Novità fiscali del 6 settembre 2010: studi di settore: servono elementi concreti per supportare l’accertamento; esercenti depositi commerciali: spostato il termine per l’invio della contabilità; accertamenti bancari: Cassazione ribadisce tutti i movimenti bancari devono risultare in contabilità; inammissibilità dei ricorsi; attribuzione del reddito alla stabile organizzazione: il rapporto OCSE 2010; la notifica della cartella di pagamento deve potere essere conoscibile dal contribuente; cedolare secca sugli immobili: potrà essere compensata; dalla manovra estiva maggiori verifiche sulle prestazioni collegate ai redditi; contratti di locazione: aggiornato il software delle Entrate; Equitalia amplia i servizi web: cartelle sotto controllo con la delega dell’estratto conto al professionista





 


Indice:


 


1) Studi di settore: servono elementi concreti per supportare l’accertamento


 


2) Esercenti depositi commerciali: spostato il termine per l’invio della contabilità


 


3) Accertamenti bancari: La Cassazione ribadisce tutti i movimenti bancari devono risultare in contabilità


 


4) Inammissibilità dei ricorsi


 


5) Attribuzione del reddito alla stabile organizzazione: il rapporto OCSE 2010


 


6) La notifica della cartella di pagamento deve potere essere conoscibile dal contribuente


 


7) Pedaggi autostradali: lo stop agli aumenti del Consiglio di Stato


 


8) Cedolare secca sugli immobili: potrà essere compensata


 


9) Dalla manovra estiva maggiori verifiche sulle prestazioni collegate ai redditi


 


10) Contratti di locazione: Aggiornato il software delle Entrate


 


11) Equitalia amplia i servizi web: cartelle sotto controllo con la delega dell’estratto conto al professionista


 


 


1) Studi di settore: servono elementi concreti per supportare l’accertamento


E’ illegittimo l’accertamento fondato esclusivamente sui dati parametrici ricavati dallo studio di settore, specificamente contestati dai contribuenti e non altrimenti asseverati dall’Amministrazione finanziaria con elementi concreti desunti dalla realtà economica dell’impresa.


Lo ha deciso la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 18941 del 2010 (in Ipsoa del 02 settembre 2010), rigettando il ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione della CTR, favorevole alla società contribuente in considerazione della non perfetta rispondenza tra l’attività esercitata dalla stessa società (operante nel settore tessile a Prato) e quella presa in considerazione dallo studio di settore, e delle difficoltà delle aziende di tessuti della zona.


In proposito, ricorda la nota Ipsoa, le Sezioni Unite della Cassazione hanno già affermato che le risultanze degli studi di settore – non costituendo fatto concreto noto e certo, specificamente inerente al contribuente, suscettibile di evidenziare in termini di rilevante probabilità l’entità del suo reddito, ma rappresentando la risultante dell’estrapolazione statistica di una pluralità di dati settoriali acquisiti su campioni di contribuenti e dalle relative dichiarazioni – rivelano valori che, quando eccedono il dichiarato, integrano il presupposto per il legittimo esercizio da parte dell’Ufficio dell’accertamento analitico-induttivo, ma (ove siano contestati sulla base di allegazioni specifiche) sono inidonei a supportare l’accertamento medesimo, se non confortati da elementi concreti desunti dalla realtà economica dell’impresa che devono essere provati e non semplicemente enunciati nella motivazione dell’accertamento.


(Corte di Cassazione, ordinanza n. 18941 del 31/08/2010, in Ipsoa del 02/09/2010)


 


 


2) Esercenti depositi commerciali: spostato il termine per l’invio della contabilità


Disposta la nuova proroga per la trasmissione telematica obbligatoria dei dati delle contabilità, relativi agli anni 2009 e 2010, degli esercenti i depositi commerciali di ridotte capacità operative ed organizzative: L’obbligo decorre dal 1° giugno 2011.


Decorrenza dei termini


La decorrenza dell’obbligo per la trasmissione in via telematica dei dati delle contabilità, relativi agli anni 2009 e 2010, degli esercenti i depositi commerciali di ridotte capacità operative ed organizzative di cui ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 1 della Determinazione Direttoriale n. 86767 del 20 luglio 2009, è differita al 1° giugno 2011.


