Novità fiscali del 10 settembre 2010: catasto: ancora tempo per regolarizzare i fabbricati; comunicazione telematica delle operazioni IVA di importo superiore a € 3.000,00; dipendente anche professionista: no studi di settore per reddito basso; tutela della privacy e cessione d’azienda: uso della casella di posta elettronica dell’ex dipendente; normativa antimafia su appalti pubblici: richiesta di sospensione fino ai necessari chiarimenti ministeriali; studi di settore esclusi per le imprese in crisi: nota dei Consulenti del Lavoro; riforma del codice della proprietà industriale

 






 


Indice:


 


1) Catasto: Ancora tempo per regolarizzare i fabbricati


 


2) Comunicazione telematica delle operazioni IVA di importo superiore a € 3.000,00


 


3) Dipendente anche professionista: Niente studi di settore per reddito basso


 


4) Tutela della privacy e cessione d’azienda: uso della casella di posta elettronica dell’ex dipendente


 


5) Normativa antimafia su appalti pubblici: Richiesta di sospensione fino ai necessari chiarimenti ministeriali


 


6) Comuni in ritardo sulla riscossione


 


7) Studi di settore esclusi per le imprese in crisi: nota dei Consulenti del Lavoro


 


8) Riforma del codice della proprietà industriale


 


9) Equitalia prolunga l’orario di apertura al pubblico


 


10) Altre di fisco


 


 


1) Catasto: Ancora tempo per regolarizzare i fabbricati


Fino al prossimo 31 dicembre si potranno regolarizzare i fabbricati iscritti in catasto.


Infatti, entro tale data i proprietari o titolari di altri diritti reali sugli immobili non censiti avranno la possibilità di presentare una dichiarazione di aggiornamento.


La dichiarazione di aggiornamento deve essere presentata anche da coloro che hanno effettuato ristrutturazioni e interventi edilizi con variazione di consistenza o cambio di destinazione.


Si tratta di una sorta di sanatoria catastale.


Da parte sua l’Agenzia del Territorio entro il 30 settembre 2010 dovrà terminare i rilievi degli edifici sconosciuti al catasto.


La Legge n. 122/2010 recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, prevede, quindi, anche la regolarizzazione dei fabbricati iscritti in catasto, e la creazione di una anagrafica immobiliare integrata in grado di individuare tutti gli intestatari degli immobili.


In particolare, l’art. 19 della manovra prevede l’emersione degli “immobili fantasma” e l’individuazione dei titolari dei diritti reali sugli stessi.


A tal fine sono state introdotte azioni di monitoraggio degli edifici esistenti e qualche modifica in materia di locazioni e compravendite.


Oltre all’iscrizione in catasto degli immobili non censiti, devono essere comunicate le variazioni subite dagli edifici.


Hanno rilevanza catastale tutti gli interventi che influiscono sul classamento e la rendita degli immobili.


In fase di prima attuazione, al fine di accelerare il processo di aggiornamento e allineamento delle banche dati catastali, le funzioni di accettazione e di registrazione degli atti a fini catastali sono svolte dai comuni e dall’Agenzia del territorio, secondo quanto disposto con D.P.C.M., su proposta del Ministro dell’economia delle finanze, da emanare entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione, previa intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali.


Il decreto dovrà stabilire un sistema di regole tecnico-giuridiche uniformi, anche sulla base dei principi di flessibilità, gradualità, adeguatezza.


Le regole tecnico-giuridiche costituiscono, secondo la disposizione in esame, principi fondamentali dell’ordinamento e si applicano anche alle Regioni a statuto speciale.


Viene, inoltre, introdotto un principio di sussidiarietà, in base al quale, in caso di mancato esercizio da parte dei comuni delle funzioni suddette, queste saranno svolte dall’Agenzia del territorio.


L’Agenzia del territorio dovrà trasmettere a ciascun comune, con apposito comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, l’elenco dei fabbricati iscritti al catasto terreni senza i requisiti della ruralità ai fini fiscali, nonché quelli che non risultano dichiarati al catasto immobili.


