Novità fiscali del 16 settembre 2010: amministratore che induce a comprare quote societarie a prezzi di “favore”: commette il reato di bancarotta fraudolenta; ricorso introduttivo del processo tributario: niente bollo aggiuntivo; le associazioni sportive che intendono esercitare attività commerciale, per aprire la partita Iva, devono utilizzare “ComUnica”; “ComUnica”: chiarimenti da Unioncamere per le operazioni straordinarie e per i curatori; procedimenti amministrativi avviati d’ufficio o su istanza: fissati i termini per la loro conclusione; studi di settore su base regionale: osservatori abbigliamento e calzature “su misura”

 






 


Indice:


 


1) Amministratore che induce a comprare quote societarie a prezzi di “favore”: Commette il reato di bancarotta fraudolenta


 


2) Ricorso introduttivo del processo tributario: niente bollo aggiuntivo


 


3) Le associazioni sportive che intendono esercitare attività commerciale, per aprire la partita Iva, devono utilizzare “ComUnica”


 


4) “ComUnica”: chiarimenti da Unioncamere per le operazioni straordinarie e per i curatori


 


5) Procedimenti amministrativi avviati d’ufficio o su istanza: Fissati i termini per la loro conclusione


 


6) Società a partecipazione pubblica e manovra estiva: indagine Corte dei Conti sulle partecipazioni dei comuni


 


7) Studi di settore su base regionale: Con gli Osservatori abbigliamento e calzature “su misura”


 


8) Notizie in breve


 


 


1) Amministratore che induce a comprare quote societarie a prezzi di “favore”: Commette il reato di bancarotta fraudolenta


Rientra nel reato di bancarotta fraudolenta l’operato svolto dall’amministratore di società nell’indurre ad acquistare le quote societarie con pagamento del prezzo in contanti a favore dei soci titolari della partecipazione, con valore nettamente inferiore al prezzo corrisposto dalla società.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 27610 del 2010.


Il fatto


Tizio, è risultato imputato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale (aggravata dal danno di rilevante entità) in relazione al fallimento di  X S.r.l.


La condotta censurata é consistita nell’avere indotto la X S.r.l. ad acquistare le quote (RV Srl., capogruppo del novero societario a base familiare), con pagamento del prezzo in contanti a favore dei soci titolari della partecipazione (tra cui anche Tizio ed i suoi familiari), il cui valore era nettamente inferiore al prezzo corrisposto dalla società, già gravata da una situazione di decozione.


E’ stato, peraltro, rilevato l’ingiustificato depauperamento del patrimonio della fallita per la semplice ragione che la partecipazione in RV, acquistata a considerevole prezzo presso i soci, che la detenevano, nulla o ben poco valeva. All’esborso del denaro non corrispose, dunque, equipollente integrazione della sfera patrimoniale della società fallita.


L’ipotesi è unicamente quella che X srl spese il denaro che le era pervenuto e che si era confuso con il suo patrimonio, creando una passività verso la finanziatrice.


La Decisione della Suprema Corte


La Cassazione ha rilevato che comunque l’esborso del denaro per soddisfare gli acquirenti delle quote societarie cagionò diminuzione del patrimonio societario della fallita, senza utilità per la stessa.


Né l’ipotesi che l’operazione si sia tradotta in una mera apparenza negoziale, come aveva affermato il ricorrente (senza, peraltro, giungere a compiuta dimostrazione dell’assunto) contrasta con la realità dei mezzi di pagamento da una società alle mani dei soci, il che attesta trasferimento effettivo di ricchezza.


Non viene consentito alludere – quale provvista su cui i soci possono legittimamente rivalersi – al pregresso versamento in c/capitale, effettuato dai soci di X. srl.


Infatti, in tema di versamento dei soci in c/capitale, l’apporto in discorso rappresenta accredito di denaro indisponibile ai soci, in quanto conferimento di capitale di rischio, che non genera pretesa esigibile dai soci nei confronti della società, potendo invece esser loro restituiti soltanto per effetto dello scioglimento della società.


Pertanto, secondo la Suprema Corte, la compensazione dell’asserito debito societario verso i soci, che si giovi di detta provvista è, dunque, operazione che concreta distrazione fraudolenta. Inoltre, ha rilevato il capitale era comunque eliso da perdite.


