Rassegna previdenziale e sindacale del 29 settembre 2010

1)INPS: proroga CIGO nel settore edile 2) Piano straordinario contro le mafie: identificazione degli addetti nei cantieri 3) Ingresso di stranieri per corsi di formazione professionale e tirocini 4) Periodi di proroga CIGO nel settore edil; 5) Denuncia di malattia professionale per via telematica: modalità di acquisizione del certificato medico 6) Divieto di doppio tirocinio nel caso di sovrapposizione temporale dei praticanti consulenti del lavoro 7) Responsabilità del datore di lavoro in caso di assunzione di un lavoratore irregolarmente presente sul territorio italiano 8) Ripubblicati i minimi retributivi per il settore ALIMENTARI – ARTIGIANATO 9) Ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL della Comunicazione, dell’Informatica e dei Servizi Innovativi scaduto il 30/6/2009 10) 10) Sgravi contributivi per i giornalisti 11) Intesa per l’incremento dei minimi tabellari del CCNL 17/4/2008, valevoli per le piccole e medie aziende del settore alimentare e della panificazione 12) Fino alla piena andata a regime del sistema di trasmissione telematica dei certificati di malattia e, in ogni caso non oltre il 31 gennaio 2011, la non osservanza di quanto previsto dalla normativa in materia non costituisce illecito disciplinare 13) Nell’ipotesi in cui un lavoratore abbia contratto di lavoro part-time di tipo verticale e si trovi a svolgere la sua prestazione contrattuale su 3 giorni lavorativi invece che sui 5 giorni settimanali previsti dal contratto collettivo, ai fini del calcolo delle ore medie di lavoro notturno consentite si dovrà tener conto delle ore di lavoro effettivamente prestate e non dell’orario di lavoro astrattamente previsto dalla contrattazione collettiva 14) Accordo economico per il biennio economico 2006-2007 del CCNL 23/11/2004 della sanità privata, scaduto il 31/12/2005 15) Il lavoratore turnista che presta attività nelle giornate domenicali ha diritto ad un compenso che può essere soddisfatto, oltre che con supplementi di paga o con specifiche indennità, con l’attribuzione di vantaggi e benefici economici contrattuali di diversa natura, come un maggior numero di riposi 16) Approvato il Regolamento per la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi di competenza dell’INPS, eccezione fatta per quelli in autotutela e quelli promossi con ricorso avverso un atto o provvedimento amministrativo 17) Rigettato il ricorso del lavoratore subordinato in quanto colto in stato di ebbrezza sul posto di lavoro: il licenziamento in tronco è valido 18) Con il termine “tempo tuta” si identifica il tempo impiegato dal lavoratore per indossare e svestire gli abiti da lavoro 19) INPS: precisazioni circa la convenzione per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del sistema bilateralità artigiana

1) Messaggio Inps n. 22320/2010 – Proroga CIGO nel settore edile


L’Inps, pubblicando l’allegato messaggio n. 22320 del 3 settembre scorso, ha ritenuto opportuno provvedere a diramare l’atto di l’interpello del Ministero del lavoro n. 26/2010. Con tale documento il dicastero, sulla base ed in conseguenza delle richieste avanzate dalle Associazioni di categoria di parte datoriale e dai Sindacati nazionali di categoria, si era pronunciato in senso favorevole all’applicazione dell’art. 6, comma 1, della legge n. 164/75 anche per il settore dell’edilizia. L’Istituto ora ribadisce che la suddetta normativa, in conseguenza della quale ai fini della proroga della Cigo non viene richiesta una ripresa, sia pur parziale, dell’attività produttiva, trova applicazione alle imprese di tutti i dottori industriali, compresi quelle edili e affini, e prevede che l’integrazione salariale sia corrisposta fino ad un periodo massimo di 3 mesi continuativi, prorogabili trimestralmente, in casi eccezionali, fino ad un massimo complessivo di 12 mesi. Le imprese edili interessate a beneficiare di tale previsione dovranno stipulare un apposito accordo sindacale che dovrà essere allegato alla relativa domanda da presentare alla Commissione provinciale per l’edilizia presso la sede Inps competente territorialmente.




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2) Legge 13 agosto 2010, n. 136. Piano straordinario contro le mafie – Art. 5 relativo alla identificazione degli addetti nei cantieri.


Come è noto, con l’articolo 5 della Legge n. 136 del 13 agosto 2010 si stabilisce che la tessera di riconoscimento prevista dall’art. 18, comma 1, lettera u), del D.Lgs. 9 aprile n. 81 deve contenere, oltre agli elementi già presenti (fotografia, generalità del lavoratore e indicazione del datore di lavoro), anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. Nel caso di lavoratori autonomi la tessera di riconoscimento prevista dall’art. 21, comma 1, lettera c) del medesimo D. Lgs. 81/08 deve contenere anche l’indicazione del committente.


