Novità fiscali del 20 settembre 2010: codice del processo amministrativo: le principali novità; giudicato fiscale: si estende alle liti su altre annualità; Commercialista, amministratore o membro di collegio sindacale, non è soggetto ad IRAP; Tremonti-ter: rientrano nell’ambito degli investimenti agevolabili anche i misuratori fiscali e loro accessori ;compensazione Iva sopra € 15 mila: i comuni fanno firmare i propri Modelli Unico dal revisore che vale come visto di conformità

 






 


Indice:


 


1) Giudicato fiscale: si estende alle liti su altre annualità


 


2) Il Commercialista, amministratore o membro di collegio sindacale, non è soggetto ad IRAP


 


3) Neo provvedimenti del CDM


 


4) Codice del processo amministrativo: Le principali novità


 


5) Tremonti-ter: Rientrano nell’ambito degli investimenti agevolabili anche i misuratori fiscali e loro accessori


 


6) Compensazione Iva sopra € 15 mila: i comuni fanno firmare i propri Modelli Unico dal revisore che vale come visto di conformità


 


7) Congresso dei Commercialisti a Napoli per un paese migliore


 


 


1) Giudicato fiscale: si estende alle liti su altre annualità


L’accertamento su un fatto compiuto da una sentenza passata in giudicato estende la sua efficacia anche ad altri giudizi relativi a differenti periodi di imposta se l’accertamento riguarda un punto fondamentale e decisivo per entrambe le cause.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la decisione n. 19615 del 16 settembre 2010.


Nel caso di specie sono state contestate ad un artigiano violazioni relative a più periodi di imposta sui medesimi fatti.


Per uno di questi periodi la sentenza, essendo divenuta definitiva, è stato ritenuto che possa avere efficacia anche per gli altri periodi su cui sono in corso ancora gli accertamenti.


La Corte Suprema, in precedenza sulla questione si era espressa in senso opposto, invocando l’autonomia di ciascun periodo di imposta.


 


 


2) Il Commercialista, amministratore o membro di collegio sindacale, non è soggetto ad IRAP


La Corte di Cassazione, con la decisione n. 19607 del 16 settembre 2010,  ha stabilito che il Commercialista che percepisce compensi come amministratore o membro di collegio sindacale non è soggetto ad IRAP. Non rileva il fatto che i compensi percepiti siano molto elevati.


In particolare, la Corte ha precisato che l’assoggettamento all’IRAP non è legittimo, tranne che detto Commercialista per svolgere detti incarichi non si avvalga di dipendenti o collaboratori


Quindi, il Commercialista non paga l’IRAP sui compensi, anche molto alti, che percepisce in qualità di amministratore o membro di un collegio sindacale.


Riguardo alla definizione ed all’individuazione degli elementi che debbono concorrere all’esistenza del presupposto dell’IRAP nei confronti degli esercenti attività libero-professionali, la giurisprudenza di legittimità è ferma nell’escludere che esso possa essere ravvisato nelle fattispecie in cui sia del tutto assente, come nel caso di specie, qualsiasi elemento di organizzazione autonoma.


Tra le tante, la sentenza n. 3678 del 2007, afferma: “Esemplificativamente il giudice di merito dovrà ricercare i dati di riscontro del presupposto impositivo attraverso l’autodichiarazione del contribuente ovvero la certificazione dell’Anagrafe tributaria in possesso dell’Amministrazione finanziaria soffermandosi sul dettaglio riportato nelle pertinenti sezione del Quadro RE … Di conseguenza laddove non sia segnalata la presenza di dipendenti e/o di collaboratori o l’impiego di beni strumentali al di là di quelli indispensabili alla professione e di normale corredo del lavoratore autonomo … la Commissione adita … (sarà indotta) a riscontrare l’assenza di una organizzazione produttiva tassabile ai fini IRAP”.


Invece, il requisito della autonoma organizzazione sussiste tutte le volte in cui il contribuente eserciti l’attività di lavoro autonomo avvalendosi di dipendenti non occasionali.


Anche l’attività di revisore contabile, per sua natura, non rientra nel campo di applicazione dell’Irap (Commissione Tributaria Provinciale di Novara, sentenza n. 4/1/2010), nel suo svolgimento, infatti, l’attività di controllo non richiede il ricorso ad un’organizzazione o la collaborazione di terze persone.


Il revisore contabile partecipa personalmente alla vita societaria a cui è estraneo nello svolgimento pratico.


Il suo compito è quello di verificare il lavoro di altri, servendosi della sua esperienza e capacità.