 


 


2) Ricorso introduttivo del processo tributario: niente bollo aggiuntivo


Se l’istanza di trattazione in pubblica udienza in commissione tributaria viene richiesta insieme con il ricorso o l’appello non occorre apporre alcun bollo aggiuntivo rispetto a quanto già assolto per l’altro atto.


E’ questo il chiarimento saliente contenuto nella risoluzione 82/E del 2010, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha risolto un dubbio spesso ricorrente sia tra professionisti che si interessano di contenzioso fiscale sia tra gli addetti della stessa amministrazione finanziaria.


La suddetta risoluzione ha chiarito la corretta applicazione dell’imposta di bollo sulle istanze di discussione in pubblica udienza contenute:


– nel ricorso induttivo del processo;


nel ricorso in appello;


– in altri atti processuali.


La casistica relativa all’istanza di discussione in pubblica udienza contenuta nel


ricorso introduttivo del processo, nel ricorso in appello ovvero in altri atti processuali, rientra nelle disposizioni del punto 15 del comma 3 dell’art. 13 del D.P.R. n. 642/1972, che comporta il pagamento di un’unica imposta di bollo. Difatti, l’atto si presenta come formalmente unitario, poiché redatto in unico contesto.


 


 


3) Le associazioni sportive che intendono esercitare attività commerciale, per aprire la partita Iva, devono utilizzare “ComUnica”


Gli enti non commerciali, qualora svolgano anche attività commerciale (sia pure connesse agli scopi statutari istituzionali) sono tenute ad iscriversi presso il REA, tenuto dalle Camere di Commercio, e, quindi, devono aprire la posizione Iva utilizzando il sistema informatico camerale denominato “ComUnica”.


Viceversa, possono continuare ad utilizzare il canale (cartaceo o informatico) dell’Agenzia delle Entrate, per aprire o variare la partita Iva, solo pochissimi soggetti, tra cui i professionisti (soggetti Iva) che non hanno l’obbligo di iscrizione al Registro Imprese o al REA.


Pertanto, le associazioni sportive dilettantistiche (o altri enti non commerciali) che intendono svolgere attività a carattere commerciale, pur non acquisendo lo status di imprese, sono tenute all’iscrizione nel Registro delle notizie economiche e amministrative (REA) tenuto presso le Camere di Commercio.


Tuttavia, occorre segnalare che il Ministero dello Sviluppo Economico con la nota, protocollo 0042276, del 04/11/2008, ha precisato che i soggetti obbligati ad iscriversi solo al REA (ad es. associazioni, fondazioni, altri enti) non sono tenuti all’utilizzo di “ComUnica”.  


Adesso, a partire dal 1/4/2010, per i soggetti tenuti all’iscrizione nel REA, le comunicazioni di inizio attività con apertura partita Iva, variazione dati e cessazione attività, vanno effettuate presentando la “Comunicazione Unica” allo Sportello Unico istituito presso le Camere di Commercio, anche nel caso in cui si dovesse solo compiere la dichiarazione anagrafica ai fini IVA.


Possono, invece, continuare ad aprire la partita Iva presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate, i soggetti Iva che non hanno l’obbligo di iscrizione al Registro Imprese o al REA (es. i lavoratori autonomi senza obbligo di iscrizione al REA).


“ComUnica” è un documento informatico composto da più parti che possono essere costituite da informazioni compilate, distinte di presentazione ed allegati.


Contenuto:






– Modello ComUnica (CUI).


– Domanda di Denuncia al Registro delle Imprese (iscrizione, modifica, cessazione).


– Dichiarazioni Agenzia delle Entrate (iscrizione, modifica, cessazione).


– Istanze Inps


– Istanze Inail


– Istanze Albo Imprese Artigiane.


– Modelli Ministero Lavoro.


L’invio telematico della pratica “Comunica”, avviene con le nuove tecnologie (compresa la cd. “Superfirma digitale”) che devono utilizzare i soggetti interessati. In alternativa, è possibile delegare gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili (soggetti dotati di firma digitale).


Tali professionisti procedono all’invio (avendo ricevuto debita procura speciale, con firma non autenticata oppure) nella sola veste di intermediari per la trasmissione della pratica giacché utilizzatori di Telemaco.


Per gli atti da presentare al Registro delle Imprese, infatti, solo i “Commercialisti” possono apporre la firma digitale in luogo degli imprenditori in maniera semplificata, mentre ne sono esclusi tutti gli altri intermediari che possono farlo solo con la procura notarile (Ministero dello Sviluppo Economico parere n. 107411 del 16 agosto 2010).


