Ravvedimento operoso per le dichiarazioni fiscali in scadenza

Ravvedimento operoso per le dichiarazioni fiscali in scadenza il 30/09/2010


 


Ravvedimento operoso per Imposte dirette ed Iva: Possibilità di correzione degli adempimenti da Unico da inviare entro il 30 settembre 2010. I chiarimenti dalle Entrate nel 2010.


Siamo in periodo di scadenza di presentazione dei vari Modello Unico, in tali occasioni si ripropone anche il periodo per regolarizzare eventuali violazioni commesse in tale ambito.


La data ultima per l’invio di Unico, fissata al 30 settembre 2010, determina che al rientro dalle ferie gli intermediari ed i professionisti rivedono le scelte fatte per poi completare le ulteriori indicazioni dei dati.


Potrebbe essere il caso di provvedere al ravvedimento operoso in caso di mancati pagamenti entro le scadenze di giugno, luglio e agosto; alla verifica dei calcoli per rimediare ad eventuali compensazioni non effettuate oppure ad oneri considerati ma non spettanti; all’adeguamento agli studi, se si pensa di dover rimediare alla scelta pregressa (stessa cosa vale per il regime delle società di comodo o la soggettività passiva Irap in caso di lavoratori autonomi, intermediari di commercio o piccole imprese).


In merito ai quadri descrittivi molta attenzione va riservata al quadro RW, poiché soggetto a particolari sanzioni.


Meritano particolare cura, inoltre, i quadri RN e RP che, alla luce delle disposizioni recate dalla manovra correttiva, assumono carattere indicativo per il nuovo redditometro.


Un confronto tra i due quadri potrebbe già essere spia di un rischio anomalia.


Entro i 90 giorni successivi alla scadenza di settembre si può rimediare al mancato invio con la trasmissione della dichiarazione tardiva.


Con l’ausilio della guida del contribuente 2010 redatta dalle Entrate vediamo di seguito la relativa disciplina.


Con il “ravvedimento operoso” il contribuente può, quindi, regolarizzare omissioni e irregolarità commesse, beneficiando della riduzione delle sanzioni amministrative.


Occorre che la violazione non sia già stata constatata dall’ufficio, non sono iniziati accessi, ispezioni e verifiche, non siano iniziate altre attività amministrative di accertamento.


Omesso versamento di tributi


L’omesso o insufficiente pagamento delle imposte dovute a titolo di acconto o di saldo in base alla dichiarazione dei redditi e dell’Iva, nonché l’omesso o insufficiente versamento delle ritenute alla fonte operate dal sostituto d’imposta, possono essere regolarizzati eseguendo spontaneamente il pagamento:


– dell’imposta dovuta;


– degli interessi moratori (calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito);


– della sanzione in misura ridotta.


In particolare, la sanzione (ordinariamente prevista nella misura del 30%) viene ridotta:


– al 2,5%, se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta;


– al 3%, se si effettua il pagamento con ritardo superiore a 30 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata commessa.


Per regolarizzare queste violazioni non è necessario presentare una dichiarazione integrativa.


Attenzione: Il ravvedimento non è valido se manca anche uno solo degli importi dovuti (per imposta, per interessi, per sanzione).


Tasso di interessi legali




















Periodo


Tasso di interesse


Norma


dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2007


2,5%


D.M. 1 dicembre 2003


dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2009


3%


D.M. 12 dicembre 2007


dal 1° gennaio 2010


1%


D.M. 5 dicembre 2009


Presentazione della dichiarazione con ritardo non superiore a 90 giorni


Se la dichiarazione viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni, la violazione può essere regolarizzata eseguendo spontaneamente, entro lo stesso termine, il pagamento di una sanzione di € 21,00 (pari ad 1/12 della sanzione minima di € 258,00), ferma restando l’applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento dei tributi, qualora non regolarizzate.


Violazioni di natura formale


In tema di violazioni formali si distinguono le due seguenti fattispecie:


– violazioni “formali”, che non hanno conseguenze sostanziali e cioè non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo;


– violazioni “meramente formali”, che, oltre a non avere risvolti sostanziali, non arrecano nemmeno pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.


