Novità fiscali del 3 settembre 2010: regime dei contribuenti minimi: proroga al 2013; vigilanza sulle banche di credito cooperative: approvata modulistica; grandi negozi: le novità in materia di antincendio scattano dal 12 settembre 2010; commercialisti: pubblicato il bando per il Corso di Formazione in “Revisore di Ente Locale”; frenata sui mutui: il fondo di solidarietà ancora in fase di partenza; marchi e brevetti: tutele ampie

 

 

Indice:

 

1) Tutela dei soci e dei terzi nelle SpA: il parlamento della Comunità europea ha approvato la proposta di modifica della direttiva 

 

2) Marchi e brevetti: Tutele ampie

 

3) Regime dei contribuenti minimi: proroga al 2013

 

4) Vigilanza sulle banche di credito cooperative: approvata modulistica

 

5) Grandi negozi: Le novità in materia di antincendio scattano dal 12 settembre 2010

 

6) Commercialisti: pubblicato il bando per il Corso di Formazione in “Revisore di Ente Locale”

 

7) Frenata sui mutui: il fondo di solidarietà ancora in fase di partenza

 

8) Altre di fisco

 

 

1) Tutela dei soci e dei terzi nelle SpA: il parlamento della Comunità europea ha approvato la proposta di modifica della direttiva 

Il parlamento della Comunità europea ha, infatti, approvato il 26 agosto 2010 la proposta modificata di direttiva – COM(2010) 388 definitivo – che mira a rendere equivalenti le tutele richieste negli Stati membri.

Tale organo ha inoltre approvato il 30 agosto 2010, la proposta  modificata di direttiva per le fusioni delle Società per Azioni (S.p.A.) – COM(2010) 391 definitivo, composta da 33 articoli in vigore dal 01 luglio 2011.

Ciascuna società partecipante alla fusione, in luogo degli adempimenti previsti, potrà pubblicare, nei propri siti web senza costi, il progetto di fusione.

Tuttavia, gli Stati membri possono imporre che la pubblicazione sia effettuata tramite la piattaforma elettronica centrale (art. 3, paragrafo 5, direttiva 2009/101/CE).

Gli organi amministrativi di ciascuna delle società partecipanti alla fusione dovranno redigere una relazione scritta particolareggiata che illustri, sotto il profilo giuridico ed economico, il progetto di fusione e in particolare il rapporto di cambio delle azioni. Nella stessa andranno riportate le eventuali difficoltà particolari di valutazione.

Si profila, quindi, l’arrivo di maggiori tutele per soci e terzi nella costituzione di società per azioni e nelle operazioni sul capitale.

Sono queste le finalità della proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio appena approvata che tende a coordinare e rendere equivalenti, nella Comunità, le garanzie rivolte alla protezione degli interessi di detti soggetti in considerazione del ruolo predominante delle SpA nell’economia degli Stati membri.

Nella proposta di direttiva modificata (costituita da 50 articoli, taluni già recepiti dal nostro Legislatore), l’art. 49 prevede la sua entrata in vigore dal 1° luglio 2011.

Questi di seguito sono gli aspetti salienti (taluni già operanti all’interno del codice societario italiano).

Capitale iniziale e minimo

Riguardo al capitale iniziale, si dispone che, se la società non viene costituita con la previsione di uno specifico “capitale autorizzato” (cioè il capitale massimo di azioni che può essere distribuito ad investitori esistenti o potenziali), allora il contratto sociale deve indicare l’entità del capitale sottoscritto.

Rilevante novità è quella che per costituire una SpA, il capitale minimo non potrà essere inferiore a 25.000 euro

Si tratta di un importo minimo che dovrà essere revisionato ogni cinque anni dal Consiglio su proposta della Commissione.

Relazione di esperti

I conferimenti (non in contanti) saranno sottoposti al vaglio di una relazione di esperti.

Relazione che potrà essere omessa se il 90% del valore nominale o, in mancanza, del valore contabile, di tutte le azioni viene emesso come corrispettivo di conferimento non in contanti effettuato da una o più società e la società beneficiaria abbia rinunciato alla stessa, mentre la conferente disponga di riserve e presti specifiche garanzie.