L’elenco, corredato della data cui riferire la mancata presentazione della dichiarazione al catasto e pubblicizzato, per i 60 giorni successivi alla pubblicazione del comunicato, presso i comuni interessati, gli uffici provinciali e sul sito internet dell’Agenzia del Territorio, ha valore di richiesta, per i titolari dei diritti reali, di presentazione degli atti di aggiornamento catastale.


Obbligo di dichiarazione catastale


La norma obbliga i titolari di diritti reali sugli immobili che sono stati inseriti negli elenchi comunicati ai comuni da parte dell’Agenzia del territorio, dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2009, a presentare, entro il 31 dicembre 2010, la dichiarazione di aggiornamento catastale a fini fiscali.


Le dichiarazioni verranno rese note ai comuni da parte dell’Agenzia del territorio attraverso il Portale telematico, affinché possano essere effettuati i controlli di conformità urbanistico-edilizia.


In caso di inottemperanza della dichiarazione catastale l’Agenzia del territorio procede all’attribuzione provvisoria di una rendita presunta – sulla base di elementi tecnici forniti dai comuni – nelle more dell’iscrizione in catasto attraverso le procedure di aggiornamento degli archivi catastali.


Gli oneri relativi all’attribuzione provvisoria sono a carico dell’interessato e saranno determinati con apposito provvedimento del Direttore dell’Agenzia del Territorio, da emanare entro il 31 dicembre 2010.


 


 


2) Comunicazione telematica delle operazioni IVA di importo superiore a € 3.000,00


L’art. 21 della Legge n. 122/2010 (cd. manovra correttiva) prevede che, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, siano individuate modalità e termini, tali da limitare al massimo l’aggravio per i contribuenti, per la comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell’IVA, di importo non inferiore a € 3.000,00.


Per l’omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri verrà applicata la sanzione che oscilla da € 258,00 a € 2.065,00 (art. 11 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471).


Sul tema, Roberto Fanelli, in Pratica Fiscale e Professionale (Ipsoa) n. 33 del 6 settembre 2010, ha espresso la seguente opinione:


Tale norma ha la finalità di rafforzare gli strumenti a disposizione dell’Amministrazione finanziaria per il contrasto e la prevenzione dei comportamenti fraudolenti, sia in materia di IVA (frodi carosello e false fatturazioni) sia in ambito di imposizione sul reddito.


Infatti, quando lo strumento sarà a regime – dopo l’emanazione del prescritto provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate – l’Amministrazione finanziaria potrà individuare più facilmente i soggetti a rischio frode ed evasione mediante l’analisi e l’incrocio dei dati acquisiti in via telematica.


In sostanza, sarà possibile una più puntuale ricostruzione della congruità dei volumi d’affari e dei costi indicati nelle dichiarazioni nonché l’individuazione di spese e consumi di particolare rilevanza utili alla individuazione della capacità contributiva, in specie ai fini dell’accertamento sintetico (cd. redditometro).


Si tratta di un nuovo strumento di controllo, che, peraltro, svolge alcune delle funzioni a suo tempo demandate agli abrogati elenchi dei clienti e dei fornitori,


pur concernendo esclusivamente le operazioni rilevanti ai fini dell’IVA, presenta una indubbia utilità più nel comparto delle imposte sui redditi che dell’IVA.


Infatti, sarà possibile ricostruire gli acquisti effettuati dai contribuenti per raffrontarli con i redditi dichiarati, alla luce delle nuove disposizioni, anch’esse introdotte dal D.L. n. 78/2010, finalizzate al sostanziale rafforzamento dell’accertamento sintetico (art. 38, comma 4, del D.P.R. n. 600/1973), in giacché, secondo l’autore citato, l’obbligo di segnalazione riguarda anche le operazioni effettuate nei confronti di consumatori finali e certificate da scontrino o ricevuta fiscale e non solo le cessioni e prestazioni tra soggetti passivi documentate mediante emissione di fattura.