Nonostante il dettato dell’articolo 5 faccia espresso e diretto riferimento all’opportunità e alla necessità di consentire la corretta identificazione degli addetti nei cantieri, la disposizione in oggetto, come confermato anche da contatti informali operati dalle Associazioni sindacali di parete datoriale e di categoria con gli Uffici del Ministero del Lavoro, si applica sia agli appalti e/o subappalti di lavori che a quelli di servizi e forniture e, parimenti, non si limita ai soli appalti e/o subappalti pubblici ma anche a quelli privati, così come previsto dall’art. 18, comma 1, lettera u) del D. Lgs. 81/08.


In particolare, nell’ambito dei lavori eseguiti su contratti di appalto stipulati tra soggetti di natura privata, per ciò che concerne l’elemento dell’autorizzazione al subappalto, deve farsi riferimento alla norma codicistica (art. 1656 c.c.) che prevede, per l’appunto, tale autorizzazione. Pertanto, nella fattispecie di cui sopra si è fatto cenno, al fine di adempiere a quanto previsto dalla norma, sarò comunque necessario fare preciso riferimento a tale autorizzazione al subappalto, anche nell’eventualità in cui per la sua redazione non si sia ricorso alla forma scritta.


Inoltre, per quanto riguarda l’entrata in vigore e la decorrenza dell’applicazione della norma in esame, si sottolinea che l’obbligo di applicare la disposizione medesima riguarda esclusivamente quei contratti di appalto e di subappalto che sono stati stipulati a far data dall’entrata in vigore della legge, ovvero a partire dal 7 settembre ultimo scorso (d’altra parte, la stessa nota indirizzata ai Prefetti in data 6 settembre scorso, dal Ministero degli Interni, relativa alle modalità ed alle tempistiche del di entrata in vigore del complesso normativo in parola, sottolinea come all’art. 3 dello stesso testo di legge in materia di Tracciabilità dei flussi finanziari, il legislatore si sia espresso nel senso di ritenere applicabile quanto sopra solo in riferimento ai contratti stipulati a partire dalla data di entrata in vigore della legge, asserendo che laddove il legislatore avesse voluto intendere diversamente e, pertanto, applicare la norma anche ai contratti stipulati precedentemente, lo avrebbe dichiarato espressamente).


Nell’attesa, pertanto, di ulteriori ed auspicabili chiarimenti che le Amministrazioni competenti vorranno emanare, con riferimento anche all’art. 5 della Legge n. 136/2010, l’obbligo sussiste per tutti quegli appalti stipulati a far data dall’entrata in vigore della legge (che, come noto, e più sopra già evidenziato, è avvenuta il 7 settembre scorso).


Quanto, invece, al regime sanzionatorio previsto per le eventuali mancate applicazioni delle norme sopra illustrate, si è in attesa dei chiarimenti del dicastero, tuttavia deve precisarsi che parrebbe che il mancato adempimento della disposizione di cui all’art. 5 della Legge in oggetto non comporti l’applicazione delle sanzioni di cui agli artt. 59, comma 1, lettera b) e 55, comma 5, lettera i) che fanno rispettivamente riferimento alla tessera di riconoscimento di cui agli artt. 20 e 26 dello stesso Testo Unico.


Si ritiene in ogni caso necessario consigliare alle imprese operanti nel settore di provvedere celermente all’aggiornamento ed integrazione dei cartellini con i suddetti ulteriori dati, dato che la finalità della norma è volta ad una maggiore, più immediata ed in equivoca identificazione degli addetti nei cantieri.




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3) Decreto ministeriale 6 luglio 2010 – Ingresso di stranieri per corsi di formazione professionale e tirocini


Nella Gazzetta Ufficiale n. 203/2010 è stato pubblicato il Decreto del Ministero del lavoro 6 luglio 2010 recante la determinazione del contingente annuale 2010 relativo all’ingresso in Italia di cittadini stranieri per la partecipazione a corsi di formazione professionale e tirocini formativi.


Il provvedimento stabilisce che per l’anno in corso è autorizzato l’ingresso degli stranieri in possesso dei requisiti previsti per il rilascio del visto di studio, per le seguenti quote:






  1. 5.000 unità per la frequenza ai corsi di formazioni professionale il cui fine è il riconoscimento di una qualifica lavorativa o alla certificazione delle competenze acquisite, di durata non superiore a 24 mesi, organizzati da enti di formazione accreditati ai sensi delle norme previste dall’art. 142, comma 1, lett. d), del d.lgs. n. 112/1998, ed ai sensi dell’articolo 44-bis, comma 5, del D.P.R. n. 394/1999;






  1. 5.000 unità per lo svolgimento di tirocini di formazione e d’orientamento promossi dai soggetti previsti dall’articolo 2, comma 1, del decreto ministeriale n. 142/1998, in funzione del completamento di un percorso di formazione professionale.




Le quote di cui alla lettera b) sono state ripartite tra regioni e province autonome secondo l`allegato al decreto di cui trattasi.




