Novità fiscali del 24 settembre 2010: azioni appartenenti a più soggetti in comproprietà: si applica la normativa per le società unipersonali; conferimenti in natura: efficacia prima dell’iscrizione nel registro delle imprese della delibera di aumento di capitale; Srl: soggetti legittimati ad attuare il procedimento di decisione dei soci mediante consultazione o consenso scritto; Srl: niente limiti allo statuto per l’approvazione di determinati argomenti; società: si ricorre al tribunale in caso di inerzia a convocare l’assemblea dei soci su richiesta di 1/3; il palazzo storico non è prima casa: è abitazione di lusso; abuso del diritto: è l’Agenzia delle Entrate che deve dimostrare il risparmio fiscale dell’operazione “etichettata” elusiva; contrasto al fenomeno delle imprese “apri e chiudi” e in perdita “sistemica”; entro il 30 settembre, pensionati dichiarano i redditi da lavoro autonomo; cambi delle valute estere: le medie accertate per agosto; obblighi del datore di lavoro sulle modalità di tenuta e vidimazione del registro infortuni; dogane: approvate le avvertenze del nuovo modello di cartella di pagamento

 

 

Indice:

  

1) Modifica delle condizioni di un prestito obbligazionario e suo momento di efficacia

 

2) Azioni appartenenti a più soggetti in comproprietà: si applica la normativa per le società unipersonali

 

3) Conferimenti in natura: efficacia prima dell’iscrizione nel registro delle imprese della delibera di aumento di capitale

 

4) Srl: soggetti legittimati ad attuare il procedimento di decisione dei soci mediante consultazione o consenso scritto

 

5) Srl: niente limiti allo statuto per l’approvazione di determinati argomenti

 

6) Società: Si ricorre al tribunale in caso di inerzia a convocare l’assemblea dei soci su richiesta di 1/3

 

7) Il palazzo storico non è prima casa: è abitazione di lusso

 

8) Abuso del diritto: E’ l’Agenzia delle Entrate che deve dimostrare il risparmio fiscale dell’operazione “etichettata” come elusiva

 

9) Contrasto al fenomeno delle imprese “apri e chiudi” e in perdita “sistemica”: attesa provvedimenti attuativi

 

10) Entro il 30 settembre, pensionati dichiarano i redditi da lavoro autonomo

 

11) Niente IVA sui proventi da usura: In virtù del principio di neutralità fiscale

 

12) Cambi delle valute estere: le medie accertate per agosto

 

13) Obblighi del datore di lavoro sulle modalità di tenuta e vidimazione del registro infortuni

 

14) Dogane: Approvate le avvertenze del nuovo modello di cartella di pagamento

 

15) Emendamento per ripristinare le vecchie regole sull’accertamento con adesione

 

16) Equitalia scende in campo per recuperare le spese di giustizia

 

 

1) Modifica delle condizioni di un prestito obbligazionario e suo momento di efficacia

Le modifiche alle condizioni di un prestito obbligazionario devono necessariamente essere approvate sia dalla società, tramite l’organo legalmente o statutariamente competente, sia dall’assemblea degli obbligazionisti, senza che assuma alcun rilievo l’ordine di adozione delle due deliberazioni.

Le modifiche saranno efficaci solo dopo che sarà stata iscritta nel registro imprese la delibera della società ex art. 2436 c.c., (richiamato dall’art. 2410, comma 2, c.c.) e sia stata adottata la conforme delibera dell’assemblea degli obbligazionisti, ancorché non iscritta.

Tale ultima delibera, infatti, pur essendo soggetta a iscrizione nel registro imprese, acquista efficacia immediata, non potendosi ad essa applicare il disposto dell’art. 2436 c.c. per assenza di richiamo.

In mancanza del rappresentante comune, l’assemblea degli obbligazionisti può essere presieduta dal presidente della società o da altro soggetto nominato direttamente dagli intervenuti.

(Notariato del Triveneto, massima approvata nel 2010)

 

 

2) Azioni appartenenti a più soggetti in comproprietà: si applica la normativa per le società unipersonali

Partecipazione totalitaria in comproprietà: Nel caso in cui tutte le azioni rappresentanti l’intero capitale di una S.p.A. appartenga a più soggetti in un’unica comproprietà indivisa (ad esempio per subentro degli eredi del socio unico defunto), é opportuno applicare integralmente la normativa riferita alla “società unipersonale”.

