Novità fiscali del 15 settembre 2010: agevolazioni in favore dei programmi di investimento: decreto in G.U.; il prelievo del socio accomandante dalle casse della Sas non è un atto di ingerenza; comunicazione dati investimenti ricerca e sviluppo: approvato il modello CRT; é valida la notifica al procuratore di una società estinta per incorporazione; riaddebito di costi comuni tra professionisti: chiarimenti dalla Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro

 

 

Indice:

 

1) Agevolazioni in favore dei programmi di investimento: 3° Decreto in G.U.

 

2) Il prelievo del socio accomandante dalle casse della Sas non è un atto di ingerenza

 

3) Comunicazione dati investimenti ricerca e sviluppo: Approvato il neo modello CRT

 

4) Riforma della finanza pubblica e federalismo fiscale: Nota di Assonime

 

5) E’ valida la notifica al procuratore di una società estinta per incorporazione

 

6) Riaddebito di costi comuni tra professionisti: chiarimenti dalla Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro

 

7) Altre di fisco

 

 

1) Agevolazioni in favore dei programmi di investimento: 3° Decreto in G.U.

E’ stato pubblicato, anche il terzo (ultimo della serie) Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico (Decreto 6 agosto 2010), sulla Gazzetta Ufficiale n. 213 del 11 settembre 2010, rubricato “Termini, modalità e procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore dei programmi di investimento finalizzati all’industrializzazione dei risultati di programmi qualificati di ricerca e sviluppo sperimentale”.

Le finalità sono quelle di  promuovere  il  riposizionamento  competitivo  del sistema produttivo e la valorizzazione dei risultati delle  attività di ricerca e sviluppo delle imprese.

Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi  riguardanti  una delle seguenti tipologie:

– Realizzazione di nuove unità produttive;

– ampliamento di unità produttive esistenti;

 – diversificazione della produzione di un’unità  produttiva  in nuovi prodotti/servizi aggiuntivi;

– cambiamento   fondamentale   del   processo   di   produzione complessivo di un’unità produttiva esistente.

Ciascun programma deve essere da solo sufficiente  a  conseguire gli obiettivi previsti e riguardare  un’unica  unità  produttiva.

I programmi di investimento devono essere realizzati nell’ambito di una unità  produttiva  ubicata  nelle  aree  dell’obiettivo  Convergenza (Campania, Sicilia, Puglia e  Calabria).

Per  unità  produttiva  si intende  una  struttura  produttiva,  dotata  di  autonomia  tecnica,organizzativa, gestionale e funzionale, eventualmente  articolata  su più immobili e/o impianti, anche fisicamente separati  ma  collegati funzionalmente.

Sono ammessi  alle  agevolazioni  i  programmi  il  cui  importo complessivo   delle   spese   ammissibili   non   sia   inferiore   a € 1.500.000,00 e non sia superiore a € 25.000.000,00.

I  programmi  devono  essere   avviati   dopo la presentazione della domanda di agevolazioni

Per avvio del programma si intende la data  del  primo  titolo  di  spesa ammissibile.

Pertanto, non sono ammissibili i programmi per  i  quali esistano titoli di spesa riferiti alle voci di spesa  ammissibili, compresi quelli relativi ad acconti e,  nel  caso di acquisizione mediante locazione finanziaria, a canoni di  leasing, antecedenti alla data di presentazione della domanda di agevolazioni, anche  se  non  rendicontati.

Non   sono   considerate,   ai   fini dell’individuazione della data di avvio  a  realizzazione,  le  spese riguardanti studi preliminari di fattibilità.

Non  sono  ammissibili alle agevolazioni i programmi  costituiti  da  investimenti  di  mera sostituzione di impianti, macchinari e attrezzature.

I programmi devono essere realizzati nei tempi, non superiori  a 36 mesi, indicati nel provvedimento di concessione delle agevolazioni e comunque entro il 30 giugno  2015.

Il  termine  per  l’ultimazione decorre dalla data del provvedimento di concessione.