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4) Procedura di consultazione sindacale ex art. 5, L. n. 164/75 – Periodi di proroga CIGO nel settore edile – Chiarimenti


In riferimento alla risposta ad istanza di interpello n. 26/10 ed al successivo messaggio Inps n. 22320/10, che hanno, rispettivamente, esteso e recepito anche al settore dell’edilizia le disposizioni normative previste dall’art. 6 della L. n. 164/75 in merito ai periodi di proroga della Cassa Integrazione Ordinaria, si ritiene opportuno riepilogare, qui di seguito, le principali caratteristiche relative alla procedura di consultazione sindacale che, in base ai nuovi orientamenti ministeriali, costituisce per le imprese edili condizione necessaria per poter accedere ai soli periodi di proroga trimestrali a zero ore di cassa integrazione guadagni ordinaria, fino ad un massimo complessivo di 52 settimane.


L’azienda che intende richiedere l’intervento della proroga a zero ore deve comunicare preventivamente alle Rappresentanze sindacali Unitarie (RSU), se presenti, anche per il tramite dell’Associazione territoriale datoriale, ovvero alle Organizzazioni Sindacali territoriali (OO.SS.) più rappresentative operanti nella provincia, le cause, la durata prevedibile e il numero di lavoratori interessati dalla sospensione dell’orario di lavoro.


Alla comunicazione inviata dovrà seguire, a richiesta di una delle parti interessate, un esame congiunto della situazione avente ad oggetto i problemi relativi alla tutela degli interessi dei lavoratori in relazione alla crisi dell’impresa. L’intera procedura dovrà, comunque, esaurirsi entro 25 giorni dalla richiesta, ridotti a 10 per le aziende fino a 50 dipendenti.


Va evidenziato che il legislatore, relativamente all’art. 5 della L. n. 164/75, di cui si allega copia, parla di consultazione sindacale e non di accordo. Ciò significa che la richiesta di intervento è legittima anche nel caso in cui non si raggiunga un accordo sindacale; l’impresa, pertanto, potrà presentare la richiesta di proroga della Cigo, allegando il relativo verbale.


Al riguardo, si rileva che fonti interne all’Inps hanno preannunciato informalmente l’imminente pubblicazione di un nuovo messaggio in cui sarà confermata la necessità di esperire esclusivamente la fase di consultazione sindacale e non l’accordo, come erroneamente riportato nella nota n. 22320 del 3 settembre scorso.


Per completezza, si ricorda che le imprese dell’edilizia potranno comunque continuare ad applicare le disposizioni di cui al comma 1, art. 1 della L. n. 427/75, relative ai periodi di proroga ad orario ridotto, senza dover esperire la procedura in oggetto.




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5) Denuncia di malattia professionale per via telematica: modalità di acquisizione del certificato medico – Modifica dell’articolo 53 del Testo Unico approvata con Decreto interministeriale del 30 luglio 2010.


L’Inail, con la propria circolare n. 36/10, ha provveduto a ricordare che per la mancata presentazione da parte del datore di lavoro del certificato medico di malattia professionale è prevista una sanzione amministrativa che va da 1.290 a 7.745 euro. Contestualmente l’istituto ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle modifiche apportate dal D.M. 30 luglio 2010 all’art. 53, co. 5 del T.U. n. 1124/65.


La circolare in oggetto, di cui si allega copia, conferma, in particolare, che il datore di lavoro è esonerato dall’obbligo d’invio del certificato medico nel caso in cui abbia già effettuato, in via telematica, la denuncia di malattia professionale.


Diversamente, l’Inail potrà richiedere al datore di lavoro l’invio del relativo certificato medico qualora lo stesso non sia stato inviato all’Istituto direttamente dal lavoratore o dal medico certificatore.




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6) Decisione del Consiglio di Stato n. 6998 del 21 settembre 2010 in merito al divieto di doppio tirocinio nel caso di sovrapposizione temporale dei praticanti consulenti del lavoro


Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 6998 del 21 settembre scorso è intervenuto sulla questione relativa alle modalità di esecuzione del tirocinio da parte dei praticanti consulenti del lavoro esprimendosi nel senso che, al praticante (futuro consulente del lavoro) che abbia dimostrato di aver svolto con diligenza il periodo di pratica per due anni e per non meno di quattro ore medie giornaliere, pur esercitando contemporaneamente un ulteriore tirocinio, non può essere negato il certificato di compiuta pratica. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, il divieto del doppio tirocinio si riferisce esclusivamente “a quelle forme di praticantato che comportino un impegno destinato effettivamente a sovrapporsi, sotto il profilo temporale, a quello richiesto per il tirocinio di consulente del lavoro”. Di seguito la sintesi il contenuto della decisione del Consiglio di Stato n. 6998 del 21 settembre 2010.