Mentre le prime sono punibili, le seconde non sono sanzionabili (è l’Ufficio a valutare caso per caso se la violazione è “formale” o meramente formale”).


I contribuenti che si accorgono di aver commesso degli errori o delle omissioni, sia di tipo “formale” che “meramente formale”, anche se ininfluenti sull’attività di controllo, possono regolarizzare la propria posizione mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa, riferita al periodo d’imposta interessato, da redigere su modello conforme a quello approvato, che può essere scaricato dal sito www.agenziaentrate.gov.it.


La regolarizzazione deve comunque essere effettuata prima dell’inizio dell’attività di controllo o verifica.


Per le violazioni “formali” che siano di ostacolo all’attività di accertamento dell’ufficio, la regolarizzazione, da effettuarsi nei termini e con le modalità previste dalla legge, comporta il pagamento della sanzione, anche se in misura ridotta.


Sono così sanabili le violazioni relative al contenuto della dichiarazione quali, ad esempio:


– l’omessa o errata indicazione di dati rilevanti per l’individuazione del contribuente o del suo rappresentante;


– la compilazione della dichiarazione su modello non conforme a quello approvato con decreto ministeriale;


– la mancata o errata compilazione di quadri della dichiarazione previsti per indicare dati non rilevanti ai fini della determinazione delle somme dovute.


Violazioni di natura sostanziale


Gli errori o le omissioni di natura sostanziale relativi alle dichiarazioni validamente presentate (comprese quelle presentate con ritardo non superiore a 90 giorni) possono essere regolarizzati presentando una dichiarazione integrativa entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale si è verificato l’errore o l’omissione.


Entro lo stesso termine devono essere eseguiti il pagamento del tributo o del maggior tributo dovuto, dei relativi interessi (calcolati al tasso legale annuo con maturazione giorno per giorno) e della sanzione ridotta a 1/10 del minimo previsto.


Questi gli errori che è possibile regolarizzare:


– errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili e delle imposte;


– indicazione in misura superiore a quella spettante di detrazioni d’imposta, di oneri deducibili o detraibili, di ritenute d’acconto e di crediti d’imposta. Si tratta degli errori ed omissioni rilevabili in sede di liquidazione e di controllo formale della dichiarazione (artt. 36 bis e 36 ter del D.P.R. n. 600 del 1973).


In questi casi la regolarizzazione comporta il pagamento della sanzione ridotta al 3% (pari ad 1/10 del 30%) della maggiore imposta o della differenza del credito utilizzato, oltre al pagamento del tributo dovuto e degli interessi calcolati al tasso legale annuo con maturazione giorno per giorno;


– errori e omissioni che configurerebbero la violazione di infedele dichiarazione, come nell’ipotesi di:


– omessa o errata indicazione di redditi


– errata determinazione di redditi


– esposizione di indebite detrazioni d’imposta o di indebite deduzioni dall’imponibile.


In queste ipotesi la spontanea regolarizzazione comporta il pagamento della sanzione ridotta al 10% (pari ad 1/10 della sanzione minima prevista del 100%) della maggiore imposta dovuta o della differenza di credito spettante, oltre al pagamento del tributo dovuto e dei relativi interessi.


Nei casi in cui si intendano regolarizzare contestualmente errori ed omissioni indicati ai precedenti punti è necessario presentare un’unica dichiarazione integrativa ed effettuare il pagamento delle somme complessivamente dovute; in questo caso le misure delle sanzioni ridotte (3% e 10%) saranno rapportate ai rispettivi maggiori tributi o minori crediti spettanti.


Adempimenti per fare il ravvedimento












Violazione


Dichiarazione integrativa


Versamenti da fare


Errori ed omissioni che incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta, sul pagamento del tributo e che comunque non ostacolano l’attività di accertamento


 


Errori rilevabili in sede di applicazione degli artt. 36 bis e 36 ter D.P.R. 600/73 che hanno determinato un minor versamento, diversi da quelli indicati al primo rigo


Si


Imposta o minor credito, interessi, sanzione 3% (1/10 della sanzione ordinaria del 30%); la regolarizzazione deve avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa l’infrazione che si intende sanare


 


 












Violazione


Dichiarazione integrativa


Versamenti da fare


Errori ed omissioni che incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta, sul pagamento del tributo e che comunque non ostacolano l’attività di accertamento