 


 


3) Neo provvedimenti del CDM


La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha comunicato (Consiglio dei Ministri n.106 del 17/09/2010) di avere approvato i seguenti provvedimenti:


– un Decreto Legislativo che in attesa dell’attuazione della disciplina delle città metropolitane detta norme transitorie per Roma Capitale.


La differenziazione del ruolo della Capitale d’Italia dagli altri Comuni, motivata dall’essere sede degli Organi costituzionali nonché di Rappresentanze diplomatiche presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le Istituzioni internazionali, implica particolari profili di governance del territorio della città, in attuazione all’articolo 114, comma terzo, della Costituzione, che riserva a legge dello Stato il compito di definirne l’ordinamento. Sul testo è stata sancita l’intesa in sede di Conferenza unificata e sono stati acquisiti i pareri, integralmente recepiti, delle Commissioni parlamentari;


– un Disegno di Legge per la riforma del sistema portuale che adegua la legge vigente in materia (n. 84 del 1994) alle nuove sfide dell’economia globale, in considerazione del significativo cambiamento della realtà del settore negli ultimi anni. Il baricentro della produzione si è spostato verso i Paesi orientali e Cina, India e Giappone contribuiscono oggi in gran parte alla crescita del prodotto mondiale con traffici che in mare hanno l’unica via concretamente ed economicamente percorribile per far giungere le merci sui mercati. La riforma della legislazione portuale è volano per il superamento della crisi del settore dei trasporti, una rilevante emergenza nazionale, amplificata dalla sfavorevole congiuntura economica, che ha accentuato il divario già esistente con gli altri Paesi del Mediterraneo e del Nord Europa, aumentando il gap di competitività, in particolare nel settore della logistica e dell’intermodalità. Il disegno di legge rivede la classificazione dei porti e ne prevede i piani regolatori, innova la normativa in materia di Autorità portuali e marittime, interviene sulla disciplina del lavoro temporaneo e sulla concessione di banchine ed aree, riconversione e riqualificazione di aree portuali. Sul testo si è favorevolmente espressa la Conferenza unificata;


– un Disegno di Legge che sviluppa e riordina la materia del controllo sull’esportazione e sul trasferimento dei prodotti per la difesa, salvaguardando rigorosamente i principi della normativa in vigore (legge n. 185 del 1990) ed introducendo semplificazioni normative e procedurali tali da rendere le norme più consone alle mutate esigenze del comparto per la difesa e la sicurezza, sia istituzionale che industriale; rimangono immutati i controlli già previsti, oggi ulteriormente rafforzati con l’introduzione di sanzioni amministrative. Il disegno di legge recepisce la direttiva 43 del 2009 ed ulteriori indirizzi espressi in sede europea, in un’ottica di semplificazione delle procedure di controllo sull’interscambio dei prodotti per la difesa; disciplina le operazioni attualmente non contemplate dalla legislazione vigente, come la delocalizzazione produttiva, la costituzione di società transnazionali e scambi estero su estero (attività di intermediazione); snellisce procedure mirando, soprattutto, a semplificare le movimentazioni verso i Paesi membri dell’UE e della NATO ovvero inerenti i Programmi di coproduzione intergovernativa. Per il raggiungimento di tale obiettivo è prevista la riorganizzazione delle strutture deputate al rilascio dell’autorizzazione nelle varie fasi procedurali attraverso la creazione di un “sportello unico”. Il processo di integrazione europeo nel campo della difesa e la progressiva razionalizzazione e ristrutturazione dell’industria europea hanno portato negli ultimi anni ad un forte aumento dell’interscambio di sottosistemi e componenti militari e dei programmi di collaborazione intergovernativa per lo sviluppo e la produzione di equipaggiamenti per la difesa, un cambiamento che ha reso inadeguato il quadro normativo italiano, concepito negli anni precedenti la caduta del muro di Berlino, l’avvio della costruzione dell’Europa della difesa, l’attentato dell’11 settembre 2001 ed i conseguenti cambiamenti del quadro strategico. Il disegno di legge ratifica altresì un emendamento alla legge (n.148 del 2003) che ha ratificato un Accordo quadro inteso ad agevolare la ristrutturazione dell’industria europea della difesa;


– un Disegno di Legge che promuove la realizzazione di impianti golfistici, definendone i requisiti ed incentivando la costruzione di strutture ricettive turistico-alberghiere collegate ai campi;