Il fatto


Il Tar del Lazio con propria sentenza aveva accolto il ricorso di una dottoressa avverso la deliberazione del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro. Tale deliberazione recava il rigetto del ricorso gerarchico prodotto dalla dottoressa medesima finalizzato alla riforma del provvedimento emesso dal Presidente del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia e contenente il diniego del rilascio all’interessata del certificato di compiuta pratica a causa dello svolgimento contemporaneo, e ritenuto inammissibile, del praticantato utile per l’ammissione agli esami abilitativi all’esercizio della professione di consulente del lavoro e di dottore commercialista. Contro la sentenza del TAR il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro aveva a sua volta proposto ricorso.


La decisione


Al riguardo, il Consiglio di Stato, dopo aver esaminato la questione, ha risolto la controversia con la citata decisione n. 6998 del 21 settembre 2010 che condivide la soluzione a suo tempo stabilita dai giudici del TAR Lazio che avevano accolto il ricorso della dottoressa sul presupposto della non inconciliabilità, in termini assoluti, dell’esercizio congiunto di un doppio tirocinio, alla luce della normativa di settore contenuta nel decreto ministeriale 2 dicembre 1997. L’articolo 4 del citato decreto, infatti, dopo aver previsto che il professionista, anche associato, non può ammettere contemporaneamente e complessivamente più di due praticanti presso il proprio studio, precisa che “ il praticantato non può essere svolto contemporaneamente per attività professionali diverse”. Tale ultima previsione ha un contenuto apparentemente dirimente, tuttavia deve essere letta e interpretata alla luce del quadro normativo d’insieme, ed in particolare delle disposizioni contenute nell’ultimo comma del medesimo articolo 4 nonché di quelle del successivo articolo 5, relativo a quello che viene indicato come “periodo di praticantato e modalità di svolgimento”. Secondo la prima delle richiamate disposizioni “il praticantato, gratuito per sua natura e finalità, non esclude la contemporanea esistenza di un rapporto di subordinazione a tempo parziale”; ai sensi del richiamato articolo 5, inoltre, “il periodo di pratica non può essere inferiore a due anni e deve essere svolto con diligenza, assiduità e con una frequenza minima di quattro ore medie giornaliere”. L’interdizione all’esercizio contemporaneo della pratica per attività professionali diverse, infatti, se letta insieme alla previsione del possibile esercizio, nello stesso periodo del praticantato, di un’attività di lavoro subordinato a tempo parziale e soprattutto a quella che dispone un limite minimo giornaliero (nella misura di quattro ore di media) di pratica, astrattamente compatibile con l’esercizio di altre attività professionali, non può che significare che viene fatto divieto all’esercizio in concreto della pratica in concomitanza temporale con altri analoghi impegni di praticantato professionale. In tale prospettiva, se il praticante deve dedicare, nei due anni di pratica per l’ammissione all’esame abilitativo alla professione dei consulenti del lavoro, non meno di quattro ore al giorno (in media), senza poter svolgere nelle medesime ore altra attività di praticantato, ciò significa che l’ulteriore pratica professionale che lo stesso intenda svolgere (con l’osservanza delle disposizioni regolanti tale ulteriore praticantato) deve essere compatibile, sul piano del cumulo degli impegni giornalieri del praticante, con le disposizioni sopra richiamate.


Il Consiglio conclude, come già precisato nella sentenza impugnata del TAR del Lazio, che la contemporaneità dell’esercizio del praticantato deve riferirsi necessariamente “a quelle forme di praticantato che comportino un impegno destinato effettivamente a sovrapporsi, sotto il profilo temporale, a quello richiesto per il tirocinio di consulente del lavoro” e che nel caso in esame detta sovrapposizione temporale non è stata provata, in quanto il diniego di rilascio di certificato di compiuta pratica trova fondamento sulla sola circostanza che la dottoressa nei due anni utili al conseguimento del titolo di accesso all’esame di abilitazione dei consulenti del lavoro avesse anche svolto la pratica di dottore commercialista.


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7) Responsabilità del datore di lavoro in caso di assunzione di un lavoratore irregolarmente presente sul territorio italiano


Al datore di lavoro spetta il dovere di verificare la regolare presenza in Italia del lavoratore straniero assunto, anche aldilà delle sue affermazioni, le quali non lo sollevano dalla responsabilità prevista dall’articolo 22, comma 12, del D.Lgs. n. 286/1998 in materia di assunzione di straniero privo di permesso di soggiorno regolare: così si è espressa la Corte di Cassazione del con la sentenza n 25990 dell’8 luglio 2010. Nel caso di specie, un datore di lavoro veniva assolto dal Tribunale monocratico di Savona dall’accusa di aver assunto un lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno, ritenendo che quest’ultimo avesse lavorato solo per pochi giorni alle sue dipendenze. Tuttavia, in appello, il datore di lavoro veniva dichiarato colpevole del reato ascrittogli. Egli proponeva, pertanto, ricorso in Cassazione, sostenendo che non sussisteva un vero e proprio rapporto di lavoro con il lavoratore straniero e che la situazione di costui (il soggetto era in attesa di regolarizzazione) escludeva comunque l’esistenza dell’elemento psicologico del reato. La Cassazione rigettava i motivi del ricorso sulla base di quanto disposto dall’articolo 22, comma 12 del Decreto Legislativo del 25 luglio 1998, n. 286:


il datore di lavoro che occupa alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno, ovvero il cui permesso sia scaduto e del quale non sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo, revocato o annullato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato”.


