Novità fiscali del 29 settembre 2010: si va verso il cd. redditometro di massa? Controllo sulla gestione durante la liquidazione; collegialità obbligatoria dell’organo di liquidazione pluripersonale; minusvalenze deducibili: ancora poco tempo per informare l’Agenzia delle Entrate; mediatori e conciliatori delle controversie: ruolo dei consulenti; costi di assistenza alla clientela indeducibili se l’azienda non prova l’inerenza all’attività d’impresa

 






 


Indice:


 


1) Controllo sulla gestione durante la liquidazione


 


2) Collegialità obbligatoria dell’organo di liquidazione pluripersonale


 


3) Si va verso il cd. redditometro di massa ? forse no


 


4) Minusvalenze deducibili: ancora poco tempo per informare l’Agenzia delle Entrate


 


5) Mediatori e conciliatori delle controversie: ruolo dei consulenti


 


6) Critiche ai servizi dell’Inps da parte dei Consulenti del Lavoro


 


7) Costi di assistenza alla clientela indeducibili se l’azienda non prova l’inerenza all’attività d’impresa


 


8) Altre di fisco


 


 


1) Controllo sulla gestione durante la liquidazione


Dal combinato disposto dell’art. 2487 bis, comma 3, c.c. (nella parte in cui prevede la cessazione degli amministratori con l’iscrizione della nomina dei liquidatori nel registro imprese) e dell’art. 2488 c.c. (nella parte in cui prevede che durante la fase della liquidazione le disposizioni sugli organi di controllo si applichino in quanto compatibili), emerge che il controllo sulla gestione delle società di capitali in liquidazione spetti:


– nelle Srl: al collegio sindacale, se nominato (per obbligo di legge o di statuto);


– nelle SpA con sistema tradizionale: al collegio sindacale;


– nelle SpA con sistema dualistico: al consiglio di sorveglianza che rimane dunque in carica;


– nelle SpA con sistema monistico: ad un collegio sindacale appositamente nominato.


Tale ultimo modello di governance societaria presuppone infatti necessariamente l’esistenza di un consiglio di amministrazione in grado di emanare i componenti del comitato per il controllo sulla gestione.


Venuti meno tutti gli amministratori, per effetto dell’art. 2487 bis, comma 3, c.c., tale modello di governance non può dunque più essere attuato, né direttamente, ritenendo non cessati i soli amministratori componenti il comitato di controllo (poiché in tal caso non si comprende chi sarebbe competente per le nomine e sostituzioni dei medesimi), né indirettamente, ritenendo applicabile al collegio dei liquidatori la designazione al proprio interno di un comitato di controllo composto da alcuni liquidatori (poiché ciò non è consentito dal modello unitario di liquidazione di tutte le società di capitali).


In detta fattispecie troveranno dunque piena applicazione le norme sulla obbligatorietà della nomina del collegio sindacale quale organo cui la legge attribuisce tipicamente le funzioni di controllo sulla gestione.


(Notariato del Triveneto, massima approvata nel 2010)


 


 


2) Collegialità obbligatoria dell’organo di liquidazione pluripersonale


La disciplina della liquidazione contenuta negli artt. 2484 e ss. c.c. integra un modello unitario, applicabile indistintamente e globalmente a tutte le società di capitali.


A ciò consegue l’inderogabilità, anche con riferimento alle Srl, della previsione contenuta nell’art. 2487, comma 1, lett. a) c.c., che consente all’assemblea, ovvero ad una specifica clausola statutaria, di determinare le regole di funzionamento del collegio (in caso di pluralità di liquidatori) ma non anche l’istituzione di un organo di liquidazione pluripersonale non collegiale.


Tale convincimento é basato, oltre che sul chiaro tenore letterale della norma e sulla unicità sistematica della disciplina della liquidazione delle società di capitali, sulla circostanza che il legislatore della riforma ha inteso istituire un rapporto di gestione/controllo della fase di liquidazione basato sul dualismo liquidatori/soci, ciò in parziale difformità a quanto previsto nella fase di normale operatività delle società di capitali dai vari sistemi di governance.


Spetta infatti ai soci nominare e revocare i liquidatori, attribuire loro poteri più o meno ampi, riservarsi l’autorizzazione di singoli atti, determinare i criteri della liquidazione.


