Novità per i pagamenti degli appalti pubblici

Nella Gazzetta Ufficiale del 23 agosto 2010 è stata pubblicata la Legge 136, “Piano straordinario contro le Mafie, nonché delega al Governo in materia di normativa antimafia”., che entrerà in vigore il prossimo 7 settembre.




Oltre alle deleghe al Governo (artt. 1 e 2), la Legge 136 prevede altri strumenti di contrasto al fenomeno mafioso. Nella vita economica delle imprese rischia di avere un impatto notevole, l’art. 3: “Tracciabilità dei flussi finanziari”. Dal 7 settembre verranno inasprite le regole di antiriciclaggio relative ai pagamenti delle amministrazioni pubbliche con lo scopo di prevenire le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici. Dietro le belle intenzioni della Legge si nasconde però una complicatissima gestione dei pagamenti che rischia di azzoppare quelle aziende che lavorano con gli Enti Pubblici.


Dal 7 settembre tutti i pagamenti relativi alle procedure di appalto dovranno transitare su un conto dedicato e saranno identificati dal codice CUP (“Codice Unico di Progetto”). Il primo problema riguarda gli appalti a cui si applicherà tale normativa: quelli iniziati antecedentemente al 7 settembre e sprovvisti di codice CUP rischiano di rimanere impagati a lungo (come ha fatto rilevare l’ANCE).




Inoltre i pagamenti dovranno transitare su un “conto corrente dedicato”; tale conto corrente dedicato rischia di trasformarsi in un incubo, in quanto non sarà il conto su cui affluiranno i pagamenti dell’ente pubblico, ma dovrà essere anche quello da cui l’azienda che opera con l’ente pubblico pagherà i propri costi relativi all’appalto ed anche tutti i costi rientranti fra le spese generali. Tuttavia le movimentazioni su tale conto corrente sono limitate ex lege: vi si potrà versare provvista solo tramite bonifico. Appare evidente che chi lavora con gli Enti Pubblici dovrà dotarsi di più di un conto corrente e che dovranno essere documentate tutte le transazioni fra questo conto corrente dedicato e gli altri conti correnti. Le sanzioni per l’uso di contanti vanno dal 5% al 20% della transazione e dal 2% al 10% della transazione per uso di conti non dedicati.




Inoltre altre norme richiederanno maggiori adempimenti burocratici per quanto riguarda la gestione dei cantieri.




Il problema è che la legge, stante anche l’approvazione in periodo estivo, è uscita senza chiarimenti univoci, col rischio che le aziende non siano pronte a sopportare il maggior carico della gestione amministrativa e ad organizzare le procedure d’incasso e pagamento in base alle nuove norme.




Estratto della Legge 136 del 2010.


Art. 3. Tracciabilità dei flussi finanziari


1. Per assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari finalizzata a prevenire infiltrazioni criminali, gli appaltatori, i subappaltatori e i subcontraenti della filiera delle imprese nonché i concessionari di finanziamenti pubblici anche europei a qualsiasi titolo interessati ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici devono utilizzare uno o più conti correnti bancari o postali, accesi presso banche o presso la società Poste italiane Spa, dedicati, anche non in via esclusiva, fermo restando quanto previsto dal comma 5, alle commesse pubbliche. Tutti i movimenti finanziari relativi ai lavori, ai servizi e alle forniture pubblici nonché alla gestione dei finanziamenti di cui al primo periodo devono essere registrati sui conti correnti dedicati e, salvo quanto previsto al comma 3, devono essere effettuati esclusivamente tramite lo strumento del bonifico bancario o postale.


2. I pagamenti destinati a dipendenti, consulenti e fornitori di beni e servizi rientranti tra le spese generali nonché quelli destinati all’acquisto di immobilizzazioni tecniche devono essere eseguiti tramite conto corrente dedicato di cui al comma 1, per il totale dovuto, anche se non riferibile in via esclusiva alla realizzazione degli interventi di cui al medesimo comma 1.


3. I pagamenti in favore di enti previdenziali, assicurativi e istituzionali, nonché quelli in favore di gestori e fornitori di pubblici servizi, ovvero quelli riguardanti tributi, possono essere eseguiti anche con strumenti diversi dal bonifico bancario o postale, fermo restando l’obbligo di documentazione della spesa. Per le spese giornaliere, di importo inferiore o uguale a 500 euro, relative agli interventi di cui al comma 1, possono essere utilizzati sistemi diversi dal bonifico bancario o postale, fermi restando il divieto di impiego del contante e l’obbligo di documentazione della spesa.