In conformità a tale disposizione, la Cassazione si era già espressa in tal senso in precedenti pronunce affermando il principio secondo cui la stabilità del rapporto di lavoro non è requisito richiesto dalla suddetta norma e, inoltre, che la durata delle prestazioni effettuate non ha rilievo ai fini dell’esclusione della responsabilità del datore di lavoro relativamente all’assunzione irregolare del lavoratore straniero in attesa di ottenere il permesso di soggiorno. Solo la regolare presenza in Italia dello straniero, che il datore di lavoro ha l’onere di verificare, esclude la sussistenza del reato di cui si tratta.


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8) ripubblicati i minimi retributivi per il settore ALIMENTARI – ARTIGIANATO


Le Parti, preso atto che nelle tabelle retributive relative al settore Alimentazione sottoscritte il 27/4/2010 nell’ambito dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Area Alimentazione-Panificazione vi erano alcuni errori materiali nei decimali, convengono che le sotto riportate tabelle retributive sostituiscono quelle precedentemente divulgate.


Firmato, il 6/9/2010, tra CNA Alimentare, CONFARTIGIANATO Alimentazione, CASARTIGIANI, CLAAI e FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL., il verbale che apporta alcune modifiche alle tabelle retributive contente nell’ipotesi di accordo 27/4/2010.


Settore Alimentazione























































Livello


Retribuzione all’1/1/2010


Incremento a regime


Retribuzione a regime all’1/3/2010


1° S


1.819,74


124,10


1.943,84



1.633,83


111,43


1.745,26



1.495,70


102,01


1.597,71


3° A


1.393,85


95,00


1.488,85



1.318,33


89,90


1.408,23



1.264,55


86,25


1.350,80



1.206,17


82,26


1.288,43



1.128,50


76,96


1.205,46





























































Livello


Retribuzione al 30/4/2010


Aumento dall’1/5/2010


Retribuzione dall’1/5/2010


1° S


1.819,74


39,12


1.858,86



1.633,83


35,13


1.668,96



1.495,70


32,16


1.527,86


3° A


1.393,85


30,00


1.423,85



1.318,33


28,34


1.346,67



1.264,55


27,19


1.291,74



1.206,17


25,93


1.232,10



1.128,50


24,26


1.152,76





























































Livello


Retribuzione al 30/4/2011


Aumento dall’1/5/2011


Retribuzione dall’1/5/2011


1° S


1.858,86


45,86


1.904,72



1.668,96


41,17


1.710,13



1.527,86


37,69


1.565,55


3° A


1.423,85


35,00


1.458,85



1.346,67


33,22


1.379,89



1.291,74


31,87


1.323,61



1.232,10


30,40


1.262,50



1.152,76


28,44


1.181,20



























































Livello


Retribuzione al 29/2/2012


Aumento dall’1/3/2012


Retribuzione dall’1/3/2012


1° S


1.904,72


39,12


1.943,84



1.710,13


35,13


1.745,26



1.565,55


32,16


1.597,71


3° A


1.458,85


30,00


1.488,85



1.379,89


28,34


1.408,23



1.323,61


27,19


1.350,80



1.262,50


25,93


1.288,43



1.181,20


24,26


1.205,46


Nota


A decorrere dall’1/7/2010 le imprese non aderenti alla bilateralità e che non versano il relativo contributo dovranno erogare al lavoratore una quota di retribuzione pari ad € 25,00 lordi mensili per ogni livello di inquadramento.


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9) Sottoscritta, il 16/9/2010, tra UNIGEC CONFAPI, UNIMATICA CONFAPI, con l’adesione dell’USPI – Unione Stampa Periodica Italiana e FISTEL-CISL, SLC-CGIL, UILCOM-UIL, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL della Comunicazione, dell’Informatica e dei Servizi Innovativi scaduto il 30/6/2009.


In data 16 settembre u.s. è stata sottoscritta un’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL dei settori della Comunicazione, dell’Informatica e dei Servizi Innovativi scaduto il 30/6/2009. Il nuovo contratto avrà vigenza triennale dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2012 sia per la parte economica che per la parte normativa.