La decorrenza dell’obbligo per la trasmissione in via telematica dei dati delle contabilità, relativi agli anni 2009 e 2010, dei depositari autorizzati che svolgono la loro attività esclusivamente nel settore della birra con produzione annua inferiore a 10.000 ettolitri, è differita al 1° giugno 2011.


(Agenzia Dogane, determinazione del 05/08/2010, n. prot. n. 105801)


 


 


3) Accertamenti bancari: La Cassazione ribadisce tutti i movimenti bancari devono risultare in contabilità


Nell’accogliere, ulteriormente, il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, La Corte di Cassazione ha ribadito la legittimità dell’accertamento basato sul riscontro di movimentazioni su c/c bancari non risultanti in contabilità.


I giudici di merito avevano, invece, ritenuto gli assegni riferiti a rapporti personali (e non a rapporti commerciali), escludendone la rilevanza per la determinazione del reddito, senza però in alcun modo spiegare perché.


(Corte di Cassazione, ordinanza n. 18809 del 20/08/2010)


 


 


4) Inammissibilità dei ricorsi


Sulla questione della inammissibilità dei ricorsi, in questi giorni si sono avute due sentenze (in Ipsoa del 02/09/2010), la prima della Commissione Tributaria Provinciale di Vercelli (sentenza, Sez. II, 07/07/2010, n. 59), secondo cui è inammissibile il ricorso che non riporta le date di notifica degli atti impugnati, la seconda della Commissione Tributaria Provinciale di Verbania (sentenza, Sez. II, 03/06/2010, n. 36), evidenzia come sia  inammissibile il ricorso introduttivo proposto per l’annullamento di un accertamento emesso nei confronti di una società se sia stato dai soci, in luogo del legale rappresentante.


 


 


5) Attribuzione del reddito alla stabile organizzazione: il rapporto OCSE 2010


Il 22/07/2010, è stato pubblicato il documento OCSE “2010 Report on the Attribution of Profits to Permanent Establishments” il quale contiene le linee guida per l’attribuzione del reddito alla stabile organizzazione ai sensi dell’art. 7 del Modello OCSE.


La versione 2010 segue quella del 2008, della quale peraltro riflette contenuto e conclusioni.


Lo ha rilevato la nota Ipsoa del 03 settembre 2010.


Il “2010 Report on the Attribution of Profits to Permanent Establishments” (“Rapporto”) è stato pubblicato dall’OCSE in concomitanza con l’approvazione del documento che reca le modifiche alla versione del 2008 del Modello di Convenzione contro le doppie imposizioni (“Modello OCSE”).


Il Rapporto contiene le linee guida interpretative del nuovo art. 7 e relativo Commentario del Modello OCSE (riguardanti, appunto, l’attribuzione del reddito alla stabile organizzazione) e non influisce sui criteri di individuazione della sede fissa di affari ai sensi dell’art. 5 del Modello OCSE.


In particolare, avverte la citata nota, il documento si compone di quattro Parti:


– la Parte I effettua considerazioni generali in merito all’attribuzione del reddito alla stabile organizzazione, a prescindere dal settore di attività in cui l’impresa opera;
– la Parte II illustra l’applicazione dei criteri di determinazione del reddito della stabile organizzazione con riferimento all’attività bancaria;


– la Parte III effettua considerazioni speciali sull’applicazione dei criteri di determinazione del reddito della stabile organizzazione alle imprese che svolgono attività di trading di strumenti finanziari;


– la Parte IV effettua considerazioni speciali sull’applicazione dei criteri di determinazione del reddito delle stabili organizzazioni delle compagnie di assicurazione.


 


 


6) La notifica della cartella di pagamento deve potere essere conoscibile dal contribuente: la C.T.R. di Firenze ha chiesto in merito un nuovo intervento della Consulta


La notifica della cartella di pagamento non si deve ritenere eseguita il giorno successivo all’affissione nell’albo del comune, ma lo è (cioè, la notifica si perfeziona) solo quando è conoscibile dal contribuente.


