L’adeguamento alle normativa antimafia per gli appalti pubblici

La legge 136 del 2010, passata abbastanza in sordina sulla Gazzetta Ufficiale del 23 agosto sta diventando argomento caldo per aziende e consulenti.




La legge diventerà operativa il 7 settembre prossimo venturo (decorsi i 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) e modificherà sostanzialmente la gestione degli appalti pubblici. Il primo problema su cui si sono concentrati gli operatori è stato l’eventuale ritardo dei pagamenti degli appalti in corso in sede di applicazione della nuova disciplina. Il secondo problema su cui si è concentrata l’attenzione è la gestione del conto corrente dedicato: i limiti alla movimentazione sono stringenti ed i costi di gestione rischiano di essere onerosi; ieri abbiamo anticipato gli articoli di legge ed un primo commento a caldo (L. Bianchi, Novità per i pagamenti degli appalti pubblici, www.https://www.commercialistatelematico.com, 2 settembre 2010). Ora è tempo di un riassunto ragionato,




Il conto corrente dedicato sarà quello (in ipotesi che vi solo un conto corrente dedicato, ma non è un obbligo) su cui transiteranno i pagamenti effettuati dall’ente pubblico e e da cui verranno tratti i fondi per i pagamenti relativi alla procedura d’appalto. Tutte queste operazioni saranno identificate dal codice CUP (il codice relativo alla procedura d’appalto) e saranno svolte solo tramite bonifico. Tale obbligo sussiste per l’appaltatore, i subappaltatori ed i subcontraenti. Dovranno essere pagati con bonifico “tracciato” non solo i costi diretti dell’appalto ma anche le immobilizzazioni ed i “costi generali” (si deduce quei costi che ineriscono anche ma non solo alla procedura d’appalto).


Tutti questi pagamenti andranno effettuati tramite bonifico; per facilitare (sic) la vita alle imprese sarà possibile pagare le piccole spese (nel limite di € 500,00 al giorno) anche mediante altri mezzi di pagamento tracciabili (i.e. bancomat e/o carte di credito), ma mai per contanti.


Sempre per semplificare la vita (sic) alle imprese sarà possibile utilizzare i soldi versati sul conto corrente dedicato per pagamenti di forniture diverse; anche questi pagamenti andranno effettuati tramite bonifico. Attenzione: i reintegri che andranno effettuati sul conto corrente dedicato a fronte di tali prelievi potranno avvenire solo tramite bonifico.




Appare ovvio che la gestione amministrativa dei conti bancari si appesantirà, sia per la necessità di aprire nuovi conti, sia per l’aumento delle operazioni effettuate mediante bonifico (quindi a pagamento nella maggioranza dei casi), ma si appesantirà anche il lavoro di gestione contabile ed amministrativa. Se per le grandi procedure d’appalto l’aumento dei costi può essere d’impatto limitato, per le piccole procedure il costo potrebbe essere anche consistente; sarà possibile revisionare i prezzi degli appalti di conseguenza? (Cfr. G. Saporito, “Sul conto dedicato sanzioni anche alla Pa”, in IlSole24Ore del 2 settembre 2010)




Oltre le norme sul “conto corrente dedicato” sempre a partire dal 7 settembre è, inoltre, previsto, per una migliore individuazione dei soggetti operanti in cantiere e per evitare l’intrusione di soggetti estranei, l’obbligo di indicare:


1. nella bolla di consegna del materiale numero di targa e nominativo del proprietario degli automezzi adibiti al trasporto dei materiali per l’attività dei cantieri (v. articolo 4);


2. nella tessera di riconoscimento di cui all’articolo 18, comma 1, lettera u), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, oltre agli elementi ivi specificati, anche la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione. Nel caso di lavoratori autonomi, la tessera di riconoscimento di cui all’articolo 21, comma 1, lettera c), del citato decreto legislativo n. 81 del 2008 deve contenere anche l’indicazione del committente (v. articolo 5).




La legge non indica se si tratta dei soli cantieri relativi ad appalti pubblici o di tutti i cantieri; il secondo caso imporrebbe una sostanziale variazione della modulistica (sostituire/integrare tutte le bolle di consegne con documentazione idonea a recare i nuovi dati e sostituire/integrare i cartellini di riconoscimento) in tempi relativamente brevi.




Appare evidente che alcuni chiarimenti in merito all’applicazione di tali normative antimafia siano necessarie per una più tranquilla convivenza degli operatori del settore.




3 settembre 2010


Luca Bianchi


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