L’impugnabilità delle sentenze da parte del contribuente – parte II

Premessa.


Nella precedente puntata della rassegna giurisprudenziale, abbiamo iniziato la trattazione del tema della impugnabilità delle sentenze che vengono emesse a seguito del ricorso formulato dal contribuente; si è visto, dalla illustrazione delle sentenze, che il contribuente potrà contestarle non solo per i motivi di merito (ovverossia gli stessi proposti in Provinciale ed evidentemente rigettati dalla Commissione), ma anche per eventuali difetti procedurali o della sentenza stessa. In questa puntata continuiamo l’analisi dei motivi e delle fattispecie in cui la sentenza può essere annullata (ovviamente mediante ricorso alla CTR).


 


 


********************


 


 


Luogo delle notifiche nel processo tributario


In applicazione delle disposizioni del codice di rito al processo tributario, è validamente proposta l’impugnazione con atto notificato presso il difensore nel domicilio eletto entro il termine di un anno dalla pubblicazione della sentenza – avuto riguardo alla sospensione feriale dei termini – in quanto la notifica alla parte personalmente è riservata alle impugnazioni (se ammesse) formulate successivamente allo spirare del termine ex art. 327 c.p.c..


(Cassazione, sentenza n. 24302/09)


 


 


Nulla la sentenza se viene omessa la comunicazione dell’avviso di udienza di trattazione


Costituisce orientamento consolidato nella giurisprudenza di legittimità l’affermazione del principio, immanente alla disciplina del contenzioso tributario, giusta il quale l’omessa comunicazione, almeno trenta giorni liberi prima, dell’avviso di fissazione dell’udienza di trattazione alle parti – con conseguente violazione dell’art. 31, D.Lgs. n. 546/1992 -, determina la nullità della sentenza pronunciata dal giudice.


(Cassazione, sentenza n. 20952/08)


 


 


Notifica dell’atto a mani proprie


Consegue piena efficacia la notificazione dell’impugnazione mediante atto consegnato in mani del destinatario in luogo della consegna presso il domicilio eletto giusta il combinato disposto degli artt. 16, 17 e 49, D.Lgs., n. 546. Le disposizioni del codice di rito non sono infatti applicabili al contenzioso tributario se non nei limiti della compatibilità e dell’assenza di specifiche disposizioni, avuto riguardo al rapporto di specialità dettato dall’art. 1, D.Lgs. n. 546/1992.


(Cassazione, sentenza n. 1260/09)


 


 


Notifica in caso di domicilio incerto


L’art. 145 c.p.c., comma 3, (nella formulazione applicabile ratione temporis) prevede che se la notificazione alla persona giuridica non può effettuarsi presso la sede legale, può essere compiuta con le modalità di cui agli artt. 138, 139 e 141 se “nell’atto è indicata la persona fisica che rappresenta l’ente”. Poiché non viene neppure dedotto che il nominativo e la reperibilità del legale rappresentante della società contribuente fossero indicati nell’avviso da notificarsi se ne deve concludersi che non sussistevano i presupposti per la notificazione con tale modalità, essendo per contro del tutto irrilevante che dette indicazioni fossero eventualmente contenuto nel ricorso introduttivo.


Ciò posto, la notifica effettuata presso la segreteria della commissione appare pienamente regolare alla luce del principio secondo cui “Nel corso del processo tributario le notificazioni devono effettuarsi nel domicilio eletto o nella residenza dichiarata in ricorso e, in mancanza o assoluta incertezza delle relative indicazioni, a norma del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 17, comma 3, presso la segreteria della commissione. Il ricorso a tale, residuale, modalità di notificazione è legittima non solo nei casi, espressamente menzionati dalla disposizione, di originario difetto delle indicazioni relative al domicilio eletto o alla residenza dichiarata nell’atto introduttivo, ma anche nelle ipotesi in cui il ricorrente non adempie l’onere di comunicare le successive variazioni di quanto specificato in ricorso, ovvero risulti, in base alle relative indicazioni, impossibile l’effettuazione della notificazione per inesistenza, all’attualità, della relazione spaziale fra il soggetto ed i luoghi corrispondenti alla residenza dichiarata o al domicilio eletto; di guisa che l’applicazione della disciplina generale di cui agli artt. 139 e 140 c.p.c., resta limitata ai casi in cui tale relazione continui a sussistere, e l’impossibilità della concreta consegna dell’atto presso quei luoghi dipenda dal non essere stato ivi rinvenuto personalmente l’interessato o altre persone legittimate alla ricezione. … “.