Su  richiesta  motivata  dell’impresa  beneficiaria,  il Soggetto Gestore può disporre una proroga, previa  acquisizione  del parere del Ministero, non superiore a dodici  mesi,  del  termine  di ultimazione del programma.

La data di ultimazione  del  programma  è quella relativa all’ultimo dei titoli di spesa  ammissibili.

Qualora alla  scadenza  del  termine  per  l’ultimazione  del  programma  gli investimenti previsti  siano  stati  realizzati  solo  in  parte,  le agevolazioni sono calcolate con riferimento ai soli titoli  di  spesa ammissibili la cui data é compresa nel termine stesso  e  che  siano stati pagati entro 90 giorni dalla scadenza di  tale  termine.

Ciò, comunque,  a  condizione  che  le  spese   effettivamente   sostenute configurino, a giudizio del Soggetto gestore, un programma organico e funzionale  rispetto  alle  finalità  poste  a  base  del   giudizio favorevole espresso  in  sede  istruttoria.

In  caso  contrario,  verrà revocato il provvedimento di concessione per  l’intero importo delle agevolazioni attribuite.

Tutti i programmi ammessi alle agevolazioni si devono concludere entro il 30 giugno 2015.

Vediamo di seguito gli altri contenuti del neo Decreto:

Ambito di applicazione e risorse disponibili

Le risorse disponibili per l’attuazione degli interventi sono pari a  € 100.000.000,00 e sono destinate a programmi riferiti  ad unità produttive  ubicate  nei  territori  delle  regioni  Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, nell’ambito dell’obiettivo Convergenza.

Almeno il 60%, è destinato  ai  programmi proposti da piccole e medie imprese.

Soggetto Gestore

Gli   adempimenti   tecnici   e   amministrativi   riguardanti l’istruttoria delle domande e l’erogazione delle agevolazioni sono  affidati   all’Agenzia   nazionale   per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa  S.p.A.

Soggetti beneficiari

Sono quelle imprese (piccola, media o grande) che,  alla  data   di   presentazione   della   domanda, siano in possesso dei seguenti requisiti:

– essere regolarmente costituite ed iscritte nel Registro  delle imprese (se si tratta di imprese di servizi, essere costituite  sotto forma di società);

– essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione  volontaria  e  non  essere  sottoposte  a procedure concorsuali;

– trovarsi in regime di contabilità ordinaria;

– non  rientrare  tra  le  imprese  che   hanno   ricevuto   e, successivamente, non rimborsato o depositato in  un  conto  bloccato, gli  aiuti  individuati  quali   illegali   o   incompatibili   dalla Commissione europea;

– trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in  materia  di normativa edilizia ed  urbanistica,  del  lavoro,  della  prevenzione degli infortuni e  della  salvaguardia  dell’ambiente  ed  essere  in regola con gli obblighi contributivi;

– non essere state destinatarie, nei tre anni precedenti la data di presentazione della domanda, di provvedimenti di revoca totale  di agevolazioni concesse dal Ministero, ad eccezione di quelli derivanti da rinunce;

– aver restituito agevolazioni godute  per  le  quali  é  stato disposto dal Ministero un ordine di recupero;

– non trovarsi  in  condizioni  tali  da  risultare  impresa  in difficoltà così come individuata nel Regolamento (CE)  n.  800/2008 della Commissione del 6 agosto 2008.

Programmi ammissibili

 

Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi  finalizzati  all’industrializzazione  dei  risultati  di programmi  qualificati  di  ricerca   industriale   o   di   sviluppo sperimentale realizzati  dall’impresa  richiedente,  riguardanti  le attività di produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore;  attività  di  servizi  elencate  nell’allegato  n.  1 al decreto.

Spese ammissibili

Le spese  ammissibili  debbono  riferirsi  all’acquisto  e  alla realizzazione,  anche  nella  forma  di  locazione  finanziaria,   di immobilizzazioni, tra cui opere murarie, impianti, macchinari, attrezzature varie, programmi informatici (art. 2423 c.c.).