Poiché l’obbligo di comunicazione telematica ha per oggetto esclusivamente le operazioni rilevanti ai fini dell’Iva, esso si applica esclusivamente ai soggetti passivi IVA – imprenditori, artisti e professionisti – che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi nel territorio dello Stato rilevanti agli effetti del tributo.


A parere del medesimo autore, sono, quindi, escluse sia le operazioni poste in essere da soggetti che non esercitano imprese commerciali, arti o professioni (ad esempio, gli enti non commerciali, i privati) sia le operazioni considerate escluse da IVA, come ad esempio quelle effettuate al di fuori del territorio dello Stato o quelle che non sono considerate ex lege cessioni nè prestazioni (artt. 2, terzo comma e 3, quarto comma, del D.P.R. n. 633/1972).


Comunque, il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate dovrà chiarire se le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di soggetti passivi comunitari saranno oggetto di comunicazione telematica, considerato che pur essendo qualificate operazioni escluse da IVA sono soggette all’obbligo della fatturazione.


Il nuovo obbligo telematico di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA di importo non inferiore a 3.000 euro, i cui contorni esatti saranno definiti dal provvedimento di attuazione, potrebbe risultare particolarmente gravoso soprattutto perché viene a collocarsi nell’ambito di un sistema che già prevede una serie di comunicazioni i cui dati sono, talvolta, ripetitivi (presentazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie esteso, dal 2010, anche alle prestazioni di servizi, comunicazione telematica delle operazioni realizzate con operatori stabiliti nei Paesi black list, comunicazione dati IVA, ecc.).


 


 


3) Dipendente anche professionista: Niente studi di settore per reddito basso


Non si applicano gli studi di settore, se è prevalente l’attività di lavoro dipendente. Ciò anche se il reddito di lavoro autonomo sia più basso.


Nel caso in cui un soggetto eserciti contemporaneamente attività dipendente ed attività professionale, è illegittimo il ricorso ai parametri nei casi in cui il reddito da lavoro dipendente sia più alto di quello da attività professionale, dovendosi ritenere prevalente la attività di lavoro dipendente.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16529 del 14/07/2010, in Ipsoa del 07/09/2010.


 


 


4) Tutela della privacy e cessione d’azienda: uso della casella di posta elettronica dell’ex dipendente


Il Garante della privacy, con il provvedimento del 22/4/2010, ha fornito talune precisazione su argomento alquanto delicati (diritto del lavoro, diritto della privacy, diritto del lavoro e diritto civile): quello dell’uso della casella di posta elettronica del lavoratore ex dipendente in caso di cessione aziendale.


Quella del caso di specie si pone dunque come fattispecie complessa, degna di massima attenzione almeno per i profili giuslavoristici, teorici e pratici.


E quanto hanno rilevato Luca Christian Natali e Antonio Ivan Natal in Diritto & Pratica del Lavoro, Ipsoa, n. 34/2010.


In particolare, i citati autori hanno osservato che il provvedimento prescrittivo in questione ha sollecitato l’azienda, destinataria del medesimo, nel modo seguente:


a) procedere alla disattivazione di tutti gli account di posta elettronica appartenenti al dominio aziendale, attribuiti a soggetti che non fanno parte dell’attuale organizzazione imprenditoriale della società, entro un determinato termine perentorio decorrente dalla notifica del provvedimento;


b) predisporre, durante il suddetto periodo, un sistema informativo di tutti i mittenti di comunicazioni inviate agli account di posta della prossima disattivazione degli stessi, con contestuale invito all’inoltro della corrispondenza ad un indirizzo di posta elettronica alternativo.


Infine, viene precisato che il Tribunale di Vasto nella ordinanza di reintegrazione della lavoratrice nel posto di lavoro ha escluso la ipotizzabilità della violazione dell’art. 616 c.p..