Altra novità è quella che la relazione potrà non essere predisposta in sede di formazione di una nuova società tramite fusione o scissione qualora venga redatta una relazione di esperti indipendenti sul progetto di gestione straordinaria.

Tutela dei creditori

In merito alla salvaguardia del capitale e azioni proprie, al fine di fornire una adeguata garanzia ai creditori, vengono previste, da un lato, specifiche disposizioni finalizzate a vietare indebite distribuzioni di utili agli azionisti e, dall’altro, limitazioni alla possibilità della società di acquisire azioni proprie.

Le limitazioni in tema di azioni proprie riguardano anche l’acquisizione di azioni attraverso l’utilizzo di società controllate o nelle quali la società stessa possa esercitare una influenza dominante. Saranno tuttavia ammissibili deroghe in molte situazioni, su esplicita autorizzazione dell’assemblea che ne determini modalità e condizioni, ed a patto che l’operazione concerna soltanto azioni interamente liberate.

Nell’ambito, poi, degli aumenti di capitale sociale, viene richiesto agli Stati membri di applicare principi atti a salvaguardare la parità di trattamento degli azionisti.
Esclusione del diritto di opzione ai soci

L’assemblea delegata ad escludere o limitare il diritto di opzione ai soci dovrà essere particolarmente qualificata poiché si dovrà pervenire ad un quorum di 2/3 del capitale (salvo diversa disposizione degli stati membri).

Riduzione del capitale sociale

Infine, qualsiasi riduzione del capitale sottoscritto (ad eccezione di quelle disposte dall’autorità giudiziaria), dovrà avvenire attraverso una specifica decisione assembleare.

Parimenti, la decisione dovrà essere assunta da una maggioranza che non potrà essere inferiore ai 2/3 dei voti attribuiti ai titoli rappresentati o al capitale sottoscritto rappresentato (tranne deroghe degli stati membri).

Diritto di opposizione dei creditori sociali

Viene, infine, previsto a favore dei creditori sociali uno specifico diritto di opposizione, per una migliore tutela degli stessi.

Una grave perdita del capitale sottoscritto impone la convocazione dell’assemblea per le delibere conseguenti.

A tal fine, neo direttiva impone un limite più ampio di quello adottata nel nostro diritto societario.

In particolare, lo Stato membro potrà fissare il limite della “grave” perdita fino alla metà del capitale sottoscritto.

 

 

2) Marchi e brevetti: Tutele ampie

Tutele processuali più ampie e veloci, adeguamento delle norme sulle ricerche biotech, armonizzazione alla disciplina europea delle regole sui marchi e brevetti, riunificazione sotto un unico tetto delle leggi in materia di proprietà di ricerca.
E’ entrato in vigore, il 02 settembre 2010, il nuovo Codice della proprietà industriale, Decreto Legislativo n. 131/2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18 agosto 2010, il quale ha abrogato una serie di provvedimenti satelliti ed ha messo ordine e coerenza normativa in un ambito sempre più orientato alla disciplina dell’Unione europea.

La parte più innovativa riguarda le tutele giurisdizionali per la protezione di brevetti e marchi. Si spiega anche l’introduzione dell’azione di accertamento negativo per consentire a chi si sente a rischio di contraffazione di definire un perimetro di certezze operative.

Interventi anche in materia industriale, mentre in materia di diritto sostanziale sui temi di avanguardia, il Codice si limita a prendere atto dei progressi scientifici.

 

 

3) Regime dei contribuenti minimi: proroga al 2013

La Commissione Europea ha dato il via libera all’Italia: Il regime dei contribuenti minimi(quello con fatturato fino a 30mila euro) potrà essere prorogato fino al 2013 data in cui andrò emana apposita direttiva.

L’esecutivo comunitario ha proposto che l’Italia venga autorizzata a mantenere il particolare regime cd. regime dei contribuenti minimi per i soggetti passivi con fatturato annuo (ricavi o compensi) inferiore a 30mila euro fino all’entrata in vigore di una direttiva che modifichi le soglie entro le quali è possibile fruire del regime. Adesso, si attendono le ulteriori decisioni in merito.