(Cassazione, sentenza n. 7158/09)


 


 


Notifica scorretta e nullità della sentenza


Ai fini della validità della notifica effettuata mediante consegna a persona diversa dall’amministratore, all’interno dello stabile condominiale devono esservi locali destinati all’organizzazione e allo svolgimento della gestione delle cose e dei servizi comuni (come ad esempio la portineria), idonei a configurare un ufficio dell’amministratore, anche se esso dovesse in realtà mancare. In caso di inosservanza di tali disposizioni, la consegna di copia conforme all’originale dell’atto da notifica è nulla.


(Cassazione, sentenza n. 11303/07)


 


 


Udienza non fissata e procedimento nullo


La comunicazione alle parti dell’avviso di fissazione dell’udienza di discussione costituisce adempimento non prescindibile ai fini dell’ortodosso svolgimento dell’iter processuale. Ne consegue che l’inosservanza di tale obbligo comporta l’inequivocabile declaratoria di insanabile nullità del procedimento, né tale vizio può ritenersi in alcun modo sanato tramite l’esibizione di un atto che non reca alcuna sottoscrizione od esaustiva descrizione, da parte dell’ufficiale postale, dell’attività compiuta limitandosi alla mera dicitura di compiuta giacenza senza possibilità di sindacato o controllo.


(Cassazione, sentenza n. 27007/07)


 


 


La notifica al contribuente


Nel contenzioso fiscale, le notificazioni eseguite nel domicilio della parte in luogo di quello eletto ai fini del giudizio (nella specie, comunicazione della fissazione della pubblica udienza di discussione) spiegano comunque piena efficacia, giusta il rapporto di specialità intercorrente fra l’art. 17 del D.Lgs. n. 546 del 1992 e l’art. 170 c.p.c. – invocabile in virtù del generale richiamo contenuto nell’art. 1, comma 2 della disciplina processuale tributaria.


(Cassazione, sentenza n. 457/08)


 


 


Procedimento nullo senza udienza fissata


L’omessa notificazione alle parti dell’avviso di fissazione dell’udienza di discussione costituisce causa di nullità del procedimento e della successiva decisione resa dal giudice tributario. Tale principio, costantemente ribadito dalla consolidata giurisprudenza di legittimità, deve comunque coordinarsi con il principio processuale di conversione delle cause di nullità in motivi di gravame. Conseguentemente, il ricorrente – anche in difetto di comunicazione da parte dei competenti organi – ha l’onere di sincerarsi circa gli esiti del contenzioso dal medesimo coltivato dovendosi altrimenti rigettare, in quanto inammissibile, il ricorso per cassazione, volto a far valere la descritta nullità, proposto oltre il termine di decadenza annuale – ex art. 327 del codice di procedura civile – maturato dalla data di deposito e pubblicazione della sentenza impugnata.


(Cassazione, sentenza n. 23442/07)


 


 


La data delle udienza va comunicata


La tardiva costituzione delle parti nel processo tributario, oltre il termine di sessanta giorni previsto dagli artt. 23 e 54 del D.Lgs. n. 546 del 1992 non comporta alcuna nullità bensì mera decadenza allo svolgimento od istanza di attività processuali precluse. Conseguentemente, la parte ancorché tardivamente costituita ha diritto di ricevere la comunicazione relativa all’avviso di fissazione dell’udienza di trattazione della controversia facendo eccezione l’ipotesi in cui la costituzione sia successiva all’invio della comunicazione. L’eventuale procedimento proseguito in violazione del principio del diritto di difesa e del contraddittorio è viziato da nullità così come la sentenza regolatrice del grado di giudizio.


(Cassazione, sentenza n. 21059/07)


 


 


Giudizio invalido senza avviso


In tema di contenzioso tributario, l’omessa comunicazione alle parti, prevista dall’art. 31 del D.Lgs. n. 546/92 dell’avviso di fissazione dell’udienza di discussione costituisce causa di nullità del procedimento e della decisione della commissione tributaria, per violazione del diritto di difesa e del principio del contraddittorio.

(Cassazione, sentenza n. 10953/07)


Partecipa alla discussione sul forum.