Inoltre, anche la dottrina “riconduce la fattispecie in esame alla causa di giustificazione di cui all’art. 51 c.p., puntualizzando come il datore di lavoro, nel prendere conoscenza delle e-mail contenute nella casella di posta elettronica aziendale, non farebbe altro che esercitare una sua legittima facoltà.


La personalità dell’indirizzo di posta elettronica attribuito ad un dipendente dal suo datore di lavoro non comporta la segretezza dei messaggi dallo stesso inviati e non configura, pertanto, il reato di violazione di corrispondenza la condotta del datore di lavoro che li legga accedendo alla relativa casella ponendo lo stesso in essere, nella fattispecie, solo un uso di beni aziendali esclusivamente affidati ai dipendenti” per motivi di servizio.


D’altronde,  osservano gli autori “in replica all’obiezione che una tale interpretazione arrecherebbe ai principi di libertà e segretezza garantiti dall’art. 15 Cost. anche in relazione al lavoratore, viene evidenziato come, anche a prescindere dalla titolarità dell’indirizzo di posta elettronica, una politica aziendale trasparente capace di comunicare con estrema chiarezza ai lavoratori i limiti di impiego degli strumenti informatici per lo svolgimento delle mansioni loro attribuite consentirebbe indubbiamente, a maggior ragione, di evitare il pregiudizio e sacrificio”.


(In Diritto & Pratica del Lavoro, Ipsoa, n. 34/2010)


 


 


5) Normativa antimafia su appalti pubblici: Richiesta di sospensione fino ai necessari chiarimenti ministeriali


L’ANCI ha chiesto sospensione temporanea della neo normativa antimafia sugli appalti e subappalti (tracciabilità delle spese).


Ciò almeno fino a quando non vi saranno i necessari chiarimenti ministeriali sul caso (Legge n. 136/2010).


Inoltre, le associazioni edili di categoria hanno manifestato imbarazzo e confusione sul neo provvedimento che, come è noto, è già entrato in vigore il 7 settembre scorso.


 


 


6) Comuni in ritardo sulla riscossione


Il prossimo 1/1/2011 entreranno in vigore le nuove modalità sull’affidamento del servizio di riscossione delle imposte locali (tarsu, Ici, ecc.).


Cesseranno, quindi, tutti gli affidamenti ope legis di Equitalia relativi alla riscossione volontaria e coattiva delle entrate di comuni e province.


Sempre dal 2011 sarà abrogato l’obbligo delle società di Equitalia di effettuare la riscossione delle entrate per quegli enti che non avessero deliberato la riscossione in proprio.


I comuni e le province devono affrettarsi a decidere su come intendono riscuotere le proprie entrate tributarie, restano solo 4 mesi.


La scelta è tra la riscossione diretta e la riscossione affidata a terzi.


Per gli enti che non adotteranno alcuna delibera dovrebbe trovare diretta applicazione la riscossione in proprio.


Per affidare la riscossione a terzi è invece necessaria una delibera consiliare e bandire una gara per la scelta del soggetto affidatario.


(In Il Sole 24 Ore del 09 settembre 2010)


 


 


7) Studi di settore esclusi per le imprese in crisi: nota dei Consulenti del Lavoro


Si restringe il campo di applicazione dell’accertamento da studi di settore. L’accertamento è illegittimo quando l’impresa è in crisi. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19136 – 10 depositata il 7 settembre 2010.


La sentenza ha fornito due principi di assoluto interesse in ordine alla corretta applicazione delle stime generate dagli studi di settore nell’ambito dell’azione di accertamento e controllo.


Il primo principio, che fa seguito all’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale e che emerge chiaramente dalla pronuncia della Suprema Corte, stabilisce che l’accertamento fondato sul “solo” scostamento tra ricavi dichiarati e ricavi generati dall’applicazione degli studi di settore è illegittimo e pertanto nullo.


Gli studi di settore sono uno strumento presuntivo che sulla base di un procedimento tecnico metodologico genera ricavi che tuttavia non possono essere attribuiti automaticamente alla struttura produttiva del contribuente.