4. Ove per il pagamento di spese estranee ai lavori, ai servizi e alle forniture di cui al comma 1 sia necessario il ricorso a somme provenienti da conti correnti dedicati di cui al medesimo comma 1, questi ultimi possono essere successivamente reintegrati mediante bonifico bancario o postale.


5. Ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari, il bonifico bancario o postale deve riportare, in relazione a ciascuna transazione posta in essere dai soggetti di cui al comma 1, il codice unico di progetto (CUP) relativo all’investimento pubblico sottostante. Il CUP, ove non noto, deve essere richiesto alla stazione appaltante.


6. La stazione appaltante richiede il CUP alla struttura di supporto CUP, operativa presso il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri.


7. I soggetti economici di cui al comma 1 comunicano alla stazione appaltante gli estremi identificativi dei conti correnti dedicati di cui al medesimo comma 1 entro sette giorni dalla loro accensione, nonché, nello stesso termine, le generalità e il codice fiscale delle persone delegate ad operare su di essi.


8. La stazione appaltante, nei contratti sottoscritti con gli appaltatori relativi ai lavori, ai servizi e alle forniture di cui al comma 1, inserisce, a pena di nullità assoluta, un’apposita clausola con la quale essi assumono gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari di cui alla presente legge. Il contratto deve essere munito, altresì, della clausola risolutiva espressa da attivarsi in tutti i casi in cui le transazioni sono state eseguite senza avvalersi di banche o della società Poste italiane Spa. L’appaltatore, il subappaltatore o il subcontraente che ha notizia dell’inadempimento della propria controparte agli obblighi di tracciabilità finanziaria di cui al presente articolo procede all’immediata risoluzione del rapporto contrattuale, informandone contestualmente la stazione appaltante e la prefettura-ufficio territoriale del Governo territorialmente competente.


9. La stazione appaltante verifica che nei contratti sottoscritti con i subappaltatori e i subcontraenti della filiera delle imprese a qualsiasi titolo interessate ai lavori, ai servizi e alle forniture di cui al comma 1 sia inserita, a pena di nullità assoluta, un’apposita clausola con la quale ciascuno di essi assume gli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari di cui alla presente legge.


Art. 4. Controllo degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali


1. Al fine di rendere facilmente individuabile la proprietà degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali per l’attività dei cantieri, la bolla di consegna del materiale indica il numero di targa e il nominativo del proprietario degli automezzi medesimi.


Art. 5. Identificazione degli addetti nei cantieri


1. La tessera di riconoscimento di cui all’articolo 18, comma 1, lettera u), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, deve contenere, oltre agli elementi ivi specificati, anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. Nel caso di lavoratori autonomi, la tessera di riconoscimento di cui all’articolo 21, comma 1, lettera c), del citato decreto legislativo n. 81 del 2008 deve contenere anche l’indicazione del committente.


Art. 6. Sanzioni


1. Le transazioni relative ai lavori, ai servizi e alle forniture di cui all’articolo 3, comma 1, e le erogazioni e concessioni di provvidenze pubbliche effettuate senza avvalersi di banche o della società Poste italiane Spa comportano, a carico del soggetto inadempiente, fatta salva l’applicazione della clausola risolutiva espressa di cui all’articolo 3, comma 8, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria dal 5 al 20 per cento del valore della transazione stessa.


2. Le transazioni relative ai lavori, ai servizi e alle forniture di cui all’articolo 3, comma 1, effettuate su un conto corrente non dedicato ovvero senza impiegare lo strumento del bonifico bancario o postale comportano, a carico del soggetto inadempiente, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria dal 2 al 10 per cento del valore della transazione stessa. La medesima sanzione si applica anche nel caso in cui nel bonifico bancario o postale venga omessa l’indicazione del CUP di cui all’articolo 3, comma 5.


3. Il reintegro dei conti correnti di cui all’articolo 3, comma 1, effettuato con modalità diverse dal bonifico bancario o postale comporta, a carico del soggetto inadempiente, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria dal 2 al 5 per cento del valore di ciascun accredito.


4. L’omessa, tardiva o incompleta comunicazione degli elementi informativi di cui all’articolo 3, comma 7, comporta, a carico del soggetto inadempiente, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro.


5. Per il procedimento di accertamento e di contestazione delle violazioni di cui al presente articolo, nonché per quello di applicazione delle relative sanzioni, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, del decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 68, e del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231.


2 settembre 2010


Luca Bianchi


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