Infatti, ai sensi dell’art. 2347, comma 1, c.c., nel caso di comproprietà di azioni, i diritti sociali non spettano “uti singuli” ai comproprietari, disgiuntamente tra loro, bensì congiuntamente al “gruppo”, che li può esercitare esclusivamente attraverso un rappresentante comune.

Così ad esempio non ci saranno tanti diritto di intervento all’assemblea, tanti diritti di voto o tanti diritti di impugnativa quanti sono i comproprietari della partecipazione, ma un unico diritto di intervento, un unico diritto di voto e un unico diritto di impugnativa da esercitarsi dai comproprietari congiuntamente per il tramite del rappresentante comune.

(Notariato del Triveneto, massima approvata nel 2010)

 

 

3) Conferimenti in natura: efficacia prima dell’iscrizione nel registro delle imprese della delibera di aumento di capitale

Conferimenti in natura con efficacia traslativa anteriore all’iscrizione nel registro delle imprese della delibera di aumento di capitale loro presupposto: Al fine di dare data certa ad una determinata operazione di conferimento in natura è possibile effettuare il conferimento con efficacia traslativa immediata, anteriore cioè all’iscrizione nel registro delle imprese della delibera di aumento di capitale sociale suo presupposto.

Ovviamente tale conferimento sarà immediatamente imputato a patrimonio e potrà essere imputato anche a capitale solo dopo che la delibera di aumento avrà acquisito efficacia ex art. 2436, comma 5, c.c., richiamato dall’art. 2480 c.c.

Inoltre, tali conferimenti sono sottoposti alla condizione risolutiva della mancata iscrizione della delibera di aumento loro presupposto nel registro imprese.

(Notariato del Triveneto, massima approvata nel 2010)

 

 

4) Srl: soggetti legittimati ad attuare il procedimento di decisione dei soci mediante consultazione o consenso scritto

Il codice civile non individua in alcun modo i soggetti legittimati ad attuare il procedimento di decisione dei soci mediante consultazione scritta o consenso scritto, né di rimettere tale individuazione all’autonomia statutaria.

Ne deriva che lo statuto può disciplinare con la più ampia autonomia la materia.

E’ così possibile attribuire il potere di attuare il procedimento di decisione mediante consultazione o consenso scritto ad uno o più amministratori e/o sindaci e/o soci.

In assenza di una specifica previsione statutaria la competenza spetterà ai medesimi soggetti cui la legge attribuisce il potere di determinare gli argomenti da sottoporre all’approvazione dei soci (art. 2479, comma 1, c.c.) e cioè ai singoli amministratori e a una maggioranza dei soci che rappresenti almeno un terzo del capitale sociale.

(Notariato del Triveneto, massima approvata nel 2010)

 

 

5) Srl: niente limiti allo statuto per l’approvazione di determinati argomenti

E’ inderogabile la facoltà di uno o più amministratori o del terzo del capitale sociale di sottoporre all’approvazione dei soci determinati argomenti.

La disposizione contenuta nell’art. 2479, comma 1, c.c., che attribuisce ad uno o più amministratori, ovvero a tanti soci che rappresentino almeno un terzo del capitale sociale, il potere di sottoporre all’approvazione dei soci determinati argomenti, integra un elemento tipico del modello Srl e come tale non è derogabile in senso limitativo dallo statuto.

E’ al contrario possibile che lo statuto attribuisca ad una maggioranza meno qualificata di soci (ad esempio un decimo del capitale), ovvero ad altri soggetti (ad esempio uno o più sindaci) il suddetto potere di sottoporre all’approvazione dei soci determinati argomenti.