La giurisprudenza ha già più volte precisato che l’accertamento sulla base delle stime degli studi di settore non può prescindere dalla valutazione di altri elementi che attribuiscano alle stime stesse valore di presunzione semplice dotata dei requisiti qualitativi della gravità precisione e concordanza, essenziali e specificatamente richiesti dalla lettera d) del comma 1 dell’art. 39 del DPR 600/73.


Ne deriva che le stime da studi di settore sono presunzioni semplici la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege ma matura, come affermato dalle più recenti sentenze (si veda in particolare la sentenza n. 26635 del 18 dicembre 2009), in esito all’obbligatorio procedimento dell’accertamento con adesione.


La sentenza ha, inoltre, fornito l’ulteriore ed interessante spunto di riflessione, laddove viene affermato che il particolare momento di crisi dell’andamento gestionale dell’impresa giustifica legittimamente lo scostamento tra i ricavi dichiarati e quelli presunti.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 09 settembre 2010)


 


 


8) Riforma del codice della proprietà industriale


Il 2 settembre 2010 è entrato in vigore il D.Lgs 13 agosto 2010, n. 131 (in G.U. n. 192 del 18/8/2010) che, in attuazione della delega contenuta nella legge n. 99/2009, ha apportato ampie modifiche al codice della proprietà industriale (D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30).


Lo ha ricordato Assonine con la nota del 09 settembre 2010 che ha illustrato le seguenti novità:


“In linea generale, la revisione è volta a rafforzare e rendere più efficace la protezione dei diritti di proprietà industriale e ad armonizzare il nostro ordinamento alla disciplina comunitaria e internazionale.


In particolare, riguardo ai marchi, gli altri segni distintivi e le denominazioni di origine, le modifiche inserite nel codice rendono più efficace la tutela contro i comportamenti diretti a sfruttare indebitamente i valori di avviamento commerciale incorporati in questi segni distintivi.


Con riferimento ai brevetti, la revisione della disciplina tende ad allineare il sistema dei brevetti italiano a quello europeo previsto nell’ultima versione della Convenzione sul brevetto europeo (EPC 2000).


Inoltre, sono state inserite nel codice le disposizioni sulla brevettabilità delle invenzioni biotecnologiche adottate in attuazione della direttiva 1998/44/CE e che prima erano contenute nel D.L. n. 3 del 10 gennaio 2006.


Molto importanti sono le modifiche apportate alle norme sulla tutela giurisdizionale dei titoli di proprietà industriale.


Esse sono dirette: a facilitare l’ottenimento misure di emergenza contro i soggetti contraffattori dei diritti di proprietà industriale; a semplificare le procedure e rendere efficiente e rapida la tutela; a mettere in una posizione paritaria chi accusa e chi difende.


Tra le novità più significative vi sono: la riunificazione in capo allo stesso giudice della competenza a provvedere sulla descrizione, il sequestro e le misure inibitorie; con riferimento ai provvedimenti di descrizione e di sequestro, la possibilità da parte del giudice di adottare provvedimenti cautelari senza previa convocazione della parte contro il quale sono richiesti, in casi di speciale urgenza e, in particolare, quando eventuali ritardi potrebbero causare un danno irreparabile al titolare dei diritti o la convocazione della controparte potrebbe pregiudicare l’attuazione del provvedimento di descrizione o di sequestro; l’introduzione della consulenza tecnica preventiva; la previsione di un’azione per l’accertamento di non contraffazione, anche in via cautelare.


Infine, è stata riformulata la norma del codice sul regime transitorio delle opere di design protette con il diritto d’autore, allineandola alla direttive n. 98/71/CE sulla protezione giuridica dei disegni e modelli e n. 2001/29/CE che ha armonizzato a livello comunitario la disciplina sul diritto d’autore.


In particolare, la nuova norma conferisce piena tutela alle opere di design ricomprendendo tra queste anche le opere che erano di pubblico dominio prima dell’introduzione nel nostro ordinamento della protezione del diritto d’autore sulle opere di design”.