Modello di procura speciale utilizzabile solo per firma della distinta del modello principale


Lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico, con un altro parere n. 107402 sempre del 16 agosto 2010, ha fornito altri chiarimenti in merito alle modalità di sottoscrizione della pratica della Comunicazione unica, la nuova procedura prevista dall’art. 9 del D.L. n. 7/2007, che consente di espletare con una singola comunicazione al Registro delle imprese tutti i principali adempimenti amministrativi previsti per l’avvio dell’attività di impresa ai fini pubblicitari, fiscali, previdenziali ed assistenziali.


Secondo il Ministero, il modello di procura speciale per la presentazione telematica della Comunicazione unica consente al professionista abilitato di sottoscrivere digitalmente la distinta relativa al modello di “ComUnica”, mentre per le distinte relative alle singole modulistiche allegate si applica la normativa di settore.


A tale riguardo, il Ministero ha osservato stavolta con il parere n. 101914 del 3 agosto 2010 che la Comunicazione Unica non è un vero e proprio modello elettronico unificato, ma si compone ancora di un insieme di file contenenti i vari modelli elettronici destinati alle singole Amministrazioni coinvolte.


Così, ai fini della procedura, l’interessato deve provvedere alla compilazione:
– del modello principale, quello della Comunicazione unica, che funge da “copertina” al fascicolo elettronico;


– della modulistica specifica per ogni ente coinvolto (tra cui, Agenzia delle Entrate, Registro delle imprese, INPS, INAIL).


Infine, il MSE ha evidenziato che tutte le distinte vanno sottoscritte digitalmente.


Tutti i file (corrispondenti ai modelli compilati) vengono poi importati in “ComUnica” e, quindi, inviati come un’unica pratica che va firmata digitalmente,  in particolare, devono essere sottoscritti con firma digitale tutti i file distinta, contenenti la rappresentazione di stampa del modello della Comunicazione unica e degli altri modelli destinati ai vari enti.


In tale contesto, si è inserita di recente la “SCIA”.


Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato la circolare n. 3637/C del 10 agosto 2010 fornendo le prime indicazioni in merito all’impatto sulle procedure di avvio di alcune attività regolamentate, della riformulazione dell’art. 19 della L. n. 241/1990 prevista dalla Legge 30/07/2010, n. 122.


Sono state fornite indicazioni in merito all’applicazione del regime della SCIA:
1) alle attività regolamentate (impiantistica, autoriparazione, pulizia e facchinaggio);
2) alle attività di intermediazione commerciale e di affari, di agente e rappresentante di commercio, di mediatore marittimo e di spedizioniere;
3) alle attività di vendita e di somministrazione di alimenti e bevande.


Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la citata circolare n. 3637/C del 10 agosto 2010 in merito alle attività di vendita e di somministrazione di alimenti e bevande ha precisato che le attività di commercio disciplinate dal D.Lgs. n. 59/2010 che, a seguito della riformulazione dell’art. 19 della legge n. 241/1990, sono adesso assoggettate alla SCIA.


Si tratta:


– Del trasferimento di sede e del trasferimento della gestione o della titolarità degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande;


– dell’avvio dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande;


– dell’avvio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande esercitate da circoli privati;


– dell’avvio dell’attività di vendita dei prodotti appartenenti al settore merceologico alimentare e non alimentare nelle strutture di vendita denominate esercizi di vicinato, nonché le attività effettuate mediante le forme speciali di vendita (Spacci interni – Apparecchi automatici – Vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione – Vendita presso il domicilio dei consumatori).


Infine, dall’istituto della SCIA si fuoriesce nei casi in cui, ai fini dell’avvio di un’attività, la disciplina di settore disponga la necessità di strumenti di programmazione.


 


 


4) “ComUnica”: chiarimenti da Unioncamere per le operazioni straordinarie e per i curatori


Comunicazione unica, previsti nuovi adempimenti per le delibere di modifica e per il curatore fallimentare: Unioncamere ha fornito i chiarimenti.


Due recenti disposizioni di legge hanno previsto che alcuni adempimenti amministrativi devono essere eseguiti dagli interessati mediante l’utilizzo della “Comunicazione Unica”.