(Notariato del Triveneto, massima approvata nel 2010)

 

 

6) Società: Si ricorre al tribunale in caso di inerzia a convocare l’assemblea dei soci su richiesta di 1/3

Inerzia dei soggetti legittimati a sollecitare la decisione dei soci o a convocare l’assemblea su richiesta del terzo del capitale: Nel caso di inerzia dei soggetti legittimati ad attuare il procedimento di decisione dei soci mediante consenso o consultazione scritta ovvero nel convocare l’assemblea se richiesti da tanti soci che rappresentino almeno un terzo del capitale (o la minor percentuale eventualmente determinata dallo statuto) sarà applicabile per analogia il rimedio giurisdizionale di cui all’art. 2367, comma 2, c.c., secondo cui se gli amministratori o i sindaci o il consiglio di sorveglianza o il comitato per il controllo sulla gestione non provvedano, il tribunale ordina la convocazione dell’assemblea.

Legittimità di una clausola statutaria che riconosca ad una minoranza il diritto di chiedere il rinvio dell’assemblea

Per la meritevolezza dell’interesse tutelato (per le società azionarie la disposizione contenuta nell’art. 2374 c.c.), è legittima una clausola statutaria che attribuisca ad una minoranza di soci, più o meno qualificata, la facoltà di richiedere il rinvio dell’assemblea di non oltre cinque giorni nel caso in cui si dichiarino insufficientemente informati sugli argomenti all’ordine del giorno.

In tal caso la nuova seduta si deve considerare una mera continuazione della prima e non richiederà un’autonoma convocazione.

(Notariato del Triveneto, massima approvata nel 2010)

 

 

7) Il palazzo storico non è prima casa: Per definizione è abitazione di lusso

L’immobile vincolato dal Ministero per i beni e le attività culturali va qualificato di lusso, con conseguente inapplicabilità delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.

(Commissione Tributaria Provinciale di Alessandria, Sentenza, Sez. I, 10/06/2010, n. 104 in Ipsoa del 21/09/2010)

 

 

8) Abuso del diritto: E’ l’Agenzia delle Entrate che deve dimostrare il risparmio fiscale dell’operazione “etichettata” come elusiva

L’Amministrazione finanziaria non può contestare alle aziende un abuso di diritto se, pur avendo provato la deviazione “dagli schemi contrattuali tradizionali”, non abbia però “documentato” il vantaggio fiscale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 20030 del 22 settembre 2010, che così frena sull’elusione fiscale.

Sono state perciò respinte le attese dell’Agenzia delle Entrate che aveva notificato un accertamento a un allevatore che, per evitare il prelievo comunitario sulle quote latte, avrebbe simulato dei contratti di soccida con altri allevatori.

Il principio

“In materia tributaria, integra gli estremi del comportamento abusivo quell’operazione economica che, tenuto conto sia della volontà delle parti implicate che del contesto fattuale e giuridico, ponga quale elemento predominante ed assorbente della transazione lo scopo di ottenere vantaggi fiscali, con la conseguenza che il divieto di comportamenti abusivi non vale più ove quelle operazioni possano spiegarsi altrimenti che con il mero conseguimento di risparmi di imposta. La prova sia del disegno elusivo sia delle modalità di manipolazione e di alterazione degli schemi negoziali classici, considerati come irragionevoli in una normale logica di mercato e perseguiti solo per pervenire a quel risultato fiscale, incombe sull’Amministrazione finanziaria”.

 

 

9) Contrasto al fenomeno delle imprese “apri e chiudi” e in perdita “sistemica”: attesa provvedimenti attuativi

Si attendono ancora i chiarimenti ufficiali sugli specifici controlli tributari e contributivi nei confronti delle imprese che cessano l’attività entro un anno dalla data di inizio.

Nonché sui controlli mirati previsti sulle imprese che presentano dichiarazioni in perdita fiscale, non determinata da compensi erogati ad amministratori e soci, per più di un periodo d’imposta e non abbiano deliberato o interamente liberato nello stesso periodo uno o più aumenti di capitale a titolo oneroso di importo almeno pari alle perdite fiscali stesse.

L’interpretazione letterale della norma sembra fare desumere che non saranno sottoposti a controllo quelle imprese che chiudono l’esercizio in perdita a causa del compenso corrisposto all’amministratore (o agli amministratori).

L’Agenzia delle Entrate eseguirà specifici controlli sulle posizioni dei soggetti che risultano aver percepito e non dichiarato redditi di lavoro dipendente ed assimilati sui quali, in base ai flussi informativi dell’Inps, risultano versati i contributi previdenziali e non risultano effettuate le previste ritenute.