Forma e intensità delle agevolazioni

Le agevolazioni  sono  concesse  nella  forma  di  finanziamento agevolato e di contributo in conto impianti, ovvero  contributo  alla spesa con riferimento alle spese per consulenza e canoni di  leasing, alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime  di  aiuto previste dagli articoli 13 e 26  del  GBER  rispettivamente  per  gli aiuti a finalità regionale e per gli aiuti alle PMI per  servizi  di consulenza.

Le  intensità  delle  agevolazioni  non  possono  essere superiori a quelle previste, per dimensione di impresa beneficiaria e per ciascuna area ammissibile, dalla Carta degli  aiuti  a  finalità regionale  approvata  dalla  Commissione  europea  per   il   periodo 2007-013.

Erogazione delle agevolazioni

L’erogazione delle agevolazioni da parte  del  Soggetto  Gestore alle imprese dovrà avvenire sulla  base  di  fatturazioni  di  spesa debitamente quietanzate anche riferite ad anticipazioni di  spesa  su ordini accettati, relativamente a lotti  funzionali  di  investimenti ciascuno non inferiore al 20% delle spese ammissibili complessive.

La prima quota delle agevolazioni, nella misura massima del  30% dell’ammontare del contributo concesso può,  su  richiesta  dell’impresa  beneficiaria,  essere  svincolata dall’avanzamento  del  programma  ed  essere  erogata  a  titolo   di

anticipazione,  previa  presentazione   di   fideiussione   bancaria, incondizionata  ed  escutibile  a  prima  richiesta,  rilasciata   da primario istituto bancario.

Tale anticipazione sarà  recuperata  dal Soggetto  Gestore  in  quote  proporzionali  al  contributo  via  via maturato sui singoli SAL presentati dall’impresa.

Monitoraggio, ispezioni, controlli

Seguono poi, in ogni fase del procedimento (da parte del Soggetto Gestore e del Ministero), controlli  ed  ispezioni  anche  a  campione  sui programmi agevolati, al fine  di  verificare  le  condizioni  per  la fruizione e il  mantenimento  delle  agevolazioni,  nonché l’attuazione degli interventi finanziati.

Revoche

Le agevolazioni sono revocate con  provvedimento  del  Ministero dello sviluppo economico ed i  relativi  contratti  di  finanziamento risolti dal Soggetto Gestore sia in  caso  di  cessazione  definitiva dell’attivita’ per la quale siano state concesse sia nel caso in  cui l’impresa beneficiaria sia posta in  liquidazione  o  sia  ammessa  o sottoposta a procedure concorsuali se tali fattispecie si  realizzano anteriormente al completamento del programma degli  investimenti. 

 

 

2) Il prelievo del socio accomandante dalle casse della Sas non è un atto di ingerenza

In merito all’”intrusione” del socio accomandante nella gestione della S.a.s., prevista dall’art. 2320 cod. civ., e da cui consegue l’estensione al socio del fallimento della società per l’art. 147 della legge fall., la prestazione di garanzie e il prelievo di fondi dalle casse sociali per le esigenze personali (quand’anche quest’ultimo sia indebito o addirittura illecito) non integrano atti di ingerenza nell’amministrazione.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13468 del 2010, che ha escluso la configurabilità della figura di socio accomandatario occulto di società in accomandita semplice, nel caso in cui la condotta dell’accomandante non sia riconducibile al divieto d’immistione gestoria di cui all’art. 2320 del codice civile.

La Suprema Corte ha rilevato che l’esistenza del rapporto sociale, anche al fine della dichiarazione di fallimento del socio illimitatamente responsabile a norma della L. Fall., art. 147, può risultare da indici rivelatori quali le fideiussioni e i finanziamenti in favore dell’imprenditore, allorquando essi – ancorchè riguardanti il solo momento esecutivo dei rapporti obbligatori della società – siano, per la loro sistematicità e per ogni altro elemento concreto, ricollegabili ad una costante opera di sostegno dell’attività di impresa, qualificabile come collaborazione di un socio al raggiungimento degli scopi sociali.

Tuttavia, come è stato osservato dai giudici d’appello, è stata messa in discussione non tanto la qualità di socio, quanto il suo presunto ruolo di amministrazione e gestione della società.