L’Unioncamere con la nota del 26 luglio 2010, prot. 0012393, in Ipsoa del 15 settembre 2010, ha fornito alcuni chiarimenti sui nuovi adempimenti da effettuare con la Comunicazione Unica.


Interventi legislativi


I nuovi adempimenti sono stati introdotti da:


– D.L. 25 marzo 2010, n. 40, concernente “Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali”;


– art. 29, comma 6, del D.L. 31 maggio 2010, n. 787, recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, convertito, con modificazioni nella Legge 30 luglio 2010, n. 122.


Delibere di modifica


Con il primo intervento legislativo, concernente “Disposizioni urgenti tributarie e finanziarie di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali”, si è previsto che ai fini del contrasto degli illeciti fiscali internazionali e ai fini della tutela del diritto di credito dei soggetti residenti, con decorrenza dal 1 maggio 2010, anche la comunicazione relativa alle delibere di modifica degli atti costitutivi per trasferimento all’estero della sede sociale della società nonché tutte le comunicazioni relative alle altre operazioni straordinarie, quali conferimenti d’azienda, fusione, scissioni societarie, sono obbligatorie da parte dei soggetti tenuti mediante la Comunicazione Unica.


La norma prevede che alcune fattispecie di deliberazioni societarie (quando interessano operazioni con l’estero) devono essere obbligatoriamente presentate agli uffici del Registro delle imprese utilizzando la “Comunicazione Unica”.


Le fattispecie contemplate dalla norma sono le seguenti:


– il trasferimento all’estero della sede sociale;


– i conferimenti d’azienda;


– le fusioni;


– le scissioni.


Secondo Unioncamere occorre distinguere tra le differenti deliberazioni sopra elencate al fine della loro iscrizione nel registro delle imprese, all’Agenzia delle Entrate, all’Inps e all’Inail secondo le modalità della comunicazione unica.


Per quanto concerne il trasferimento all’estero della sede sociale la nota Unioncamere afferma che tale atto va iscritto compilando il modello S2 riquadro 5 (modello approvato con decreto del Ministero dello Sviluppo economico 14 agosto 2009).


Un analogo campo da compilare non è, invece, presente nei modelli destinati alle comunicazioni che la società deve eseguire nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, dell’inps e dell’Inail.


Le camere di commercio trasmetteranno immediatamente l’informazione a tutte le pubbliche amministrazioni coinvolte nella comunicazione unica.


Pertanto, per garantire l’effettiva trasmissione della delibera di trasferimento della sede della società all’estero, in assenza di specifici campi da valorizzare nella modulistica fiscale e previdenziale ed assicurativa, è stato convenuto con l’Agenzia delle Entrate, con l’INPS e con l’INAIL che le camere di commercio trasmetteranno loro un’apposita comunicazione.


Per quanto concerne, invece, le delibere relative ai conferimenti d’azienda, alle fusioni e alle scissioni societarie, il soggetto obbligato all’invio della comunicazione unica dovrà obbligatoriamente trasmetterla al registro delle imprese e all’agenzia delle entrate e qualora ne sussistano i presupposti di legge, anche all’INPS e all’INAIL.


Infatti sia il modello S2 per l’iscrizione degli atti delle società nel registro delle imprese sia il modello fiscale AA7/10 prevedono per tale fattispecie dei riquadri specifici per comunicare il conferimento d’azienda ovvero la fusione o la scissione.


Nuovo adempimento curatore


Nel secondo intervento legislativo la norma ha posto a carico dei curatori fallimentari un nuovo obbligo che consiste nel comunicare agli Enti coinvolti nella Comunicazione Unica i dati necessari al fine di un’eventuale insinuazione al passivo della procedura concorsuale.


A decorrere dal 31 maggio 2010 il curatore fallimentare deve, entro 15 giorni dall’accettazione della carica, presentare una pratica al Registro delle Imprese con l’indicazione dei dati per l’eventuale insinuazione al passivo della procedura concorsuale.


 


 


5) Procedimenti amministrativi avviati d’ufficio o su istanza: Fissati i termini per la loro conclusione


L’Inps, con la determinazione n. 47/2010, diffusa con il messaggio n. 22939/2010, ha approvato un nuovo Regolamento con cui stabilisce i termini entro cui si devono considerare conclusi i procedimenti amministrativi, ai sensi della Legge n. 69/2009 entrata in vigore il 4 luglio 2010.


