Accordo di rinnovo per orafi e argentieri


Il nuovo accordo sostituisce a tutti effetti il contratto vigente.


 


Decorrenza e durata: dal 1° ottobre 2010 al 31 ottobre 2013 sia per la parte normativa sia per la parte economica. La contrattazione nazionale e aziendale ha previsto il rinnovo tacito del contratto a condizione che una delle due parti non dia disdetta entro 6 mesi dalla scadenza.


 


Inquadramento


La classificazione del personale prevede 8 categorie professionali e 8 livelli retributivi. L’inquadramento dei lavoratori è effettuato secondo le declaratorie generali, le esemplificazioni dei profili professionali e le relative esemplificazioni per settore indicate di cui al punto A dell’art. 4.


 


Elementi retributivi


La contrattazione aziendale ha introdotto un premio annuale correlato ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi concordati tra le parti (premio di risultato). Gli importi, i parametri e i meccanismi utili alla determinazione quantitativa saranno definiti dalle parti in sede aziendale. Al fine, viene prevista la costituzione di un’apposita commissione paritetica nazionale per il monitoraggio e l’analisi degli accordi posti in essere.


 


Premio di produzione


L’art. 10 CCNL 5 aprile 1991, stabiliva, per le aziende fino a 200 dipendenti, la corresponsione di un’indennità nella misura dell’1,8% dei minimi tabellari. Tale indennità resta definitivamente fissata negli importi in essere al 31 dicembre 1994 e viene conservata a titolo di superminimo individuale non assorbibile per i soli lavoratori percettori della stessa alla data del 23 settembre 2010.


 


Maternità


L’art. 33 stabilisce che, alla lavoratrice assente, nei 2 mesi prima del parto e nei 3 mesi ad esso successivi, venga corrisposta l’intera retribuzione globale. In caso di estensione, a norma di legge, oltre detti termini, del periodo di assenza obbligatoria, si applica il trattamento complessivamente più favorevole tra quello previsto dal contratto e quello stabilito dalla legge.


 


Malattia


In caso di assenza per malattia o infortunio non sul lavoro, il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo di: 6 mesi, per anzianità di servizio fino a 5 anni compiuti; 8 mesi, per anzianità di servizio oltre i 5 anni e fino ai 10 anni compiuti; 10 mesi, per anzianità di servizio oltre i 10 anni. In caso di più malattie o infortuni non sul lavoro, i periodi di conservazione del  posto si intendono riferiti alle assenze complessivamente verificatesi nei 3 anni precedenti ogni nuovo evento morboso e il periodo complessivo di conservazione del posto risulta pari a: per anzianità di servizio fino a 5 anni compiuti: mesi 9; per anzianità di servizio oltre i 5 anni e fino ai 10 anni compiuti: mesi 12; per anzianità di servizio oltre i 10 anni: mesi 15. Il trattamento economico spettante: per anzianità di servizio fino a 5 anni compiuti, l’intera retribuzione globale per i primi 2 mesi e metà retribuzione globale per i 4 mesi successivi; per anzianità di servizio oltre 5 anni e fino a 10 anni compiuti, l’intera retribuzione globale per i primi 3 mesi e metà retribuzione globale per i 5 mesi successivi; per anzianità di servizio oltre i 10 anni, l’intera retribuzione globale per i primi 4 mesi e metà retribuzione globale per i 6 mesi successivi. Nell’ipotesi di più malattie e infortuni nell’arco dell’ultimo triennio, il trattamento economico sarà: per anzianità di servizio fino a 5 anni compiuti: mesi 9, di cui mesi 2 a intera retribuzione globale e mesi 7 a metà retribuzione globale; per anzianità di servizio oltre 5 anni compiuti: mesi 12, di cui mesi 3 a intera retribuzione globale e mesi 9 a metà retribuzione globale; per anzianità di servizio oltre 10 anni: mesi 15, di cui mesi 4 a intera retribuzione globale e mesi 11 a metà retribuzione globale.