E secondo la giurisprudenza della Suprema Corte, la stessa situazione di socio occulto di una società in accomandita semplice – la quale è caratterizzata dall’esistenza di due categorie di soci, che si diversificano a seconda del livello di responsabilità (illimitata per gli accomandatari e limitata alla quota conferita per gli accomandanti, ai sensi dell’art. 2312 c.c.) – non è idonea a far presumere la qualità di accomandatario, essendo necessario, a tal fine, accertare di volta in volta la posizione in concreto assunta da detto socio, il quale, di conseguenza, assume responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali, ai sensi dell’art. 2320 c.c., solo ove contravvenga al divieto di compiere atti di amministrazione (intesi questi ultimi quali atti di gestione, aventi influenza decisiva o almeno rilevante sull’amministrazione della società, non già di atti di mero ordine o esecutivi) o di trattare o concludere affari in nome della società.

E’ ormai pacifico che, per aversi ingerenza dell’accomandante nell’amministrazione della società in accomandita semplice, – vietata dall’art. 2320 c.c. – non è sufficiente il compimento, da parte dell’accomandante, di atti riguardanti il momento esecutivo dei rapporti obbligatori della società, ma è necessario che l’accomandante svolga una attività gestoria che si concreti nella direzione degli affari sociali, implicante una scelta che è propria del titolare della impresa.

Mentre la prestazione di garanzia attiene evidentemente al momento esecutivo delle obbligazioni, il prelievo di fondi dalle casse sociali per le esigenze personali del socio, quand’anche indebito o addirittura illecito, non costituisce certamente un atto di gestione della società.

 

 

3) Comunicazione dati investimenti ricerca e sviluppo: Approvato il neo modello CRT

E’ stato approvato il nuovo modello e istruzioni per la comunicazione dei dati degli investimenti in attività di ricerca industriale e di sviluppo effettuati dalle imprese del settore tessile per usufruire delle agevolazioni.

Lo ha reso noto l’Agenzia delle Entrate con una nota pubblicata sul proprio sito il 13 settembre 2010.

Il nuovo modello per la comunicazione dei dati degli investimenti in attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo finalizzate alla realizzazione di campionari fatti nell’Unione europea dalle imprese che svolgono le attività di cui alle divisioni 13, 14, 15 o 32.99.20 in relazione all’attività di fabbricazione di bottoni della tabella ATECO 2007, e che intendono fruire dell’agevolazione (art.4, c. da 2 a 4, Dl. 25/3/10, n. 40) è stato approvato con Provvedimento del Direttore del 10/09/2010.

Con il nuovo provvedimento, che  sostituisce quello del 2 aprile 2010, vengono aggiornati il modello e istruzioni per tener conto delle disposizioni dal D.L. n. 40 del 25/03/2010, che ha ampliato la platea dei potenziali beneficiari e ha previsto che l’agevolazione è fruibile nei limiti previsti dall’art. 3 del Dpcm 3/2009 e alla decisione della Commissione europea n. C(2009)4277 del 28/5/2009, con cui è stato approvato il regime di aiuti temporanei di importo limitato (comunicazione n. 2009/C 83/01 della Commissione, del 7/04/2009).

Per semplificare le modalità di attuazione dell’agevolazione e garantire il rispetto dello stanziamento previsto dal Dl. n. 40/2010, l’Agenzia delle Entrate, comunicherà la percentuale massima del risparmio d’imposta spettante con un successivo provvedimento del Direttore.

La trasmissione telematica dei dati contenuti nella comunicazione deve essere effettuata dal 1° dicembre 2010 al 20 gennaio 2011 utilizzando il software “AGEVOLAZIONECRT”, che sarà disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it a partire dal 20 novembre 2010.

 

 

4) Riforma della finanza pubblica e federalismo fiscale: Nota di Assonime

Assonime, all’interno di Note e Studi n. 10 del 14 settembre 2010, ha illustrato la struttura della nuova Legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196/2009), che ha impostato un ampio processo di riforma delle regole di finanza pubblica e del sistema di contabilità dello Stato e delle altre amministrazioni pubbliche.