Settore Grafico – Editoriale, Informatico – Servizi Innovativi
Nella tabella che segue, sono indicati gli aumenti dei minimi contrattuali secondo le decorrenze previste:






































































Livelli


Aumento all’1/9/2010


Aumento all’1/5/2011


Aumento all’1/2/2012


Q


47,69


52,45


63,59


1


47,50


52,24


63,33


2


40,19


44,20


53,59


3


37,50


41,24


50,00


4


35,00


38,49


46,67


5


32,50


35,75


43,33


6


30,00


33,00


40,00


7


25,58


28,13


34,10


8


24,04


26,44


32,05


9


21,92


24,11


29,23


10


19,23


21,15


25,64


Di conseguenza i nuovi minimi contrattuali assumeranno i seguenti valori mensili alle scadenze sotto indicate:






































































Livelli


Minimo all’1/9/2010


Minimo all’1/5/2011


Minimo all’1/2/2012


Q


1.595,64


1.648,09


1.711,68


1


1.589,31


1.641,55


1.704,88


2


1.342,48


1.386,68


1.440,27


3


1.253,15


1.294,39


1.344,39


4


1.172,78


1.211,27


1.257,94


5


1.088,72


1.124,47


1.167,80


6


1.005,20


1.038,20


1.078,20


7


875,68


903,81


937,91


8


802,78


829,22


861,27


9


732,05


756,16


785,39


10


642,63


663,78


689,42


Settore Cartario – Cartotecnico
Nella tabella che segue, sono indicati gli aumenti dei minimi contrattuali secondo le decorrenze previste:
















































































Livelli


Aumento all’1/9/2010


Aumento all’1/5/2011


Aumento all’1/2/2012


Q


49,02


53,90


65,36


AS


48,82


53,68


65,10


A


41,57


45,71


55,42


B1


36,86


40,53


49,15


B2S


35,69


39,24


47,59


B2


34,11


37,51


45,49


C1S


31,57


34,71


42,09


C1


30,00


33,00


40,00


C2


27,25


29,97


36,34


C3


25,29


27,81


33,73


D1


23,73


26,08


31,63


D2


21,76


23,93


29,02


E


19,61


21,56


26,14


Di conseguenza i nuovi minimi contrattuali assumeranno i seguenti valori mensili alle scadenze sotto indicate:
















































































Livelli


Minimo all’1/9/2010


Minimo all’1/5/2011


Minimo all’1/2/2012


Q


1.551,84


1.605,74


1.671,10


AS


1.542,05


1.595,73


1.660,83


A


1.316,44


1.362,15


1.417,57


B1


1.167,25


1.207,78


1.256,93


B2S


1.130,01


1.169,25


1.216,84


B2


1.080,15


1.117,66


1.163,15


C1S


999,49


1.034,20


1.076,29


C1


949,94


982,94


1.022,94


C2


863,30


893,27


929,61


C3


802,21


830,02


863,75


D1


751,23


777,31


808,94


D2


688,82


712,75


741,77


E


620,87


642,43


668,57


Una Tantum


Ai lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà erogato, unitamente alla retribuzione di ottobre 2010, un importo – una tantum – di Euro 160,00 a titolo di arretrati retributivi per l’anno 2009. Con le medesime modalità di maturazione, ai lavoratori in forza alla data dell’1/2/2011, verrà altresì erogato un importo – una tantum – a titolo di arretrati retributivi per l’anno 2010, di Euro 160,00, a copertura del periodo 1/1/2010 – 30/9/2010. Tale importo verrà erogato unitamente alla retribuzione di febbraio 2011.


Indennità sostitutiva del premio di risultato


Nelle aziende che non hanno in atto la contrattazione aziendale per l’istituzione di un premio di risultato secondo quanto previsto dai precedenti commi, al fine di consentire l’erogazione di un importo a tale titolo, collegato all’efficienza organizzativa e produttiva dell’azienda, anche alla luce della vigente legislazione previdenziale e fiscale in materia, si conviene di istituire un’indennità sostitutiva del premio di risultato, a contenuto variabile. L’importo massimo dell’indennità sostitutiva del premio di risultato viene fissato in Euro 250,00, su base annua. Le modalità di maturazione della suddetta indennità ed i criteri legati alla variabilità della stessa verranno definite dalle Parti, con apposita Commissione, entro e non oltre la data del 31/3/2011.


Elemento di garanzia retributiva


Nelle aziende che non abbiano in atto la contrattazione aziendale per la definizione di un premio di risultato e non siano in atto accordi collettivi aventi contenuto economico, fatta eccezione per la corresponsione dell’indennità sostituiva del premio di risultato, a decorrere dall’1/1/2011 ai lavoratori a tempo indeterminato, in forza alla data del 1° gennaio di ogni anno, privi di superminimi collettivi o individuali, premi annui o altri compensi comunque soggetti a contribuzione, siano essi a titolo collettivo o individuale, verrà corrisposto un elemento di garanzia secondo la seguente disciplina. L’importo, omnicomprensivo. dell’elemento di garanzia viene fissato in Euro 150,00, su base annua, ovvero in una cifra inferiore fino a concorrenza in caso di un trattamento economico aggiuntivo a quello stabilito dal CCNL. La corresponsione del suddetto elemento retributivo avverrà con la retribuzione del mese di febbraio di ogni singolo anno e dovrà essere considerata di competenza dell’anno in cui avviene il pagamento.