– un Regolamento per il riordino strutturale dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, che razionalizza gli organi deputati alle attività di indirizzo, amministrazione, gestione e controllo, al fine di conseguire economie d’impiego ed incrementare l’efficienza e qualità dei servizi. Sul testo si sono espressi il Consiglio di Stato e le Commissioni parlamentari, tra cui quella per la semplificazione normativa;


– uno schema di regolamento per la riorganizzazione degli Uffici di diretta collaborazione nonché dell’organismo indipendente di valutazione della performance, sul quale esprimeranno parere il Consiglio di Stato e le Commissioni parlamentari;


– uno schema di regolamento teso a valorizzare le funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco quale struttura dello Stato ad ordinamento civile deputata alla tutela dell’incolumità e del soccorso pubblico, in particolare nell’ambito del soccorso tecnico urgente e della prevenzione incendi, nonché, per gli aspetti tecnici, della protezione civile e difesa civile, attraverso la disciplina del servizio, e degli istituti ad esso connessi. Il testo verrà trasmesso al Consiglio di Stato per il parere;


– un Decreto presidenziale per l’esecuzione del Regolamento comunitario n.1060 del 2009 relativo alle agenzie di rating del credito; il decreto individua nella Consob l’Autorità competente per i fini disciplinati dal Regolamento stesso, nonché per l’esercizio dei poteri e l’adozione delle misure di vigilanza uniformate in sede europea;


– uno schema di decreto legislativo, sul quale verranno acquisiti i pareri prescritti, per il recepimento delle direttive n. 4 e 5 del 2009; il provvedimento rafforza il sistema dei controlli delle imprese del settore dei trasporti su strada prevedendo misure tese a prevenire la contraffazione dei tachigrafi.


Nell’ambito dei rapporti fra lo Stato e le Confessioni diverse da quella cattolica ed al fine di definirne organizzazione e funzionamento, sono stati approvati gli statuti della Chiesa cristiana biblica, con sede in Mirano (Venezia), della Associazione religiosa della Chiesa evangelica della riconciliazione, con sede a Caserta, della Chiesa cristiana evangelica PRO.CU.OR.E , con sede in Chieti; è stato inoltre dichiarato estinto l’ente Congregazione cristiana evangelica italiana, con sede in Genova.


Il Consiglio ha deliberato lo stato d’emergenza nei comuni di Atrani e Scala (Salerno) per gli eventi atmosferici eccezionali che si sono verificati nei giorni scorsi. Al fine di completare gli interventi di protezione civile in atto, è stato prorogato lo stato d’emergenza già dichiarato nella Regione del Veneto per gli eccezionali eventi meterorologici accaduti nel settembre 2007.


– rinnovo della composizione di parte statale della Commissione di coordinamento del sistema pubblico di connettività, istituita dal Codice dell’amministrazione digitale.


Il Consiglio ha altresì esaminato talune leggi regionali, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione.


 


 


4) Codice del processo amministrativo: Le principali novità


Assonime, all’interno del proprio documento del 17 settembre 2010, riguardo al Codice del processo amministrativo, ne ha illustrato le seguenti novità:


Il 16/9/2010 è entrato in vigore il Codice del processo amministrativo, adottato con D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 (in G.U. del 7 luglio 2010, n. 156).


Il decreto contiene, oltre al Codice, anche 3 allegati relativi alle norme di attuazione del codice, alle norme transitorie e alle norme di coordinamento e abrogazioni.


Il Codice ha operato un riordino delle vigenti disposizioni sul processo amministrativo con l’obiettivo di assicurare snellezza, concentrazione ed effettività della tutela, garantire la ragionevole durata del processo nonché la razionalizzazione dei termini processuali, l’estensione delle funzioni istruttorie esercitate in forma monocratica e l’individuazione di misure, anche transitorie, di eliminazione dell’arretrato.


Esso è composto da 137 articoli suddivisi in cinque libri dedicati rispettivamente alle disposizioni di carattere generale, alla disciplina del processo di primo grado, delle impugnazioni, dell’ottemperanza e dei riti speciali e alle disposizioni finali.


Il provvedimento ha modificato numerosi aspetti del processo amministrativo.


Ecco di seguito alcune delle novità di maggiore rilievo.


Azione di condanna (art. 30)


Tutti i ricorsi con i quali si impugna un provvedimento amministrativo o si lamenta l’omissione di un’attività amministrativa possono contenere l’azione di risarcimento danni.


Nei casi di giurisdizione esclusiva, l’azione di condanna può essere presentata anche in via autonoma.