Il potere di controllo e di opposizione alla altrui gestione che spetterebbe reciprocamente ai singoli co-liquidatori in ipotesi di mancata istituzione di un organo collegiale risulterebbe dunque in contrasto con il modello di gestione/controllo voluto dal legislatore.


Per quanto riguarda poi la Srl non è possibile applicare ai liquidatori, per analogia, le regole di governance previste per gli amministratori, in quanto l’ordinamento consente il ricorso all’analogia solo per colmare una lacuna di disciplina e non per derogare ad una disciplina espressa.


Neanche il disposto dell’art. 2488 c.c. può essere invocato per sostenere la possibilità di nominare nella Srl più liquidatori che operino non collegialmente, poiché gli “organi amministrativi” individuati in detta disposizione non possono essere confusi con gli “organi liquidativi” di cui all’art. 2487 c.c., anche se entrambi compiono attività gestorie.


Inoltre la deroga alla disciplina del funzionamento collegiale dell’organo di liquidazione pluripersonale limitata alla sola srl risulterebbe incompatibile con il sistema unitario della liquidazione delle società di capitali e quindi non applicabile per espressa previsione del medesimo art. 2488 c.c.


Delegabilità di funzioni a determinati liquidatori


Poiché l’art. 2487, comma 1, lett. a) c.c. non pone limiti alla facoltà dell’assemblea (o dello statuto) di dettare le regole di funzionamento del collegio dei liquidatri, é lecita la previsione operata ai sensi di detta disposizione in base alla quale il collegio dei liquidatori possa delegare ad uno o più dei suoi componenti determinate funzioni.


Mancata indicazione delle regole di funzionamento del collegio dei liquidatori


E’ possibile procedere alla nomina di una pluralità di liquidatori anche senza determinare (per delibera assembleare o per statuto) le regole di funzionamento del collegio.


In tal caso sarà infatti applicabile allo stesso, per analogia e con riferimento a tutti i tipi di società di capitali, la disciplina codicistica sul funzionamento del consiglio di amministrazione delle SpA.


Tale disciplina è infatti l’unica positiva esistente in materia di organo gestorio collegiale.


(Notariato del Triveneto, massime approvate nel 2010)


 


 


3) Si va verso il cd. redditometro di massa? Forse no


Secondo le ultime indicazioni di stampa cartacea (Il Sole 24 Ore e Italia Oggi del 27 e del 28 settembre 2010), presto arriveranno comunicazioni di massa ai contribuenti atte a contestare presunti redditi non dichiarati calcolati mediante procedura di accertamento sintetico sulla base dei saldi di c/c, cui l’Agenzia delle Entrate può disporre agevolmente nelle proprie anagrafi centrali.


Seguirà poi procedura di contradditorio (obbligatorio) con gli stessi contribuenti, i quali se non riusciranno a giustificare tali sommi si vedranno notificare avvisi di accertamento particolarmente problematici da smontare in contenzioso tributario.


Nel frattempo è intervenuta sulla questione l’Agenzia delle Entrate, con il comunicato stampa del 28 settembre 2010, che in pratica ha smentito tali anticipazioni, infatti, ha evidenziato che:


“Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, in merito alle notizie più volte apparse sulla stampa circa le modalità di applicazione del nuovo redditometro e il coinvolgimento di milioni di contribuenti, afferma quanto segue:


– l’attuazione dell’articolo 22 del dl 78/2010 è ancora in fase di studio;


– prima dell’emanazione del provvedimento attuativo, saranno convocate le parti interessate;


– ogni anticipazione, da qualsiasi fonte provenga, sul contenuto del provvedimento è priva di ogni fondamento”.


 


 


4) Minusvalenze deducibili: ancora poco tempo per informare l’Agenzia delle Entrate


Minusvalenze deducibili: Entro il 05/10/2010 oppure il 14/11/2010 occorre informare l’Agenzia delle Entrate


Per le minusvalenze su partecipazioni di importo rilevante, al via le comunicazioni alle Entrate.


La deduzione nel Modello Unico richiede un’apposita lettera alla Direzione regionale da inviare, rispettivamente entro 5 o 45 giorni dalla dichiarazione a seconda che si tratti di oneri superiori a 5 milioni o 50mila euro.


La mancata o tardiva spedizione comporta l’indeducibilità della minusvalenza.
Il regime delle minusvalenze derivanti da realizzo di partecipazioni è legato all’esistenza di 4 requisiti per l’esenzione (Pex) previsti dall’art. 87 del Tuir.