E’ quanto ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale di Firenze, con la decisione (ordinanza n. 228 del 23/03/2010) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, serie speciale, n. 35 del 01/09/2010, la quale, per detta “sentita” questione, ha chiesto l’intervento della Corte Costituzionale poiché ha appunto ritenuto anticostituzionale, nel caso di specie, la circostanza che la predetta cartella di pagamento  sia  stata  notificata al contribuente ai sensi del combinato disposto dell’art. 140  c.p.c. e dell’art. 26 D.P.R. n. 602/73 a norma del quale “nei casi  previsti dall’art.  140  del  c.p.c.,  la  notificazione  della  cartella   di pagamento si ha per eseguita nel giorno successivo a  quello  in  cui l’avviso di deposito è affisso all’albo del Comune”.


Viceversa, il ricorso da parte dello stesso contribuente alla  Commissione  Tributaria Provinciale era stato proposto nei 60 giorni  dall’effettiva conoscibilità dell’atto impositivo, avvenuta con la ricezione  della raccomandata che avvisava del deposito dell’atto all’albo del Comune, ma non, quindi, nei 60 giorni dalla notifica come perfezionata ai  sensi del suddetto art. 26.


Peraltro, il contribuente, nel presentare ricorso alla C.T.R. di Firenze, ha contestato tale impianto normativo, infatti, ha rilevato che “il predetto meccanismo normativo configura una fictio iuris assoluta  in ordine alla conoscibilità,  da  parte  del  contribuente,  dell’atto impositivo,  senza  tenere  conto  che  la  concreta   conoscibilità dell’atto impositivo stesso può essere posteriore…. al giorno  successivo  a  quello  in  cui l’avviso di deposito é affisso all’albo del Comune, venendo leso, in tal caso, il diritto di difesa  che  concede  sessanta  giorni  quale termine  per  proporre  impugnazione  e  violando  così  i   diritti costituzionali   in   tema   di   uguaglianza,    ragionevolezza    e inviolabilità della difesa”.


Pertanto, è stato richiesto l’intervento della Consulta , nella parte in cui non si  consente  che  i 60  giorni  previsti  quale termine per l’impugnativa decorrano dalla concreta conoscibilità, da parte del destinatario, dell’atto impositivo.


A tal fine, tale richiesta é sembrata alla Commissione Regionale Toscana corretta e giustificata, anche alla luce della precedente sentenza della Consulta (sentenza n. 3 del 2010), per cui ha sollevato dinanzi alla Corte Costituzionale, nei termini di cui  in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 26 del D.P.R. n. 602/1973, in relazione agli articoli 3, 24 e 111  della Costituzione. Indi, ha disposto l’immediata   trasmissione   degli   atti   alla   Consulta, sospendendo il giudizio in corso, ordinando che  l’ordinanza  sia trasmessa al Presidente del Consiglio dei ministri  e  comunicata  ai Presidenti delle due Camere. 


Notifiche cartelle in caso di irreperibilità


In tale ipotesi si distingue tra irreperibilità relativa (nel caso di temporanea assenza del contribuente), in cui l’atto viene depositato nella casa comunale con affissione di un avviso di deposito nell’albo del Comune di residenza e contestuale invio al debitore di una raccomandata a/r, con invito al ritiro dell’atto e la notifica si considera avvenuta (“si perfeziona”) il giorno successivo a quello dell’affissione all’albo comunale. Tuttavia, la Consulta con la citata sentenza n. 3/2010, ha disposto che la notifica si perfeziona dopo 10 giorni dalla ricezione della raccomandata di avviso o comunque dall’invio della stessa.


L’altro caso riguarda la irreperibilità assoluta (il contribuente non ha nessuna abitazione o ufficio), ove l’atto viene depositato nella casa comunale con affissione di un avviso di deposito nell’albo del comune di residenza, come nel caso dell’irreperibilità relativa, ma non si procede all’invio della raccomandata a/r. Per cui la notifica viene considerata avvenuta l’ottavo giorno successivo a quello di affissione.