Regime dei minimi

Si tratta del cd. regime dei contribuenti minimi, il quale riguarda tutti quei contribuenti che dal 2008 sono passati automaticamente al nuovo regime fiscale, peraltro definito semplificato poiché ha ridotto notevolmente gli adempimenti connessi in materia fiscale.

In linea di massima, ai fin Iva, i contribuenti minimi sono esonerati dal versamento di tale imposta (tranne di quella dovuta sulle operazioni soggette a reverse charge) e da tutti gli obblighi previsti dal D.p.r. n. 633/72 quali, ad esempio, registrazione, liquidazione, dichiarazione e comunicazione annuale.

Restano invece validi gli adempimenti relativi alla numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali; alla certificazione dei corrispettivi, eventualmente con rilascio di fattura senza addebito di Iva; all’integrazione delle fatture d’acquisto sottoposte a reverse charge e versamento della relativa imposta, secondo quanto già precisato; alla presentazione degli elenchi riepilogativi degli acquisti intracomunitari (modelli Intrastat).

 

4) Vigilanza sulle banche di credito cooperative: approvata modulistica

Approvata la modulistica per le attività di revisione cooperativa.

Modifiche al verbale di revisione delle coop. Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il Decreto 23/06/2010, pubblicato sulla G.U. n. 197 del 24/8/2010, ha apportato le necessarie modifiche al verbale di revisione delle società cooperative.

Tra le principali novità viene inserita in calce al verbale l’opzione della sospensione semestrale di ogni attività dell’ente nei casi segnalati dalla c.d. Legge sviluppo e la dicitura relativa alla sospensione semestrale in caso di inottemperanza anche parziale della diffida impartita in sede di vigilanza.

Il revisore potrà proporre nel verbale relativo all’ispezione i provvedimenti da porre a carico della cooperativa.

Nelle cooperative, per gli infortuni sul lavoro, risponde il presidente e non i soci

Il presidente della cooperativa, in qualità di rappresentante legale, assume anche la responsabilità per le violazioni delle norme sulla prevenzione degli infortuni del lavoro.

Dunque, il presidente della coop assume la qualifica di datore di lavoro. In tal senso, i soci non hanno alcuna responsabilità.

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31385 del 6 agosto 2010, la quale ha affermato che, in tale fattispecie, il presidente della cooperativa non può giustificarsi asserendo di essere a sua volta anche un dipendente della medesima coop.

 

 

5) Grandi negozi: Le novità in materia di antincendio scattano dal 12 settembre 2010

Per il settore della grande distribuzione le novità in materia di sicurezza e di prevenzione degli incendi decorrono dal 12/09/2010.

Infatti, da tale data entrerà in vigore il D.M. 27 luglio 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 187 del 12 agosto 2010, emanato dal Ministero dell’Interno avente per oggetto: “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle attività commerciali con superficie superiore a 400 mq”.

Le disposizioni contenute nel decreto si applicano alle attività commerciali all’ingrosso o al dettaglio, ivi compresi i centri commerciali, aventi superficie lorda, comprensiva di servizi e depositi, nonché degli spazi comuni coperti, superiore a 400 mq.

La regola tecnica va applicata per le nuove attività (ma anche per quelle in cui non sia mai stato eseguito il parere di conformità).

La regola tecnica dovrà altresì essere applicata nel caso di interventi di ristrutturazione su attività esistenti, qualora comportino la sostituzione o modifica di impianti o attrezzature di protezione attiva antincendio, la modifica parziale delle caratteristiche costruttive o del sistema di vie di uscita, o aumenti di volume.

In tali casi, le disposizioni previste si applicano agli impianti o alle parti della costruzione oggetto degli interventi di modifica ovvero di aumenti di volume (tranne che l’aumento di volume sia superiore al 50% della volumetria esistente; in tal caso si dovrà adeguare l’intera attività).

Per i centri commerciali nei quali coesistono più esercizi commerciali, il certificato di prevenzione incendi ricomprende anche le parti comuni.