 


Indennità di cassa


Il lavoratore che maneggia denaro per riscossioni e pagamenti con responsabilità anche finanziaria, ha diritto all’indennità mensile pari al 6% del minimo tabellare conglobato della categoria di appartenenza.


 


Congedo matrimoniale


Il congedo matrimoniale è pari a 15 giorni consecutivi, spetta ai lavoratori e alle lavoratrici non in prova. Durante il periodo di congedo le aziende sono tenute a riconoscere un’integrazione di quanto il lavoratore percepisce in forza di disposizioni di legge e/o di altre norme fino al raggiungimento del normale trattamento economico complessivo netto che il lavoratore avrebbe percepito se avesse lavorato.


 


Elemento perequativo


Per i lavoratori dipendenti di aziende dove non sia presente contrattazione aziendale per la definizione di un premio di risultato e non siano in atto accordi collettivi aventi contenuto economico, è introdotto un elemento perequativo di euro 195,00 lordi da erogarsi con la retribuzione di giugno di ciascun anno. L’importo spetta ai lavoratori in forza il 1° gennaio di ciascun anno privi di superminimi collettivi o individuali, premi annui o altri compensi comunque soggetti a contribuzione, è omnicomprensivo di ogni incidenza su tutti gli istituti legali e contrattuali, compreso il Tfr, è commisurato in dodicesimi in relazione alla durata del rapporto di lavoro nel corso dell’anno precedente, è corrisposto all’atto della liquidazione delle competenze, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, con riduzione proporzionale sulla base dei mesi interi di servizio prestati nell’anno.


 


Aumenti retributivi e nuovi minimi


Per il 5° livello è previsto un aumento contrattuale totale di euro 115,00 da corrispondersi in quattro tranches: euro 35,00, dal 1° ottobre 2010; euro 30,00, dal 1° agosto 2011; euro 30,00, dal 1° giugno 2012; euro 20,00, dal 1° gennaio 2013. Per i lavoratori inquadrati nella 7° categoria è prevista l’erogazione di un elemento retributivo, pari a euro 59,39 mensili lordi; per i lavoratori quadri, un’indennità di funzione pari a euro 114,00 mensili lordi comprensiva dell’elemento retributivo di cui sopra.


 


I nuovi minimi sono i seguenti:


 


























































Categoria


Minimi dal 1° ottobre 2010


Minimi dal 1° agosto 2011


Minimi dal 1° giugno 2012


Minimi dal 1° gennaio 2013


1


1.129,16


1.147,83


1.166,50


1.178,94


2


1.236,16


1.258,16


1.280,16


1.294,83


3


1.357,24


1.383,24


1.409,24


1.426,57


4


1.411,50


1.438,83


1.466,16


1.484,38


5


1.505,81


1.535,81


1.565,81


1.585,81


5S


1.604,31


1.637,42


1.670,53


1.692,60


5


1.724,72


1.760,28


1.795,84


1.819,54


7


1.872,91


1.912,47


1.952,03


1.978,40


 


Una tantum


Ai lavoratori in forza al 23 settembre 2010 spetta un importo una tantum a titolo di arretrati retributivi pari ad euro 180,00 da corrispondersi in due tranches: euro 100,00 con la retribuzione del mese di febbraio 2011, ed euro 80,00 con la retribuzione del mese di giugno 2011. E’ prevista la riduzione proporzionale in caso di aspettativa, permesso non retribuito, congedo parentale e periodi nei quali si è verificata una sospensione della prestazione senza diritto alla retribuzione a carico azienda; non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale; è utile ai soli fini del Tfr.


 


Previdenza complementare


Dal 1° gennaio 2010 l’aliquota applicabile del contributo a carico azienda per il fondo Cometa è 1,4%; dal 1° gennaio 2013 tale percentuale varrà anche per i lavoratori apprendisti a condizione che il lavoratore contribuisca almeno con pari aliquota.


 


29 Ottobre 2010


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