 


Errori rilevabili in sede di accertamento (omessa e/o errata indicazione di redditi) che hanno determinato un minor versamento, e/o un maggior credito


Si


Imposta o minor credito, interessi, sanzione 10%; la regolarizzazione deve avvenire entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa l’infrazione che si intende sanare


 


 








Omessa presentazione nei termini della dichiarazione


 


 


Sono considerate valide


le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza del termine


 


 


Entro 90 giorni con il pagamento di una sanzione di 21 euro, ferma restando l’applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento delle imposte, se non regolarizzate secondo le modalità illustrate al primo rigo


 


 


Tardiva trasmissione delle dichiarazioni da parte degli intermediari


Per la tardiva od omessa trasmissione delle dichiarazioni da parte dei soggetti abilitati all’invio telematico ai fini dell’applicazione del ravvedimento è necessario che la dichiarazione non trasmessa possa ancora essere validamente presentata.


Pertanto, la possibilità di ravvedersi per l’intermediario che non abbia trasmesso tempestivamente la dichiarazione presuppone necessariamente la validità della dichiarazione tardivamente presentata, che sussiste, come detto, quando la stessa sia presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine naturale di presentazione.


In particolare, la specifica sanzione a carico dell’intermediario (da 516 a 5.164 euro) può essere ridotta ad 1/12 del minimo (ossia 43 euro) se la dichiarazione viene trasmessa con un ritardo non superiore a 90 giorni; alla sanzione per tardiva trasmissione telematica della dichiarazione si affiancano le sanzioni per tardiva presentazione della dichiarazione, che, comunque, sono irrogate a carico del contribuente.


Contestualmente alla trasmissione telematica della dichiarazione l’intermediario deve procedere al pagamento della sanzione in misura ridotta.


Modalità di pagamento


Per usufruire del ravvedimento i versamenti vanno eseguiti, indicando gli appositi codici tributo:


– con il modello F24, per le imposte sui redditi, le relative imposte sostitutive, l’IVA, l’Irap, e l’imposta sugli intrattenimenti;


– con il modello F23, per l’imposta di registro e gli altri tributi indiretti, indicando la causale “SZ” e, nello spazio riservato agli estremi dell’atto, l’anno cui si riferisce la violazione.


Non è prevista alcuna forma di pagamento rateale.


In entrambi i casi:


– se il periodo d’imposta da indicare non coincide con l’anno solare, deve essere indicato il primo dei due anni interessati, nella forma AAAA (esempio: 2010);


– se sono dovuti interessi, questi, calcolati al tasso legale, vanno indicati nel Mod. F24 utilizzando gli appositi codici tributo; nel caso in cui si tratti di interessi sulle ritenute da parte dei sostituti d’imposta gli stessi vanno versati cumulativamente con il tributo;


– le sanzioni vanno versate con un apposito codice tributo (l’elenco completo dei codici è reperibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate)


Presentazione della dichiarazione integrativa


Nei casi in cui, ai fini del ravvedimento, è previsto l’obbligo di una dichiarazione integrativa, l’interessato deve presentarla a un ufficio postale o in via telematica (direttamente o tramite intermediario), entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale l’errore o l’omissione si sono verificati.


La dichiarazione va presentata, secondo quanto viene riportato nella guida 2010 dell’Agenzia delle Entrate:


– utilizzando, anche in fotocopia, i modelli di dichiarazione approvati per l’anno di riferimento (disponibili sul sito www.agenziaentrate.gov.it);


– riproducendo integralmente il contenuto della dichiarazione originaria, ovviamente rettificato, tenendo conto delle correzioni o integrazioni oppure indicando le sole correzioni o integrazioni che si intendono apportare rispetto alla dichiarazione originaria;


– barrando nella dichiarazione l’apposita casella “Dichiarazione integrativa”;


– indicando quali quadri o allegati alla dichiarazione originaria sono oggetto di aggiornamento e quali invece sono rimasti invariati.


L’eventuale maggior credito d’imposta risultante dalla dichiarazione integrativa può essere utilizzato in compensazione oppure chiesto a rimborso.


 


Vincenzo D’Andò


 


 


6 settembre 2010

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