 

 

6) Commercialisti: pubblicato il bando per il Corso di Formazione in “Revisore di Ente Locale”

Pubblicato il bando per il Corso di Formazione in “Revisore di Ente Locale”, realizzato dalla collaborazione tra Ministero dell’Interno, Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Istituto di Ricerca Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (I.R.D.C.E.C.), Scuola Superiore Pubblica Amministrazione Locale (S.S.P.A.L.) e S.S.A.I. Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno.

Presso la Scuola Superiore Amministrazione dell’Interno (S.S.A.I.) di Roma si terrà, per l’Anno Accademico 2010, il Corso di Formazione in “Revisore di Ente Locale”, realizzato dalla collaborazione tra Ministero dell’Interno, Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Istituto di Ricerca Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (I.R.D.C.E.C.), Scuola Superiore Pubblica Amministrazione Locale (S.S.P.A.L.) e S.S.A.I. Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno.

Il Bando viene emesso dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili che ne dà diffusione attraverso pubblicazione sul sito ufficiale ed invio a tutti gli Ordini territoriali.

Il bando sarà inoltre pubblicato sul sito del Ministero dell’Interno e delle scuole che hanno aderito alla convenzione.

(Istituto di Ricerca del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, Nota del 01 settembre 2010)

 

 

7) Frenata sui mutui: il fondo di solidarietà ancora in fase di partenza

Quali i requisiti per accedere al Fondo di solidarietà, quale è l’iter da seguire per presentare la richiesta?.

Molti attendono la possibilità, se non proprio di risolvere i problemi, almeno di tirare una boccata d’ossigeno.

Attese

Dal 2 settembre 2010, il decreto con cui il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato il regolamento con le norme di attuazione del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa (dopo quasi 3 anni di attesa) sarà infatti operativo, ma questo non significa purtroppo che i mutuatari possano fin da subito recarsi in banca per chiedere la sospensione. Affinché l’agevolazione sia definitivamente operativa serviranno ulteriori adempimenti, da parte del ministero, così come sarà necessario risolvere i molti dubbi che il testo del regolamento lascia tuttora irrisolti.

Il dipartimento del Tesoro, sotto cui ricade la responsabilità dell’intervento, dovrà selezionare il cosiddetto Gestore, cioè una società a capitale interamente pubblico che avrà compiti fondamentali per il funzionamento del Fondo. Dovrà per esempio realizzare e gestire il sito internet www.dt.tesoro.it/fondomutuiprimacasa che fornirà le informazioni e al quale le banche dovranno inviare la documentazione ricevuta dai richiedenti.

Ma non è finita qui: molto probabilmente sarà necessaria la pubblicazione, sempre da parte del Ministero, di una serie di circolari per impartire istruzioni di carattere tecnico-operativo destinate alle banche, oltre che allo stesso gestore.

Il provvedimento

Il 2/9/2010 è entrato in vigore il regolamento, adottato con il D.M. n. 132 del 21/6/2010, pubblicato sulla G.U. n. 192 del 18/8/2010, che disciplina l’accesso al Fondo di solidarietà per i mutui stipulati per l’acquisto della prima casa.
L’agevolazione (sospensione del pagamento delle rate) è rivolta alle persone che risultano titolari di un contratto di mutuo finalizzato all’acquisto di un immobile, in Italia, destinato a propria abitazione principale.

Requisiti e condizioni di accesso

Questi i presupposti necessari per essere ammessi al beneficio:

– il richiedente deve essere proprietario dell’immobile per il quale è stato contratto il mutuo;

– l‘importo ricevuto deve essere al massimo 250mila euro e in ammortamento da almeno un anno;

– l’appartamento non deve appartenere alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e non deve avere le caratteristiche per essere considerato “di lusso”;

– l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non deve superare 30 mila euro.

Tutti i requisiti di partenza devono essere posseduti al momento di presentazione della domanda.