(Assonime, nota del 09 settembre 2010) 


 


 


9) Equitalia prolunga l’orario di apertura al pubblico


“Non più solo di mattina: Servizi aperti fino alle 15,30. L’orario prolungato per facilitare i contribuenti che lavorano. In arrivo con l’autunno anche la nuova cartella. Da lunedì 13 settembre, a Napoli e Salerno, Equitalia aprirà i propri sportelli anche nel pomeriggio.


Il prolungamento dei tempi d’apertura al pubblico avverrà negli uffici a più alta affluenza. L’esperimento pilota, ulteriore passo avanti per migliorare il rapporto con i contribuenti, ha l’obiettivo di estendere, a breve, il nuovo orario, in tutta la Penisola.


Non è l’unica novità annunciata dalla Società di riscossione nazionale; nei prossimi giorni, infatti, verrà inaugurata la nuova cartella di pagamento, con contenuti più chiari ed esaurienti.


Servizio no-stop


L’applicazione dell’orario continuato, con apertura dalle 8,10 alla 15,30, debutterà quindi, in via sperimentale, presso i due sportelli della Campania a maggiore utenza.


Con questa iniziativa, Equitalia risponde, in primo luogo, alle esigenze di quei contribuenti che lavorano al mattino.


In una nota, la Società di riscossione ricorda che presso gli sportelli è possibile ricevere informazioni, effettuare pagamenti e richiedere rateizzazioni. Servizi accessibili, comunque, anche dalla propria scrivania, collegandosi allo sportello virtuale attivato, di recente, sui siti internet del Gruppo.


Debutta la nuova cartella


Archiviata la vecchia, i contribuenti interessati, vedranno recapitarsi nei prossimi giorni una cartella esattoriale rinnovata nei contenuti e nella forma. Maggiori informazioni e una più facile individuazione dei dati rilevanti sono le caratteristiche principali ed essenziali del nuovo documento, grazie alle quali sarà subito chiaro come mettersi in regola con le tasse.


Evidenziati, infatti, in prima pagina, come sottolinea nella sua nota Equitalia, le specifiche chiave sul debito, con un quadro sintetico a caratteri grandi che riepiloga le somme da versare, le scadenze e gli enti creditori”.


(In Notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 09 settembre 2010)


 


 


10) Altre di fisco:


 


– Gli enti devono pagare la TCG sui telefonini


Giustizia tributaria: La Commissione Tributaria provinciale di Vicenza, con le sentenze n. 55 e n. 15/2010 ha stabilito che i comuni sono tenuti al pagamento della tassa di concessione governativa sugli abbonamenti di telefonia mobile.


L’esenzione è riconosciuta solo alle amministrazioni statali. Secondo i giudici tributari le amministrazioni locali non sono comprese tra i soggetti esenti e non sono equiparabili alle amministrazioni dello Stato.


Dello stesso parere è l’Agenzia delle Entrate che più volte ha precisato come le amministrazioni statali non sono soggette alla TCG poiché solo per esse si realizza la concentrazione in un unico soggetto della posizione giuridica di concedente e concessionario.


(In Il Sole 24 Ore del 09 settembre 2010)


 


 


 – Ordine dei Commercialisti di Milano sulla sentenza della Cassazione per compensi agli amministratori


L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 18702, del 13 agosto 2010, sulla problematica della deduzione dei compensi degli amministratori delle società di capitali, continua a suscitare scalpore.


Questa volta è stato l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano ad esprimersi in proposito.


Per l’Ordine si è trattato di un’interpretazione erronea dell’art. 62 del TUIR, che riconduceva le spese per le prestazioni di lavoro nella categoria del reddito d’impresa, fino al 1° gennaio 2004.


Tra l’altro adesso la questione é stata superata dall’art. 95 del TUIR, che estende il principio della generale deducibilità per cassa dei compensi.


Ma anche per il passato poteva essere dedotto il compenso dell’amministratore della società di capitali.


