anno poiché, come è noto, gli invii telematici sono ormai scaduti).

In precedenza, come è risaputo, la Corta Suprema aveva escluso da Irap anche gli esercenti attività ausiliarie di cui all’art. 2195 c.c., comma 1, n. 5 (cioè gli agenti di commercio ed i promotori finanziari).

La catena degli esonerati da Irap dunque, si è allargata ulteriormente, basti ricordare che era iniziata con gli esercenti arti e professioni (professionisti) giacché non dotati di autonoma organizzazione se non utilizzano dipendenti ed hanno beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile per esercitare l’attività professionale (solitamente si parla di beni strumentali irrisori, come ad es. i personal computer, l’autovettura, qualche scrivania, ecc.).

Da ricordare, anche per i professionisti, che in talune sentenze si sia parlato che sono comunque esclusi da Irap, per la circostanza in cui lo studio professionale non possa andare avanti senza la guida “intellettiva” del titolare.

 

 

7) Scudo fiscale: recupero eccedenze di versamento dell’imposta straordinaria

Gli intermediari possono utilizzare la compensazione per recuperare le eventuali eccedenze di versamento dell’imposta straordinaria dovuta per regolarizzare le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero.

È quanto ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 107/E del 14 ottobre 2010, che è scaturita dalla richiesta di un’associazione interessata a capire quali siano, una volta scaduti i termini per l’emersione, le modalità per recuperare la parte di imposta versata in eccesso.

Gli intermediari, infatti, per tutta la durata dell’operazione “scudo fiscale”, potevano recuperare le eventuali eccedenze scomputandole dai versamenti futuri della stessa imposta straordinaria.

In particolare, gli intermediari possono recuperare l’eccedenza di versamento dell’imposta straordinaria effettuandone la compensazione tramite modello F24 (ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241 del 1997).

Tale modalità di recupero può essere utilizzata sia nel caso in cui l’eccedenza di versamento si è verificata per effetto della restituzione di imposta da parte dell’intermediario al contribuente sia qualora l’eccedenza deriva da meri errori di versamenti.

Tali compensazioni dovranno essere evidenziate nel modello del sostituto d’imposta (modello 770).

 

 

8) Commercialisti: arrivata la nuova tariffa in G.U.

Approdano in Gazzetta Ufficiale i nuovi onorari dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili. Saranno in vigore dal 30 ottobre 2010.

Approda in Gazzetta Ufficiale la nuova tariffa professionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili.

La pubblicazione avverrà il 15 ottobre 2010, dopo che nelle scorse settimane i nuovi onorari avevano già ricevuto il parere positivo definitivo del Consiglio di Stato.

La precedente tariffa professionale dei commercialisti risaliva a 16 anni fa.

Le nuove disposizioni si applicano, a partire dal 30 ottobre, senza alcuna differenziazione, ai professionisti iscritti nelle Sezioni A e B dell’Albo unico dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, nato nel gennaio del 2008 dalla fusione tra dottori commercialisti e ragionieri.

Per coprire l’inflazione dal 1994 (anno delle precedente tariffa) ad oggi, gli onorari sono stati aumentati del 50%.

La nuova tariffa presenta disposizioni innovative che disciplinano gli onorari spettanti per le nuove attività previste proprio con la nascita dell’Albo unico, dalla riforma del diritto societario a quella del diritto fallimentare fino alle disposizioni tributarie.

Nella nuova tariffa è stato inoltre reintrodotto il rimborso delle spese generali di studio nella misura del 12,5%, con il limite di 2.500 euro per ciascuna parcella.

Le tariffe minime, seppur previste, hanno una funzione meramente orientativa e non sono pertanto vincolanti.

Le nuove norme si applicano per le prestazioni in corso alla data della loro entrata in vigore.

Per gli onorari graduali, i rimborsi spese e le indennità sono determinati secondo la tariffa in vigore nel momento in cui si è verificato il presupposto per la loro applicabilità.

“Con l’approvazione e l’ormai imminente entrata in vigore della nuova tariffa professionale dell’Albo unico – afferma il presidente dei commercialisti, Claudio Siciliotti – la categoria ha ora finalmente onorari unici e aggiornati, che tengono conto inevitabilmente dell’aumento del costo della vita negli ultimi quindici anni.

La nuova tariffa  – conclude – rappresenta un punto di riferimento soprattutto per i giovani i quali, al momento del loro ingresso nel mercato del lavoro, possono farvi riferimento per definire con più forza il valore delle loro prestazioni professionali”. 

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato del 14 ottobre 2010)

 

 

9) Borsa Italiana: modifiche al Regolamento dei Mercati e relative Istruzioni

Borsa Italiana S.p.A., con avviso n. 14924 dell’8 ottobre 2010, ha comunicato le modifiche al Regolamento dei Mercati e relative Istruzioni che entreranno in vigore il 25 ottobre 2010.

Le novità di interesse per gli emittenti riguardano il segmento STAR e si sono rese necessarie in seguito all’adozione del D.lgs. 27 gennaio 2010, n. 27 (di seguito “Decreto”) che ha recepito la direttiva sui diritti degli azionisti. 

Il Decreto ha disposto l’obbligo di pubblicazione del progetto di bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale e stabilito l’obbligo per l’organo di amministrazione di comunicare il progetto al collegio sindacale e alla società di revisione almeno 15 giorni prima della sua pubblicazione (art. 154-ter Tuf).

La norma vigente per il segmento STAR richiede la pubblicazione del progetto di bilancio entro 75 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale al fine di potersi avvalere dell’esonero dalla pubblicazione del quarto resoconto intermedio di gestione. 

Le nuove disposizioni contenute nel Decreto, che si applicheranno alle assemblee con avviso di convocazione pubblicato dopo il 31 ottobre 2010, imporrebbero alle società STAR, che si vogliono avvalere dell’esonero dalla pubblicazione del quarto resoconto intermedio di gestione, l’approvazione del progetto di bilancio entro 60 giorni dalla chiusura dell’esercizio, dovendo rispettare il termine di 15 giorni per la comunicazione a revisori e sindaci, nonché il termine per la pubblicazione del progetto di bilancio di 75 giorni dalla chiusura dell’esercizio, previsto dal Regolamento di Borsa.

Al fine di non comprimere eccessivamente i termini di approvazione del progetto di bilancio, Borsa Italiana ha pertanto prorogato il termine per la pubblicazione del progetto di bilancio a 90 giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale (art. 2.2.3).

(Assonime, nota del 14 ottobre 2010)

 

 

10) Consultazione sul Libro verde sulla revisione contabile

Il 13 ottobre 2010, la Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica sul Libro verde in materia di revisione contabile per individuare eventuali modifiche da apportare alle politiche del settore.

In particolare, la Commissione ritiene che vadano approfonditi i seguenti aspetti:

l’indipendenza dei revisori;

l’affidabilità della metodologia di revisione contabile;

il rischio sistemico legato alla concentrazione nel settore;

il ruolo delle autorità di vigilanza e l’efficacia della vigilanza nazionale;

le esigenze specifiche delle PMI;

il contesto internazionale.

Le parti interessate possono inviare i propri contributi, entro l’8 dicembre 2010, all’indirizzo markt-greenpaper-audit@ec.europa.eu

Per approfondimenti:

http://ec.europa.eu/internal_market/auditing/otherdocs/index_en.htm

(Assonime, nota del 14 ottobre 2010)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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