Inoltre, la temporanea impossibilità a rispettare il calendario delle rate deve essere “giustificata” da uno dei seguenti eventi verificatosi dopo la stipula del contratto di mutuo:

– perdita del posto di lavoro o termine del contratto, senza un nuovo impiego da almeno tre mesi;

– morte o sopraggiunta non autosufficienza di un componente del nucleo familiare percettore di almeno il 30% del reddito complessivo del nucleo familiare;

– pagamento di spese mediche o di assistenza domiciliare per almeno 5mila euro annui;

– pagamento di spese per manutenzione straordinaria, ristrutturazione o adeguamento funzionale dell’immobile, per opere necessarie e indifferibili, di ammontare non inferiore a 5mila euro;

– aumento della rata del mutuo a tasso variabile di almeno il 25% (in caso di rate semestrali) ovvero di almeno il 20% (rate mensili).

La domanda

Il soggetto, in possesso dei requisiti su elencati, che intende interrompere momentaneamente il pagamento delle rate di mutuo, deve farne richiesta alla banca che ha concesso la somma, utilizzando il modello che verrà reso disponibile sul sito del dipartimento del Tesoro e indicando l’intervallo temporale per il quale intende usufruire della sospensione.

Alla domanda andranno allegate l’attestazione dell’Isee e la documentazione idonea a dimostrare le ragioni del mancato pagamento della rata.

Revoca dell’agevolazione

L’agevolazione verrà revocata se si accerta che è stata ottenuta grazie a dichiarazioni non veritiere o a documenti fasulli.

In tal caso, si dovrà restituire allo Stato l’importo girato dal Fondo alla banca, rivalutato secondo l’indice Istat e maggiorato degli interessi legali.

Tempi previsti

Nel tempo massimo di un mese, il beneficiario verrà messo a conoscenza dell’esito della domanda.

Sono infatti previsti 10 giorni a disposizione della banca – dal ricevimento della richiesta – per determinare i costi dell’operazione a carico dello Stato e inoltrare la pratica al Gestore del Fondo.

Quest’ultimo procederà ad esaminare il caso ed entro 15 giorni trasmetterà alla banca lo sta bene per la sospensione, che l’istituto di credito provvederà poi a comunicare al beneficiario nei successivi 5 giorni.

 

 

8) Altre di fisco:

 

– Società di persone: Doppia sanzione ai soci, soci sanzionati anche per infedele dichiarazione

“Il maggior reddito risultante dalla rettifica operata nei confronti di una società di persone, ed imputato al socio ai fini IRPEF in proporzione della relativa quota di partecipazione, comporta anche l’applicazione allo stesso socio della sanzione per infedele dichiarazione, in quanto ai soci di società di persone è consentito il controllo dell’amministrazione sociale e la verifica dell’effettivo ammontare degli utili conseguiti”.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 16069 del 07/07/2010, in Ipsoa del 02/09/2010)

 

 

– Il vicino fa danni? Il bonus prima casa resta: Si considerano causa di forza maggiore

“Non decade dall’agevolazione prima casa l’acquirente che non ha potuto trasferire la propria residenza nel termine di 18 mesi a causa dei danni causati all’abitazione dai lavori di ristrutturazione iniziati dal vicino nell’immobile contiguo”.

(Commissione Tributaria Provinciale di Savona, sentenza n. 66 del 29/03/2010, in Ipsoa del 02/09/2010)

 

 

– RAE: Errore nell’accredito dei contributi

L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha comunicato che per un errore dell’istituto di credito – Unicredit – nella gestione di un rilevante flusso di bonifici, le disposizioni ai Comuni interessati dall’erogazione dei contributi forfettari previsti dalla Convenzione ANCI sui RAEE, gli accrediti sono stati emessi senza Causale di pagamento.

Viene specificato che i bonifici interessati, effettuati dall’ANCI tra il 29 luglio e il 3 agosto 2010, si riferiscono al  Contributo Forfettario RAEE 2007 – previsto dall’Accordo di Programma per la disciplina del regime transitorio del sistema di raccolta, trattamento e recupero dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) – sottoscritto il 22 febbraio 2008 da Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, ANCI, ANIE e Organizzazioni rappresentative dei Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE) – a parziale ristoro dei costi sostenuti per le attività gestione dei RAEE nel corso del periodo transitorio (1 settembre – 31 dicembre 2007)  – calcolato sulla base delle liberatorie inviate dai Comuni entro il termine stabilito del 30 aprile 2010.

(ANCI, comunicato del 01 settembre 2010)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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