Se non si chiede l’annullamento di un provvedimento, la domanda di risarcimento danni deve essere proposta entro 120 giorni dal giorno in cui il fatto si è verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento; se invece è stata proposta l’azione di annullamento, la domanda risarcitoria può essere formulata nel corso del giudizio o sino a 120 giorni dal passaggio in giudicato della relativa sentenza.


Competente a decidere sulla domanda risarcitoria è il giudice amministrativo sia nel caso di lesione di interessi legittimi, sia, nelle materie di giurisdizione esclusiva, di diritti soggettivi.


Nel determinare il risarcimento del danno il giudice valuta tutte le circostanze di fatto e il comportamento delle parti e comunque esclude il risarcimento dei danni che si sarebbero potuti evitare usando l’ordinaria diligenza, anche attraverso l’esperimento degli strumenti di tutela previsti.


Procedimento cautelare (artt. 55, 56 e 61)


Per il procedimento cautelare il codice prevede tre tipologie diverse:


Le misure cautelari collegiali, le misure cautelari monocratiche e le misure cautelari anteriori alla causa.


Secondo la forma ordinaria, l’istanza cautelare collegiale è presentata quando sussiste un pregiudizio grave e irreparabile tale da non consentire di aspettare la decisione sul ricorso.


La domanda cautelare è improcedibile fino a quando non viene presentata l’istanza di fissazione dell’udienza di merito.


Essa è discussa in camera di consiglio venti giorni dopo l’ultima notificazione e dieci giorni dopo il deposito del ricorso.


L’ordinanza con cui è disposta la misura cautelare fissa la data di discussione del ricorso nel merito.


Prima della trattazione della domanda cautelare da parte del collegio, in caso di estrema gravità ed urgenza tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio, il ricorrente può chiedere al presidente del tribunale amministrativo regionale di disporre misure cautelari provvisorie.


Il decreto che accoglie la richiesta di misure cautelari provvisorie è efficace fino alla data della camera di consiglio.


Il decreto perde efficacia se il collegio non provvede sulla domanda cautelare nella camera di consiglio nei termini previsti.


In caso di eccezionale gravità e urgenza, tale da non consentire neppure la notificazione del ricorso e la domanda di misure cautelari provvisorie, il soggetto legittimato al ricorso può proporre istanza per l’adozione di misure che appaiono indispensabili durante il tempo occorrente per la proposizione del ricorso di merito e della domanda cautelare in corso di causa.


Il provvedimento di accoglimento dell’istanza perde effetto se entro 15 giorni dalla sua emanazione non viene notificato il ricorso con domanda cautelare ed esso non è depositato nei successivi 5 giorni con istanza di fissazione dell’udienza.


In ogni caso le misure cautelari anteriori alla causa perdono effetto decorsi 60 giorni dalla loro emissione.


I mezzi di prova (artt. 63-69)


Tra le novità in tema di mezzi di prova:


L’introduzione della prova testimoniale in forma scritta (art. 63, comma 3) e una disciplina puntuale per la consulenza tecnica d’ufficio e la verificazione.


Tali mezzi di prova possono essere disposti solo dal collegio e demandati ad ausiliari ovvero a organi o enti estranei al giudizio; la verificazione non è mai ammissibile in relazione a fatti rilevanti per la determinazione del danno risarcibile (artt. 66 e 67).


Norme finali (artt. 133-137)


Il codice elenca le controversie devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo: Sono comprese tra l’altro le controversie aventi ad oggetto tutti i provvedimenti, compresi quelli sanzionatori ed esclusi quelli inerenti ai rapporti di impiego privatizzati, adottati dalle autorità amministrative indipendenti (art. 133, comma 1, lett. j).


Inoltre il codice contiene un elenco delle materie nelle quali la cognizione del giudice amministrativo è estesa anche al merito.


Tra esse rientrano in particolare le sanzioni pecuniarie la cui contestazione è devoluta alla giurisdizione del giudice amministrativo, comprese quelle applicate dalle autorità amministrative indipendenti (art. 134, comma 1, lett. c).


Infine il codice ha indicato le controversie devolute alla competenza inderogabile del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, sede di Roma.


(Assonime, nota del 17/09/2010)


 


 


5) Tremonti-ter: Rientrano nell’ambito degli investimenti agevolabili anche i misuratori fiscali e loro accessori


Agevolazione “larga” per gli investimenti in macchinari: Rientrano nell’ambito della Tremonti-ter anche i misuratori fiscali.


Si tratta del beneficio previsto dal D.L. n. 78/2009 che consente di sottrarre dalla tassazione del reddito d’impresa un importo pari al 50% degli investimenti in nuovi macchinari e apparecchiature, effettuati dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2010.


Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 91/E del 2010, la quale ha, inoltre, specificato che alcuni beni sono agevolabili, anche se non rientrano nella divisione 28 della tabella Ateco 2007, a condizione che siano compresi nell’investimento complessivo.


È il caso di tubi, canali, quadri, cablaggi elettrici e relativo sistema di controllo, in quanto essenziali per gli impianti di condizionamento, purché questa circostanza sia riscontrabile in sede di accertamento.


La Tremonti-ter accoglie, quindi, sia i registratori di cassa sia gli investimenti per i beni essenziali al loro funzionamento come, ad esempio, scanner per la lettura dei codici a barre o self scanning utilizzato autonomamente dai consumatori per individuare il prezzo di un prodotto.


Senza questi accessori, infatti, i misuratori fiscali non potrebbero essere utilizzati.


Inoltre, rientra nell’ambito degli investimenti agevolabili la creazione di impianti di riscaldamento e raffreddamento.


 


 


6) Compensazione Iva sopra € 15 mila: i comuni fanno firmare i propri Modelli Unico dal revisore che vale come visto di conformità


Per gli enti locali la firma del revisore (o dei revisori), nel Modello Unico, vale come visto di conformità.


Per ottenere il via libera alla compensazione dei crediti Iva superiori ai 15 mila euro i comuni possono fare firmare la propria dichiarazione dei redditi dall’organo di revisione (collegiale o singolo).


Questa certificazione presuppone, infatti, gli stessi controlli e ha quindi la stessa valenza giuridica del visto di conformità.


Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 90/E del 2010.


La vigilanza esercitata dal collegio dei revisori (o dal revisore singolo nei Comuni più piccoli), prevista dall’art. 234 del Testo unico degli enti locali, assicura la stessa funzione di garanzia – relativamente alla regolarità contabile e finanziaria dell’ente – che, per le società di capitali, è attribuita a revisori, società di revisione e collegio sindacale.


Conseguenza di tale equiparazione è la “sufficienza” della sottoscrizione della dichiarazione (proprio come avviene per i soggetti Ires) da parte dell’organo che, per l’ente locale, esercita la descritta revisione economico-finanziaria.


Tale interpretazione fatta dall’Agenzia delle Entrate è corroborata dal parere reso dalla Corte dei Conti (n. 305/2010 della sezione Lombardia), i cui giudici, seppur incidentalmente, hanno precisato che il collegio dei revisori ha il compito di “asseverare” i conti dell’ente locale presso cui esercitano la loro funzione.


Proprio, cioè, quella garanzia di corrispondenza tra contabilità e risultati comunicati all’Amministrazione cui il D.L. n. 78 del 2009 ha subordinato la possibilità di compensare i crediti Iva superiori a 15 mila euro.


 


7) Congresso dei Commercialisti a Napoli per un paese migliore


“Per un Paese migliore”: è il titolo del 2° Congresso nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in programma a Napoli dal 21 al 23 ottobre 2010, presso la Mostra d’Oltremare, presentato il 17/9/2010  nel corso di una confrenza stampa alla quale hanno partecipato il presidente del Consiglio nazionale, Claudio Siciliotti e quello dell’Ordine di Napoli, Achille Coppola.


Tremila partecipanti previsti, tre giorni di confronto e un programma fittissimo, con esponenti di spicco delle istituzioni, della politica e del mondo accademico, nei quali saranno avanzate idee e proposte su economia, finanza, mercato del lavoro.


Fisco, federalismo fiscale, controllo dei conti, conciliazione e mediazione civile, green economy, quote di genere, riforma delle professioni saranno i temi al centro dei dibattiti. Dodici sessioni di lavoro, di cui quattro dedicate ai “progetti”, quattro alle “idee” e quattro alle “esperienze”.


Una formula innovativa grazie alla quale i commercialisti italiani contano di fornire al Paese una serie di proposte concrete e quattro progetti di legge “chiavi in mano”, da sottoporre al’attenzione del Parlamento, relativi all’upgrade istituzionale dello statuto del contribuente, alla certificazione della capacità di credito delle PMI, alla creazione di istituti volti a consentire la ristrutturazione dei debiti anche per i soggetti “non fallibili” e alle società di lavoro professionale. Oltre ai “progetti”, molte anche le sollecitazioni che verranno dalle sessioni rispettivamente riservate ad “idee” ed  “esperienze”, con un attenzione particolare, tra l’altro, all’impegno civile della categoria.


(CNDCEC, nota del 17/09/2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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