 

 

10) Entro il 30 settembre, pensionati dichiarano i redditi da lavoro autonomo

Operazione necessaria per conguaglio quote non cumulabili.

L’Inps, con il messaggio n. 23710 del 21 settembre 2010, informa i titolari di pensione con decorrenza compresa entro l’anno 2009 – soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo per tale anno – che entro il 30 settembre 2010 sono tenuti a presentare una dichiarazione (modello mod. 503-Aut) con i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2009.

Questo per il calcolo del conguaglio sulle quote di pensione non cumulabili con i redditi di lavoro autonomo.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 23/09/2010)

 

 

11) Niente IVA sui proventi da usura: In virtù del principio di neutralità fiscale

Nonostante la sua natura illecita, l’attività di prestito ad usura non può essere assoggettata ad IVA poiché la corrispondente attività di concessione di prestiti in denaro a tassi non eccessivamente elevati è esente dall’imposta.

Il principio di neutralità fiscale non consente, in materia di riscossione dell’IVA, una distinzione generale tra operazioni lecite e operazioni illecite.

Così la Corte di Giustizia CE ha risolto la questione pregiudiziale sollevata dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 19618 del 2009.

(Ordinanza Corte Giust. CE 07/07/2010, in Ipsoa del 23/09/2010)

 

 

12) Cambi delle valute estere: le medie accertate per agosto

Sono le disposizioni del Tuir per le quali si rende necessario l’accertamento mensile del cambio delle valute estere da parte dall’Agenzia delle Entrate.
Pubblicato sul sito delle Entrate il provvedimento del 21 settembre relativo al mese di agosto 2010.

(Notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 23/09/2010)

 

 

13) Obblighi del datore di lavoro sulle modalità di tenuta e vidimazione del registro infortuni

Quali sono gli obblighi del datore di lavoro in ordine alle modalità di tenuta e vidimazione del registro infortuni?

Il Ministero del Lavoro ha risposto nelle FAQ dedicate: Risposta a quesito del 1 settembre 2010.

In attesa dell’emanazione del nuovo Decreto Interministeriale di cui all’art. 8, comma 4, del D.Lgs. n. 81/2008, anche noto come “Testo unico di salute e sicurezza sul lavoro”, sono soggette alla tenuta del registro infortuni tutte le aziende che ricadono nella sfera di applicazione dello stesso.

Tale registro deve essere redatto conformemente al modello approvato con D.M. 12 settembre 1958 (come modificato dal D.M. 5 dicembre 1996), istitutivo dello stesso e tuttora in vigore, vidimato presso l’A.S.L. competente per territorio e conservato, a disposizione dell’organo di vigilanza, sul luogo di lavoro.

In particolare, viene precisato che, nel caso di attività di breve durata, caratterizzata da mobilità, o svolta in sedi con pochi lavoratori e prive di adeguate strutture amministrative, l’obbligo in questione si ritiene assolto anche nell’ipotesi in cui il registro in esame sia tenuto nella sede centrale dell’impresa, sempre che tali attività non siano dislocate oltre l’ambito provinciale.

Nel caso in cui, invece, si tratti di imprese che svolgono attività prevalentemente fuori della propria sede per un periodo non breve ogni unità produttiva deve conservare un proprio registro che deve far vidimare dall’A.S.L. territorialmente competente.

In ogni caso, al fine di rendere meno gravosa la suddetta incombenza il D.M. del 10 agosto 1984, integrativo del su richiamato D.M. del 1958, ha introdotto la facoltà per i datori di lavoro di utilizzare sistemi automatizzati di rilevazione, elaborazione e registrazione dei dati del registro infortuni mediante l’utilizzo di schede individuali conformi al modello riportato in allegato al decreto stesso.

Anche in questo caso le schede utilizzate devono essere preventivamente vidimate dalla A.S.L. competente per territorio.

Per le aziende che utilizzano procedure automatizzate, previa autorizzazione, è ammesso l’accentramento delle registrazioni presso unità aziendali dotate di adeguate strutture amministrative.

L’autorizzazione all’accentramento dovrà essere richiesta allo scrivente Ministero.