Malattia – Apprendisti settore grafico-editoriale informatico-servizi innovativi


Fermo restando quanto previsto in materia dal CCNL 12/4/2006, il trattamento economico in caso di malattia dovuto all’apprendista da parte dell’azienda viene elevato al:



– 70% dall’1/1/2011,


– 80% dall’1/1/2012,


– 90% dall’1/1/2013.


– 100% dall’1/7/2013.


Previdenza complementare


In via paritetica, il contributo a FONDAPI viene elevato, con decorrenza dall’1/1/2011, dall’1% all’1,2%.


***


10) Sgravi contributivi per i giornalisti


Provvediamo a segnalare la circolare n. 07/2010, con cui l’I.N.P.G.I. descrive le modalità operative per accedere allo sgravio contributivo sulle somme erogate nel 2009 in base ai contratti collettivi aziendali, territoriali ovvero di secondo livello. I datori di lavoro ammessi allo sgravio per l’anno 2009 devono completare le operazioni di conguaglio entro il mese di dicembre 2010, ossia con la denuncia contributiva in scadenza il 16/01/2011. Lo sgravio contributivo si applica sulla quota di retribuzione imponibile costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello, delle quali sono incerti la corresponsione o l’ammontare e la cui struttura sia correlata dal contratto collettivo medesimo alla verifica di incrementi di produttività, qualità e altri elementi di competitività assunti come indicatori dell’andamento economico dell’impresa e dei suoi risultati (art. 1, co. 67, Legge n. 247/2007) In ogni caso, ai fini del beneficio, i suddetti importi sono tenuti in considerazione nel limite del 2,25 per cento della retribuzione imponibile annua dei lavoratori. Anche con riferimento ai lavoratori assicurati presso l’Inpgi, la gestione del beneficio contributivo è comunque affidata all’Inps. Ciò significa che anche per i giornalisti valgono le indicazioni di carattere generale che sono state fornite a suo tempo dall’Inps, con il messaggio n. 21389/2008 e la circolare n. 39/2010. Di conseguenza, ai fini della fruizione dello sgravio contributivo è necessario tenere in considerazione il fatto che:


▪ i contratti collettivi aziendali e territoriali, ovvero di secondo livello devono:




  1. essere stati regolarmente sottoscritti dai datori di lavoro e depositati, a cura dei medesimi o dalle associazioni sindacali a carattere datoriale a cui aderiscono, presso la Direzione Provinciale del Lavoro entro trenta giorni dalla data della loro stipulazione ovvero, per i contratti stipulati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2008 e la data di entrata in vigore del suddetto decreto, ove non depositati, entro trenta giorni da quest’ultima data;



  2. prevedere erogazioni incerte nella corresponsione o nella loro misura, e correlate a parametri idonei a misurare gli aumenti di produttività, qualità ed altri elementi di competitività assunti come indicatori dell’andamento economico dell’impresa e dei suoi risultati. È sufficiente la sussistenza anche di uno solo dei predetti parametri.






        • il beneficio sarà pari:




  1. all’aliquota a carico del datore di lavoro (entro il limite massimo di 25 punti), al netto delle riduzioni contributive per assunzioni agevolate;



  2. all’intera aliquota posta a carico del lavoratore.




    • lo sgravio contributivo non spetta quando risulti che ai dipendenti sono stati attribuiti, nell’anno solare di riferimento, trattamenti economici e normativi non in linea con quanto stabilito dall’art. 1, comma 1, del decreto legge 9/10/1989, n. 338, convertito, con modificazioni, dalla legge 7/12/1989, n. 389;



    • la concessione dello sgravio contributivo è subordinata al rispetto delle condizioni previste all’art. 1, comma 1175, della legge 27/12/2006, n. 296, in materia di regolarità contributiva e di rispetto della parte economica e normativa degli accordi e contratti collettivi;



    • sono escluse dall’applicazione dello sgravio in parola le pubbliche amministrazioni di cui al decreto legislativo 30/03/2001, n. 165, e successive modificazioni, relativamente ai dipendenti pubblici per i quali la contrattazione collettiva nazionale è demandata all’ARAN.


La procedura da seguire presso l’Inpgi


I datori di lavoro autorizzati dall’INPS allo sgravio per l’anno 2009 sono tenuti a:




  • determinare l’ammontare dello sgravio effettivamente spettante, nei limiti delle somme autorizzate dall’INPS;



  • riportare l’importo dello sgravio nella procedura DASM – sezione “Totali e Stampe” / “Altri Contributi” / “Sgravi Decontribuzione” – utilizzando le seguenti voci di credito:





  1. “Sgravi Decontribuzione L.247/07 C.I.A.”, in caso di erogazioni derivanti da contratti integrativi aziendali;



  2. “Sgravi Decontribuzione L.247/07 C.I.T.”, in caso di erogazioni derivanti da contratti integrativi territoriali.