Inoltre, una disposizione anteriore alla riforma Ires, tuttora efficace (istruzioni al rigo RF20 del modello unico Sc), stabilisce che se le minusvalenze derivano da partecipazioni non pex iscritte nelle immobilizzazioni finanziarie, la deduzione, per importi complessivamente superiori nell’anno a 5 milioni di euro, richiede la trasmissione di un’apposita comunicazione alla Direzione Regionale delle Entrate (in plico raccomandato A/R senza busta entro 5 giorni dalla data di presentazione del Modello Unico).


Una seconda comunicazione in materia di minusvalenze riguarda i differenziali di importo complessivamente superiore a 50mila euro realizzati in operazioni su azioni o titoli negoziati regolamentati, iscritti sia nel circolante sia nelle immobilizzazioni finanziarie.


Anche in questo caso la comunicazione da consegnare o trasmettere alla DRE in plico raccomandato A/R (entro 45 giorni da Unico 2010 e quindi entro il 14 novembre).


(Il Sole 24 Ore del 28 settembre 2010)


 


 


5) Mediatori e conciliatori delle controversie: ruolo dei consulenti


La mediazione civile e commerciale vede entrare a pieno titolo i Consulenti del lavoro quali garanti super partes e mediatori nelle controversie.


Il Consiglio Nazionale di tale Ordine è incluso negli organismi deputati a gestire le procedure di mediazione.


La formazione specifica altamente qualificata, finalizzata all’acquisizione delle competenze professionali necessarie alla gestione dei procedimento di mediazione, è imposta dalla normativa in vigore.


La Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro ha già avviato i corsi ed emesso la circolare n. 11 del 28 settembre 2010 che riepiloga la disciplina, gli organismi, le competenze del mediatore, i vantaggi e il procedimento.


Tale circolare è disponibile dal 28 settembre 2010 sul sito dei Consulenti del Lavoro.


 


 


6) Critiche ai servizi dell’Inps da parte dei Consulenti del Lavoro


I consulenti del lavoro monitorizzano i rapporti tra utenza e servizi offerti dall’Inps.


Arriva una nota di disappunto sui servizi offerti dall’Inps (finalmente si parla di tali problematiche).


In particolare, il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro il 28 settembre 2010 ha pubblicato sul proprio sito la seguente nota:


Inps: servizi telematici off line


Sistema Inps, luci e ombre.


Scarsa propensione all’uso della telematica, archivi “sporchi” e non aggiornati, tendenza al ribasso per il contatto con il pubblico: il giudizio dato sul Sistema Inps da consulenti del lavoro fotografa una realtà in fase di rilancio ma ancora con tanta strada da fare.


Grazie alle informazioni raccolte fra un campione significativo (circa 2.000) tra i 28.000 consulenti del lavoro sparsi su tutto il territorio nazionale, è possibile tracciare un’interessante ed aggiornata radiografia sui servizi resi dall’Istituto tramite le sedi periferiche e, soprattutto, sul grado di soddisfazione dell’utenza. L’indagine, realizzata dall’Osservatorio della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dell’Ordine, permette così di analizzare nel dettaglio il sistema- Inps.


Per quanto attiene ai servizi offerti alle aziende/datori di lavoro, autonomi, gestione separata, prestazioni a supporto del reddito e lavoro domestico, oltre il 30% degli intervistati ritiene gli stessi scarsi.


Entrando poi nello specifico della gestione del rapporto previdenziale con le aziende/datori di lavoro, risaltano alcune anomalie che rilevano problematiche di natura strutturale.


Oltre il 40% degli intervistati, infatti, denuncia di ricevere richieste di pagamento di contributi, per i quali è maturata la prescrizione ordinaria.


A questo si aggiunge il paradosso che circa il 90% del campione dichiara di non riuscire a far annullare il relativo addebito, prima che lo stesso venga iscritto a ruolo.


Con aggravio di ulteriori spese e, molto spesso, con la necessità di dover


ricorre alle vie giudiziarie che si concludono con la condanna alle spese per l’Istituto.


Coerentemente a questi dati, è anche la risposta relativa alle difficoltà di rilascio del DURC, che il 45% del campione addebita a “pratiche definite” ma che risultano ancora aperte negli archivi dell’istituto.


Problemi non indifferenti vengono denunciati anche nei normali rapporti di contatto con l’utenza nelle varie strutture periferiche dell’INPS.