La suddetta norma ha modificato la disciplina sui tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi, al fine di garantire maggiore certezza all’azione della Pa.


Il nuovo Regolamento raccoglie, in forma organica, la disciplina del computo dei termini stabilendo con esattezza:


– il momento iniziale dal quale decorrono;


– le modalità di computo dei termini;


– i casi in cui il computo è sospeso;


– le regole per individuare il giorno di scadenza.


Tale Regolamento fissa, inoltre, quali sono i contenuti obbligatori delle comunicazioni di avvio dei procedimenti ad istanza di parte e d’ufficio e le conseguenze di eventuali ritardi nella conclusione dei procedimenti stessi.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 15 settembre 2010)


 


 


6) Società a partecipazione pubblica e manovra estiva: indagine Corte dei Conti sulle partecipazioni dei comuni, applicabilità del D.Lgs. n. 231/2001 


Assonime, con Note e Studi n. 11 del 15 settembre 2010, ha analizzato le disposizioni della manovra economica contenuta nel D.L. n. 78/2010, convertito con modifiche dalla Legge n. 122/2010, che introducono nuovi vincoli in materia di società a partecipazione pubblica.


Gli obiettivi di queste misure sono principalmente il contenimento della spesa e la migliore gestione delle risorse pubbliche.


Per le società interamente possedute dalle amministrazioni pubbliche e per quelle inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione è prevista una riduzione dei compensi per i componenti degli organi di amministrazione e controllo.


Il decreto legge restringe, inoltre, la possibilità per le amministrazioni pubbliche di finanziare società partecipate che per tre anni consecutivi abbiano registrato perdite di bilancio.


La manovra estiva richiede infine entro il 31 dicembre 2011 un drastico ridimensionamento delle partecipazioni societarie dei comuni di minore dimensione.


Il Note e Studi si sofferma anche sulle conclusioni di una recente indagine della Corte dei conti sulle partecipazioni societarie dei comuni e delle province, i cui risultati sono stati pubblicati nello scorso giugno.


L’indagine compie una ricognizione dell’ampiezza del fenomeno, dei modelli organizzativi, gestionali e di controllo adottati dai comuni, dei flussi finanziari tra soci pubblici locali e organismi partecipati e dei risultati economici conseguiti da questi ultimi.


Nelle conclusioni, la Corte dei Conti indica alcune misure che dovrebbero essere adottate per porre rimedio alle principali criticità, soprattutto in termini di elusione dei vincoli di finanza pubblica e per migliorare i sistemi di governance degli enti locali.


La Nota Assonime ha, infine, reso conto della sentenza della Corte di Cassazione n. 28699 del 21 luglio 2010 che ha riconosciuto l’applicabilità del Decreto Legislativo n. 231/2001, sulla responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reati, alle società a partecipazione pubblica anche quando queste ultime perseguono valori di rango costituzionale.


(Assonime, nota del 15/09/2010)


 


 


7) Studi di settore su base regionale: Con gli Osservatori abbigliamento e calzature “su misura”


L’ipotesi di studio di settore per il commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori, denominato VM05U, è stato presentato in videoconferenza agli Osservatori regionali.


Si tratta del secondo studio di settore elaborato su base regionale, dopo quello del settore delle costruzioni (UG69U).


L’iniziativa è finalizzata a verificare, con la collaborazione dei rappresentanti di associazioni di categoria e degli ordini professionali, il funzionamento dello studio, ad integrazione delle analisi effettuate a livello centrale, anche a seguito di esame di specifici casi esemplificativi rilevati a livello locale.


La presenza di rappresentanti dell’Anci negli Osservatori regionali consente di verificare ulteriormente la “rappresentatività” dello studio con riferimento alle realtà territoriali.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 15 settembre 2010)


 


 


8) Notizie in breve:


 


– Cancellato dall’Albo l’avvocato di banca che ha anche mansioni gestionali


Va cancellato dall’elenco speciale l’Avvocato addetto all’ufficio legale di un istituto di credito, che svolge anche mansioni gestionali.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 19547 del 15 settembre 2010)


 


 


– Inammissibile il ricorso alla Suprema corte proposto personalmente dall’Avvocato cassazionista parte lesa


L’avvocato cassazionista, anche in qualità di persona offesa dal reato, non può proporre personalmente ricorso in cassazione.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 33627 del 15 settembre 2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


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