L’art. 53, comma 6, del T.U., poi, prevede che le disposizioni riguardanti i registri degli infortuni e degli agenti cancerogeni e biologici non saranno più in vigore dopo sei mesi dall’emanazione del decreto interministeriale (previsto, come si diceva, dall’art. 8 del D.Lgs. 81/2008) per la realizzazione ed il funzionamento del Servizio informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP).

(Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, documento del 23/09/2010)

 

 

14) Dogane: Approvate le avvertenze del nuovo modello di cartella di pagamento

Come è noto, con il provvedimento del 20/03/2010 le avvertenze del modello della cartella di pagamento, per le somme iscritte a ruolo dall’Agenzia delle Entrate, hanno subito una notevole revisione (non solo dei contenuti).

Adesso hanno subito altrettante modifiche le “Avvertenze” relative alle tipologie di somme iscritte a ruolo dall’Agenzia delle Dogane, al fine di fornire al contribuente informazioni più puntuali e di facile comprensione.

Ciascun foglio “Avvertenze” contiene, infatti, le principali indicazioni relative alle modalità di richiesta di riesame del ruolo in autotutela, di presentazione del ricorso avverso la cartella nonché di richiesta di sospensione del pagamento.

In particolare, la sezione dedicata a “Quando e come presentare ricorso” contiene le informazioni relative all’autorità da adire (Commissione Tributaria, organo estero competente) nonché alle modalità di presentazione del ricorso avverso il ruolo e/o la cartella.

Una terza sezione è dedicata alla richiesta di sospensione del pagamento formulabile dal contribuente che propone ricorso, sia in sede amministrativa che giudiziale, con l’indicazione della specifica disciplina applicabile a seconda che si tratti di somme costituenti dazi doganali o crediti sorti in un altro Stato membro dell’Unione Europea.

Per l’avvio della nuova cartella di pagamento è ormai vicino lo start.

Le cartelle dovranno essere adottate per tutti i ruoli che si sono formati a partire dal 30 settembre 2010.

(Direttore dell’Agenzia delle Entrate, provvedimento 20/09/2010 pubblicato il  23 settembre 2010)

 

 

15) Emendamento per ripristinare le vecchie regole sull’accertamento con adesione

Sul problema del ritorno alla fideiussione sulle rate sotto i 50mila euro in caso di accertamento con adesione (si veda l’articolo sulle novità fiscali del 22 settembre 2010), le Entrate sono intervenute con una nota urgente diramata agli uffici regionali e provinciali.

La nota, in attesa di apposito emendamento parlamentare, ha invitato tutti gli uffici locali a continuare a fare riferimento in tutti i casi alle regole introdotte a marzo dal D.L. incentivi.

Quindi, a non richiedere la fideiussione se l’importo da rateizzare è inferiore a 50mila euro.

 

 

16) Equitalia scende in campo per recuperare le spese di giustizia

È stata firmata il 23 settembre 2010 a Roma la convenzione tra Ministero della

Giustizia ed Equitalia Giustizia per la riscossione delle spese relative ai procedimenti giudiziari.

In base all’accordo, Equitalia Giustizia avvierà le attività per gestire l’intero iter di recupero dei crediti relativi alle sanzioni pecuniarie e alle spese processuali e di custodia maturati dall’Erario.

Equitalia Giustizia provvederà all’acquisizione dei dati anagrafici del debitore, alla quantificazione del credito e alla successiva fase di iscrizione a ruolo.

Spetterà poi agli agenti della riscossione del Gruppo Equitalia attivare le procedure operative per il recupero delle somme contestate dagli uffici giudiziari.

Questo insieme di attività va ad aggiungersi all’altra importante mission affidata a Equitalia Giustizia che consiste nella gestione del FUG (Fondo Unico Giustizia) in cui, da oltre un anno, confluiscono le somme di denaro e dei proventi sottratti alla criminalità organizzata.

«L’accordo siglato oggi – ha commentato Carlo Lassandro, amministratore delegato di Equitalia Giustizia – consente di mettere a frutto le sinergie del Gruppo Equitalia per recuperare le somme evase anche nel settore della giustizia.

Puntiamo a raggiungere risultati importanti per restituire risorse significative al bilancio dello Stato e alla collettività».

(Equitalia, comunicato stampa del 23 settembre 2010)

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 


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