Il 60% ritiene, infatti, addirittura difficoltoso l’accesso fisico alle sedi; il 45% dichiara che non è prevista alcuna regolamentazione sulle modalità di richiesta di eventuali appuntamenti per la trattazione delle pratiche, mentre il 44% ritiene addirittura “impossibili” i contatti telefonici ed il 41% parecchio difficili.


Per concludere, davvero sorprendenti sono i dati che emergono sull’utilizzo della posta certificata (PEC).


Nonostante la funzione pubblica ritenga, a ragione, questo strumento decisivo per la semplificazione dei rapporti con la pubblica amministrazione, il 90% degli intervistati dichiara che la propria sede di competenza non incentiva per nulla l’uso della PEC, tanto è vero che il 75% di coloro che hanno provato ad inviarla non ha ricevuto alcuna risposta da parte dell’istituto.


 


 


7) Costi di assistenza alla clientela indeducibili se l’azienda non prova l’inerenza all’attività d’impresa


Per l’azienda non sono deducibili i costi relativi all’assistenza alla clientela e alle ricerche di mercato se il contribuente non prova l’inerenza all’attività d’impresa. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione.


Peraltro, la Suprema Corte la sentenza n. 19489 del 2010 si è pronunciata in merito alla prova dell’esistenza dei componenti negativi del reddito, stabilendo che questo è onere del contribuente, tuttavia ha la possibilità di potere fornire la prova contraria anche con mezzi diversi dalle scritture contabili.


 


 


8) Altre di fisco:


 


– In scadenza il rimborso Iva estero


E’ in scadenza il termine per l’istanza telematica di rimborso dell’Iva pagata all’estero nel 2009: Infatti, gli operatori italiani che hanno effettuato acquisti in altri Paesi Ue possono presentare la richiesta entro il 30 settembre 2010 attraverso il sito delle Entrate.


Entro lo stesso termine, gli operatori stabiliti in altri Paesi Ue possono richiedere il rimborso dell’Iva assolta in Italia.


(Italia Oggi del 28 settembre 2010)


 


 


– Il condono Iva non salva dai reati fiscali


L’inefficacia del condono Iva, già sancita ai fini fiscali dal giudice comunitario, si estende anche ai reati tributari.


(Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 34871 del 27 settembre 2010).


 


 


– Patrocinio a carico dello Stato: nel conto anche i redditi illeciti


Escluso lo status di “non abbiente” per un ladro che ha conseguito elevati profitti da attività criminose abituali.


La Corte di cassazione, con sentenza n. 34643 del 24 settembre 2010, ha respinto il ricorso presentato da un cittadino di Bari, con precedenti condanne per furti, rapine e spaccio, contro una decisione del Tribunale che non gli aveva concesso il patrocinio gratuito.


I giudici di merito, infatti, avevano considerato tale cittadino una persona “abbiente”, rilevando che i reati emersi a suo carico dal casellario giudiziale hanno costituito, per numero e tipologia, senza dubbio la principale fonte di reddito.


(Notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 28 settembre 2010)





– Spese compensate solo se si indicano i motivi


La Suprema Corte, applicando il principio secondo cui “la compensazione delle spese può essere disposta, parzialmente o per intero, qualora non sussista reciproca soccombenza, solo previa esplicita indicazione dei giusti motivi ravvisati dal giudice di merito” ha accolto il ricorso di una contribuente che aveva impugnato la decisione del giudice di merito perché l’aveva condannata, senza un buon motivo, a contribuire alle spese del procedimento con Equitalia nonostante questa avesse perso il processo.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 20324 del 27 settembre 2010)


 


 


– Libri distrutti: prosegue l’accertamento induttivo


L’assenza della contabilità poiché andata distrutta, o comunque indisponibile per altri motivi, non ferma la contestazione dell’evasione fiscale che può fondarsi sulle stesse verifiche fatte dall’ufficio delle Entrate, usate in sede civile dal giudice tributario.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 34871 del 27 settembre 2010)


 


 


– Competono al giudice ordinario le liti sulla mancata rateizzazione di un debito contributivo


Spetta al giudice ordinario dirimere la controversia relativa alla mancata approvazione della rateizzazione di un debito INPS.


Lo ha stabilito il Tar di Milano, con la sentenza n. 06555 del 27 settembre 2010.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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