Adesso, invece, con nuova richiesta alla Corte Costituzionale si viene a chiedere che la notifica sia perfezionata nel momento dell’effettiva conoscibilità dell’atto impositivo, con la possibilità di avere poi 60 giorni di tempo per potere presentare il ricorso in Commissione Tributaria.


 


 


7) Pedaggi autostradali: lo stop agli aumenti del Consiglio di Stato


Illegittime le maggiorazioni delle tariffe autostradali in vigore dal 1° luglio 2010.


Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, sezione IV, con la decisione 1° settembre 2010 che conferma il precedente stop agli aumenti previsto dall’ordinanza 29 luglio 2010, n. 3545 del Tar Lazio.


Il ricorso contro la sospensiva presentata da Anas e Consiglio dei Ministri viene però bocciato solo parzialmente e l’ordinanza 3545/2010 “deve essere interpretata nel senso di riferirsi non all’intero territorio nazionale, ma solo ai singoli segmenti autostradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti” (Province di Roma, Rieti e Pescara; alcuni comuni della provincia di Roma).


Il Codacons si è già detto pronto ad intentare una class action nel caso in cui il Governo non intervenga predisponendo dei meccanismi per il rimborso automatico delle somme ingiustamente pagate (si parla di una stima di circa 8 milioni di euro) dagli automobilisti che hanno usufruito del servizio autostradale.


(Consiglio di Stato , sez. IV, decisione 01.09.2010, in Altalex, del 3/9/2010)


 


 


8) Cedolare secca sugli immobili: potrà essere compensata


La nuova cedolare secca sugli affitti sarà compensabile e si potrà versare ratealmente con le stesse modalità e termini del versamento a saldo delle imposte sui redditi.


La scelta del locatore di assoggettare l’intero canone di locazione annuale alla nuova imposta sostitutiva del 20%, dovrà essere indicata nella dichiarazione dei redditi unitamente alla base imponibile di calcolo della cedolare stessa ed agli estremi di registrazione del contratto di locazione.


Per i locatori che si avvalgono dell’assistenza fiscale da parte dei sostituti d’imposta, dei Caf e dei professionisti abilitati la nuova imposta sostitutiva, introdotta dal D.Lgs. sul federalismo fiscale, verrà trattenuta sulle buste paga.


Sono queste le principali disposizioni attuative della nuova imposta sostituiva del 20% sulle locazioni immobiliari che dovranno essere introdotte dal provvedimento direttoriale in virtù di quanto prevede il 3° comma dell’art. 2 del decreto sul federalismo fiscale.


Si tratta di disposizioni che sono state desunte (si veda in Italia Oggi del 03/09/2010) dalla lettura del provvedimento direttoriale del 1° marzo 2010 che ha disciplinato la pressoché analoga imposta sostitutiva introdotta in via sperimentale per il solo anno 2010 sulle locazioni di immobili ad uso abitativo della provincia dell’Aquila dalla legge n. 191/2009 (Finanziaria per il 2010).


Per la nuova cedolare secca sulle locazioni abitative il provvedimento direttoriale dovrà inoltre disciplinare anche le modalità di versamento in acconto della stessa per l’anno 2011 e 2012 nella misura rispettivamente del 85% e del 90%.


Quanto alla possibilità che la cedolare secca sia oggetto di versamenti rateali non vengono rilevati dubbi dal momento che lo stesso decreto attuativo parla di versamenti da effettuare entro i termini stabiliti per le imposte sui redditi


Modalità di dichiarazione


Pertanto, nella dichiarazione dei redditi il locatore andrebbe ad indicare nel quadro RB di Unico la scelta per l’imposta sostitutiva unitamente alla base imponibile e agli estremi di registrazione del contratto di locazione.


Il primo anno dello di dichiarazione interessato sarà Unico 2012 per i redditi 2011 nel quale il locatore persona fisica eserciterà l’opzione per l’assoggettamento dell’intero canone annuo di locazione al regime dell’imposta sostitutiva del 20%.