L’attuazione della legge n. 196/2009 prevede l’esercizio da parte del Governo di una serie di deleghe legislative e richiede importanti modifiche organizzative e comportamentali da parte delle amministrazioni.

Si tratta del primo passaggio di un iter complesso che dovrebbe compiersi nel giro di quattro anni, quando verrà elaborato un “testo unico delle disposizioni in materia di contabilità di Stato e di tesoreria”.

L’intervento di riordino è stato avviato per adeguare in modo organico la disciplina ad alcuni fondamentali cambiamenti del quadro istituzionale avvenuti negli ultimi vent’anni, come i nuovi vincoli e obiettivi di finanza pubblica derivanti dall’adesione dell’Italia al Trattato di Maastricht e la crescita del ruolo delle amministrazioni locali nella gestione delle risorse pubbliche, in particolare dopo la riforma in senso federale del Titolo V della Costituzione.

La riforma corregge alcune criticità del precedente sistema di programmazione di finanza pubblica e definizione del bilancio dello Stato.

I principali obiettivi della riforma consistono nell’assicurare un governo unitario della finanza pubblica attraverso un più stretto collegamento tra i diversi livelli di governo, la modifica del ciclo di bilancio in un’ottica di programmazione di medio periodo su un orizzonte triennale, l’aumento della trasparenza e il rafforzamento del controllo della spesa pubblica.

La legge contiene disposizioni direttamente applicabili e alcune deleghe al Governo ad adottare una serie di decreti legislativi.

Le deleghe riguardano: l’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle amministrazioni pubbliche (entro il 1° gennaio 2011); il completamento della riforma del bilancio dello Stato (entro il 1° gennaio 2012); il passaggio dalla redazione del bilancio dello Stato in termini di competenza e cassa alla redazione in termini di sola cassa (entro il 1° gennaio 2013); la riforma e il potenziamento del sistema dei controlli di ragioneria e del programma di analisi e valutazione della spesa (entro il 1° gennaio 2011); la razionalizzazione, la trasparenza e l’efficacia delle procedure di spesa relative al finanziamento in conto capitale destinati alla realizzazione delle opere pubbliche (entro il 1° gennaio 2011); l’adozione di un testo unico delle disposizioni in materia di contabilità e di tesoreria (entro il 1° gennaio 2014).
Data la complessità del processo di attuazione della legge, per consentire di verificare l’effettivo conseguimento degli obiettivi è previsto che il Ministro dell’economia trasmetta annualmente alle Camere, in allegato alla Relazione sull’economia e la finanza pubblica, un rapporto sullo stato di attuazione della

 

 

5) E’ valida la notifica al procuratore di una società estinta per incorporazione

Anche prima della riforma del diritto societario, è valida la notifica alla società estinta per incorporazione se al diretto interessato non è stata comunicata tale operazione straordinaria dell’azienda.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 190509 del 14 settembre 2010.

La procura alle liti in calce all’atto di appello è valida anche per l’appello incidentale

La Corte di Cassazione, sempre a sezioni unite, con la successiva sentenza (n, 19510 del 14 settembre 2010), ha, inoltre, stabilito che é ammissibile l’appello incidentale proposto dal difensore munito di procura alle liti rilasciata all’atto d’appello e notificata alla controparte.

 

 

6) Riaddebito di costi comuni tra professionisti: chiarimenti dalla Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro

Studio in condivisione tra professionisti non associati: Regole chiare per il riaddebito dei costi comuni.

Il professionista che sostiene direttamente costi e spese dello studio condiviso con altro professionista non associato deve emettere fattura con applicazione dell’aliquota IVA riferita al servizio, per un importo pari alla percentuale delle stesse spese definita dagli accordi, senza indicare alcuna ritenuta; le somme rimborsategli (che risultano ininfluenti ai fini degli studi di settore) vanno considerate come minori costi di gestione.

E’ questa la precisazione della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro, espressa nel parere n. 23 del 14 settembre 2010.

In particolare, tale Fondazione ha evidenziato che il riaddebito, da parte di un professionista, delle spese comuni dello studio utilizzato da più professionisti non cost


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