▪ inoltrare all’Inpgi, contestualmente alle suddette operazioni di recupero dello sgravio spettante, un elenco dei dipendenti interessati dallo sgravio, debitamente compilato e sottoscritto (vedi schema);


Aliquote contributive INPGI che possono essere oggetto di sgravio


Ai fini del calcolo dello sgravio contributivo, deve essere presa in considerazione l’aliquota INPGI in vigore nel mese in cui avviene il versamento del premio; lo stesso non può eccedere l’importo autorizzato dall’INPS, che costituisce la misura massima dell’agevolazione di cui è possibile godere. Come accennato lo sgravio riguarda anche l’intera aliquota contributiva posta a carico del lavoratore (per i giornalisti 8,69%), ma non rientra nel beneficio l’eventuale contributo aggiuntivo dell’1% previsto dall’art. 3-ter della legge n.438/92. Le aliquote contributive INPGI a carico dei datori di lavoro, che possono essere oggetto di sgravio sono:


– IVS = 20,28 %
– DS = 1,31 % (lo 0,30% di cui all’art. 25, c. 4, L. 845/78 è escluso)
– ANF = 0,05 %
– Mobilità = 0,30 %
– Fondo Garanzia TFR = 0,30 %


Alcuni casi particolari


I datori di lavoro che non presentino all’Inpgi l’elenco dei giornalisti interessati dallo sgravio, ovvero che non risultino in uno stato di correntezza contributiva presso l’Inpgi, anche se autorizzati dall’INPS, non avranno titolo per usufruire dello sgravio contributivo in parola. Le aziende – autorizzate dall’INPS allo sgravio contributivo per l’anno 2009 – che, nelle more del provvedimento di ammissione, abbiano sospeso/cessato l’attività e/o la posizione contributiva presso l’INPGI, ai fini della fruizione dell’incentivo spettante devono presentare una apposita istanza all’INPGI. Nel caso in cui la denuncia mensile non consentisse l’integrale compensazione fra gli importi a debito e quelli a credito, le somme eventualmente eccedenti potranno essere compensate nei mesi successivi, entro il 16 gennaio 2011. Successivamente a tale data, gli eventuali crediti residui potranno essere oggetto di richiesta di rimborso. I datori di lavoro che dovessero beneficiare indebitamente dello sgravio contributivo saranno tenuti al versamento dei contributi dovuti, nonché al pagamento delle sanzioni civili previste dal regime sanzionatorio adottato dall’INPGI.


***


11) Firmato, il 16/9/2010, tra UNIONALIMENTARI-CONFAPI e FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL, l’intesa per l’incremento dei minimi tabellari del CCNL 17/4/2008, valevoli per le piccole e medie aziende del settore alimentare e della panificazione.


Ricordiamo che in data 16 settembre 2010 è stata sottoscritta l’intesa tra le rispettive associazioni sindacali dei settore alimentare per l’incremento dei minimi tabellari di cui al CCNL 17 aprile 2008. tali incrementi minimi sono valevoli per le piccole e medie aziende del settore alimentare e panificazione. È stato inoltre previsto un ulteriore incontro finalizzato alla definizione e ratifica delle intese già raggiunte per le parti normative, che sono state oggetto di ampia discussione nei mesi scorsi. L’aumento medio a regime dei minimi tabellari è pari a euro 142,00 lordi mensili, calcolato sul parametro 137, suddiviso in 4 tranches pari a:


– 45,54 euro lordi decorrenti dall’1/5/2010;


– 42,60 euro lordi decorrenti dall’1/5/2011;


– 28,40 euro lordi decorrenti dall’1/1/2012;


– 25,56 euro lordi decorrenti dall’1/1/2013.


ALIMENTARI




























































Livelli


Minimi al 30/4/2010


Incrementi all’1/5/2010


Minimi dall’1/5/2010


Quadri


1.809,83


76,29


1.886,12



1.709,83


76,29


1.786,12



1.486,80


66,34


1.553,14



1.226,64


54,73


1.281,37



1.077,96


48,09


1.126,05



966,44


43,12


1.009,56



892,08


39,80


931,88



817,76


36,48


854,24



743,42


33,17


776,59















































































Livelli


Incrementi all’1/1/2011


Minimi all’1/1/2011


Incrementi all’1/1/2012


Minimi all’1/1/2012


Quadri


71,52


1.957,64


47,68


2.005,32



71,52


1.857,64


47,68


1.905,32



62,19


1.615,33


41,46


1.656,79



51,31


1.332,68


34,20


1.366,88



45,09


1.171,14


30,06


1.201,20



40,42


1.049,98


26,95


1.076,93



37,31


969,19


24,88


994,07



34,20


888,44


22,80


911,24



31,09


807,68


20,73


828,41



























































Livelli


Incrementi all’1/1/2013


Minimi all’1/1/2013


Incrementi


Param.


Quadri


42,91


2.048,23


238,40


230



42,91


1.948,23


238,40


230



37,31


1.694,10


207,30


200



30,78


1.397,66


171,02


165



27,05


1.228,25


150,29


145



24,25


1.101,18


134,74


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