 


 


9) Dalla manovra estiva maggiori verifiche sulle prestazioni collegate ai redditi


La manovra finanziaria correttiva dei conti pubblici ha introdotto una stretta sui controlli reddituali in merito alla concessione di prestazioni a carattere assistenziale e di benefici economici sui trattamenti pensionistici: Si parla di quei benefici collegati alle pensioni il cui riconoscimento è subordinato all’importo dei redditi del titolare della prestazione, del coniuge e, in alcuni casi, dei figli.


Con l’obiettivo di un controllo più stringente e al fine di evitare il pagamento di trattamenti indebiti, è stato rivisto il sistema delle verifiche reddituali riguardo le prestazioni per le quali sussiste l’obbligo di comunicazione (adempimento noto come “modello Red”).


In primo luogo, va prestata attenzione al cambiamento del periodo di riferimento circa i redditi da comunicare agli enti che erogano le prestazioni in questione: Non rileveranno più infatti quelli prodotti nell’anno solare precedente il 1° luglio di ciascun anno (con validità del dato fino al 30 giugno dell’anno successivo) ma assume valore il reddito conseguito nello stesso anno.


Con le nuove modalità, l’Inps procederà alla verifica automatica delle prestazioni denunciate al casellario centrale pensionati, abbandonando così il sistema di denuncia Red.


Nulla è invece innovato circa le tipologie di reddito rilevanti ai fini delle suddette prestazioni.


Chi dunque è titolare di queste prestazioni sarà tenuto non solo a rispettare nuove scadenze ma anche a ricordare che il mancato adempimento porterà a conseguenze più pesanti rispetto all’attuale sistema.


Infatti la manovra stabilisce l’obbligo, per i titolari di prestazioni collegate al reddito, che non comunicano integralmente al fisco – attraverso la denuncia dei redditi – la situazione reddituale incidente sulle prestazioni in godimento, di effettuare la comunicazione dei dati reddituali agli enti previdenziali che erogano la prestazione.


In caso contrario la stessa sarà sospesa con effetto dall’anno successivo a quello in cui la dichiarazione dei redditi avrebbe dovuto essere resa.


Solo il ravvedimento entro sessanta giorni dalla sospensione, attraverso la comunicazione dei redditi, può scongiurare la revoca del trattamento a titolo definitivo: Non bisognerà perciò dimenticarsi di effettuare l’adempimento.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 03 settembre 2010)


 


 


10) Contratti di locazione: Aggiornato il software delle Entrate


Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stato aggiornato il software per la predisposizione dei contratti e delle richieste di pagamento (versione software: 9.2.0 del 03/09/2010)


Come è noto, l’art. 19, comma 15, del D.L. 31 maggio 2010 n. 78 ha stabilito che la richiesta di registrazione dei contratti di locazione deve contenere anche l’indicazione dei dati catastali degli immobili.


La versione 9.2.0 del software consente la rimozione del malfunzionamento della mancata predisposizione del file per alcune tipologie di contratti.


La nuova versione consente, inoltre, di utilizzare i codici degli Uffici Territoriali delle Direzioni Provinciali delle Entrate attivi alla data del 26/07/2010.


(Agenzia delle Entrate, nota del 03 settembre 2010)


 


 


11) Equitalia amplia i servizi web: cartelle sotto controllo con la delega dell’estratto conto al professionista


Equitalia mette a disposizione dei contribuenti un nuovo strumento per tenere


sempre sotto controllo le cartelle di pagamento.


Dal 03 settembre 2010, infatti, è attiva un’ulteriore modalità di utilizzo dell’estratto conto on line, il servizio che da circa un anno consente di verificare direttamente dal computer la propria situazione aggiornata relativa a debiti tributari, procedure di riscossione, sospensioni e rateazioni.


Grazie a una nuova funzione attivabile direttamente sul web, ora tutti gli intermediari abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate possono ricevere la delega per accedere all’estratto conto dei propri assistiti.


Il professionista di fiducia avrà così la possibilità di fornire assistenza ai clienti in modo più immediato ed efficace.


Il servizio estratto conto di Equitalia è accessibile ai singoli utenti attraverso un


sistema di identificazione basato su credenziali personali di accesso.