L’Ordine di Milano quindi considera la vicenda come un “semplice incidente di percorso giurisprudenziale”.


(In Il Sole 24 Ore del 9 settembre 2010)


 


 


– Addio ruolo: conferme e nuove domande sulla abrogazione implicita della sospensione dell’atto impugnato


Secondo Raffaello Lupi (suo intervento in Ipsoa del 9/9/2010), a seguito dei provvedimenti contenuti nella cd. ultima manovra correttiva, è saltata la procedura del ruolo: in caso di mancato versamento spontaneo delle imposte accertate, arriva direttamente l’esattore, senza il tramite del ruolo.


Concentrazione della riscossione nell’accertamento: In base alla quale gli atti di accertamento sono diventati anche atti di riscossione delle somme dovute.


Con ciò a discapito della possibilità di potere effettuare il ravvedimento operoso. E’ questo l’interrogativo che si pone il noto Autore.


 


 


– Rimborso Iva a due velocità: Decide la Corte di giustizia Ue


La convivenza di una prescrizione decennale e un’altra biennale inducono a chiedere lumi transnazionali.


Se, in base alla normativa nostrana, il contribuente che ha addebitato l’Iva in rivalsa e l’ha versata all’Erario può venire obbligato, dal giudice civile, a rimborsare l’imposta a chi ha subito l’addebito, senza poter poi esercitare il diritto al rimborso, è necessario il parere del Tribunale Ue.


(Corte di Cassazione, ordinanza n. 18721/2010 in Notiziario dell’Agenzia delle Entrate del 09 settembre 2010).


 


 


– Congresso nazionale, il 17 settembre a Napoli la conferenza stampa di presentazione


Ad un mese dall’assise, Siciliotti e Coppola ne illustreranno temi e programma


Si terrà il 17 settembre presso la sede dell’Odine dei commercialisti di Napoli, a partire dalle 11,30, la conferenza stampa – dibattito del 2° Congresso nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in programma nel capoluogo partenopeo, presso la Mostra d’Oltremare, il 21, 22 e 23 ottobre 2010. Interverranno Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e Achille Coppola, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli. I lavori saranno moderati dal Vicedirettore del TG1, Gennaro Sangiuliano.


Il titolo scelto per la seconda assise della categoria è “Per un Paese Migliore”. Tre giorni di lavori nei quali verranno lanciati idee e proposte sui principali temi dell’economia, della finanza e del mercato del lavoro per un confronto sereno e costruttivo con il mondo politico ed economico. Fisco, federalismo fiscale, controllo dei conti, giustizia, green economy, quote di genere, riforma delle professioni saranno i temi oggetto del dibattito, nel quale verranno presentati concreti progetti su cui confrontarsi.


Sei i partners ufficiali dell’evento: Open Caf Doc, Gruppo Sole 24 Ore, Confidi-Prof, Caf Cgn Spa, Intesa San Poalo  e Wolters Kluwer Italia.


Nel corso della conferenza stampa sarà proiettato il video di presentazione del Congresso”.


(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota del 09 settembre 2010)


 


 


– Gare pubbliche: L’asseverazione del piano economico-finanziario può essere fatta anche dalla società di revisione


Le imprese si possono aggiudicare l’appalto pubblico anche se l’asseverazione finanziaria sia stata fatta da una società di revisione in luogo dell’istituto di credito.


Il fatto che l’asseverazione del piano economico-finanziario sia stata resa non da una società finanziaria ma da una società di revisione non determina l’esclusione dalla gara pubblica.


Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 6490 depositata in segreteria l’8 settembre 2010, secondo cui è lecito fare riferimento alle norme sul “project financing”.


 


 


– Entrate: Aggiornate le procedure di controllo dei modelli dichiarativi


L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito il 09 settembre 2010 l’aggiornamento delle procedure di controllo di alcuni modelli di dichiarazione 2010: Unico (Sp, Sc ed Enc), CNM


(Agenzia delle Entrate, nota del 09/09/2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


Partecipa alla discussione sul forum.