Al 03/09/2010 i contribuenti che hanno verificato su Internet la propria situazione sono stati 1,4 milioni, con punte di 16 mila contatti giornalieri.


Un trend in continuo aumento e che, con il sistema delle deleghe, è destinato a crescere in modo esponenziale.


La nuova modalità di accesso all’estratto conto rientra nella strategia di ampliamento dei servizi ai contribuenti che punta sulla operatività on line come


ulteriore canale di contatto in aggiunta agli sportelli.


In quest’ottica è stata aperta nell’home page di tutti i siti Internet del Gruppo Equitalia una nuova finestra che consente ai contribuenti di accedere in modo più immediato ai servizi web: oltre all’estratto conto, è possibile ricevere assistenza e richiedere informazioni, calcolare il proprio piano di rateazione ed effettuare pagamenti.


In pratica, uno sportello virtuale sempre attivo ovunque ci si trovi.


Di seguito una guida sulle modalità di accesso all’estratto conto on line.


Come accedere all’estratto conto on line


Si può accedere al servizio estratto conto direttamente dalla finestra “Servizi web” nella homepage del sito www.equitaliaspa.it e in quella dei siti degli Agenti della riscossione sul territorio, reperibili attraverso il motore di ricerca “A quale Agente della Riscossione mi devo rivolgere?”.


Sistema gestione deleghe


Il contribuente, già in possesso delle credenziali di accesso all’estratto conto, può conferire fino a un massimo di due deleghe per la consultazione della propria situazione a intermediari abilitati ai servizi on line dell’Agenzia delle entrate attraverso la funzione “Deleghe”, presente nel menu interno del servizio estratto conto.


Il contribuente dovrà inserire il codice fiscale dell’intermediario e cliccare su “Delega”.


Tutti i professionisti delegati che già utilizzano i servizi online dell’Agenzia delle entrate possono utilizzare le stesse credenziali anche per consultare la posizione dei propri assistiti con Equitalia.


Il professionista delegato può consultare immediatamente i dati del cliente selezionando il codice fiscale o la partita Iva d’interesse tra quelli dei deleganti che il sistema mette automaticamente a disposizione.


La prima volta che opera in qualità di delegato, il professionista deve preliminarmente leggere e accettare il regolamento del servizio che si trova nella funzione “Deleghe”.


La delega ha una durata di due anni, si rinnova automaticamente ed è revocabile sempre attraverso il servizio web in qualsiasi momento.


Utenti Agenzia delle entrate


Le credenziali fornite dalla Agenzia delle entrate per l’accesso ai propri servizi on line (Fisconline ed Entratel) possono essere richieste sul sito www.agenziaentrate.gov.it.


Una volta ottenute, il contribuente può collegarsi al sito del proprio agente della riscossione o direttamente al sito www.equitaliaspa.it.


Si può prendere visione della propria posizione debitoria inserendo il codice fiscale o la partita Iva e selezionando la/le provincia/e di residenza per le persone fisiche o la sede legale per le società.


Utenti Inps


I contribuenti in possesso delle credenziali Inps (codice fiscale e pin) possono utilizzare il percorso rapido di accesso sia attraverso i siti del Gruppo Equitalia (box “Servizi web”) sia dell’Inps (cliccando su “Al servizio del cittadino” in home page).


Chi non possiede le credenziali dell’Istituto di previdenza potrà ottenerle sul sito www.inps.it.


Effettuato l’accesso all’estratto conto online, si può prendere visione della propria posizione debitoria dal 2000 a oggi.


Possessori Carta nazionale dei servizi


I possessori della CNS possono utilizzare il percorso rapido di accesso utilizzando il link “Smart card”, disponibile nella pagina di login dell’estratto conto e seguendo le istruzioni riportate.


La CNS è distribuita dalle Pubbliche amministrazioni che hanno aderito al contratto quadro del DigitPA. Ulteriori informazioni sulla Carta nazionale dei servizi sono disponibili sul sito www.progettocns.it


(Equitalia, comunicato stampa del 3 settembre 2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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